Gigi D’alessio e la fine della Rivoluzione Arancione. Ma chi lo ha deciso?

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – Gigi D’Alessio suonerà al concerto di fine anno a Piazza del Plebiscito con buona pace di una parte dell’elettorato di de Magistris . Finanche i Robin Hood dell’ultim’ora gridano allo scandalo. “La città è della intellighenzia”… gridano inviperiti. Uniti sotto la stessa bandiera… “Si passa da Vecchioni a D’Alessio”…

Gigi D’Alessio

Si, certo. Potrebbe darsi che D’Alessio non sia proprio nelle corde dell’elettorato del Sindaco de Magistris. Ma non si capisce il motivo per cui in Piazza del Plebiscito dovrebbero suonare solo Ligabue e la Pausini, o chi piace a lor signori. Senza dimenticare che fino a qualche giorno fa in Piazza del Plebiscito non avrebbe potuto più suonarci nessuno. Che piaccia o meno, D’Alessio muove diverse migliaia persone quando canta. E quelle persone sono, almeno in parte, napoletani come tutti gli altri.

L’elettorato di de Magistris, ovviamente solo quella parte che pensava che le cose si sarebbero risolte da sole, negli ultimi tre anni è stato affetto da “scilipotismo cronico ondivago”. Uniti al grido di “sparate sul pianista”. Che l’Italia, ed ancor di più Napoli, fosse un paese di 60 milioni di allenatori, lo si sapeva. Ma che adesso dovessero voltare la faccia solo perchè a suonare sarà Gigi D’Alessio…

O suona Vecchioni o la Rivoluzione Arancione è fallita. I comitati cittadini chiedono le panchine anti-clochard e i cittadini stessi insorgono contro il Comune che gliele dà. Si chiede legalità, ma si menano i vigli urbani che tentano di sequestrare materiale contraffatto in via Roma.

La Rivoluzione Arancione non muore perchè a Capodanno suonerà Gigi D’Alessio, ma, ovemai dovesse accadere, solo perchè molti hanno girato le spalle, confondendo la condivisione con l’imposizione. Senza riuscire a rassegnarsi all’idea che la città è di tutti. Ah… se lo sapesse Robin Hood… sai le capriole…

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