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Guardiola lascia Barcellona. In quattro anni ha vinto tutto.

Guardiola lascia Barcellona. In quattro anni ha vinto tutto.

Pep Guardiola

NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Pep Guardiola a fine stagione lascerà la panchina del Barcellona. Lo si era intuito da tempo. Grande tristezza e quasi sgomento per i tifosi blaugrana e di tutti gli appassionati di calcio. L’allenatore catalano ha scritto la storia del calcio. Ha cambiato lo stile del Gioco. Il Barcellona negli ultimi anni ha dominato in lungo ed in largo con il suo gioco fatto di passaggi, di pochi punti di riferimento e di inserimenti dei centrocampisti. Il suo palmares dice: 2 Champions League, 1 Coppa di Spagna, 3 Supercoppe di Spagna, 3 Campionati Spagnoli, 2 Supercoppa Uefa, 2 Mondiali per club, il tutto in soli 4 anni, roba da fenomeni. Nella conferenza stampa di oggi queste sono state le sue parole: “ Sono stanco, è il momento di lasciare. Non è una situazione semplice per me, cercherò di spiegare come mi sento, sono stato prima giocatore e poi allenatore di questa squadra. Questa è sempre stata casa mia. Quattro anni sono un’eternità in una squadra grande come il Barça, mi dispiace se la mia incertezza sul futuro ha generato qualche problema, già a ottobre avevo espresso la volontà di andarmene”.  Per il futuro poi dichiara che probabilmente si prenderà uno o più anni per ricaricarsi e per vivere le altre passioni, perché nella vita non c’è solo il calcio. Pochi istanti dopo prende parola il Presidente Rosell, che ringrazia con belle parole Guardiola e ne comunica il successore, quel Tito Vilanova suo vice dai tempi del Barcelona B: “Grazie a Pep per aver migliorato il nostro mondo calcistico. Non sarà mai messo in discussione il suo impegno e risultati ottenuti. Ha onorato i nostri valori e la nostra bandiera, per il tuo supporto, l’affetto e la stima che hai dato. La gratitudine del mondo del Barcellona sarà eterna. Con tutto il cuore grazie a te. Cercheremo di gestire al meglio l’eredità che ci lascia e per questo l’incarico passerà adesso a Tito Vilanova”.

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Terzo posto, l’inter è ancora in corsa!

Terzo posto, l’inter è ancora in corsa!

NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Complice la vittoria del Novara sulla Lazio, l’inter torna a sperare per il terzo posto in campionato che significherebbe Champions League. I neroazzurri vincono, bene, a Udine per 3-1 in rimonta. La successione delle reti è stata di Danilo, poi la doppietta di Sneijder e Alvarez, tutto nel primo tempo.  L’Udinese in realtà è sembrata un’altra squadra, rispetto a quella che incuteva timore alle grandi, con il suo gioco arioso ed un Di Natale che al primo tentativo di tiro non perdonava. Dopo l’esclusione dall’Europa League e l’infortunio di Isla, i friulani hanno perso brillantezza e la gara con l’inter dimostra anche la poca cattiveria nel reagire al momento no. Probabilmente un po’ di appagamento per il bel campionato fatto c’è. L’inter, invece, dalle parole del suo allenatore sembra crederci eccome al piazzamento Champions. Lo ha dimostrato con una bella prova al Friuli.Decisa. E per un tempo anche convincente. Le prestazioni positive dei vari Sneijder, Guarin, Maicon e la  formazione schierata da Stramaccioni trasmettono sensazioni incoraggianti. Il modulo con il 4-3-2-1 è sembrato congeniale per sfruttare le caratteristiche tecniche di Sneijder, Alvarez e Milito, più portati allo scambio e al gioco palla a terra. Notizia è la non convocazione di Forlan, mai in palla quest’anno, mai decisivo. La prossima giornata potrebbe essere favorevole all’inter perché vede lo scontro diretto delle altre pretendenti al terzo posto: Udinese-Lazio e Roma-Napoli e i neroazzurri impegnati in casa con il già retrocesso Cesena. L’obiettivo è primario per i notevoli introiti provenienti dall’Uefa, ma il terzo posto comporta uno svantaggio: due turni preliminari, cioè 4 partite in piena estate, andando a complicare la preparazione fisica di chi  giocherà anche gli Europei di calcio e dovrà trovarsi in ritiro ai primissimi di luglio, rinunciando quasi completamente alle vacanze e al riposo psicofisico.

