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Mac Lion e Microsoft Windows 8, in attesa dei nuovi sistemi operativi

Mac Lion e Microsoft Windows 8, in attesa dei nuovi sistemi operativi

NAPOLI (di Livio Pizzi) – L’estate si avvicina e sono quasi pronti all’esordio i nuovi sistemi operativi di Microsoft e Apple. Windows 8 e OsX 10.7, nome in codice “Lion”, sono storicamente su fronti totalmente opposti. Windows è da anni in vantaggio per numero di licenze, ma MacOs detiene una nicchia di tutto rispetto e comunque in ampliamento. Due sistemi operativi un tempo molto diversi ma che col tempo, almeno per sensazione di utilizzo, iniziano ad assomigliarsi. Anche se sotto al cofano ci sono due motori molto diversi.

Windows 8. Le schermate arrivate sul web vanno giudicate con attenzione, ma le caratteristiche del nuovo Windows, dopo gli evidenti passi in avanti fatti con Windows 7, lasciano pensare ad un miglioramento sulla scia di quest’ultimo più che ad una completa riprogettazione. Ma Micorsoft ha un pensiero in più rispetto ad Apple: far funzionare il suo Os su uno sterminato parco di possibili macchine, dal netbook più scarso alla workstation più performante.

Mentre la mela costruisce il suo hardware attorno al software, un ecosistema relativamente chiuso che consente una progettualità diversa, Windows 8 dovrà adattarsi alla macchina che lo ospita più che in passato. Sembra che Microsoft stia pensando ad un’interfaccia utente diversa a seconda del pc su cui Win8 verrà installato. Le innovazioni appaiono più orientate all’ottimizzazione dell’utilizzo, anche nelle funzioni di base dell’interfaccia utente.

Windows 8 secondo quanto si sa, si avvierà rapidamente e sarà in grado di ripristinare il sistema in due minuti, riportandolo come ad una prima installazione, senza però cancellare i dati. Una forma di gestione avanzata del registro dovrebbe permettere di mantenere il sistema sempre a punto. Ci saranno probabilmente delle novità sul fronte del riconoscimento ottico e tattile: Win8 sarà in grado di identificare il volto dell’utente, eliminando la necessità di password per accedere al sistema. Attenzione quindi a chi vi scatta una foto in primo piano. Sarebbe inopportuno per Microsoft non pensare ad una migliore implementazione dei controlli tattili, anche perché entro la fine del 2012 Windows 8, in qualche forma, dovrebbe arrivare sui tablet con un’interfaccia utente “immersiva” appositamente disegnata, e dialogare al meglio con Windows Phone, il sistema operativo mobile. In questo senso, Steve Ballmer di Microsoft ha annunciato il supporto del nuovo Windows ai processori Arm. E per completare l’offerta senza rimanere indietro rispetto ad Apple, arriverà anche un Windows App Store, attraverso cui rifornirsi di programmi e giochi.

Ma per mettere le mani sul nuovo Windows, bisognerà attendere fino alla presentazione, probabilmente intorno ad ottobre. Al momento, l’os è in versione “milestone 3″, distribuito su un network per sviluppatori, ma Microsoft sta impiegando molte energie sul progetto e lo sviluppo procede molto rapidamente. Windows 8 si vedrà più nel dettaglio al prossimo Consumer Electronic Show, a gennaio 2012, e sul mercato probabilmente nel primo semestre del prossimo anno.

Mac Os Lion.

I tempi per il nuovo OsX 10.7, nome in codice Lion, sono invece più stretti. Lo si vedrà in forma più o meno compiuta a giugno, alla Worldwide developer conference di Apple. Al momento, l’os è ancora in costruzione, ancora instabile e con diversi bug, ma è stata rilasciata la seconda “Developer preview”, una versione riservata agli sviluppatori. I lavori sono comunque in via di conclusione. Apple punta sull’integrazione delle esperienze d’uso del Mac e di iOs, pur trattandosi di prodotti dalle diverse caratteristiche e funzionalità. Non è un caso se i nuovi applicativi di Lion, Mail 5 e iCal, richiamino da vicino le versioni iPad. Anche l’accessibilità alle funzioni del nuovo Os risente del “tocco” di iPhone e iPad, con l’introduzione del Launchpad, una “sovraschermata” che mostra tutte le applicazioni presenti sul Mac, proprio come sul tablet Apple. Anche lo scorrimento delle finestre e la presenza tra gli elementi del Finder dei pulsanti a scorrimento tipici di iOs riporta la mente ad altri dispositivi Apple, e l’idea di Cupertino sembra proprio quella di uniformare il funzionamento delle sue macchine, e fornire un codice unico di utilizzo, un meta-marchio che configuri il mondo Apple, permettendo all’utente di non confondersi mai.

