Disoccupazione, in Italia sale ai massimi storici

NAPOLI (di Tiziana Pagano)I livelli di disoccupazione sono in costante aumento in tutta Italia: in Campania, nel 2010, il tasso di disoccupazione era del 14%, Napoli ha toccato il 15,7%.  Una situazione, quella attuale, per niente rosea dato che questi ultimi anni non hanno portato novità positive, né per la città partenopea né per l’Italia in generale. Il 31% dei giovani italiani è senza lavoro, la disoccupazione maschile aumenta anno dopo anno. Come riportato da un articolo de Il Sole 24 ore, mentre l’Italia conta una disoccupazione ai massimi storici rispetto al 2004 la Germania a Gennaio ha addirittura raggiunto quelli minimi: la crisi economica non sembra più tanto globale, quindi. Ma la situazione è allarmante in tanti paesi, come l’Italia, e soprattutto in alcune città, come Napoli.

Napoli, in particolar modo, attraversa un periodo di crisi da anni e forse non è mai stata realmente prospera. Già negli anni Novanta, se non prima, i tassi di disoccupazione salivano mentre in altre città le attività produttive fiorivano e con esse tanti altri settori della società. Napoli, invece, sembra sempre sull’orlo del fallimento.

Il primo articolo della Costituzione Italiana recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, una frase che più volte è stata sottolineata per riflettere sullo stato attuale del nostro Paese. Un Paese che non offre prospettive di lavoro, parte sconfitto rispetto a quelli che danno ai propri cittadini la possibilità di un impiego dignitoso. Il malcontento generale aumenta quando si è addirittura costretti a lavorare percependo uno stipendio al di sotto dei limiti previsti e che non permette alle famiglie di vivere serenamente. I giovani non possono costruire il loro futuro e si ritrovano a dover dipendere sempre più a lungo dai propri genitori.

In questo scenario, purtroppo, Napoli si colloca sempre ai posti più bassi delle classifiche di benessere economico. Le imprese non riescono a fiorire, molte falliscono e chi ha potere economico preferisce investire fuori regione i propri capitali. Un circolo vizioso che sta portando sempre più alla povertà e alla criminalità che, nella disoccupazione, trova terreno fertile per piantare il seme dell’illegalità. La dignità dell’uomo viene sempre più calpestata, soprattutto quando per avere ciò che spetta di diritto – un lavoro dignitoso – si è costretti a chiedere favori a quell’amico o a quel conoscente.

Alla luce di tutto questo verrebbe da chiedersi se la crisi economica non sia solo un dito dietro il quale nascondere ben altri e più gravi problemi, dell’ Italia e di Napoli in particolare.

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