Colpito alla testa durante la notte Natale, forse proiettile vagante

NAPOLI – Per ‘festeggiare’ il Natale hanno sparato, con due armi diverse, 12 colpi e forse uno di questi ha colpito, alla testa, Giorgi Gorgadze, un polacco di 26 anni che ora, a Napoli, è in fin di vita.

Tragedia, la notte di Natale, nel quartiere Forcella. Tutte le piste sono al vaglio degli inquirenti ma che a colpire l’uomo sia stato un proiettile vagante sparato durante i festeggiamenti resta, al momento, l’ipotesi della Polizia di Stato pi— accreditata. Secondo il racconto della compagna del 26enne, anche lei straniera, l’uomo era seduto sul divano quando ha chiesto aiuto. La donna è andata subito da lui e si è resa conto che aveva una profonda ferita alla testa.

Vico delle Zite, forcellaHa, quindi, chiamato il 118 e da l la corsa al Loreto Mare dove le condizioni sono apparse subito gravissime. L’uomo è arrivato in ospedale verso l’una di notte è, quindi, possibile che sia stato colpito verso mezzanotte: un orario, in cui, secondo la polizia, qualcuno per ‘festeggiare’ il Natale ha forse sparato diversi colpi di arma da fuoco. In vico Zuroli, a soli 300 metri dall’abitazione del cittadino polacco, che si trova in vico Zite, sono stati infatti trovati 12 bossoli: otto calibro 9×21 e quattro 7.65. Che ci sia stata una sparatoria di camorra, per ora la polizia non sembra ritenerlo credibile. Oltre all’esame della traiettoria del proiettile e a rilievi della polizia scientifica, alcune persone sono state in queste ore sottoposte alla prova Stub: la compagna del cittadino polacco ma anche alcuni cittadini che vivono nei pressi
dell’abitazione del polacco.

Il 26enne vive al quarto piano; è probabile che la finestra fosse aperta. Intanto le condizioni dell’uomo restano gravissime. Il proiettile si è fermato al centro del cranio e la sua attività cerebrale è assente. Al momento, al fine di stabilire l’esatta traiettoria seguita dal proiettile, non è possibile effettuare esami sul corpo del 26enne; esami che di solito vengono fatti solo in sede di autopsia. Non è la prima volta che, tra Napoli e provincia, si sono registrate vittime, durante le feste natalizie, a causa di proiettili vaganti.

Era la notte del 31 dicembre 2011 quando a Casandrino, in provincia di Napoli, il ristoratore Marco D’Apice, rimase ucciso da un colpo di pistola mentre, allo scoccare della mezzanotte, stava festeggiando davanti al suo ristorante. Il 31 dicembre 2007 Giuseppe Veropalumbo, 30 anni, papà di un bimbo di un anno, era invece nel suo appartamento, al nono piano di un edificio di via Vittorio Emanuele di Torre Annunziata (Napoli), quando fu colpito a morte. La ‘colpa’ di Nicola Sarpa, 25 anni, la notte del Capodanno 2008, fu invece quella di essersi affacciato al balcone della sua abitazione, al secondo piano di vico Lungo Trinita’ degli Spagnoli, nel cuore di Napoli; fu l che fu colpito da un proiettile vagante. Ed ancora, Carmine Cannillo, 39 anni, era sul balcone di casa, a Crispano, in provincia di Napoli, mentre si festeggiava il Capodanno 2010, quando un proiettile vagante non gli diede scampo.

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