Coldiretti, Marini: “Stato vende bresaola uruguaiana all’estero”

ROMA – “Non è politicamente accettabile che lo Stato, che rappresenta tutti i cittadini italiani, finanzi direttamente o indirettamente la produzione o la distribuzione di prodotti alimentari che non hanno nulla a che fare con il tessuto produttivo del Paese ma che anzi – ha sottolineato Marini – fanno concorrenza sleale agli imprenditori impegnati nell’allevamento e nella produzione in Italia”. ”In un momento di crisi si sprecano soldi per favorire la delocalizzazione e non certo l’internazionalizzazione e si alimenta – sostiene Marini – il giro di affari dell’Italian sounding che si stima superi 164 milioni di euro al giorno, cifra 2,6 volte superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari. Gli effetti economici diretti dell’Italian sounding sulle esportazioni di prodotti agroalimentari realmente made in Italy si traducono, inevitabilmente, in effetti indiretti sulla bilancia commerciale, in costante deficit nell’ultimo decennio”. “Quello che e’ piu’ grave e’ che la finanziaria di Stato rimane ‘reticente’ anche dopo le denuncia pubblica che ha ricordato Marini abbiamo presentato alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale e al Ministero delle Politiche Agricole che ha addirittura istituito un tavolo di lavoro sulla vicenda dell’incredibile acquisto di quote da parte della Simest della societa’ rumena denominata Lactitalia. Lactitalia ha sede in Romania e produce, utilizzando latte di pecora romeno e ungherese, formaggi rivenduti con nomi italiani.

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