 

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Napoli, la champions è vicina

Napoli, la champions è vicina

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Giorno di festa, ma non per il calcio. Serie A in campo per il recupero della giornata 33esima di campionato. Un occhio alla classifica ed uno ai campi; si gioca per lo scudetto, per la Champions e per la salvezza. Nella corsa al 3° posto risale il Napoli, unico a vincere al contrario delle sue dirette avversarie Udinese, perdente con l’Inter e la Lazio sconfitta dal Novara. Il Napoli, ancora orfano del Pocho Lavezzi e Pandev, vola a Lecce in cerca della seconda vittoria consecutiva. Contro gli uomini di Cosmi, gli azzurri non sbagliano ed espugnano il Via Del Mare, dopo 17 anni; 2 a 0, 4 posto a quota 54 e – 1 dalla Lazio. Per la lotta alla Champions sarà importantissima la prossima giornata della Serie A con gli scontri diretti Udinese – Lazio e Roma – Napoli. Giallorossi sconfitti dalla Fiorentina, dovranno affrontare sabato sera gli uomini di Mazzarri rinunciando a De Rossi, Osvaldo e Lamela. Per gli azzurri, da verificare le condizioni di Campagnaro, sostituito per infortunio.
Le formazioni – Lecce: Benassi, Oddo, Esposito, Tomovic, Cuadrado, Delvecchio, Giacomazzi (26′ st Bojinov), Blasi, Brivio (27′ pt Di Matteo), Di Michele, Muriel (12′ st Corvia).
Napoli: De Sanctis, Campagnaro (17′ st Fernandez), Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Inler, Zuniga, Dzemaili, Hamsik (25′ st Vargas), Cavani (40′ st Dossena).
In campo – Mazzarri si affida al 3 – 5 – 1 – 1, l’attacco è affidato a Cavani e Marek Hamsik, che al 5’ festeggia con un gol da “campione” il rinnovo del contratto; è 1 a 0 per il Napoli. Al 15’ uscita poco fortuna di De Sanctis su punizione di Oddo, in affanno la difesa azzurra. Al 22’ ancora Hamsik che trova Cavani in posizione, ma il tiro dell’uruguaiano non centra lo specchio della porta. Un minuto dopo ed è ancora azione da gol per il Napoli; questa volta è Maggio ad essere fermato in area a pochi passi dal portiere. Il Napoli c’è, è propositivo e mantiene il possesso palla. Qualche azione del Lecce nasce solo da piccole disattenzioni difensive come al 36’, quando Muriel si libera in area, De Sanctis para. Al 42’ ribaltamento di fronte, questa volta è Dzemaili ad affacciarsi in area leccese, Benassi si supera. Tagliavento fischia la fine del primo tempo, si va negli spogliatoi. Alla ripresa nei primi minuti, esattamente al 6’ è raddoppio Napoli; è il Matador a regalare il 2 a 0 ai suoi compagni ed a autoregalarsi il 100 goal in Italia. All’11 Cavani ci prova per la doppietta, ma il suo destro è intercettato da Benassi. Passa il tempo ed il Lecce ci prova timidamente con Del Vecchio, ma senza successo. Intanto tra le fila azzurre, Campagnaro chiede il cambio per infortunio al suo posto Fernandez. Al 39’ grande azione in solitaria dell’esterno azzurro Zuniga che non centra la porta da una buona posizione. Nei minuti di recupero è ancora Napoli, con Dzemaili, il suo destro vola al lato. Finisce 2 a 0 per il Napoli, ora sul cammino Champions c’è la Roma.
Fuori dal campo – Soddisfatto della prestazione dei suoi, Mazzarri a fine gara commenta così la partita “Ho sempre detto che il nostro obiettivo era vincerle tutte, non pensavamo alla classifica. Quando mi è stata fatta la stessa domanda in sala stampa ho detto che l’obiettivo era il 2° posto, perché matematicamente irrangiungibile. Abbiamo ritrovato la compattezza e l’equilibrio. Non prendiamo goal da due gare, la squadra si sente più tranquilla e non fa gli errori commessi precedentemente.” A parlare è anche l’autore della prima rete, Marek Hamsik, ottima oggi la sua performance “Siamo contenti per questa vittoria, sono tre punti pesantissimi per la classifica. E’ stato molto più importante vincere contro il Lecce che il mio rinnovo. Noi vogliamo far il massimo per onorare questa maglia finchè siamo qui. Su Cavani dico solo che tutti noi vogliamo far bene con questa maglia, abbiamo una Champions da conquistare”.

