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	<title>Press Agency &#187; Tech Press</title>
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	<description>notizie dall&#039; Italia e dal mondo</description>
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		<title>Bancarotta Kodak, ma la colpa di chi è?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Tech Press]]></category>

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NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; La multinazionale della fotografia ha chiesto l&#8217;applicazione del Chapter 11, il fallimento assistito. E arriva un finanziamento da 950 milioni da Citigroup per superare la crisi. L&#8217;azienda abbattuta dalla fine della pellicola analogica getta la spugna e richiede la bancarotta assistita. L&#8217;icona della fotografia soccombe alle nuove tecnologie, alla mancanza [...]]]></description>
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<p>NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; La multinazionale della fotografia ha chiesto l&#8217;applicazione del Chapter 11, il fallimento assistito. E arriva un finanziamento da 950 milioni da Citigroup per superare la crisi. L&#8217;azienda abbattuta dalla fine della pellicola analogica getta la spugna e richiede la bancarotta assistita. L&#8217;icona della fotografia soccombe alle nuove tecnologie, alla mancanza di liquidità e all&#8217;incapacità di vendere i propri brevetti.</p>
<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/01/Kodak.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14304" title="Kodak" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/01/Kodak-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La società durante il Chapter 11 (amministrazione controllata) continuerà a operare grazie al finanziamento da 950 milioni di dollari che si è assicurata da Citigroup; a gettare nella fossa l&#8217;azienda è stata anche la politica di Apple, Htc, Research in Motion (produttrice dei Blackberry) e altri giganti delle nuove tecnologie. E&#8217; l&#8217;azienda stessa che lancia queste accuse, attraverso il chief financial officer della società, Antoinette McCorvey, nei documenti presentati in tribunale. Infatti secondo McCorvey, queste aziende hanno approfittato della debolezza finanziaria di Kodak nel braccio di ferro sulle loro presunte violazioni della proprietà intellettuale. E &#8220;quando le condizioni finanziarie di Kodak hanno iniziato a deteriorare, la società ha iniziato a sperimentare ritardi nelle negoziazioni per le licenze con Apple, Research in Motion e Htc, scrive il Cfo.</p>
<p>Il Chapter 11 rappresenta un duro colpo per l&#8217;amministratore delegato Antonio Perez: durante la sua gestione Kodak ha bruciato 7 miliardi di dollari di valore di mercato. Eastman Kodak si augura di emergere dalla bancarotta il prossimo anno dopo aver tagliato i costi e venduto parte del portafoglio brevetti. Da quando Perez ha assunto le redini di Eastman Kodak nel 2005, la società ha accusato perdite ogni anno. Fondata 131 anni fa e con 19.000 dipendenti, la Kodak ha messo in guardia sullo stato precario dei propri conti a novembre, avvertendo che se non fosse riuscita a vendere i propri brevetti o a raccogliere nuovi capitali avrebbe esaurito la liquidità a sua disposizione. Colosso della fotografia fino a pochi anni fa, Kodak ha sperimentato una forte crisi mentre tentava di orientare nuovamente la propria attività. I problemi si sono intensificati nel 2001. Lo scorso autunno Kodak ha assunto alcuni consulenti per ristrutturarsi e ha terminato una linea di credito da 160 milioni di dollari, alimentando i timori sulla sua sopravvivenza. Kodak ha tentato per mesi di risanare i propri conti con la vendita dei brevetti, un processo rallentato dai timori dei potenziali acquirenti sulla eventuale richiesta di bancarotta da parte della società.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/bancarotta-kodak-ma-la-colpa-di-chi-e.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fbancarotta-kodak-ma-la-colpa-di-chi-e.html&amp;title=Bancarotta%20Kodak%2C%20ma%20la%20colpa%20di%20chi%20%C3%A8%3F" id="wpa2a_2"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;anti facebook, Microsoft lancia il nuovo social network</title>
		<link>http://www.pressagency.it/v2/lanti-facebook-microsoft-lancia-il-nuovo-social-network.html</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech Press]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[
NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; &#8220;Socl&#8221; l&#8217;anti Facebook di Redmond è il nuovo social network di Microsoft. Un ambiente combinato di interazione sociale e ricerca web, con ampi incoraggiamenti alla curiosità dell&#8217;utente. Avrebbe dovuto chiamarsi Tulalip, come anticipato qualche tempo fa, ma poi Redmond ha puntato su &#8220;Socl&#8221;. L&#8217;idea è di fornire all&#8217;utente un&#8217;esperienza nuova, [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; &#8220;Socl&#8221; <strong>l&#8217;anti Facebook di Redmond</strong> è il nuovo social network di Microsoft. Un ambiente combinato di interazione sociale e ricerca web, con ampi incoraggiamenti alla curiosità dell&#8217;utente. Avrebbe dovuto chiamarsi Tulalip, come anticipato qualche tempo fa, ma poi Redmond ha puntato su &#8220;Socl&#8221;. L&#8217;idea è di fornire all&#8217;utente un&#8217;esperienza nuova, fortemente improntata sulla condivisione di ricerche e risultati. Ma non si sa ancora se il prodotto verrà rilasciato al pubblico. Per ora Microsoft sta conducendo dei test chiusi, che verranno presto aperti al pubblico attraverso un sistema di inviti a modo di Google+.