Iacp, un archivio per “leggere” il territorio

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – La Iacp di Napoli inaugura l’archivio storico iconografico, con una raccolta di materiale che, da oltre un secolo, traccia la realizzazione delle case popolari a Napoli e in provincia. Un lavoro difficile ma non impossibile per gli addetti ai lavori.

Un progetto Iacp risalente all'epoca fascista
Un progetto Iacp risalente all’epoca fascista

L’immensa mole di materiale recuperato comprende lucidi, planimetrie e disegni che per la prima volta dovranno essere digitalizzati in modo da rendere la consultazione di facile accesso all’utenza. L’obiettivo è realizzare una banca dati che non solo sia fruibile per gli addetti ai lavori e i cittadini tutti, ma consenta una corretta gestione del patrimonio edilizio dell’ente. L’archivio svolgerà dunque un’innovativa azione di recupero della memoria storica legata alla casa ed alle politiche abitative. «Abbiamo voluto dare vita ad un vero e proprio centro di documentazione, – ha detto il commissario Iacp di Napoli, Carlo Lamura – un archivio storico dinamico, ipertecnologico, collegato all’università, al territorio. Un luogo di studio e di ricerca attiva, una struttura aperta a tutti, dove i giovani e futuri progettisti potranno formarsi e trarre ispirazione, dalle tante cose buone ma anche dagli errori del passato. Tra qualche mese – aggiunge – avremo i primi risultati on line di questo lavoro immenso che rappresenta un momento storico importante e di grande innovazione». Un’operazione necessaria dunque a valorizzare il lavoro fatto in questi anni e renderlo disponibile con gli strumenti informatici. Solo un decimo dei lavori al momento verranno digitalizzati, ma l’intenzione è quella di andare avanti con la raccolta delle planimetrie allocate nei vari uffici degli istituti di case popolari della città: «In questa missione saranno impiegati architetti e ricercatori – continua Lamura – che dovranno nel breve periodo provvedere alla digitalizzazione del materiale a disposizione». Scelta la sede di via del Sebeto, nel rione delle cosiddette Case nuove, un pezzo di quartiere a ridosso di via Marina che in verità di nuovo ha poco, ma che attraverso iniziative di valorizzazione del territorio come questa intende risollevarsi ed ottimizzare le sue risorse. «L’ Archivio storico – ha affermato l’assessore regionale Ermanno Russo – sarà un valido strumento di ricerca. Ci aiuterà a riprogrammare urbanisticamente il territorio. Voglio cogliere l’occasione – ha aggiunto l’assessore – per lanciare un appello al nuovo governo Renzi, affinché si faccia carico dei gravi problemi abitativi della città di Napoli, della Campania e dell’intero Mezzogiorno. Occorre ripartire dal Piano casa, per dare risposte sociali e per ridare fiato ad un settore strategico per la crescita economica dell’intero Paese». Grazie a una convenzione con il dipartimento di ungegneria civile, design, edilizia e ambiente della Seconda università degli studi di Napoli, saranno laureandi, dottorandi e docenti esperti di edilizia residenziale pubblica, sotto il coordinamento dei professori Pasquale Belfiore e Concetta Lenza, a svolgere il complesso lavoro di studio e catalogazione scientifica del patrimonio documentario storico dell’Istituto, in stretta collaborazione con il personale dello Iacp. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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