Evoluzioni funzionali anche per Exposé, che in Lion diventa Mission Control, e raggruppa le applicazioni in uso per tipo, permettendo di passare agilmente da una all’altra. C’è poi l’idea di poter ingrandire ogni applicazione a tutto schermo, mutuata dal concetto di minimalismo della nuova interfaccia di Lion, molto più pulita ed essenziale. Ma le innovazioni più importanti di MacOs 10.7 sono ovviamente quelle che non si vedono, con un’ottimizzazione della performance del sistema operativo, una gestione più fluida del multitasking, con le applicazioni in background che consumano meno risorse di sistema.  E tra i progetti per il futuro, nelle successive versioni Osx dovrebbe presentare una tecnologia multitouch avanzata, con movimenti a cinque dita, per cui Apple ha appena depositato dei brevetti. Ma di questo si riparlerà tra qualche tempo, probabilmente quando usciranno le prime schermate “abusive” di Windows 9.

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Arriva Firefox 4, questa volpe non la prende più nessuno.

Arriva Firefox 4, questa volpe non la prende più nessuno.

CALIFORNIA (di Livio Pizzi) – La battaglia tra browser negli ultimi anni non ha risparmiato colpi. Internet Explorer di Microsoft ha regnato incontrastato per anni, ma l’arrivo di Firefox e poi di Google Chrome ha scompigliato le carte in tavola. Al punto che Firefox ha ora più utenti di Explorer in Europa, mentre Chrome guadagna terreno grazie alle ottime performance su tutte le piattaforme. Mozilla, sviluppatore di Firefox, ha ben chiaro che in uno scenario così fluido non si può permettere il lusso di perdere terreno. E per la nuova versione del suo browser, in arrivo entro marzo, ha lavorato parecchio per migliorare velocità e performances. Con il risultato che Firefox 4 è ora un browser percepibilmente più veloce della versione 3.6, l’ultima rilasciata ufficialmente. E per la nuova versione, debutta un’interfaccia utente alleggerita, ispirata certamente al minimalismo scelto da Google per Chrome, ma anche alla nuova estetica scelta da Microsoft per il nuovo Explorer 9. Ma questa versione numero quattro potrebbe non essere l’ultima dell’anno.

Firefox 4 non sarà uno shock per gli utenti storici del browser Mozilla. Dopo un lieve spaesamento iniziale, navigare sul web sarà intuitivo come in precedenza: ora la parte superiore del browser mostra un pulsante arancione che nasconde tutti i menu, una scelta che serve a liberare spazio su schermo e mostrare “più web” e “meno browser”, proprio come in Chrome tutte le funzioni e le opzioni sono nascoste dietro questo pulsante, per il resto c’è una pulitissima serie di controlli classici di navigazione. Per chi arriva a Firefox 4 da Explorer 8, lo scenario potrebbe essere un po’ più disorientante, ma nulla che non si risolva in pochi minuti.
La “awesome bar” di Firefox è sempre presente: per navigare basta digitare il nome del sito, senza www o suffissi, .com, .it o altri: ci penserà il browser a capire dove l’utente vuole andare. Per la ricerca, vale lo stesso principio: è sufficiente digitare cosa si cerca nella barra degli indirizzi e Firefox si attiverà per restituire i risultati.

La prima cosa che si nota in questa versione 4 è la velocità complessiva. Il browser si avvia molto più rapidamente di prima e la navigazione risulta molto più spedita: le pagine si caricano in pochi istanti, e la performace di Firefox 4 è ormai pari a quella ottima di Google Chrome e a quella promessa da quanto visto finora di Explorer 9. Mozilla ha recuperato terreno, dopo un periodo speso in seconda posizione, implementando al meglio Css3 e Html5, piattaforme che consentono un’esperienza web multimediale senza l’utilizzo di plugin esterni. Anche il motore Javascript è stato ottimizzato, un accorgimento che permette un’esperienza più fluida in quei siti che utilizzano molto questo tipo di linguaggio, Facebook ad esempio.