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/11/Microsoft.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-12952" title="Microsoft" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/11/Microsoft-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Socl non funziona, almeno in questa fase, con i classici cambi di status e liste di utenti. O almeno, non come standard: è possibile selezionare un&#8217;opzione per abilitare questo tipo di comportamento.  Piuttosto, la barra di ricerca in alto serve, per l’appunto, a cercare nel web quello di cui si ha bisogno, e quella ricerca diventa l&#8217;oggetto di status. E&#8217; possibile seguire gli amici, ed è possibile per chi segue il flusso dell&#8217;utente, taggare e ricondividere i contenuti e gli status &#8220;arricchiti&#8221; dai risultati delle ricerche di Bing. In questo modo, anche l&#8217;aspetto della ricerca sociale è all&#8217;attenzione degli sviluppatori: Socl potrebbe diventare una &#8220;hub&#8221; di ricerca in tempo reale su servizi e possibilità nei dintorni dell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra caratteristica interessante sono i &#8220;videoparty&#8221;, a cui gli utenti possono partecipare e guardare contenuti di Youtube. Nulla a che vedere con i videoritrovi di Google+, qui si tratta esclusivamente di un&#8217;esperienza di fruizione condivisa.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/lanti-facebook-microsoft-lancia-il-nuovo-social-network.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Flanti-facebook-microsoft-lancia-il-nuovo-social-network.html&amp;title=L%26%238217%3Banti%20facebook%2C%20Microsoft%20lancia%20il%20nuovo%20social%20network" id="wpa2a_4"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;Iti Augusto Righi di Napoli il Linux Day 2011</title>
		<link>http://www.pressagency.it/v2/alliti-augusto-righi-di-napoli-il-linux-day-2011.html</link>
		<comments>http://www.pressagency.it/v2/alliti-augusto-righi-di-napoli-il-linux-day-2011.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech Press]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[istituto]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Righi]]></category>

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NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; Si è svolto presso l’Istituto Tecnico Augusto Righi di Napoli nella giornata di sabato 22 Ottobre il Linux Day, organizzato dall&#8217;Associazione Nalug &#8211; Napoli GNU/Linux Users Group &#8211; e patrocinato dal Comune di Napoli e dal Collegio dei Periti Industriali di Napoli. Importante evento di aggregazione e di diffusione della [...]]]></description>
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<div id="attachment_12114" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Istituto-Righi-Itis.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12114  " title="Istituto Righi Itis" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Istituto-Righi-Itis-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Istituto Righi</p></div>
<p>NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; Si è svolto presso l’Istituto Tecnico Augusto Righi<strong> di Napoli</strong><strong> </strong>nella giornata di sabato 22 Ottobre il Linux Day, organizzato dall&#8217;Associazione Nalug &#8211; Napoli GNU/Linux Users Group &#8211; e patrocinato dal Comune di Napoli e dal Collegio dei Periti Industriali di Napoli.</p>
<p>Importante evento di aggregazione e di diffusione della cultura del software libero, nel suo ricco programma che impegnava l’intera giornata, ha posto l’attenzione, grazie ai numerosi interventi, alle problematiche del software e dell’hardware nel panorama tecnologico odierno, ponendo particolare attenzione alla diffusione dell’OpenSource.</p>
<p>Il Concetto di software non deve essere unicamente legato a quello di Personal Computer, basta pensare che esso è presente anche nei cellulari, nei navitagori satellitari e addirittura nei sistemi di Home Theatre. Oggi giorno sono molti gli enti ed i privati che si stanno rendendo conto dei vantaggi risultanti dal passaggio delle piattaforme informatiche dal software proprietario al software libero sia in termini economici che prestazionali.</p>
<p>La Preside dell’Istituto ha patrocinato l’evento introducendo e moderando gli interventi della mattinata dove il Presidente del Nalug ha annunciato la predisposizione, per gli studenti meritevoli dell&#8217;ITI A. Righi, di due borse di studio per attività di tirocinio legate alle tecnologie open source e al software libero, presso le aziende Abstract e Kelyon. Un&#8217;iniziativa importante per dimostrare che con il software libero si fa formazione specializzata e orientata al lavoro.</p>
<p>Piacevole Visita da parte dell’Associazione “Informatici senza frontiere” che hanno mostrato alla platea le potenzialità del loro Software OpenHospital per la gestione degli ospedali in Africa</p>
<p>Non meno attenzione si è posta sul Kernel Linux che proprio quest’anno festeggiava il lancio della versione 3.0, molto interessante e incalzante è stato l’intervento di Marco Ferrigno, ricercatore indipendente in sistemistica e sicurezza e sviluppatore del progetto italiano GNU/Linux Debian, che ha introdotto gli aspetti fondamentali del kernel linux mostrando una padronanza quasi accademica e che con una buona dose di pazienza si è intrattenuto a rispondere alle varie domande dei numerosi presenti in sala.</p>
