«Contrasto alla criminalità organizzata», trent’anni dopo la morte di Borsellino

Ricordare Paolo Borsellino, per onorarne la memoria e celebrarne l’opera di uomo di Stato, cittadino, baluardo e simbolo dell’antimafia. Oggi ricorre il trentesimo anniversario della strage di Via D’Amelio, dove morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Per rendere omaggio al lavoro e al sacrificio del magistrato, ieri, presso la Sala Consiliare del Comune di Napoli, in Via Giuseppe Verdi, 35, si è tenuta l’iniziativa “Contrasto alla criminalità organizzata. A trent’anni dalla strage di via D’Amelio”. Un’occasione di confronto, per discutere di nuove prospettive sul contrasto alla criminalità organizzata e per riflettere su uno dei periodi più bui della storia della Repubblica, quello delle stragi di mafia.

Interverranno al convegno Alessandra Clemente consigliera del Comune di Napoli, Davide D’Errico, fondatore di “Opportunity Onlus”, Piero De Luca, dirigente dell’Istituto Comprensivo “Sauro Errico”, Giustino Gatti magistrato del Tribunale di Napoli, Lucia Mallardi calciatrice e attrice, Margherita Acciaro, co-regional lead “Volt Campania”, Mariano di Palma referente “Libera Campania”, Arnaldo Lepore referente legale “I cittadini contro le mafie”, Giuseppe Schisano, fondatore di “Don Cafè” e Paola Del Giudice, referente “Napoli 2030”.

“A trent’anni dall’uccisione di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, è doveroso celebrare la sua azione, il suo impegno ma soprattutto l’esempio che tutt’oggi ispira l’opera di migliaia di persone”. Dice Alessandra Clemente consigliera comunale di Napoli e promotrice dell’evento. “Borsellino e i poliziotti che morirono con lui – continua Clemente – affondano le radici del loro eroismo nella normalità, quella di cittadini come tanti che hanno perso la vita solo perché hanno continuato a svolgere il loro lavoro con coscienza e coraggio, ben consapevoli del rischio a cui andavano incontro. Un lavoro consumato in nome dello Stato e dei suoi ideali. Per noi che condividiamo quei valori ricordare, tenere viva la memoria, non è solo un dovere, ma un rito collettivo che come comunità viviamo con passione. E vogliamo farlo assieme il prossimo 18 luglio nella casa dei napoletani, il Consiglio comunale per ribadire il nostro impegno contro le mafie”, conclude la consigliera.

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