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Lavezzi? De Laurentiis: “Dipende da lui, se vuole andare lo lascerò”

Lavezzi? De Laurentiis: “Dipende da lui, se vuole andare lo lascerò”

Lavezzi-Kompany

NAPOLI – ”Cavani? Rimarrà a Napoli come tutti quelli che vogliono restare. Poi magari c’e’ qualcuno che vuole andare via e vedremo se ci sono le condizioni”. Cosi’ il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha commentato le dichiarazioni dell’attaccante uruguayano rilasciate dopo la partita del Novara, quando Cavani aveva detto ”non lo so” all’ipotesi di restare a Napoli anche in caso di mancata qualificazione alla Champions League. De Laurentiis e’ intervenuto a Radio Marte intorno alla una di notte in collegamento dalla Cina, dove si trova per il festival cinematografico di Pechino. ”Ho visto lo stadio di Pechino dove si giochera’ Supercoppa – ha detto – speriamo di esserci. Sto mettendo in piedi un torneo estivo per affrontare il Real Madrid, il Manchester United e forse il Paris Saint Germain. Vorrei organizzare delle partite in Cina”. Sul mercato ha spiegato: ”Cavani e’ un bravissimo ragazzo e rimarra’ a Napoli come tutti quelli che vogliono restare. Poi magari c’e’ qualcuno che vuole andare via e vedremo se ci sono le condizioni. Dobbiamo anche preparare il terreno per le new entry. Hamsik, invece, ha rinnovato: avevamo rinnovato su un pezzettino di carta a novembre, poi abbiamo fatto decantare quella firma per scrivere il contratto regolare. L’altro giorno abbiamo annunciato un matrimonio che gia’ esisteva. Dico ai tifosi di stare tranquilli. Avremo un futuro sempre piu’ radioso. Lavezzi? La clausola rescissoria e’ stata inserita nel contratto per volonta’ di chi si fa acquistare: se l’ha voluta a suo tempo, prima o poi la esercitera’. Bisogna pero’ capire se ci saranno club disposti a investire quei soldi. Se lui accettera’, vorra’ dire che il suo ciclo con il Napoli e’ finito. Noi non tratterremo nessuno, il Pocho sta nel mio cuore, pero’ se lui crede che questa non sia la sua casa, lo lasceremo andare”. De Laurentiis ha poi commentato la vittoria sul Novara che ha visto dalla Cina sul pc: ”Abbiamo passato la notte in bianco (per il fuso orario, ndr) con grande piacere. Ora stiamo tranquilli, ha ragione Mazzarri. Non possiamo esaltarci e deprimerci nel giro di poco. Faremo grandi cose nel tempo, abbiamo dimostrato il nostro amore e il nostro impegno e continueremo a farlo”. Sui prossimi match di Lecce e Roma il presidente ha detto: ”Non sono facili, ma c’e’ chi sta peggio di noi”. ”Il calcio – ha aggiunto De Laurentiis – sta cambiando e il Napoli sta seminando. Continueremo a farlo quest’estate con il mercato per costruire una squadra vincente e competitiva nel rispetto del fair play”. Il produttore cinematografico ha poi commentato i cambiamenti in vista nei quadri dirigenziali, smentendo per ora che ci possa essere un avvicendamento nel ruolo di direttore sportivo tra Bigon e l’ex Catania Lo Monaco: ”Bigon – ha detto – fa parte del progetto e ci sara’ finche’ non si comportera’ in maniera non gradita al sottoscritto. E’ una persona squisita e preparata. Stimo moltissimo Lo Monaco ma ha lasciato il Catania perche’ aveva un’altra destinazione, il suo passaggio al Napoli e’ stata un’ipotesi dei media. L’unica persona che lascera’ Napoli e’ Marco Fassone: tornera’ nella sua casa di Torino, credo che abbia gia’ un’altra destinazione. Con l’arrivo di Saracino nei mesi scorsi, non ho bisogno di un direttore generale. Mi interessano i direttori di sezione, e’ fondamentale suddividere il lavoro”. Infine un riferimento ai fatti di Marassi: ”Non ho vissuto la situazione, quindi non saprei cosa dire. Mi dispiace per il Genoa: le nostre tifoserie sono gemellate. Auguro a Preziosi di risolvere al piu’ presto questo momento di crisi”.