<p>Sono intervenuti a conclusione della mattinata rispettivamente i C.E.O. Di Kelyon e Abstract per introdurre i principi dell’OpenSource Business Solution sfruttando rispettivamente le potenzialità dei CMS Drupal e Plone.</p>
<p>Il Pomeriggio si è anche parlato di “Arduino” Hardware Libero da Licenze e di Computer Forensics, nella fattispecie sempre Marco Ferrigno ci ha parlato di Open Source Forensics, ovvero di tutte quelle metodologie atte a studiare e a individuare dati sensibili ai fini giuridici e probatori, attraverso una panoramica atta a spiegare le tecniche e gli strumenti open source per l&#8217;esame metodologico dei sistemi informatici.</p>
<p>Gianfranco Fedele e Alfredo di Stasio hanno tenuto un interessante dibattito sul futuro dei Browser e del Cloud Computing ovvero sull’insieme di tutte le tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di servizio offerto da un provider al cliente (GMail &#8211; iCloud – DropBox) di memorizzare,archiviare, elaborare dati grazie all&#8217;utilizzo di risorse hardware o software distribuite in Rete. Mettendo in guardia i presenti su tutti i problemi di Privacy che ne conseguirebbero.</p>
<p>Distribuire la cultura dell’opensource vuol dire far acquisire agli utenti una maggiore coscienza di quello che utilizzano attraverso la conoscenza degli aspetti tecnici e soprattutto degli aspetti etici che esistono attraverso l’utilizzo del sistema operativo Linux.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/alliti-augusto-righi-di-napoli-il-linux-day-2011.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Falliti-augusto-righi-di-napoli-il-linux-day-2011.html&amp;title=All%26%238217%3BIti%20Augusto%20Righi%20di%20Napoli%20il%20Linux%20Day%202011" id="wpa2a_6"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Napoli GNU/Linux Day 2011 &#8211; Programma dell&#8217;evento</title>
		<link>http://www.pressagency.it/v2/napoli-gnulinux-day-2011-programma-dellevento.html</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 07:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech Press]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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Anche quest&#8217;anno il Nalug - Napoli GNU/Linux Users Group - organizza il GNU/Linux day che si svolgerà sabato 22 ottobre presso l&#8217;auditorium dell&#8217;ITIS Augusto Righi in Viale J.F.Kennedy 112, Napoli. Programma dell&#8217;evento: 10:00-10-30 (Auditorium): Apertura LD2011: Presentazione dell&#8217;evento, interverranno Preside ITIS Righi, Dott. Maurizio Sansone (Presidente del Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Napoli) e Gianfilippo Giannini (NaLug); 10:30-11:00 (Auditorium): Etica e [...]]]></description>
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<div id="attachment_11862" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Linux-day-a-Berlino.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-11862" title="Linux day a Berlino" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Linux-day-a-Berlino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Linux day a Berlino</p></div>
<p>Anche quest&#8217;anno il <strong>Nalug</strong> - <em>Napoli GNU/</em><em>Linux Users Group</em> - organizza il <strong>GNU/Linux day</strong> che si svolgerà <strong>sabato 22 ottobre</strong> presso l&#8217;auditorium dell&#8217;<strong>ITIS Augusto Righi in Viale J.F.Kennedy 112, Napoli.</strong></p>
<p>Programma dell&#8217;evento:</p>
<p>10:00-10-30 (Auditorium):<br />
<strong>Apertura LD2011:</strong> Presentazione dell&#8217;evento, interverranno Preside ITIS Righi, Dott. Maurizio Sansone (Presidente del Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Napoli) e Gianfilippo Giannini (NaLug);</p>
<p>10:30-11:00 (Auditorium):<br />
<strong>Etica e Filosofia del Software Libero</strong> - Ing. Giuseppe Aceto;</p>
<p>11:00-11:15 (Auditorium &#8211; ingresso):<strong><br />
Coffee break;</strong></p>
<p>11:15-11:30 (Auditorium):<br />
<strong>Saluto dell&#8217;Assessore all&#8217;Innovazione &amp; Sviluppo del Comune di Napoli</strong> - Dott. Marco Esposito;</p>
<p>11:30-12:00 (Auditorium):<br />
<strong>Opensource ed E-Democracy</strong> - Kelyon;</p>
<p>12:00-12:30 (Auditorium):<br />
<strong>Caso di studio: Open Source per un sistema informativo territoriale</strong> - Abstract Srl;</p>
<p>12:30-13:15 (Auditorium):<br />
<strong>Understanding Linux: 20 anni di kernel tra storia e tecnica</strong> - Marco Ferrigno</p>
<p>13:15-14:30 <strong>Pausa pranzo</strong>;</p>
<p>14:30-15:00 (Aula 21):<br />
<strong>Net-Neutrality: problematiche e soluzioni. La piattaforma HoBBIT</strong> - Ing. Luciano Esposito</p>
<p>15:00-16:00 (Aula 21):<br />
<strong>Arduino: hardware open source</strong> - Ing. Marco Cenerelli</p>
<p>16:00-17:00 (Aula 21):<br />
<strong>Digital Forensics &#8211; Metodologie di analisi multipiattaforma</strong> - Marco Ferrigno;</p>
<p>17:00-17:30 (Aula 21):<br />
<strong>Browser e nuvole: quale futuro ci aspetta</strong> - Gianfranco Fedele (feat. bisco)</p>
<p>17:30-17:45:<br />
<strong>Saluti &amp;&amp; ringraziamenti</strong><br />
In parallelo dalle 10:30 in poi -<strong> <strong>Help Desk &amp;&amp; Install Party:</strong><br />
</strong>Distribuzione, installazione, configurazione, uso generico di programmi d&#8217;utilità.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/napoli-gnulinux-day-2011-programma-dellevento.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fnapoli-gnulinux-day-2011-programma-dellevento.html&amp;title=Napoli%20GNU%2FLinux%20Day%202011%20%26%238211%3B%20Programma%20dell%26%238217%3Bevento" id="wpa2a_8"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google Plus &#8211; Il Nuovo Social Network ci prova.</title>
