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Bancarotta Kodak, ma la colpa di chi è?

Bancarotta Kodak, ma la colpa di chi è?

NAPOLI (di Livio Pizzi) – La multinazionale della fotografia ha chiesto l’applicazione del Chapter 11, il fallimento assistito. E arriva un finanziamento da 950 milioni da Citigroup per superare la crisi. L’azienda abbattuta dalla fine della pellicola analogica getta la spugna e richiede la bancarotta assistita. L’icona della fotografia soccombe alle nuove tecnologie, alla mancanza di liquidità e all’incapacità di vendere i propri brevetti.

La società durante il Chapter 11 (amministrazione controllata) continuerà a operare grazie al finanziamento da 950 milioni di dollari che si è assicurata da Citigroup; a gettare nella fossa l’azienda è stata anche la politica di Apple, Htc, Research in Motion (produttrice dei Blackberry) e altri giganti delle nuove tecnologie. E’ l’azienda stessa che lancia queste accuse, attraverso il chief financial officer della società, Antoinette McCorvey, nei documenti presentati in tribunale. Infatti secondo McCorvey, queste aziende hanno approfittato della debolezza finanziaria di Kodak nel braccio di ferro sulle loro presunte violazioni della proprietà intellettuale. E “quando le condizioni finanziarie di Kodak hanno iniziato a deteriorare, la società ha iniziato a sperimentare ritardi nelle negoziazioni per le licenze con Apple, Research in Motion e Htc, scrive il Cfo.

Il Chapter 11 rappresenta un duro colpo per l’amministratore delegato Antonio Perez: durante la sua gestione Kodak ha bruciato 7 miliardi di dollari di valore di mercato. Eastman Kodak si augura di emergere dalla bancarotta il prossimo anno dopo aver tagliato i costi e venduto parte del portafoglio brevetti. Da quando Perez ha assunto le redini di Eastman Kodak nel 2005, la società ha accusato perdite ogni anno. Fondata 131 anni fa e con 19.000 dipendenti, la Kodak ha messo in guardia sullo stato precario dei propri conti a novembre, avvertendo che se non fosse riuscita a vendere i propri brevetti o a raccogliere nuovi capitali avrebbe esaurito la liquidità a sua disposizione. Colosso della fotografia fino a pochi anni fa, Kodak ha sperimentato una forte crisi mentre tentava di orientare nuovamente la propria attività. I problemi si sono intensificati nel 2001. Lo scorso autunno Kodak ha assunto alcuni consulenti per ristrutturarsi e ha terminato una linea di credito da 160 milioni di dollari, alimentando i timori sulla sua sopravvivenza. Kodak ha tentato per mesi di risanare i propri conti con la vendita dei brevetti, un processo rallentato dai timori dei potenziali acquirenti sulla eventuale richiesta di bancarotta da parte della società.

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L’anti facebook, Microsoft lancia il nuovo social network

L’anti facebook, Microsoft lancia il nuovo social network

NAPOLI (di Livio Pizzi) – “Socl” l’anti Facebook di Redmond è il nuovo social network di Microsoft. Un ambiente combinato di interazione sociale e ricerca web, con ampi incoraggiamenti alla curiosità dell’utente. Avrebbe dovuto chiamarsi Tulalip, come anticipato qualche tempo fa, ma poi Redmond ha puntato su “Socl”. L’idea è di fornire all’utente un’esperienza nuova, fortemente improntata sulla condivisione di ricerche e risultati. Ma non si sa ancora se il prodotto verrà rilasciato al pubblico. Per ora Microsoft sta conducendo dei test chiusi, che verranno presto aperti al pubblico attraverso un sistema di inviti a modo di Google+.

Socl non funziona, almeno in questa fase, con i classici cambi di status e liste di utenti. O almeno, non come standard: è possibile selezionare un’opzione per abilitare questo tipo di comportamento.  Piuttosto, la barra di ricerca in alto serve, per l’appunto, a cercare nel web quello di cui si ha bisogno, e quella ricerca diventa l’oggetto di status. E’ possibile seguire gli amici, ed è possibile per chi segue il flusso dell’utente, taggare e ricondividere i contenuti e gli status “arricchiti” dai risultati delle ricerche di Bing. In questo modo, anche l’aspetto della ricerca sociale è all’attenzione degli sviluppatori: Socl potrebbe diventare una “hub” di ricerca in tempo reale su servizi e possibilità nei dintorni dell’utente.

