Cozzolino: «Eremo dei Camaldoli la prossima tappa»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Un progetto, quello della valorizzazione dei prodotti agricoli, che non appartiene solo al Bosco di Capodimonte, ma che va esteso anche ad altre aree del territorio. «Realizzeremo il progetto anche all’Eremo dei Camaldoli – ha detto il soprintendente dei beni paesaggistici Giorgio Cozzolino – in quanto vi sono anche lì tutte le caratteristiche per un’ ottima realizzazione; a breve avremo spazio libero dopo aver risolto qualche cavillo burocratico ed aggiungeremo un altro importante tassello al progetto». Iniziare da Capodimonte dunque in quanto vi sono 134 ettari di terreno su cui lavorare ed è un sito di interesse storico e di interesse botanico con un patrimonio arboreo che conta quattrocento entità vegetali impiantate nell’area nel corso di due secoli, 150mila alberi ad alto fusto, dieci ettari di praterie restaurate. All’interno del sito ci sono inoltre sedici edifici storici risalenti originariamente funzionali allo svo

Giorgio Cozzolino, soprintendente beni paesaggistici
Giorgio Cozzolino, soprintendente beni paesaggistici

lgimento delle attività venatorie e produttive che vi si svolgevano e dodici chilometri di viali percorribili. «Lo scopo di quest’evento, e dell’intero progetto – aggiunge il soprintendente dei beni paesaggistici Cozzolino – è quello di recuperare gli antichi sapori e la tradizione storica di luoghi che da secoli, ormai, è nel cuore di tutti i napoletani e che rischia di perdere le sue vere peculiarità a discapito di un’aura impersonale e poco tradizionale». Il timore che alcuni pezzi di territorio perdano la loro autenticità, ma soprattutto l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici spinge ancora di più a realizzare progetti ambiziosi come questi. In primo piano allora vanno messe tutte quelle coltivazioni di questi parchi, simbolo di una storia antica e sinonimo di tradizione e identità. «Oltre alla valorizzazione dei prodotti agricoli, – aggiunge ancora il soprintendente Cozzolino – vi sono coltivazioni parallele che si possono realizzare, penso ad esempio a quella di erbe mediche, e quale occasione migliore se non quella di progetti innovativi come questi per non dare prestigio ai nostri territori». Gli agricoltori, molti presenti all’evento, sono interessati e attenti alle nuove sperimentazioni in quanto subiscono in questi ultimi mesi un grande calo di vendite legate alle vicende dei veleni. «Recuperare la cultura attraverso queste iniziative, – conclude il soprintendente ai beni paesaggistici Cozzolino – diventa indispensabile per migliorare i territori in cui viviamo». At. Ian. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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