Fiorentina si può giocare: lo decide un “tifoso”

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – La finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, giocata ieri sera a Roma, allo Stadio Olimpico e vinta dal Napoli con il risultato di 3 a 1, tutto è stata tranne che una serata di sport.

Possiamo pure continuare ad illuderci, ma ormai è un dato di fatto, il calcio in Italia è soggetto irrimediabilmente agli umori di pochi… che tutto sono fuorché tifosi. Si sapeva che tra sostenitori napoletani e romani (che con la partita non c’entravano niente) non corre buon sangue, così come si sapeva che ci sarebbero stati probabili agguati. I tifosi della Fiorentina ci hanno messo del loro, inneggiando al Vesuvio,  i tifosi napoletani, dal canto loro, non sono certo quelli che porgono l’altra guancia, anzi…

C.Italia: ultrà ha dato ok a match, è capo 'curva A' NapoliTant’è che il capo dei Mastiffs, frangia degli ultrà del Napoli, tale Gennaro di Tommaso, ieri sera era ritratto a cavallo della rete di contenimento dello stadio con indosso una maglietta che recitava “Speziale libero”. Speziale è quel “tifoso” che fu condannato per l’omicidio Raciti nel 2007 allo stadio di Catania. E sul retro della maglietta un “Libertà per gli ultrà”. Come se gli ultrà dovessero godere di una sorta di immunità in quanto tali. Ovviamente non è solo il di Tommaso, ma tutto il sottobosco della tifoseria partenopea ad aver messo in atto un gigantesco ricatto. “La partita non dev’essere giocata dal Napoli per solidarietà ai tifosi per i fatti di violenza avvenuti fuori dello stadio”.  Fuori dello stadio…appunto, cose che con il calcio o lo sport non c’entrano nulla. E non si capisce perchè una squadra di calcio, venuta a Roma per giocare a calcio dovrebbe solidarizzare con fatti di violenza scatenati, ed ampiamente prevedibili, da gente che il calcio lo usa solo come scusa.

Questo è quanto. Che fosse giusto o sbagliato far giocare la partita, comunque si è dovuto attendere il segnale di Gennaro di Tommaso.

E questo non può essere ritenuto accettabile. Non è pensabile minimamente che per giocare si debba aspettare il segnale di un capo tifoso. Che poi quelli siano o no realmente tifosi non ha importanza. E’ il modo di fare che non è accettabile. Un modo di fare che, non se ne capisce il motivo, istituzioni ed autorità continuano a tollerare… E fin quando sarà così, fin quando queste persone si sentiranno legittimate, il calcio continuerà ad essere quello che è. Uno sport (col) morto.

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