Un’altra caratteristica interessante sono i “videoparty”, a cui gli utenti possono partecipare e guardare contenuti di Youtube. Nulla a che vedere con i videoritrovi di Google+, qui si tratta esclusivamente di un’esperienza di fruizione condivisa.

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All’Iti Augusto Righi di Napoli il Linux Day 2011

All’Iti Augusto Righi di Napoli il Linux Day 2011

Istituto Righi

NAPOLI (di Livio Pizzi) – Si è svolto presso l’Istituto Tecnico Augusto Righi di Napoli nella giornata di sabato 22 Ottobre il Linux Day, organizzato dall’Associazione Nalug – Napoli GNU/Linux Users Group – e patrocinato dal Comune di Napoli e dal Collegio dei Periti Industriali di Napoli.

Importante evento di aggregazione e di diffusione della cultura del software libero, nel suo ricco programma che impegnava l’intera giornata, ha posto l’attenzione, grazie ai numerosi interventi, alle problematiche del software e dell’hardware nel panorama tecnologico odierno, ponendo particolare attenzione alla diffusione dell’OpenSource.

Il Concetto di software non deve essere unicamente legato a quello di Personal Computer, basta pensare che esso è presente anche nei cellulari, nei navitagori satellitari e addirittura nei sistemi di Home Theatre. Oggi giorno sono molti gli enti ed i privati che si stanno rendendo conto dei vantaggi risultanti dal passaggio delle piattaforme informatiche dal software proprietario al software libero sia in termini economici che prestazionali.

La Preside dell’Istituto ha patrocinato l’evento introducendo e moderando gli interventi della mattinata dove il Presidente del Nalug ha annunciato la predisposizione, per gli studenti meritevoli dell’ITI A. Righi, di due borse di studio per attività di tirocinio legate alle tecnologie open source e al software libero, presso le aziende Abstract e Kelyon. Un’iniziativa importante per dimostrare che con il software libero si fa formazione specializzata e orientata al lavoro.

Piacevole Visita da parte dell’Associazione “Informatici senza frontiere” che hanno mostrato alla platea le potenzialità del loro Software OpenHospital per la gestione degli ospedali in Africa

Non meno attenzione si è posta sul Kernel Linux che proprio quest’anno festeggiava il lancio della versione 3.0, molto interessante e incalzante è stato l’intervento di Marco Ferrigno, ricercatore indipendente in sistemistica e sicurezza e sviluppatore del progetto italiano GNU/Linux Debian, che ha introdotto gli aspetti fondamentali del kernel linux mostrando una padronanza quasi accademica e che con una buona dose di pazienza si è intrattenuto a rispondere alle varie domande dei numerosi presenti in sala.

Sono intervenuti a conclusione della mattinata rispettivamente i C.E.O. Di Kelyon e Abstract per introdurre i principi dell’OpenSource Business Solution sfruttando rispettivamente le potenzialità dei CMS Drupal e Plone.

Il Pomeriggio si è anche parlato di “Arduino” Hardware Libero da Licenze e di Computer Forensics, nella fattispecie sempre Marco Ferrigno ci ha parlato di Open Source Forensics, ovvero di tutte quelle metodologie atte a studiare e a individuare dati sensibili ai fini giuridici e probatori, attraverso una panoramica atta a spiegare le tecniche e gli strumenti open source per l’esame metodologico dei sistemi informatici.

Gianfranco Fedele e Alfredo di Stasio hanno tenuto un interessante dibattito sul futuro dei Browser e del Cloud Computing ovvero sull’insieme di tutte le tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di servizio offerto da un provider al cliente (GMail – iCloud – DropBox) di memorizzare,archiviare, elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware o software distribuite in Rete. Mettendo in guardia i presenti su tutti i problemi di Privacy che ne conseguirebbero.

Distribuire la cultura dell’opensource vuol dire far acquisire agli utenti una maggiore coscienza di quello che utilizzano attraverso la conoscenza degli aspetti tecnici e soprattutto degli aspetti etici che esistono attraverso l’utilizzo del sistema operativo Linux.