		<link>http://www.pressagency.it/v2/google-plus-il-nuovo-social-network-ci-prova.html</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 06:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech Press]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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MOUNTAIN VIEW (di Livio Pizzi) -  Dopo i vari tentativi con Buzz e Wave, Google ci prova con Google Plus che lanciato giovedì scorso, sembra ( a differenza dei suoi predecessori ) essere partito col piede giusto, prendendo il meglio da Facebook e aggiungendoci una migliore gestione della privacy e dei piccoli grandi ritocchi, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/google.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9571" title="google" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/google-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>MOUNTAIN VIEW (di Livio Pizzi) -  Dopo i vari tentativi con Buzz e Wave, Google ci prova con <strong>Google Plus </strong>che lanciato giovedì scorso, sembra ( a differenza dei suoi predecessori ) essere partito col piede giusto, prendendo il meglio da Facebook e aggiungendoci una migliore gestione della privacy e dei piccoli grandi ritocchi, come gli “hangouts”, i ritrovi in videoconferenza, punto di forza del Social Network di casa Mountan View . Chiaramente è bene andarci cauti prima di cadere in falsi ottimismi poiché resta da capire se davvero Plus può aspirare a diventare il re dei social network.</p>
<p><strong>Le prime impressioni</strong> degli “early adopter” sono state per lo più positive, anche se c’è stato chi ha sottolineato come G+ sia ancora ben lontano dal poter essere un “Facebook killer”, se non altro perché con una bacino di 700 milioni di utenti ormai fidelizzati, il network di Zuckerberg gode di un vantaggio competitivo difficile da eguagliare. E quindi si ha l’impressione che oggi non esista un motivo valido per lasciare Facebook e adottare Plus.</p>
<p>Per quanto il sito di Google sia pulito, pieno di funzioni e con un eccellente potenziale (si guardi la chat video), non riesce a distinguersi nettamente da Facebook nonostante ci sono parecchi indizi che ci portano a ritenere che Google Plus non farà la fine di Buzz.</p>
<p>Come hanno dichiarato gli stessi ingegneri di Goggle, G+ non è un servizio, ma “un progetto” il che tradotto significa come indica il nome stesso, Plus è un’estensione di tutte le applicazioni facenti parte dell’ecosistema di Google con cui è perfettamente integrato.</p>
<p>Una volta registratisi al servizio e inserite le proprie credenziali nella barra orizzontale del proprio account appaiono un paio di nuovi pulsanti: un’icona che segnala qualsiasi notifica in arrivo (come accade su Facebook) e un pulsante “share” per condividere qualsiasi contenuto interessante con la propria “cerchia” di amici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LE “CERCHIE”</p>
<p>Il nuovo sistema di suddivisione dei contatti introdotto da Google: le “cerchie di amici” sono qualcosa di più di un simpatico elemento grafico con degli utili effetti di “drag ‘n drop” per cui basta rilasciare un “contatto” su un’icona circolare per sancirne l’appartenenza a un dato gruppo; essi rappresentano una metafora che porta con sé un intero nuovo approccio alla condivisione.</p>
<p>Paradossalmente, Facebook, il campione del social, ha una struttura puramente verticale e centralizzata; per instaurare un rapporto è necessaria la reciprocità dell’amicizia, a differenza di quanto avviene per esempio su Twitter, dove si possono seguire gli aggiornamenti di una data persona in maniera unilaterale, e diversamente da quanto accade ora su G+. Questo consente di usare il network non soltanto in maniera emozionale per scovare contenuti interessanti e condivisi da persone influenti di cui difficilmente si potrebbe ottenere l’amicizia &#8211; buffo, ma vero, una delle persone maggiormente aggiunte alle varie cerchie in queste ore, è proprio Mark Zuckerberg.</p>
<p>Non è perciò azzardato affermare che Plus si presenta come possibile <strong>alternativa non solo a Facebook</strong>, ma anche a Twitter.</p>
<p><strong>Altri</strong> aspetti interessanti del neonato di Mountain View sono l’integrazione col sistema operativo per cellulari Android, infatti è già disponibile un’applicazione che da la possibilità di esportare i contatti con facilità, tramite lo strumento Data Liberation Front, che vanta una migliore gestione, rispetto a Facebook, del tagging delle foto.</p>
<p>Ci sono, in G+, alcuni <strong>peccati di gioventù</strong> che sicuramente dopo una fase di testing accurata e più attenta verranno eliminati. Il principale è l’attivazione automatica della ricondivisione di un post; infatti, una volta che si pubblica qualcosa in bacheca, anche se si è limitata la condivisione a una specifica cerchia, nulla vieta che qualcuno dei nostri amici ricondivida l’elemento fra i suoi contatti, anche senza la nostra autorizzazione. Anche se un rimedio macchinoso c’è: dopo aver inserito un messaggio, cliccare sulla freccetta sulla destra e scegliere “disabilita ricondivisione”.</p>
<p>Poi c’è un problema più generale, che riguarda soprattutto chi voglia trasferirsi da Facebook a G+, ed è quello di <strong>portare con sé tutti i propri contatti</strong>. Facebook non fornisce un sistema semplice per esportare le amicizie, per cui bisogna ricorrere a qualche trucchetto.</p>
