Crisi welfare, in catene davanti al Duomo

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Non è bastata la pioggia a fermare la protesta dei lavoratori del welfare che, incatenati davanti al Duomo, chiedono lo sblocco dei fondi regionali funzionali a finanziare le loro cooperative e le attività professionali.

Protesta al Duomo degli operatori del welfareL’appello è rivolto al cardinale Sepe, “ultima tappa dopo la totale assenza delle istituzioni”, dicono i manifestanti. Un anno di mensilità arretrate, 6 le cooperative in dissesto e 60 licenziamenti nel solo mese di febbraio. “Ci saranno altri licenziamenti anche a marzo – dice Mario Morelli, uno dei manifestanti – e 150 operatori perderanno il lavoro senza un motivo valido; il servizio di assistenza domiciliare non può essere interrotto, c’è gente che ne ha bisogno. Non ci spieghiamo questa assenza istituzionale sulla vicenda”. Per gli operatori “questa è una vicenda tutta politica, in quanto i rapporti poco sereni tra regione Campania e comune di Napoli non facilitano un accordo” e chi subisce questa “battaglia” sono i lavoratori e gli assistiti i quali “vengono privati di un servizio indispensabile alla loro salute”. In prima linea i lavoratori della cooperativa Fisiomedical che, dopo un incontro con il sindaco Luigi De Magistris che li aveva rassicurati sullo sblocco dei fondi, intendono recarsi direttamente alla regione Campania: “Lunedì prossimo saremo davanti la sede della regione Campania – continua Morelli – e con noi anche le famiglie delle persone assistite. Non possono ignorarci così; ci diano una spiegazione di queste inadempienze con il comune di Napoli e con le banche, abbiamo già atteso troppo”. “I disabili e anziani rimarranno senza assistenza domiciliare”, urlano al megafono i lavoratori del welfare, ed ancora: “Il cardinale Sepe intervenga sull’amministrazione regionale perchè sblocchi i fondi per la non autosufficienza”. Un appello rivolto a tutti a tutti gli enti pubblici, partendo dagli enti locali: “Abbiamo avuto rassicurazioni dall’assessore al welfare del comune di Napoli Roberto Gaeta – dice un altro operatore – dal sindaco De Magistris e dallo stesso Caldoro, ma ci accorgiamo che non solo non vengono rispettati i diritti sia dei lavoratori, ma anche quelli di anziani e disabili. Siamo indignati ma non molleremo”. Sulle lenzuola bianche, esposte sulle scale del Duomo, si legge: “Non uccidete l’assistenza domiciliare”. I promotori della protesta, il Comitato art.3, intende rivolgersi anche alle istituzioni nazionali per il rispetto della Costituzione, “chiaramente violata dai nostri amministratori locali”, dicono. I lavoratori socioassistenziali chiedono il rispetto del contratto collettivo nazionale, il rifiuto delle esternalizzazioni, ed una reale partecipazione alle politiche sociali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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