“Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André”, il docu-film sulla vita di De Andrè nelle sale il 27 e il 28 maggio

(di Gennaro Auricchio) – Si chiama “Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André” il docu-film diretto dal regista cagliaritano Gianfranco Cabiddu dedicato a Fabrizio de Andrè che sarà nelle sale il 28 e il 29 maggio, un evento speciale da non perdere che focalizzerà l’attenzione sugli aspetti più intimi della vita del cantautore genovese e che raccoglierà i ricordi delle persone che gli sono state vicine nel corso della sua vita: amici, parenti, e anche chi con lui ha condiviso il palco e non solo.

Fabrizio De AndrèIl documentario, come suggerisce il titolo stesso, è diviso in due parti: nella prima, verrà descritto il rapporto viscerale che De Andrè aveva con luoghi molto speciali per lui come la sua tenuta dell’Agnata e la Sardegna, mentre nella seconda, sarà dato spazio alle immagini rimasterizzate in ultra HD del suo ultimo concerto al Teatro Brancaccio di Roma datato 1998.
Per Fabrizio de Andrè e la sua compagna Dori Ghezzi, l’Agnata rappresenta sicuramente una parte fondamentale della loro vita di coppia, visto che dalla seconda metà degli anni settanta i due decisero di trasferirsi lì per l’imminente nascita della figlia Luisa Vittoria ma anche perché nell’agosto del ’79 i due furono rapiti dall’anonima sequestri che li tenne prigionieri fino al pagamento del riscatto di 550 milioni di lire avvenuto quattro mesi dopo.
Ed è proprio Dori Ghezzi ha specificare l’importanza di quel posto per entrambi durante una lunga intervista rilasciata a La Repubblica:

“In un primo momento era semplicemente il luogo dove io e Fabrizio avevamo scelto di vivere, presto si trasformò in un punto di incontro, una sorta di lussureggiante Agorà. Non c’era bisogno di chiamare prima, niente prenotazioni. Amici e turisti arrivavano, magari raccontando ‘passavo di qua…’ – immagini se uno poteva passare lì per caso – e noi si dava ospitalità a tutti con piacere. Chiunque poteva godere di questa sua intuizione”.

Il desiderio di Fabrizio De Andrè era proprio quello: ricongiungersi con la terra e riprendersi la vita da contadino che aveva vissuto da bambino e, proprio per questo, quel posto rappresenta al meglio il punto di incontro tra il passato, presente e futuro della vita del cantautore genovese.
L’Agnata continua per certi versi a vivere di musica visto che anche grazie al coordinamento del regista Gianfranco Cabiddu, vengono tuttora organizzati concerti acustici dove si alternano tantissimi protagonisti della musica italiana come il figlio Cristiano de Andrè e Morgan.
Dopo aver ripercorso la vita di Faber anche attraverso le testimonianze di amici e parenti, si arriva alla seconda parte del docu-film in cui saranno proiettate le immagini del suo ultimo concerto al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998. Quel concerto è passato alla storia proprio perché di lì ad un anno, ci sarebbe stata la scomparsa di uno degli artisti italiani più influenti di tutto il novecento.

Gennaro Auricchio

cell. 3358176156

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