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“BaskettiamoInsieme”, quando lo sport diventa solidarietà

“BaskettiamoInsieme”, quando lo sport diventa solidarietà

L’Associazione no profit “ Accendiamo una Stella for you ” ed Eventualmente eventiecomunicazione, in collaborazione con il Napoli Basketball, hanno promosso una giornata solidale per gli allievi delle scuole territoriali della X Municipalità Bagnoli- Fuorigrotta ; hanno già aderito : “ I.C. Tito Minniti- 52°c.d.”, S.M.S. “ G. Gigante”, 63°c.d. “A. Doria”, la casa famiglia “Piccoli Soli”, la comunità educativa familiare “ Marinella”.

La giornata denominata “ BaskettiamoInsieme “, si svolgerà giovedì 26 aprile 2012, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, presso il Palabarbuto di Napoli. Gli allievi trascorreranno una mattinata con i campioni della squadra di basket BpMed, per approcciare la conoscenza della pallacanestro e vivere un’esperienza formativa, affettivo- solidale. Gli studenti assisteranno all’allenamento al palazzetto dello sport di Fuorigrotta, dalle ore 9.30, poi dalle 11,30 alle 12,30 scenderanno sul parquet insieme ad alcuni giocatori azzurri e ai due assistant coach Francesco Grande e Francesco Dragonetto. Tiri, passaggi, palleggi per apprendere le prime nozioni della palla a spicchi. Sono invitati il Sindaco Luigi De Magistris,l’Assessore alle Politiche Sociali Sergio D’Angelo.
Parteciperà il Presidente della X Municipalità Giorgio De Francesco.

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2 a 0 al Novara, il Napoli torna a vincere

