Flash mob per il progetto del centro storico «Chiarezza sul restauro dei monumenti»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) –  Un flash mob in piazza per tutelare il Centro storico di Napoli. Fillea Cgil, archeologi e restauratori chiedono alle istituzioni campane chiarezza sui bandi di assegnazione delle risorse destinate alla riqualificazione del cuore di Napoli.

Flash mob al centro storicoAlla manifestazione di piazza segue una via crucis degli addetti ai lavori organizzata per sensibilizzare l’opinione pubblica ed ottenere risposte da Comune di Napoli e Regione Campania. «Intendiamo fare chiarezza su come verranno distribuiti i soldi destinati a questo pezzo di territorio – afferma il segretario regionale della Fillea Cgil, Giovanni Sannino – per garantire la qualità dei lavori; ci interessa sapere come verranno recuperati i monumenti e soprattutto le modalità di valorizzazione». La protesta chiama in causa le istituzioni locali sull’immobilismo che va avanti da anni per l’assenza di una vera e propria politica di sostegno e di rilancio dei Beni Culturali. Per la Fillea vige l’abbandono e degrado che fanno seguito a promesse di lavori annunciati e mai realizzati. «Sono anni che gli archeologi attendono il dovuto riconoscimento della loro professione – dice il presidente regionale dell’Associazione nazionale Archeologi, Tommaso Conti – ma questo non accade; il loro lavoro viene talvolta screditato senza una minima forma di tutela lavorativa e sociale. Il grande progetto Unesco – aggiunge – potrà essere considerato tale se riuscirà a coinvolgere imprese che avranno come principio fondamentale il rispetto delle regole». Tremila i restauratori campani che hanno affrontato la crisi economica e le difficoltà legate alla loro attività, molti dei quali hanno deciso di lavorare all’estero in quanto «in altre parti d’Europa il restauratore e l’archeologo vengono valorizzati di più», dicono. Il Centro storico di Napoli è inserito nei 19 Grandi progetti ma – secondo i manifestanti – non c’è un avvio serio dei lavori: «Tutto fermo – sostengono – con i primi bandi pubblicati, mentre assistiamo ad una inspiegabile disattenzione ai beni culturali, per noi risorsa importantissima rivolta al turismo. Ci tocca constatare invece l’usura dei monumenti, delle chiese e di edifici storici invidiabili». L’intervento previsto per il Grande progetto Unesco è stato decurtato di 100 milioni sui 200 inizialmente stanziati, ma rappresenta ancora una importante opportunità per la città e per i lavoratori del restauro e dell’archeologia, che hanno riposto in questi progetti e in quello di Pompei aspettative di lavoro e di riconoscimento della propria professionalità, che rimane preda della precarietà. I manifestanti, partiti da San Domenico Maggiore, hanno percorso buona parte del centro storico con alcune tappe emblematiche, quali Piazzetta Nilo, via Tribunali e San Gregorio Armeno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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