I giovani: priorità lavoro e famiglia ma non ci fidiamo del sistema Paese

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – I nuovi giovani sono responsabili, responsabili e disincantati e salvano poco dei pilastri della nostra società. E’ quanto emerge da “Generazione Proteo, solisti fuoriclasse” , un’indagine a cura della dall’Università Link Campus rivolta ai giovani adolescenti per indirizzarli agli studi universitari, percepire le loro attitudini ma soprattutto le loro esigenze future.

Un focus sui giovani studenti napoletani e confronto con i coetanei del resto d’Italia. LoOsservatorio Generazione Proteo studio è rivolto agli studenti nella fascia di età tra i 17 e i 19 anni, figli della crisi economica, politica e ideologica che ha segnato gli ultimi anni del Paese. I dati sono sconvolgenti ed aprono scenari che lasciano ben sperare per la crescita professionale delle nuove leve. Oltre 8 ragazzi su 10 vogliono votare alle prossime elezioni politiche; per loro il compito principale per il Governo Renzi è creare le condizioni per lo sviluppo del lavoro. Questi ragazzi credono fermamente nella Scuola, Chiesa e Forze di Polizia diffidando del ‘sistema Paese’. Di loro il 98,9% ritiene la famiglia un punto di riferimento. Il lavoro e l’indipendenza vengono prima di amore e amicizia e 2 su 3 ritengono poco o per nulla credibile l’informazione riportata su Facebook. il 46% dei ragazzi intervistati privilegia il ‘vecchio’ tg. “Bisogna capire le intenzioni dei giovani, – dice il Presidente di Link Campus Vincenzo Forti – le loro passioni per poter suggerire ed orientare il loro percorso; questi percorsi sono importanti e vanno concertati con le scuole, in quanto è interesse di tutti formare i giovani e dare loro gli strumenti necessari alla loro crescita individuale e professionale”. Una generazione, quella dei nuovi giovani, che l’indagine definisce responsabile, disincantata e pragmatica, che salva gran poco dei pilastri della nostra società. il sociologo e Presidente di LinkLab Nicola Ferrigni, inquadra i nuovi ragazzi come “Solisti – dice – che faticano a trovare armonia nella propria orchestra, rappresentata dalla propria classe, dal proprio gruppo, dal proprio Paese di cui non ci si sente più orgogliosi, di cui si condanna l’instabilità politica e che si vorrebbe lasciare per un periodo. Accanto a ciò – ha proseguito Ferrigni – i giovani intervistati individuano nella famiglia il pilastro della società, e porto sicuro e principale riferimento, al punto da attribuire ai genitori il fascino del mito”. Lavoro, dunque, ma anche famiglia, libertà e cultura. Questi i capisaldi, tra valori e necessità, per i giovani napoletani, fotografati dall’indagine condotta a Napoli dall’Università Link Campus. Tra i dati emerge che il 13,4% andrebbe a vivere stabilmente all’estero ed il 56,4% sta valutando tale ipotesi per ‘trovare lavoro’, perché ‘l’Italia non crede nei giovani’. Due motivi, questi ultimi, che uniscono circa il 39,2% delle risposte dei 700 ragazzi napoletani intervistati e che rappresenta un valore ben superiore registrato dal campione nazionale che si aggira intorno al 27,8%). Alla criticità nei confronti delle istituzioni e della politica si contrappone un inaspettato interesse per la politica stessa, il cui modello partecipativo non è solo su internet. Controverso, ma solo agli occhi delle generazioni più anziane, il rapporto con la Rete. Il 93,1% dei neo maggiorenni utilizza Facebook, che resta il social più diffuso, mentre il 19,9% (molto più rispetto al dato nazionale, 13,9) sceglie il famigerato Ask.Fm, seppur ritenuto ‘pericoloso’ dalla metà degli intervistati.

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