<p>In definitiva le funzioni che mancano su Plus sono tante, le applicazioni devono ancora arrivare, e c’è quella sensazione di già visto che rischia di affossare il successo del progetto. Di sicuro Plus sarà in grado di ritagliarsi la sua nicchia tra gli appassionati anche se Facebook è ancora in netto vantaggio.</p>
<p>La partita è comunque appena iniziata e conoscendo Google le sorprese nei prossimi mesi di sicuro non mancheranno.</p>
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		<title>CNR di Napoli, geni alterati nei pazienti affetti dalla Sindrome di Down</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 15:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
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NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; Si sta consumando nella totale indifferenza dei media italiani una delle scoperte che potrebbe cambiare la storia della biologia molecolare mondiale. A più di 50 anni dalla prima indagine genetica sulla sindrome di Down, è stato possibile conoscere la sequenza cromosomica della «trisomia del 21», grazie allo studio dell’equipe del [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/Sindrome-di-down.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9483" title="Sindrome di down" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/Sindrome-di-down-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; Si sta consumando nella totale indifferenza dei media italiani una delle scoperte che potrebbe cambiare la storia della biologia molecolare mondiale. A più di 50 anni dalla prima indagine genetica sulla sindrome di Down, è stato possibile conoscere la sequenza cromosomica della «trisomia del 21», grazie allo studio dell’equipe del succitato CNR di Napoli. La ricerca, intitolata Massive-scale RNA-Seq analysis of non ribosomal transcriptome in human trisomy 21 e guidata dai ricercatori Alfredo Ciccodicola e Valerio Costa, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica PLos ONE, nei laboratori partenopei del CNR. La ricerca è stata condotta grazie a metodiche e protocolli innovativi, ottenendo la precisa decodifica dei geni alterati, i responsabili della «sindrome di Down», mettendo così in evidenza la correlazione dei geni patogeni con altri geni scatenanti la malattia.</p>
<p>La composizione in triplice copia dei cromosomi responsabili del morbo è cosa nota da 50 anni. Il tasselli mancanti alla comprensione completa del fenomeno erano i geni direttamente responsabili dell’anomalia.</p>
<p>La sindrome di Down è una patologia che venne messa in luce dal medico inglese John Langdon Down, il quale ne descrisse gli aspetti più evidenti, come i tratti somatici orientaleggianti dei portatori di questa sindrome (da lì, l’espressione «mongoloidismo»), la breve aspettativa di vita, il forte ritardo mentale e altro. Tuttavia egli non fu in grado di capirne le correlazioni genetiche. Cosa che fu, invece, possibile grazie al pediatra francese Jerome Lejeune, che nel 1959, individuò nell’anomalia del cromosoma 21 la causa genetica del morbo che tutt’oggi è anche conosciuto come «trisomia del 21», a causa del fatto che i cromosomi, invece di essere presenti in coppia, sono presenti in tripletta.</p>
<p>Questo studio, data la sua importanza, potrà rappresentare un punto di partenza per la comprensione di molte malattie genetiche e neoplasiche che tutt’ora hanno meccanismi sconosciuti agli scienziati.</p>
<p>Che Napoli sia vittima di un attacco mediatico massivo per mettere in evidenza solo gli aspetti negativi è ormai noto a tutti, ma che una notizia del genere passi nella totale indifferenza dei media italiani, è a dir poco scandaloso.</p>
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		<title>L&#8217;Olanda sceglie la net neutrality</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 15:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
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AMSTERDAM (di Livio Pizzi) &#8211; Per la prima volta un Paese europeo ha approvato una legge a favore della neutralità della rete. Ovvero si sono approvate delle regole che vanno contro quegli operatori che limitano in vario modo i servizi internet per il proprio tornaconto. E&#8217; venuta dal parlamento olandese, ieri, questa decisione d&#8217;avanguardia. L&#8217;Olanda [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/06/Net-neutrality.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9319" title="Net neutrality" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/06/Net-neutrality-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>AMSTERDAM (di Livio Pizzi) &#8211; Per la prima volta un Paese europeo ha approvato una legge a favore della neutralità della rete. Ovvero si sono approvate delle regole che vanno contro quegli operatori che limitano in vario modo i servizi internet per il proprio tornaconto. E&#8217; venuta dal parlamento olandese, ieri, questa decisione d&#8217;avanguardia. L&#8217;Olanda è anche il secondo Paese al mondo, dopo il Cile, ad avere una legge che tocca un tema molto caldo e delicato per gli interessi degli operatori.</p>