Tra le novità più interessanti c’è Firefox Panorama, un rinnovato sistema di gestione delle schede di navigazione, ora raggruppabili e più lineari da tenere d’occhio, anche in grandi quantità. Soprattutto ora le schede possono essere configurate come “applicazioni” e quindi godere di un’attenzione speciale e rimanere in rilievo. Firefox fa il salto formale verso le “web app” come Explorer 9, che però al momento permette di gestire i siti come fossero vere e proprie applicazioni, integrabili nella barra di Windows.

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Facebook credit: la nuova moneta virtuale alla conquista del Web

Facebook credit: la nuova moneta virtuale alla conquista del Web

NAPOLI (di Livio Pizzi) - Come i Beenz, la prima e sfortunata moneta del web o meglio ancora come i Linden dollar del mondo di Second Life, la fase di testing è finita e Mark Zuckerberg spera che il Facebook Credit, la divisa ufficiale per comprare beni virtuali sul social network più popolare, non faccia la stessa fine dei suoi predecessori.
A partire da luglio 2011, “tutti gli sviluppatori di giochi per il social network dovranno adottare il meccanismo dei Credits per gestire i pagamenti”.

All’interno dei giochi potranno continuare a circolare dobloni o gemme, ma Facebook punta a unificare il sistema offrendo incentivi a chi adotterà i Credits come valuta esclusiva. Un sistema che prevede per lo sviluppatore il 70% del valore della transazione, mentre il restante 30% viene trattenuto da Facebook.

Introdotti nel 2009 in via sperimentale, con i Facebook Credits gli iscritti al social network acquistano regali e altri articoli virtuali in diversi giochi e applicazioni della piattaforma. Si acquistano (un dollaro per 10 Credits) con le principali carte di credito, PayPal e persino il cellulare. Attualmente sono utilizzati da circa 350 applicazioni sviluppate da 150 diversi soggetti. L’anno scorso furono il pomo della discordia fra Facebook e Zynga, madre di successi come ‘Farmville’.

Secondo le indiscrezioni di allora la percentuale trattenuta da Facebook era ritenuta “proibitiva” da Zynga, ma il braccio di ferro si risolse con un accordo quinquennale.

Per ora il colosso di Mark Zuckerberg punta a rafforzare la sua moneta nell’ambito dei giochi ma non esclude altri utilizzi futuri, fra le ipotesi già formulate dalla stampa d’oltreoceano, Wall Street Journal in testa, c’è quella del possibile utilizzo dei Facebook Credits oltre il social gaming, puntando a conquistare una fetta di e-commerce.

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Steva Jobs, nuova pausa forzata fuori da Apple per motivi di salute.

Steva Jobs, nuova pausa forzata fuori da Apple per motivi di salute.

Steve Jobs

SAN FRANCISCO – (di Livio Pizzi) - Steve Jobs, il fondatore e attuale amministratore delegato di Apple ha annunciato che prenderà una pausa dal lavoro per occuparsi della sua salute, lo ha fatto sapere con una mail ai dipendenti sottolineando che continuerà “come amministratore delegato a essere coinvolto nelle principali scelte strategiche per la compagnia”. Jobs ha spiegato di aver affidato al direttore operativo Tim Cook “il ruolo di responsabile della gestione quotidiana di Apple” durante la sua assenza. “Ho grandissima fiducia nel fatto che Tim e il resto del management esecutivo farà un lavoro eccezionale nel mettere in opera gli eccitanti piani previsti per il 2011″, ha scritto Jobs. Che ha aggiunto: “Amo Apple così tanto che spero di tornare il prima possibile. Nel frattempo, la mia famiglia vorremmo fosse rispettata la nostra privacy”.

Dopo la diffusione della notizia, sulla piazza di Francoforte le azioni della Apple sono calate del 6,8 per cento, a 242,48 euro.  A Wall Street l’effetto si vedrà nei prossimi giorni, ma lo scorso venerdì le azioni della casa di Cupertino avevano chiuso a un nuovo massimo storico, a 348,48 dollari, con un guadagno nell’anno del 69,2 per cento. Alla riapertura dei listini americani, per lo stock Apple si prevede un calo di un punto percentuale.

Era già successo circa due anni fa e come di consueto Jobs aveva dato pochissime informazioni.

Il Ceo del colosso informatico aveva dato informazioni concrete solo nell’aprile 2009, al termine di settimane di incertezza, dopo essersi sottoposto ad un trapianto al fegato al Methodist University Hospital Transplant Institute di Memphis, in Tennessee.

