De Magistris: scudo fiscale e legge sulle intercettazioni a favore della criminalità

NAPOLI – (di Daniele Pallotta) – Il 27 maggio alle ore 18 nella sede della Feltrinelli in piazza dei Martiri a Napoli l’europarlamentare luigi De Magistris ha presentato il suo ultimo libro “Assalto al pm”, con prefazione di Marco Travaglio e postfazione di Antonio Ingroia. A seguito della presentazione si è tenuto un dibattito su vari temi poltici, sociali ed economici.

Luigi De Magistris alla Feltrinelli presenta il suo libro (foto di Andrea Baldo) ©2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

LE INCHIESTE DI DE MAGISTRIS.De Magistris ha ripercorso le vicende che lo hanno portato ad abbandonare la magistratura. Dall’inchiesta denominata “Poseidone”, nata grazie ad alcune segnalazioni di bagnanti per l’acqua inquinata e depuratori mal funzionanti in Calabria che hanno portato a scoprire un meccanismo illecito di gestione dei fondi comunitari , all’inchiesta “Why not”, in cui, sostiene l’eurodeputato, stava emergendo una mole di illeciti enorme, legata soprattutto alle società miste pubblico- private. La procura di Salerno stava indagando su questo ed aveva emesso l’ordinanza di sequestro verso alcuni atti della procura di Catanzaro; quest’ultima ha disposto un contro sequestro. De Magistris spiega che il contro sequestro è impensabile in questi casi: “avrebbero dovuto ricorrere al tribunale del riesame. Successivamente – continua l’ex magistrato-   vengono denunciati sette magistrati di Salerno, che avrebbero agito istigati da me, anche in ragione di una relazione sentimentale. Si è aperto un procedimento penale su questa faccenda! Io vengo sentito come indagato a Perugia, dove viene tutto archiviato, e dove ora continuano alcuni filoni dell’inchiesta Why Not. Ma il Consiglio superiore della magistratura si era pronunciato all’unanimità contro di me. Mancino, attuale vicepresidente del Csm è stato determinante nell’allontanare dal suo ruolo Clementina Forleo, nel sospendere il procuratore di Salerno Apicella e me. Mancino era ministro dell’Interno nel 1992. Non  ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino pochi giorni prima della strage di via D’Amelio. Ma quell’incontro è segnato sull’agenda nera di Borsellino, che in quel periodo era molto presente nei media. Come può Mancino non ricordare?”.

MAGISTRATURA NELLA NEBBIA. De Magistris è stato indagato anche per aver dichiarato che alcuni giudici calabresi sono collusi; sostiene che la corruzione e la superficialità nelle indagini sono fenomeni diffusi nella magistratura. Il procuratore generale Dolcino Favi, che ha avocato il procedimento Why not è lo stesso indicato come colluso anni fa dal mafioso Ilardo.De magistris segnala le indagini sul coinvolgimento in illeciti del procuratore aggiunto della Repubblica di Roma, sezione reati contro la pubblica amministrazione, Achille Toro, che aveva contatti con un altro ex  piduista, Gian Carlo Elia Valori. “Ricordo che oggi il consulente più importante di Berlusconi è Luigi Bisignani, condannato per la tangente Enimont, io perquisisco il 19 luglio 2007 a roma; pochi giorni dopo mi tolgono l’inchiesta.”

“Lo stesso Paolo Borsellino individuò in una parte della magistratura i principali nemici del suo lavoro e di quello di Giovanni Falcone. E solo nell’ultima estate viene dato valore all’ipotesi che Borsellino avesse scoperto una trattativa tra stato e mafia, con Ayala, e Violante che ritrovavano la memoria”

MAGISTRATI CORAGGIOSI. De Magistris difende l’operato di alcuni magistrati onesti e coraggiosi come Antonio Ingroia e Roberto Scarpinato a Palermo, Sergio Lari  a Caltanissetta, Sottani a Perugia, alcuni dei quali indagano proprio sulle stragi del ’92, e aggiunge che “se sono questi  i giudici che il presidente Napolitano accusa di protagonismo, allora auguriamoci che ci sia un’ondata di magistrati  così” .

LEGALITA’ SENZA GIUSTIZIA. De Magistris dice di sentirsi in difficoltà quando deve parlare di legalità nelle scuole. Perché lo scudo fiscale, il legittimo impedimento, e la legge ancora in discussione sulle intercettazioni fanno parte del sistema legislativo e possono rientrare nella definizione di legalità. Tuttavia secondo De Magistris sono leggi immorali ed illegittime. Lo scudo fiscale ha danneggiato gli imprenditori onesti che pagano le tasse, avvantaggiando chi aveva illecitamente depositato capitali all’estero, tra cui i mafiosi; è illegittimo a livello europeo perché uno Stato non può unilateralmente decidere di non far pagare l’IVA, e perché è in contrasto con le norme contro il riciclaggio e contro il terrorismo, in quanto fa mantenere l’anonimato. Ma è in corso una procedura in commissione europea che potrebbe portare a far rivelare i nomi degli “scudati”.Inoltre aumentando al 10% la quota pagata dagli scudati lo stato recupererebbe molti altri miliardi. Il legittimo impedimento permette al Presidente del consiglio di autocertificare i suoi impegni che gli impediscono di prendere parte ai processi in cui è imputato: la funzione del giudice è così svuotata. La legge sulle intercettazioni priverà i magistrati di un importante strumento contro la criminalità, e secondo De Magistris è solo il primo passo verso una legge che elimini l’obbligatorietà dell’azione penale.

LA BORGHESIA MAFIOSA. De Magistris attacca “i colletti sporchi”, la borghesia mafiosa, i professionisti, gli imprenditori, i politici, che senza lupara sono i veri responsabili del degrado di questo Paese. “Non dimentichiamoci che all’origini della crisi in Grecia c’è stato il cattivo utilizzo dei fondi pubblici. E gli incendi che hanno devastato quel paese l’anno scorso erano dolosi e finalizzati ad ottenere finanziamenti ed appalti, come avviene nel sud Italia”.

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