<p>E&#8217; una risposta in particolare a quegli operatori mobili olandesi che bloccano o tariffano a parte i servizi VoIP (telefonia via internet, Skype). L&#8217;operatore Kpn aveva appena annunciato l&#8217;intenzione di tariffare a parte servizi di vario tipo, inoltre: non solo VoIP, ma anche WhatsApp, un&#8217;applicazione per mandare gratis messaggi via internet (al posto degli sms). E&#8217; evidente che lo scopo degli operatori è tutelare i propri ricavi tradizionali (telefonate ed sms). L&#8217;Olanda ha stabilito però che anche il semplice tariffare a parte alcuni servizi (e quindi farli pagare di più, rispetto agli altri) è una minaccia alla libertà di internet e dell&#8217;innovazione. Gli operatori non possono quindi arrogarsi il diritto di discriminare, con i prezzi, i diversi contenuti e servizi di internet. L&#8217;idea è che in questo modo ottengono il potere di incentivare o di scoraggiare alcuni utilizzi della rete.</p>
<p>D&#8217;altro canto è loro interesse continuare a farlo. Tanto che l&#8217;associazione Etno (rappresentante dei principali operatori europei) ha lanciato subito l’allarme: la legge olandese toglie loro le risorse &#8211; accusano &#8211; per investire nelle nuove reti. Temono che la legge olandese faccia da apripista e diffonda i principi di neutralità in Europa. Moltissimi operatori, anche italiani, infatti, fanno cose che secondo la nuova legge sarebbero proibite. Quasi tutti gli operatori mobili del nostro paese tariffano a parte i servizi VoIP. L&#8217;utente deve pagare un extra per usarli, rispetto al canone flat che include l&#8217;accesso a internet tramite rete mobile. Quasi tutti, fissi e mobili, inoltre, hanno sistemi per limitare la velocità dei servizi che consumano molta banda (peer to peer, video online&#8230;). Da ultima, anche Telecom Italia tanto da procurarsi di recente una diffida da parte di Altroconsumo. Le leggi italiane, a riguardo, sono però molto blande. Gli operatori sono tenuti a comunicare con trasparenza, all&#8217;utente, se e come limitano alcuni servizi. L&#8217;Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) sta studiando la materia: ha concluso a maggio un&#8217;indagine conoscitiva e adesso dovrà decidere se intervenire con una delibera, per imporre alcuni obblighi agli operatori (che potrebbero essere anche di dare maggiore trasparenza sulle proprie pratiche).</p>
<p>La Commissione europea pure è alla finestra, al momento. A maggio ha ribadito di non voler imporre norme ad hoc sulla neutralità ma studiando le pratiche degli operatori capirà se sono un pericolo per la libertà della rete e della concorrenza e nel caso, interverrà. Agli esperti, è suonato come un avvertimento, perché gli operatori non esagerino con le manipolazioni sulla rete. Non è facile imporre norme a favore della neutralità. I legislatori si scontrano anche con la necessità di tutelare i futuri investimenti degli operatori nelle nuove reti. Fcc (l&#8217;Authority tlc Usa) quest&#8217;anno ha fissato alcune norme per la neutralità, cercando un compromesso tra gli opposti interessi, ma gli operatori finora sono riusciti a bloccarle, opponendosi in giudizio.</p>
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		<title>IBM e l&#8217;ETH di Zurigo innaugurano il nuovo &#8220;Binnig and Rohrer Nanotechnology Center&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 07:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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ZURIGO (di Livio Pizzi) &#8211; Il nuovo Centro porta il nome di Gerd Binnig e Heinrich Rohrer, presenti all’inaugurazione, i due ricercatori  IBM che hanno vinto il premio  Nobel per aver inventato il microscopio a effetto tunnel presso il laboratorio di ricerca di Zurigo nel 1981, consentendo  di vedere per la prima volta gli atomi [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/05/IBM.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8523" title="IBM" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/05/IBM-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ZURIGO (di Livio Pizzi) &#8211; Il nuovo Centro porta il nome di  Gerd Binnig e Heinrich Rohrer, presenti all’inaugurazione, i due  ricercatori  IBM che hanno vinto il premio  Nobel per aver inventato il  microscopio a effetto tunnel presso il laboratorio di ricerca di Zurigo nel  1981, consentendo  di vedere per la prima volta gli atomi su una superficie.</p>
<p>La struttura è il risultato di una partnership strategica  decennale tra IBM e l’ETH di Zurigo che vede i due team impegnati per creare  nuovi materiali dispositivi su nanoscala.</p>
<p>Il Centro ha firmato una importante collaborazione con il Ministero dell’Economia e  dell’Istruzione e della Scienza lituana, incentrata sulla fotonica integrata e  su nuovi materiali fotonici, per creare computer più veloci, tecnologie solari  innovative e per l’uso del nanopatterning nella creazione di targhette di  sicurezza (security tags) per un’avanzata tecnologia anticontraffazione.</p>
<p>Altre aree di ricerca comprendono sistemi micro e  nanoelettromeccanici,  spintronica, elettronica organica, dispositivi basati sul  carbonio,  materiali funzionali, raffreddamento, integrazione tridimensionale di   chip di computer, optoelettronica e comunicazione ottica dei dati nei  computer,  oltre a nanofotonica in silicio. La struttura è il risultato  di un investimento  da 60 milioni di dollari in costi infrastrutturali e  ulteriori 30 milioni di  dollari per gli strumenti e le attrezzature.</p>
<p>Un punto centrale della ricerca di IBM in questo nuovo centro  è l’esplorazione del<strong> “prossimo switch”</strong>, i componenti base del futuro per  chip e sistemi informatici migliori, più veloci e più efficienti dal punto di  vista energetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/ibm-e-leth-di-zurigo-innaugurano-il-nuovo-binnig-and-rohrer-nanotechnology-center.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fibm-e-leth-di-zurigo-innaugurano-il-nuovo-binnig-and-rohrer-nanotechnology-center.html&amp;title=IBM%20e%20l%26%238217%3BETH%20di%20Zurigo%20innaugurano%20il%20nuovo%20%26%238220%3BBinnig%20and%20Rohrer%20Nanotechnology%20Center%26%238221%3B" id="wpa2a_16"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Blackout Aruba: ore di panico per il web italiano, ora chi paga?</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