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Se Bill Gates e Steve Jobs avessero ragione anche sull’energia?

Se Bill Gates e Steve Jobs avessero ragione anche sull’energia?

Bill Gates e Steve Jobs

NAPOLI (di U.N.) – Bill e Steve sognavano un computer personale su ogni scrivania nel momento in cui la IBM ed altre compagnie simili, che all’epoca imperavano, sostenevano il concetto che invece potessero essere sufficienti pochissimi grandi centri di calcolo per ogni Nazione.  Il tempo ci ha mostrato chi aveva ragione.  La miniaturizzazione elettronica, la personalizzazione, la diminuzione esponenziale dei costi, sono stati i fattori trainanti della rivoluzione computazionale della seconda metà del secolo scorso. Un computer su ogni scrivania, motore indipendente, collegato a tanti altri motori indipendenti, in una rete di attori, non di spettatori.

Lo stesso concetto potrebbe allora essere esteso all’energia? Se riflettiamo oggi esistono poche grandi centrali energetiche sul territorio che distribuiscono  a tutti l’ energia prodotta. E se volessimo una centrale per ogni “scrivania”? Vale a dire una centrale per ogni casa, o per ogni ufficio, o per ogni azienda? Perché mai non si è verificato per l’energia ciò che si è verificato per i computer? Semplice: perché i costi di produzione non sono diminuiti. Allora è ovvio che esistano ancora pochissimi grandi attori che, con le loro grandi centrali, distribuiscono a tutti l’energia prodotta.

Allora cosa potrebbe far cambiare le cose? Probabilmente l’econucleare (solare, geotermico e l.e.n.r.) sarà l’elemento che affermerà il concetto di personal-energy, così come si affermarono i personal computer. In particolare molti pensano che le l.e.n.r. (low energy nuclear reactions), potendo determinare una terribile discesa dei costi, possano rappresentare la chiave di volta della rivoluzione energetica del XXI secolo. I fisici, con le loro innovative ricerche, potranno consentire ad ognuno di noi la produzione diretta dell’energia che ci è necessaria studiando forme ecologiche e personali di reazioni nucleari a bassa energia, un generatore miniaturizzato per ogni casa, senza problemi catastrofici e senza scorie radioattive.

Consideriamo, inoltre, un ulteriore aspetto: il prezioso petrolio, fonte non infinita, deve servire a creare materia, robusta, moderna, in forme complesse, insostituibile; non deve essere bruciato, distrutto, oltretutto inquinando il nostro povero ambiente. Basta bruciare petrolio!

Non abbiamo nulla da perdere, siamo ottimisti, siamo visionari, crediamo nella possibilità di queste ricerche, appassionamoci all’argomento: avanti tutta con l’econucleare L.E.N.R. per la Personal Energy!

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Napoli GNU/Linux Day 2011 – Programma dell’evento

Napoli GNU/Linux Day 2011 – Programma dell’evento

Linux day a Berlino

Anche quest’anno il Nalug - Napoli GNU/Linux Users Group - organizza il GNU/Linux day che si svolgerà sabato 22 ottobre presso l’auditorium dell’ITIS Augusto Righi in Viale J.F.Kennedy 112, Napoli.

Programma dell’evento:

10:00-10-30 (Auditorium):
Apertura LD2011: Presentazione dell’evento, interverranno Preside ITIS Righi, Dott. Maurizio Sansone (Presidente del Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Napoli) e Gianfilippo Giannini (NaLug);

10:30-11:00 (Auditorium):
Etica e Filosofia del Software Libero - Ing. Giuseppe Aceto;

11:00-11:15 (Auditorium – ingresso):
Coffee break;

11:15-11:30 (Auditorium):
Saluto dell’Assessore all’Innovazione & Sviluppo del Comune di Napoli - Dott. Marco Esposito;

11:30-12:00 (Auditorium):
Opensource ed E-Democracy - Kelyon;

12:00-12:30 (Auditorium):
Caso di studio: Open Source per un sistema informativo territoriale - Abstract Srl;

12:30-13:15 (Auditorium):
Understanding Linux: 20 anni di kernel tra storia e tecnica - Marco Ferrigno

13:15-14:30 Pausa pranzo;

