Fiat vola a Piazza Affari

Sergio Marchionne

MILANO -Fiat potrebbe salire al 51% di Chrysler gia’ nel 2011; prima del ritorno a Wall Street dei titoli del gruppo americano che resta previsto per la seconda meta’ dell’anno. E’ ”possibile” dice l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, escludendo che il raggiungimento di questo traguardo possa far scattare una fusione tra Fiat e la casa automobilistica di Auburn Hill, che al momento ”non e’ in programma. Non cambierebbe le nostre vite”.

Delle tappe del piano-Chrysler ”abbiamo raggiunto tutto quello che ci eravano prefissati di raggiungere”, ha indicato Sergio Marchionne, che ora punta ai traguardi ”comunicati al mercato nel 2009”. Come blindare la maggioranza di controllo, con il 51%, anche anticipando l’opzione call sino al 16% del capitale esercitabile da gennaio 2013 a giugno 2016 (e alla completa restituzione dei prestiti a sostegno del piano di salvataggio che Chrysler ha ricevuto dai governi americano e canadese).

”Penso sia possibile”, ha detto Marchionne, che ne ha parlato rispondendo ad alcune domande a margine del debutto a Piazza Affari di Fiat Industrial, e ha precisato: ”Non so se e’ anche probabile ma e’ possibile che saliremo oltre il 51% se Chrysler decide di andare in Borsa nel 2011”. Sul mercato questo obiettivo viene visto come propedeutico ad una eventuale fusione Fiat-Chrysler. Marchionne ha chiarito che non e’ in agenda. Anticipare la call, e acquisire la quota prima della quotazione delle azioni Chrysler in Borsa, permetterebbe anche di pagare meno (risparmiando da 1 a 2,7 miliardi di dollari, secondo un analista interpellato da Bloomberg).

Per Marchionne ‘se verra’ fatto sara’ vantaggioso”. Sara’ comunque un forte segnale di successo del piano per il salvataggio di Chrysler, passando per la restituzione degli aiuti pubblici, e altri traguardi fissati dall’intesa del 2009. Fiat ha in portafoglio il 20% del gruppo americano. La call su un ulteriore 16% sarebbe l’ultimo ultimo passo per arrivare al 51%. E’ in gioco anche il conferimento gratuito al Lingotto di tre partecipazioni del 5% di Chrysler legate a tre obiettivi di performance previsti dall’accordo per l’acquisizione, nel 2009 . Riguardano la produzione negli Stati uniti di un motore della famiglia Fire, quella di una auto su piattaforma Fiat con bassi consumi di carburante, e target di vendita fuori dal Nord America; con la facolta’ di acquistare comunque in tutto o in parte le quote legate ai tre ”performance event” anche se non raggiunti. (Ansa)

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