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AREZZO (di Livio Pizzi) &#8211; Già dalle prime ore della mattina molti siti erano irreperibili e il presentimento che era successo qualcosa di “grosso” si faceva sempre via via certezza, una gran parte della rete era stata oscurata. Il tutto poteva far pensare ad un attacco hacker ma il mostro che ha mandato in tilt [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/04/aruba.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7879" title="aruba" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/04/aruba-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>AREZZO (di Livio Pizzi) &#8211; Già dalle prime ore della mattina molti siti erano irreperibili e il presentimento che era successo qualcosa di “grosso” si faceva sempre via via certezza, una gran parte della rete era stata oscurata. Il tutto poteva far pensare ad un attacco hacker ma il mostro che ha mandato in tilt migliaia di siti e bloccato la posta elettronica, causando un blackout record per la rete italiana, era stato il surriscaldamento di un gruppo di continuità elettrica che ha generato un principio di incendio. E&#8217; accaduto nella server farm di Aruba primo provider di servizi internet in Italia. Tutto è cominciato la scorsa notte, quando i vigili del fuoco sono intervenuti nella sede aretina di Aruba, in via delle Biole. E il risveglio per molte aziende e siti d&#8217;informazione locale è stato da incubo. Impossibile aggiornare i siti, impossibile usare la posta elettronica.</p>
<p>Tutto fermo, tutto bloccato e la notizia del guasto è corsa sulla parte della rete non gestita da Aruba. E&#8217; stata la stessa azienda, comunicando attraverso Twitter, a informare i clienti di ciò che stava accadendo. Un principio d&#8217;incendio ha coinvolto la zona delle UPS (Gruppi di continuità) , &#8220;ma le sale dati non hanno subito danni. E&#8217; stato attivato l&#8217;energit power off togliendo energia alla struttura. I tecnici stanno tutt’ora lavorando per ripristinare la situazione&#8221;. Il blackout ha però risparmiato i siti dei principali mass media e così i &#8216;naviganti&#8217; hanno potuto assistere al royal wedding di William e Kate sfruttando quella parte di rete che non è &#8216;gestita&#8217; da Aruba, con contatti da primati. Poi, lentamente, ma in modo costante e progressivo, i tecnici di Aruba hanno ripristinato la funzionalità del server e prima due delle tre sale dati hanno ripreso a funzionare, poi &#8211; intorno alle 16 &#8211; tutto ha ripreso a funzionare. E l&#8217;annuncio è stato dato dalla stessa Aruba, sempre attraverso Twitter.</p>
<p>Avevano lavorato per tre ore i vigili del fuoco di Arezzo per spegnere le fiamme che erano divampate nella &#8216;server farm&#8217;. E per 12 ore hanno lavorato i tecnici dell&#8217;azienda per ridare normalità a buona parte della rete. Quello di oggi per Aruba non è il primo incidente di questo tipo. Un fermo di minore rilevanza era avvenuto il 6 ottobre del 2010 a causa di un errore umano. Per spiegare quanta parte del mondo internet è rimasto coinvolto nell&#8217; incidente basta elencare alcuni numeri di Aruba, azienda fondata nel 1994 col nome Technet.it e al primo posto non solo in Italia, ma anche nella Repubblica Ceca e nella Repubblica Slovacca per numero di siti in hosting e di domini registrati. Complessivamente ha 1.650.000 domini registrati e mantenuti, 1.250.000 siti attivi in hosting, 5.000.000 caselle e-mail gestite, oltre 10 mila server gestiti, circa 3000 metri quadri di data center. Utenti e aziende infuriate per il disagio subito e il Codacons sta studiando &#8220;la possibilità di intentare una class action in favore dei clienti di Aruba. Si tratta di un danno economico enorme, soprattutto per chi lavora con la posta elettronica e per chi gestisce la propria attività attraverso il web&#8221;.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/blackout-aruba-ore-di-panico-per-il-web-italiano-ora-chi-paga.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fblackout-aruba-ore-di-panico-per-il-web-italiano-ora-chi-paga.html&amp;title=Blackout%20Aruba%3A%20ore%20di%20panico%20per%20il%20web%20italiano%2C%20ora%20chi%20paga%3F" id="wpa2a_18"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mac Lion e Microsoft Windows 8, in attesa dei nuovi sistemi operativi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 07:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Pizzi</dc:creator>
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NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; L&#8217;estate si avvicina e sono quasi pronti all&#8217;esordio i nuovi sistemi operativi di Microsoft e Apple. Windows 8 e OsX 10.7, nome in codice &#8220;Lion&#8221;, sono storicamente su fronti totalmente opposti. Windows è da anni in vantaggio per numero di licenze, ma MacOs detiene una nicchia di tutto rispetto e [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/04/microsoft.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7557" title="Microsoft" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/04/microsoft-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Livio Pizzi) &#8211; L&#8217;estate si avvicina e sono quasi pronti all&#8217;esordio i nuovi sistemi operativi di Microsoft e Apple. Windows 8 e OsX 10.7, nome in codice &#8220;Lion&#8221;, sono storicamente su fronti totalmente opposti. Windows è da anni in vantaggio per numero di licenze, ma MacOs detiene una nicchia di tutto rispetto e comunque in ampliamento. Due sistemi operativi un tempo molto diversi ma che col tempo, almeno per sensazione di utilizzo, iniziano ad assomigliarsi. Anche se sotto al cofano ci sono due motori molto diversi.</p>