In una intervista al New York Times, appena poche settimane prima, Jobs aveva garantito di non essere ammalato di cancro, come era successo nel 2003 quando gli fu scoperto un tumore al pancreas dal quale era stato dichiarato guarito al 100%. Il trapianto di fegato è stato un successo tanto che Jobs, dopo un periodo di convalescenza, è risalito su un palcoscenico per un evento Apple il settembre successivo: in gran forma anche se dimagrito di molto, sempre vestito con i suoi classici jeans e maglioncino girocollo nero. Da allora per la casa della mela morsicata sono stati momenti molto positivi, grazie soprattutto all’iPhone (lanciato nel gennaio 2007, ma davvero “esploso” nel 2010) e, più recentemente, grazie all’iPad, la tavoletta la cui seconda versione è attesa nelle prossime settimane.

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Jobs punta tutto sulle apps, “Rivoluzioneranno anche i pc!”

Jobs punta tutto sulle apps, “Rivoluzioneranno anche i pc!”

CUPERTINO – (di Livio Pizzi) - La Rivoluzione del web continua senza sosta. Apple ha annunciato oggi che dal 6 gennaio sarà operativo il Mac App Store per i computer. E’ un altro passo avanti nell’evoluzione del personal computing aperta prima dall’arrivo degli smartphone e poi dall’apertura dell’era dei tablet. Il passaggio è a suo modo epocale, perché cambia completamente la distribuizione, l’installazione e la gestione dei software sui pc. Il Mac App Store sarà disponibile in 90 nazioni al momento del lancio e sarà caratterizzato da app a pagamento e gratuite suddivise in categorie come Istruzione, Giochi, Grafica & Design, Lifestyle, Produttività e Utilità.

“L’App Store ha rivoluzionato le applicazioni mobili”, ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Speriamo di fare lo stesso per le applicazioni pc con il Mac App Store, rendendo facile e divertente la ricerca e l’acquisto di app per pc. Non vediamo l’ora di iniziare il 6 gennaio”.

Il meccanismo di navigazione sarà sostanzialmente lo stesso ampiamente sperimentato su iTunes per iPhone e iPad, con la differenza che le app acquistate potranno essere utilizzate su tutti i propri Mac personali. Il sistema rende sempre più simili i computer alle console, con i loro “circuito chiuso” di approvigionamento dei software e dei contenuti, tutti completamente controllati dalle diverse case che gestiscono gli accessi alle macchine, anche quando i software sono di aziende terze. E’ un modello che, ovviamente, interessa molto Jobs e la Apple, che sono per definizione un sistema “chiuso” anche nelle sue versioni più aperte e personalizzabili dall’utente. Nel nuovo sistema gli acquisti e gli aggiornamenti dei software vengono forniti direttamente tramite il Mac App Store, che sarà disponibile per gli utenti di Mac OS X Snow Leopard come download gratuito attraverso l’Aggiornamento Software.

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Facebook studia il suo popolo, un milione di pensieri degli utenti passati al setaccio

Facebook studia il suo popolo, un milione di pensieri degli utenti passati al setaccio

LONDRA (di Livio Pizzi)Un milione di pensieri degli utenti passati al setaccio, tra la popolazione di madrelingua inglese. Questa la via scelta da Facebook per provare a disegnare una mappa sociale basata sulle emozioni e gli stati d’animo, attraverso l’analisi dei messaggi di “status” lasciati dagli utenti. Ne viene fuori un quadro complesso che dipinge le correlazioni tra età e sensazioni condivise, pensieri e parole, argomenti che diventano importanti in orari ben precisi. Che delinea un livello di interazione tra individui finora inedito e che esiste perché esiste lo spazio virtuale del social network.