2 a 0 al Novara, il Napoli torna a vincere

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Dopo il turno di stop forzato, per il grave lutto che ha colpito lo scorso sabato il mondo del calcio italiano, con la morte del giocatore del Livorno Piermario Morosini, durante la gara di Serie B con il Pescara, la Serie A ritorna in campo.
Tra gli anticipi previsti, in notturna al San Paolo gli azzurri, reduci da una serie di sconfitte consecutive, devono scontrarsi con la penultima del campionato, il Novara. Mazzarri chiama a raccolta i tifosi per aiutare la squadra a superare il momento difficile, in una partita da lui stesso definita come la più importante dal suo arrivo a Napoli. Tra infortuni (fuori Lavezzi per affaticamento muscolare), squalifiche (Pandev per due giornate) e ritorni (Maggio sulla fascia destar), il Napoli nei 90 minuti di gioco mette a segno una vittoria decisiva per la stagione, con due gol di scarto, che fa punteggio e da morale in vista del prossimo impegno, appena tra tre giorni, fuori casa con il Lecce.
Le formazioni – Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Inler (32′ st Vargas), Zuniga (45′ st Dossena), Dzemaili, Hamsik (49′ st Ammendola), Cavani. Novara: Fontana, Morganella, Lisuzzo, Centurioni, Paci (33′ Dellafiore), Gemiti, Porcari, Radovanovic (11′ st Pesce), Jensen, Mascara (33′ st Rubino), Caracciolo.
Il match – Inizia l’incontro e dopo solo 1 minuto di gioco, l’arbitro Doveri è costretto ad interrompere la gara per infortunio, il suo! Fuoriuscita della spalla, il direttore di gara viene soccorso dallo staff tecnico azzurro, mentre i giocatori in campo continuano a riscaldarsi, la gara riprende dopo 20 minuti. Il Napoli sulle fasce riparte con Zuniga dalla sinistra, il suo cross a inizio primo tempo è intercettato da Fontana. Al 9’ occasione Napoli con Inler che pesca Maggio, che taglia per Cavani in area che non centra la porta. Al 15’ ancora clamorosa occasione per gli azzurri con Maggio che, di testa, colpisce a botta sicura, ma Gemiti è lì sulla linea a negare la gioia gol. Al 21’ arriva il vantaggio con Cavani, su passaggio di Dzemaili, che sfrutta un cattivo rinvio di Fontana. E’ 1 a 0. Qualche minuto e di nuovo dall’asse Dzemaili – Cavani parte un’altra azione da gol, questa volta Fontana è attento. Al 38’ il raddoppio: Cavani tira, Fontana respinge, sulla ribattuta si presenta Cannavaro, è 2 a 0. Si va negli spogliatoti. Alla ripresa si fa vedere Hamsik, ottima prestazione quella dello slovacco, fresco di rinnovo contrattuale, ma il suo sinistro è alto. Poco dopo apre un corridoio per Cavani, ma l’uruguaiano non concretizza. Successivamente ci provano per il Napoli Zuniga, Dzemaili e Cavani, ma il risulato resta fermo sul 2 a 0. Al 25’ primo tiro del Novara nello specchio della porta partenopea con Caracciolo, De Sanctis blocca. Tre minuti dopo è ancora Caracciolo, ma De Sanctis se la cava in uscita. Al 35’ l’ultima occasione azzurra con Cavani ed Hamsik, ma nulla di fatto. Il match finisce 2 a 0, con il Napoli che torna a vincere e con avanti a se ancora cinque “battaglie” da disputare.
Fuori dal campo – Il tecnico azzurro a fine gara “Oggi non mi interessava giocare bene, ma fare punti. Molte volte abbiamo fatto tanto e guadagnato poco, oggi era fondamentale vincere. Questa squadra ha sentito le tre sconfitte consecutive, in tre anni non era mai successo. Chi è stato nel calcio sa che quando manca la fiducia tutto diventa piu’ difficile, in ogni caso è stata comunque una buona prestazione. Spero che questa dose di autostima possa far si che finiamo al meglio questo campionato, ma ho visto alcuni giocatori ancora non al meglio della condizione”. Stessa idea per il Matador Cavani che parla anche di futuro “Questa sera la cosa più importante era vincere, non importa se con tre, due o un gol, se con gol miei o degli altri, i tre punti sono fondamentali per recuperare in campionato. Noi ci crediamo ancora al terzo posto e vogliamo chiudere al meglio questo campionato. Sto bene a Napoli, la mia famiglia è ormai ‘napoletana’ e ci troviamo molto bene. Con la Città mi trovo bene e vorrei rimanere in maglia azzurra quanto più a lungo possibile anche se le società hanno delle linee da seguire ed ognuno ha il proprio modo di gestire la squadra, dipenderà anche e soprattutto dalla volontà della società”.

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Vince “Luna Rossa”, trionfa Napoli

Vince “Luna Rossa”, trionfa Napoli

NAPOLI – Si è conclusa oggi la grande avventura dell’America’s Cup World Series 2012 di Napoli, nell’ultimo giorno di regate che coincide con il primo di preparazione per l’edizione in programma nel maggio 2013. Già tutti parlano del prossimo anno, nella speranza che condizioni climatiche più clementi rendano giustizia ad uno dei siti più
belli del mondo, il Golfo di Napoli.

Nonostante il tempo piovoso sono state centinaia di migliaia le persone che oggi hanno seguito con passione tutte le regate: i match races, lo speed trial (prove di velocità) e la regata di flotta decisiva per la vittoria di Luna Rossa Piranha. I team hanno avuto nella città partenopea un tifo unico al mondo con spettatori che hanno assistito alle regate dal lungomare di Via Caracciolo, dal Public Event Village, dove su un megaschermo venivano proiettate le gare con il commento di Felice Biasco di Radio Kiss Kiss, dai punti più alti della città, ma anche da ogni balcone e terrazza che affaccia sul Golfo.