<p><strong>Windows 8.</strong> Le schermate arrivate sul web vanno giudicate con attenzione, ma le caratteristiche del nuovo Windows, dopo gli evidenti passi in avanti fatti con Windows 7, lasciano pensare ad un miglioramento sulla scia di quest&#8217;ultimo più che ad una completa riprogettazione. Ma Micorsoft ha un pensiero in più rispetto ad Apple: far funzionare il suo Os su uno sterminato parco di possibili macchine, dal netbook più scarso alla workstation più performante.</p>
<p>Mentre la mela costruisce il suo hardware attorno al software, un ecosistema relativamente chiuso che consente una progettualità diversa, Windows 8 dovrà adattarsi alla macchina che lo ospita più che in passato. Sembra che Microsoft stia pensando ad un&#8217;interfaccia utente diversa a seconda del pc su cui Win8 verrà installato. Le innovazioni appaiono più orientate all&#8217;ottimizzazione dell&#8217;utilizzo, anche nelle funzioni di base dell&#8217;interfaccia utente.</p>
<p>Windows 8 secondo quanto si sa, si avvierà rapidamente e sarà in grado di ripristinare il sistema in due minuti, riportandolo come ad una prima installazione, senza però cancellare i dati. Una forma di gestione avanzata del registro dovrebbe permettere di mantenere il sistema sempre a punto. Ci saranno probabilmente delle novità sul fronte del riconoscimento ottico e tattile: Win8 sarà in grado di identificare il volto dell&#8217;utente, eliminando la necessità di password per accedere al sistema. Attenzione quindi a chi vi scatta una foto in primo piano. Sarebbe inopportuno per Microsoft non pensare ad una migliore implementazione dei controlli tattili, anche perché entro la fine del 2012 Windows 8, in qualche forma, dovrebbe arrivare sui tablet con un&#8217;interfaccia utente &#8220;immersiva&#8221; appositamente disegnata, e dialogare al meglio con Windows Phone, il sistema operativo mobile. In questo senso, Steve Ballmer di Microsoft ha annunciato il supporto del nuovo Windows ai processori Arm. E per completare l&#8217;offerta senza rimanere indietro rispetto ad Apple, arriverà anche un Windows App Store, attraverso cui rifornirsi di programmi e giochi.</p>
<p>Ma per mettere le mani sul nuovo Windows, bisognerà attendere fino alla presentazione, probabilmente intorno ad ottobre. Al momento, l&#8217;os è in versione &#8220;milestone 3&#8243;, distribuito su un network per sviluppatori, ma Microsoft sta impiegando molte energie sul progetto e lo sviluppo procede molto rapidamente. Windows 8 si vedrà più nel dettaglio al prossimo Consumer Electronic Show, a gennaio 2012, e sul mercato probabilmente nel primo semestre del prossimo anno.</p>
<p><strong>Mac Os Lion.</strong></p>
<p>I tempi per il nuovo OsX 10.7, nome in codice Lion, sono invece più stretti. Lo si vedrà in forma più o meno compiuta a giugno, alla Worldwide developer conference di Apple. Al momento, l&#8217;os è ancora in costruzione, ancora instabile e con diversi bug, ma è stata rilasciata la seconda &#8220;Developer preview&#8221;, una versione riservata agli sviluppatori. I lavori sono comunque in via di conclusione. Apple punta sull&#8217;integrazione delle esperienze d&#8217;uso del Mac e di iOs, pur trattandosi di prodotti dalle diverse caratteristiche e funzionalità. Non è un caso se i nuovi applicativi di Lion, Mail 5 e iCal, richiamino da vicino le versioni iPad. Anche l&#8217;accessibilità alle funzioni del nuovo Os risente del &#8220;tocco&#8221; di iPhone e iPad, con l&#8217;introduzione del Launchpad, una &#8220;sovraschermata&#8221; che mostra tutte le applicazioni presenti sul Mac, proprio come sul tablet Apple. Anche lo scorrimento delle finestre e la presenza tra gli elementi del Finder dei pulsanti a scorrimento tipici di iOs riporta la mente ad altri dispositivi Apple, e l&#8217;idea di Cupertino sembra proprio quella di uniformare il funzionamento delle sue macchine, e fornire un codice unico di utilizzo, un meta-marchio che configuri il mondo Apple, permettendo all&#8217;utente di non confondersi mai.</p>
<p>Evoluzioni funzionali anche per Exposé, che in Lion diventa Mission Control, e raggruppa le applicazioni in uso per tipo, permettendo di passare agilmente da una all&#8217;altra. C&#8217;è poi l&#8217;idea di poter ingrandire ogni applicazione a tutto schermo, mutuata dal concetto di minimalismo della nuova interfaccia di Lion, molto più pulita ed essenziale. Ma le innovazioni più importanti di MacOs 10.7 sono ovviamente quelle che non si vedono, con un&#8217;ottimizzazione della performance del sistema operativo, una gestione più fluida del multitasking, con le applicazioni in background che consumano meno risorse di sistema.  E tra i progetti per il futuro, nelle successive versioni Osx dovrebbe presentare una tecnologia multitouch avanzata, con movimenti a cinque dita, per cui Apple ha appena depositato dei brevetti. Ma di questo si riparlerà tra qualche tempo, probabilmente quando usciranno le prime schermate &#8220;abusive&#8221; di Windows 9.</p>
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