Facebook ha infatti analizzato la correlazione tra età, argomenti e linguaggio utilizzato per esprimerli. E la linea tracciata dai risultati è chiara: i messaggi con contenuti positivi, spiritosi, ironici, raccolgono molti “mi piace”: gli utenti cliccano volentieri sul pulsante di apprezzamento, un’approvazione silenziosa in termini di parole ma che crea comunque un volume di interesse. Se invece i messaggi sono di tendenza negativa, pensierosa o più articolata, gli utenti/amici di chi l’ha scritto tendono a commentare ed esprimere più dettagliatamente il loro punto di vista sull’argomento. Mal comune mezzo gaudio insomma, ma in questo comportamento si può leggere una strutturazione più complessa della risposta sociale: ti rispondo per aiutarti, ma anche per aiutarmi e per vedere se qualcun altro scriverà qualcosa che potrà aiutare anche me. Insomma, la “rete sociale” nella sua realizzazione ideale.Dal punto di vista dell’età, secondo i dati sono gli utenti più giovani quelli più arrabbiati, e focalizzati sulla propria persona. Nei loro messaggi ci sono più emozioni negative e parolacce rispetto a quelli degli utenti più adulti, che invece tendono a privilegiare argomenti come la famiglia, il lavoro e le vite degli altri: più si sale con l’età, più i pronomi si spostano dalla prime persone alla seconde. L’ora del giorno in cui si accede al network incide anche sulla scelta di argomenti e parole. A notte fonda, verso le 4, l’argomento più gettonato è naturalmente il sonno, mentre il lavoro è ciò di cui si parla prima di andare in ufficio. Quando il cielo è buio, intorno all’una di notte, arrivano le emozioni più negative, mentre all’alba, intorno alle sette, i commenti sono positivi e riflettono l’arrivo della luce. La linea emotiva dei pensieri accompagna infatti l’arco solare, iniziando positiva e esprimendo più negatività mano a mano che il sole tramonta.
Con questa analisi, Facebook ha realizzato un’istantanea animata del campione sociale preso in oggetto, che probabilmente alla luce dei modelli di vita non dissimili, si può estendere all’occidente tutto e non solo ai paesi anglofoni. Sono però dati che rimangono dentro Facebook, e che studiati in dettaglio fuori dal social network potrebbero aiutare a comprendere meglio come vivono le persone, cosa spinge la gente a condividere un pensiero, e se davvero la misurazione della qualità della vita può basarsi ancora su parametri antecedenti alle reti sociali. Sono dati che dimostrano l’esistenza di una umanità che utilizza la tecnologia come ausilio alla socialità, dopo che nella scorsa era, quella della tv, l’aveva utilizzata per isolarsi.

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Facebook riconosce dal volto una foto per sapere il nome

Facebook riconosce dal volto una foto per sapere il nome

Dai nomi alle fotografie, dalle parole alle immagini. Ecco l’ultima svolta dei social network. Basterà infatti inserire un ritratto e Facebook farà il resto, cercando quel volto fra i profili di mezzo miliardo di utenti. Benvenuti nell’era di Tag Suggestion, nuovo servizio in arrivo fra pochi giorni negli Stati Uniti. Almeno stando alle rivelazioni fatte da Chris Cox, vice president of product dell’azienda di Palo Alto, al sito Mashable/Social Media. Un servizio sviluppato con tecnologie in parte già usate da Face.com 1, applicazione nata circa un anno fa, ma stavolta integrata direttamente in Facebook.

“Le foto sono il contenuto di gran lunga più interessante che Facebook abbia mai avuto”, ha spiegato Cox. E con questa applicazione il social network spera che lo diventi ancora di più, aumentando la rete di relazioni delle persone e il grado di coinvolgimento. Malgrado Tag Suggestion possa essere disabilitato, rischia di diventare uno strumento pericoloso per la privacy ed esser usato a fini diversi da quello per il quale è nato. Ecco perché c’è chi si aspetta l’esplosione di polemiche. Soprattutto in Italia, Paese che ha il tasso più alto in assoluto di partecipazione ai social network. Da noi infatti ben il 66 per cento di chi usa la Rete ha un suo profilo su Facebook e simili, contro il 64 per cento degli Stati Uniti, il 62 dell’Inghilterra, il 33 del Giappone.

Ma sul fatto che sia questa la nuova frontiera ci son pochi dubbi. L’uso delle parole chiave non è più sufficiente per cercare sul Web. La Cisco prevede che nel 2014 il traffico sul Web sarà dieci volte superiore rispetto a quello del 2008, con uno scambio di dati mensili equivalenti a 16 miliardi di dvd. E il 94 per cento saranno video e foto. Non a caso in Giappone la Toshiba ha inserito alcune funzioni di ricerca facciale nella sua Cell Tv, incrocio fra un computer e un televisore. In quel caso è sufficiente inquadrare (taggare) il volto di un attore o di chi che sia in un video, e la Cell Tv cerca tutti gli altri filmati dove quel volto compare fra i file del nostro computer e quelli di YouTube. Anche Apple ha sviluppato un servizio simile ed è probabile che perfino Facebook ci arriverà a breve. Del resto dopo le foto vengono i video, per forza di cose.