14:30-15:00 (Aula 21):
Net-Neutrality: problematiche e soluzioni. La piattaforma HoBBIT - Ing. Luciano Esposito

15:00-16:00 (Aula 21):
Arduino: hardware open source - Ing. Marco Cenerelli

16:00-17:00 (Aula 21):
Digital Forensics – Metodologie di analisi multipiattaforma - Marco Ferrigno;

17:00-17:30 (Aula 21):
Browser e nuvole: quale futuro ci aspetta - Gianfranco Fedele (feat. bisco)

17:30-17:45:
Saluti && ringraziamenti
In parallelo dalle 10:30 in poi - Help Desk && Install Party:
Distribuzione, installazione, configurazione, uso generico di programmi d’utilità.

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Lutto nel mondo dell’Informatica: muore Steve Jobs, il genio della Apple

Lutto nel mondo dell’Informatica: muore Steve Jobs, il genio della Apple

Steve Jobs

NAPOLI (di Livio Pizzi) – Steve Jobs, il patron e fondatore della Apple e figura di primo piano dell’hi-tech internazionale è morto. Il fondatore della Mela, l’uomo che ha creato il marchio-simbolo della nostra era digitale, all’età di 56 anni ha perso l’ultima battaglia: quella contro il cancro al pancreas che lo aveva colpito già una prima volta nel 2004. Jobs si era da tempo ritirato da ogni incarico operativo, il 24 agosto aveva abbandonato anche l’incarico formale di presidente di Apple lasciandolo al suo braccio destro Tim Cook, quello era il segno che ormai le speranze per lui erano esigue.

L’annuncio è stato dato dalla stessa società di informatica che ha dichiarato: “Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano”

è quanto si legge sulla home page della Apple dove campeggia una foto in bianco e nero di Steve Jobs con l’anno della nascita e quello della morte: 1955-2011. Inoltre:”Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui – si legge ancora sul sito – hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple”.

Scompare dunque l’uomo che ha rivoluzionato l’informatica, la telefonìa mobile, e prometteva di fare altrettanto con il consumo di notizie e la lettura.

Sotto la sua guida, Apple, che vent’anni fa sembrava a rischio di estinzione, è diventata la prima azienda hi-tech del mondo in valore di Borsa, davanti a Google e Microsoft.

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Tv 3D: la rivoluzione dietro l’angolo

Tv 3D: la rivoluzione dietro l’angolo

NAPOLI (di U.N.) – Perché mai, a cinema, tutti insieme visualizziamo immagini 3d spettacolari con occhialini leggerissimi che non costano nulla e che non ci costringono a tenere la testa inchiodata in posizione ed invece a casa ciò non può essere possibile? Eppure il principio è semplicissimo ed è sempre lo stesso: due immagini separate, una per l’occhio destro ed una per l’occhio sinistro.  Il segreto è in un particolare trattamento della luce che giunge ai nostri occhi dalla sorgente luminosa, dal proiettore cinematografico.

La luce, infatti, ha la caratteristica fisica di poter essere polarizzata. Cosa significa? Significa che può essere filtrata in modo tale da consentire una propagazione dell’onda luminosa  in modo selettivo. Addirittura è possibile costruire dei filtri che consentono la propagazione dell’ onda  solo a spirale, come se fosse il filetto di una vite: è la polarizzazione circolare. Allora, proprio come il filetto della vite,  è possibile costruire un filtro che consente la propagazione solo in senso destrorso oppure  un altro soltanto in senso sinistrorso. Immaginiamo, ora, di poter disporre di due proiettori per le due immagini separate 3d, ognuno con un filtro posto davanti all’obiettivo, uno polarizzante destrorso ed un altro sinistrorso; due sorgenti separate, dunque, che proiettino contemporaneamente, sullo stesso schermo idoneo,  l’immagine per un occhio  e l’immagine per l’altro. Immaginiamo di indossare un paio di occhiali leggeri con due lenti polarizzate in plastica, una destrorsa e l’altra sinistrorsa. Ecco messo in pratica il principio fisico: sullo stesso schermo possiamo vedere le due immagini, separate e contemporanee, e ciascun occhio vedrà esclusivamente l’immagine che gli compete, realizzando appieno l’effetto 3d.