Uno spettacolo che è iniziato alle 12.50 e si è concluso alle 15.30, ma che prima della partenza della regata di flotta, alle 14.15, ha avuto una pausa. Gli organizzatori dell’America’s Cup World Series hanno accolto la richiesta del presidente del CONI, Gianni Petrucci, che ha chiesto di rispettare un minuto di silenzio, all’indomani della morte prematura del calciatore Piermario Morosini, in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputano in Italia in questa giornata.

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Coppa America, rischio danni per il maltempo

Coppa America, rischio danni per il maltempo

NAPOLI  - Onde di grandezza tale da superare il frangiflutti realizzato a ridosso di Lungomare Caracciolo e il vento particolarmente teso, dato in aumento nel corso del pomeriggio, hanno obbligato il Comitato di Regata dell’AC World Series Napoli ad annullare le prove. Questa la motivazione ufficiale fornita dagli organizzatori delle World Series di Coppa America per la decisione di annullare i match race e le due regate di flotta previste per oggi a Napoli. E’ la prima volta volta che un’intera giornata di regate viene annullata nella storia delle World Series di Coppa America, sui 25 giorni di regata fin qui disputati in giro per il mondo.

Le due regate di flotta non saranno recuperate, mentre domani si disputeranno a partire dalle 12.50 le due semifinali dei match race, a seguire, alle 13.50, ci sara’ l’AC500 Speed Trial, mentre alle 14.55 si chiudera’ con l’ultima regata di flotta che dara’ la classifica finale dopo la tappa napoletana. ”Oggi ci siamo trovati nella condizione di dover annullare il programma a causa delle condizioni meteo particolarmente avverse – ha spiegato il direttore della regata, Iain Murray – secondo i bollettini, nel corso del pomeriggio la situazione dovrebbe addirittura peggiorare e le raffiche dovrebbero superare i 30 nodi. Il rischio di generare danni a cose e persone Š troppo elevato. Non si Š trattato di una scelta facile: il mio cuore mi ha detto a lungo di mandare in acqua i team, ma la testa mi ha consigliato di aspettare fino a domani”. Secondo quanto riferito dagli organizzatori in una nota i velisti ”pur dispiaciuti di aver perso un giorno di regate davanti all’entusiasta pubblico partenopeo, si sono detti d’accordo con la scelta operata da Iain Murray e dal Comitato di Regata”. ”Hanno preso la decisione giusta – ha spiegato Paul Campbell-James, skipper di Luna Rossa Swordfish – Vento e mare erano davvero al limite e a farne le spese sarebbero potute essere le barche. Quindi, ripeto, decisione ineccepibile seppur triste”. Visto il no race deciso dall’organizzazione, informa la nota ufficiale, molti velisti si sono ritrovati presso l’AC45 Club dove si sono confrontati in una serie di regate virtuali. Il trimmer di Team Korea, Mark Bulkeley, ha fatto segnare il miglior tempo nell’America’s Cup Speed Trials, vincendo una bottiglia di champagne Mo‰t et Chandon”.

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Da Curi a Bovolenta, troppe tragedie nello sport