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Napoli capitale dell’Open Source, Alla Parthenope si è svolto il Linux Day

Napoli capitale dell’Open Source, Alla Parthenope si è svolto il Linux Day

NAPOLI – (di Livio Pizzi) Si è svolto presso la facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università Parthenope di Napoli nei giorni di venerdì 22 e di Sabato 23, organizzato dal Nalug e da UDU, il Linux Day, importante evento di aggregazione e di diffusione della cultura del software libero.

Nel ricco programma che impegnava due giorni si è posta l’attenzione, grazie ai numerosi interventi, alle problematiche del software e dell’hardware nel panorama tecnologico odierno, focalizzando in modo particolare lo sguardo sulla diffusione dell’OpenSource. Leggi tutto

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Linux Day a Napoli

Linux Day a Napoli

Si terrà sabato 23 ottobre il Linux Day 2010, la manifestazione nazionale di divulgazione e promozione del software libero e delle libertà sulla rete.

Le varie iniziative, distribuite in 119 città italiane, saranno organizzate e gestite da gruppi di utenti appassionati di Linux ed esperti informatici, università, gruppi di ricerca che faranno il punto sull’attualità dell’informatica libera e delle libertà in rete.

Il Linux Day Napoli 2010 sarà organizzato dall’Ass. Nalug – Napoli GNU/Linux Users Group e dall’Unione degli Universitari e patrocinato dal Comune di Napoli e dall’Università Parthenope, e si terrà presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’università Parthenope, Centro Direzionale isola C4


Durante l’evento sarà possibile ritirare gratuitamente CD di Linux, installare insieme ad esperti Linux sul proprio PC, assistere a seminari e workshop sul software libero e sulle libertà in rete insieme a tanti appassionati di informatica e semplici curiosi delle nuove tecnologie.

Il sistema operativo Linux si è imposto per flessibilità, sicurezza e facilità d’uso presso un sempre crescente numerodi utenti privati, commerciali e pubbliche amministrazioni ed è attualmente l’unico sistema operativo per computer in grado di porsi come alternativa gratuita e libera da virus a Windows.

Sono però disponibili numerose alternative libere ai software commerciali anche per Windows: tra i software segnalati troviamo il browser Mozilla Firefox, il client di posta elettronica Thunderbird, il programma di ritocco fotografico Gimp, e tanti altri per ogni esigenza.

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Penne USB, installiamoci su le applicazioni.

Penne USB, installiamoci su le applicazioni.

(di Livio Pizzi) – Chiavette USB, come fare senza di esse? Ormai non c’è luogo in cui non si vada senza portare con se la propria amata “pennetta”. Grazie ad essa si possono avere centinaia di programmi pronti all’uso, i dati sempre a portata di mano e la possibilità di trasportare file di grosse dimensioni senza problemi.

Però ci sono tantissime applicazioni che vorremmo tanto avere sulla nostra chiavetta ma che non si è mai riusciti a trovare in versione portatile.

Cameyo è la soluzione, un programma gratuito che permette di creare applicazioni portatili per chiavette USB sfruttando un ambiente virtuale. Che tu ci creda o no, usandolo potrai trasformare qualsiasi programma in un’applicazione indipendente, avviabile su qualsiasi computer senza bisogno d’installazioni o configurazioni particolari.

Ecco come funziona: Il primo passo da compiere è, ovviamente, quello di scaricare il programma Cameyo  dal sito http://www.cameyo.com sul pc ed installarlo, dopodiché bisogna fare in modo di registrare la procedura d’installazione del programma che si desidera trasformare in applicazione portatile. Avviando quindi Cameyo tramite la sua icona e cliccando sul pulsante Capture Installation attendendo che il messaggio Taking initial system snapshot before installation presente nella finestrella che compare in basso a destra sul desktop lasci spazio a quello di Install the software you wish to package.

A questo punto, non ci rimane che effettuare normalmente l’installazione del programma che si desidera conservare sulla tua chiavetta USB e, a procedura ultimata, cliccare sul pulsante Install Done della finestra di Cameyo e nel giro di qualche istante, verrà creata la versione portatile del software installato e si aprirà la cartella in cui quest’ultima è stata salvata (ovvero la cartella Cameyo Packages presente in Documenti)

Adesso l’applicazione portatile è pronta. Per trasferirla su una chiavetta USB, non si deve far altro che copiare il programma generato da Cameyo (dovrebbe chiamarsi nome-del-programma.virtual.exe) su quest’ultima e si sarà liberi di utilizzarlo su qualsiasi computer, anche dove non è installato Cameyo.

Come fare per avviare l’applicazione portatile su un altro PC? Doppio click sul programma copiato nella chiavetta e il gioco è fatto!

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