La rivoluzione: anche senza proiettori! Finalmente ora sono in commercio a prezzi ragionevoli i primi televisori con filtri direttamente sul pannello che riescono a polarizzare la luce alternativamente linea per linea: ad esempio le linee pari, che formeranno l’immagine solo per un occhio, possono essere polarizzate circolarmente in direzione destrorsa e le dispari, per l’altro, in direzione sinistrorsa. Con le stesse lenti da cinema, economiche da mezzo dollaro, leggerissime e non vincolanti, il nostro cervello, dopo aver raccolto i segnali provenienti dalle retine dei due occhi nelle aree controlaterali 17 18 e 19 di Brodmann, fonderà le due immagini, ricostruendo la piena risoluzione e l’effetto 3d.

Se, poi, consideriamo il progresso anche come promotore di piaceri casalinghi e familiari, avete idea dell’aria di festa a casa vostra con una visione 3d semplice e comoda da usare come quella descritta? Venti, trenta  parenti ed amici insieme a godere di questa novità! Non uno alla volta, insieme, in ogni punto della stanza!!

Credo, soprattutto penso sia auspicabile, che tutte le case produttrici di tv adottino, a breve, questo sistema.  Viva il progresso!

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Neutrini più veloci della luce, messe in discussione le teorie di Einstein

Neutrini più veloci della luce, messe in discussione le teorie di Einstein

Cern di Ginevra

GINEVRA (di Livio Pizzi) La Notizia che arriva dal CERN di Ginevra è una di quelle che fanno tremare le gambe, infatti, i risultati, se confermati, possono rimettere in discussione le teorie fondamentali della fisica, iniziando appunto dalle teorie di Albert Einstein, secondo le quali niente nell’universo può superare la velocità della luce. Un gruppo di ricercatori del Cern e dell’Infn guidato dall’italiano Antonio Ereditato ha registrato che i neutrini possono viaggiare oltre quel limite. Le particelle hanno coperto i 730 chilometri che separano i laboratori di Ginevra da quelli del Gran Sasso a una velocità più alta di quella della luce.

La velocità delle particelle è stata misurata dal rivelatore Opera, dell’esperimento Cngs (Cern NeutrinoS to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern di Ginevra e raggiunge i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare.

Il muro è stato infranto di appena 60 nanosecondi. Eppure, il risultato è talmente destabilizzante che il team di ricerca ha atteso ben tre anni di misurazioni per sottoporlo all’attenzione della comunità scientifica. “Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli”, racconta Dario Autiero, responsabile dell’analisi delle misurazioni. Addirittura per giustificare il risultato inatteso sono stati presi in considerazione persino la deriva dei continenti e gli effetti del terremoto dell’Aquila del 2009. Inoltre spiega Ereditato “Siamo abbastanza sicuri dei nostri risultati, ma vogliamo che altri colleghi possano verificarli e confermarli”.

Le prime reazioni non hanno tardano ad arrivare, secondo il Centre National de la Recherche Scientifique francese, le fosse confermata la scoperta sarebbe “clamorosa” e “totalmente inattesa” e aprirebbe “prospettive teoriche completamente nuove”. Anche per l’astrofisica Margherita Hack si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione perché, osserva, “finora tutte le previsioni della teoria della relatività sono state confermate”.

Secondo la teoria della relatività ristretta, elaborata da Einstein nel 1905, la velocità è una costante, tanto da essere parte della celeberrima equazione E=mc², dove E è l’energia, m la massa e c, appunto, la velocità della luce. La relatività, spiega ancora la Hack, “prevede che se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe avere una massa infinitamente grande. Per questo la velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile”.

Tra l’altro, la teoria della relatività implica l’impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo, finora inesorabilmente relegati alla fantascienza e ritenuti irrealizzabili dalla scienza. Ora tutto ciò potrebbe cadere. “Ma io non voglio pensare alle implicazioni”, si affretta a precisare Ereditato. “Siamo scienziati e siamo abituati a lavorare con ciò che conosciamo”.