Da Curi a Bovolenta, troppe tragedie nello sport

ROMA – E’ chiaro che lo sport vive momenti di difficoltà, cioè ci sembra di non vedere lo sport. E’ sconcertante vedere morire un giovane, uno sportivo, con un arresto cardiocircolatorio. Ci appaiono inverosimili le cause naturali, ma vogliamo credere che sia così. Non resta un caso isolato. Una tragica sequenza ripetutasi troppe volte negli ultimi anni. In Italia – dove solo il 12 marzo scorso a morire in circostanze analoghe, a 37 anni, e’ stato il pallavolista Vigor Bovolenta – il precedente “calcistico” piu’ famoso e’ quello di Renato Curi, 24 anni, centrocampista del Perugia, che si accascia improvvisamente sul prato del “Comunale” del capoluogo umbro (che oggi porta il suo nome) il 30 ottobre 1977: e’ il quinto del secondo tempo della partita contro la Juventus, spalti gremiti e pioggia battente, quando Curi corre a recuperare la palla su una rimessa da fallo laterale e viene stroncato da un infarto. Il ricordo di tutti va subito a Giuliano Taccola, attaccante cresciuto nelle giovanili del Genoa che nel ’67, notato da Fulvio Bernardini, passa alla Roma: la prima stagione si conclude con 10 gol, la seconda e’ rovinata da una serie di infortuni. E’ indisponibile anche il 2 marzo 1969, ma segue lo stesso la squadra a Cagliari: dopo la partita sviene negli spogliatoi, viene trasportato in ospedale ma il suo cuore, indebolito da una vecchia polmonite, cessa di battere. Marc Vivien Foe, camerunense di Nkolo, si afferma e vince uno scudetto con il Lens nel ’98, ma salta i mondiali in Francia – e il trasferimento al Manchester United – per un infortunio. Ripresosi alla grande, passa prima al West Ham e poi al Lione (con cui conquista in due anni Ligue 1 e Coppa di Francia) ma il destino e’ in agguato: il 26 giugno del 2003, durante la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia, cade nel cerchio di centrocampo, sviene e muore a 28 anni dopo 10 ore per un attacco cardiaco dovuto ad una malformazione congenita. Meno di un anno dopo tocca a Miklos Feher, 25 anni, attaccante ungherese cresciuto nel Gyon ed emigrato presto poi in Portogallo dove gioca con Porto, Braga e Benfica: il 25 gennaio 2004, durante la partita di campionato con il Vitoria Guimaraes, sostituisce un compagno, fa l’assist dell’1-0 ma ad un certo punto si piega sulle ginocchia, cade e perde conoscenza. La morte arriva poche ore piu’ tardi, l’autopsia parla di cardiomiopatia ipertrofica. Il 25 agosto 2007 a Siviglia e’ festa per l’esordio nella Liga: al Ramon Sanchez Pizjiuan e’ di scena il Getafe ed Antonio Jose’ Puerta, 23 anni, centrocampista ed esterno difensivo, e’ naturalmente nell’undici titolare. Lui che per giocare nel club della sua citta’ ha respinto persino le avances del Real Madrid. Quando accusa un malore improvviso, sanitari e compagni capiscono subito che la situazione e’ seria ma Puerta riesce ad arrivare negli spogliatoi dove pero’ subisce altri attacchi cardiaci. Muore tre giorni dopo in ospedale. Una lunga serie di tragedie cui per un vero miracolo non si e’ aggiunta quella di Fabrice Muamba, 24 anni, nato in Congo ma naturalizzato inglese, centrocampista del Bolton che si sente male il 19 marzo scorso durante i quarti di FA Cup contro il Tottenham: ricoverato in terapia intensiva al London Chest Hospital, le sue condizioni sembrano disperate ma il giorno dopo esce dal coma e riconosce subito i familiari. E’ giusto dell’altro ieri la notizia che potrà tornare a giocare grazie ad un defibrillatore interno.

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Dramma in campo a Pescara, muore Morosini

Dramma in campo a Pescara, muore Morosini

Morosini si accascia in campo (fermo immagine sky)

Morosini si accascia in campo (fermo immagine sky)

PESCARA – Piermario Morosini non ce l’ha fatta. Il calciatore del Livorno, colpito da arresto cardiaco nel corso della partita con il Pescara, è morto all’ospedale del capoluogo abruzzese dove era stato ricoverato dopo il malore. Morosini era nato a Bergamo il 5 luglio 1986. Il dramma si è consumato al 32′ della partita Pescara-Livorno: il calciatore si è accasciato al suolo ed è stato immediatamente soccorso dai medici presenti a bordo campo. Gli è stato praticato a più riprese un massaggio cardiaco con un defibrillatore nel tentativo di rianimarlo. Una volta caricato sull’ambulanza l’ex Nazionale Under 21 è stato trasportato in ospedale. Morosini è arrivato al pronto soccorso in fibrillazione ventricolare, cioè in uno stato di anomalia degli impulsi elettrici cardiaci: i medici lo hanno messo in coma farmacologico per applicargli uno stimolatore esterno. Ma i tentativi di salvare il giocatore si sono rivelati inutili: Morosini si è spento qualche minuto dopo il ricovero.

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