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L.E.N.R., ovvero come produrre Oro in cantina

L.E.N.R., ovvero come produrre Oro in cantina

NAPOLI (di U. Nele) – Ma cosa sta succedendo? All’improvviso è scoppiata in Internet la passione per le Reazioni Nucleari a Bassa Energia (Low Energy Nuclear Reactions). Dopo il nostro recente referendum che doveva sancire l’abbandono definitivo di tutto ciò che fosse anche lontanamente imparentato con le reazioni nucleari, ecco invece prepotentemente moltiplicarsi a valanga in tutto il mondo in rete l’interesse per questa nuova forma di produzione di energia che promette di essere illimitata, sicura ed economicissima. E’ econucleare. Il mondo d’oggi ha un disperato bisogno di energia, i paesi emergenti si industrializzano e ne consumano sempre di più, le fonti rinnovabili rovinano i paesaggi e sono poco convenienti, la fissione fa paura, il petrolio è sempre quello e non potrà che rincarare fino a metterci in ginocchio. Tutti allora scorgono in queste ricerche innovative una speranza unica per uscire da questo impasse.

Ricerche condotte con finanziamenti esigui, quasi in clandestinità, soprattutto in Giappone e, paradossalmente, in Italia, snobbate dall’establishment scientifico. Sono reazioni nucleari che secondo le odierne teorie potrebbero avvenire solo massivamente in condizioni di pressione e temperatura particolarmente elevate, come nelle stelle. Nei meandri della fisica quantistica, però, molti cominciano a trovare delle giustificazioni per la produzione controllata di energia che osservano in questi esperimenti, con piccoli apparecchi, dalle dimensioni minori di uno scaldabagni. Il numero dei fisici possibilisti va aumentando, ultimamente in modo esponenziale.

A noi cittadini conviene senz’alternativa sperare che si verifichi velocemente questo progresso, questo cambio di paradigma: auguriamoci che fisici ed imprenditori ci mettano rapidamente a disposizione una rivoluzionaria sorgente di energia, copiosa, sicura, ecologica ed economica, un termalismo artificiale che produca calore ed elettricità, da sistemare magari in fabbrica oppure in condominio od in cantina.

Sarebbe incredibile! Dunque l’Energia prodotta con le  trasmutazioni L.E.N.R. potrebbe allora essere il nostro vero Oro!

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Google+  spaventa  Facebook

Google+ spaventa Facebook

Palazzolo sull’Oglio (di Carmine Palumbo) – Google+, il nuovo social network del colosso di Mountain View, ha eguagliato il rivale Facebook in almeno un aspetto: il tasso di crescita. Il nuovo servizio, attualmente in versione Beta, tra il quattro e il 10 luglio è cresciuto del 350 per cento, da 1,7 milioni a 7,3 milioni di utenti. Lo fa sapere il sito della rivista specializzata “Pc World” che, citando uno studio condotto dal fondatore di “Ancestry”, Paul Allen, prevede anche che Google+ raggiunga quota 10 milioni utenti unici entro oggi e 20 milioni entro il fine settimana. La cosa incredibile è che tuttora la nuova piattaforma  è in fase di test e l’accesso viene regolato solo tramite invito. Per ora quindi, o si è invitati via mail da qualcuno che già ha potuto iscriversi. I punti di forza della nuova piattaforma starebbero innanzitutto in un maggiore rispetto della privacy degli utenti rispetto al prodotto inventato da Mark Zuckerberg e nella possibilità di creare delle cerchie di amici e conoscenti invisibili agli altri utenti. C’è anche la possibilità di ottenere feed solo su specifici argomenti selezionati. I contenuti pubblicati e condivisi dovrebbero inoltre essere selezionati per gruppi di interesse e viene introdotta anche la possibilità di fare videoconferenze tra più utenti.  Quest’ultima risorsa sarebbe quella che nei giorni scorsi ha spinto Facebook ad introdurre Skype all’interno del proprio sistema per poter effettuare videochiamate e videoconferenze. Se l’analisi di Allen, basata su un conteggio dei cognomi presenti sul nuovo social network, si rivelasse corretta, significherebbe Google+ avrebbe attirato oltre un milione di utenti ogni giorno a partire dal suo lancio il 28 giugno. L’azienda di Mountain View non ha ancora comunicato quanti utenti Google+ effettivamente ha. Per fare un paragone, all’apice della sua espansione nel 2009, Facebook teneva un ritmo simile. Il social network fondato da Mark Zuckerberg ha oltre 750 milioni di utenti.

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