NAPOLI (di Cristina Accardo) – Dopo il turno di stop forzato, per il grave lutto che ha colpito lo scorso sabato il mondo del calcio italiano, con la morte del giocatore del Livorno Piermario Morosini, durante la gara di Serie B con il Pescara, la Serie A ritorna in campo.
Tra gli anticipi previsti, in notturna al San Paolo gli azzurri, reduci da una serie di sconfitte consecutive, devono scontrarsi con la penultima del campionato, il Novara. Mazzarri chiama a raccolta i tifosi per aiutare la squadra a superare il momento difficile, in una partita da lui stesso definita come la più importante dal suo arrivo a Napoli. Tra infortuni (fuori Lavezzi per affaticamento muscolare), squalifiche (Pandev per due giornate) e ritorni (Maggio sulla fascia destar), il Napoli nei 90 minuti di gioco mette a segno una vittoria decisiva per la stagione, con due gol di scarto, che fa punteggio e da morale in vista del prossimo impegno, appena tra tre giorni, fuori casa con il Lecce.
Le formazioni – Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Inler (32′ st Vargas), Zuniga (45′ st Dossena), Dzemaili, Hamsik (49′ st Ammendola), Cavani. Novara: Fontana, Morganella, Lisuzzo, Centurioni, Paci (33′ Dellafiore), Gemiti, Porcari, Radovanovic (11′ st Pesce), Jensen, Mascara (33′ st Rubino), Caracciolo.
Il match – Inizia l’incontro e dopo solo 1 minuto di gioco, l’arbitro Doveri è costretto ad interrompere la gara per infortunio, il suo! Fuoriuscita della spalla, il direttore di gara viene soccorso dallo staff tecnico azzurro, mentre i giocatori in campo continuano a riscaldarsi, la gara riprende dopo 20 minuti. Il Napoli sulle fasce riparte con Zuniga dalla sinistra, il suo cross a inizio primo tempo è intercettato da Fontana. Al 9’ occasione Napoli con Inler che pesca Maggio, che taglia per Cavani in area che non centra la porta. Al 15’ ancora clamorosa occasione per gli azzurri con Maggio che, di testa, colpisce a botta sicura, ma Gemiti è lì sulla linea a negare la gioia gol. Al 21’ arriva il vantaggio con Cavani, su passaggio di Dzemaili, che sfrutta un cattivo rinvio di Fontana. E’ 1 a 0. Qualche minuto e di nuovo dall’asse Dzemaili – Cavani parte un’altra azione da gol, questa volta Fontana è attento. Al 38’ il raddoppio: Cavani tira, Fontana respinge, sulla ribattuta si presenta Cannavaro, è 2 a 0. Si va negli spogliatoti. Alla ripresa si fa vedere Hamsik, ottima prestazione quella dello slovacco, fresco di rinnovo contrattuale, ma il suo sinistro è alto. Poco dopo apre un corridoio per Cavani, ma l’uruguaiano non concretizza. Successivamente ci provano per il Napoli Zuniga, Dzemaili e Cavani, ma il risulato resta fermo sul 2 a 0. Al 25’ primo tiro del Novara nello specchio della porta partenopea con Caracciolo, De Sanctis blocca. Tre minuti dopo è ancora Caracciolo, ma De Sanctis se la cava in uscita. Al 35’ l’ultima occasione azzurra con Cavani ed Hamsik, ma nulla di fatto. Il match finisce 2 a 0, con il Napoli che torna a vincere e con avanti a se ancora cinque “battaglie” da disputare.
Fuori dal campo – Il tecnico azzurro a fine gara “Oggi non mi interessava giocare bene, ma fare punti. Molte volte abbiamo fatto tanto e guadagnato poco, oggi era fondamentale vincere. Questa squadra ha sentito le tre sconfitte consecutive, in tre anni non era mai successo. Chi è stato nel calcio sa che quando manca la fiducia tutto diventa piu’ difficile, in ogni caso è stata comunque una buona prestazione. Spero che questa dose di autostima possa far si che finiamo al meglio questo campionato, ma ho visto alcuni giocatori ancora non al meglio della condizione”. Stessa idea per il Matador Cavani che parla anche di futuro “Questa sera la cosa più importante era vincere, non importa se con tre, due o un gol, se con gol miei o degli altri, i tre punti sono fondamentali per recuperare in campionato. Noi ci crediamo ancora al terzo posto e vogliamo chiudere al meglio questo campionato. Sto bene a Napoli, la mia famiglia è ormai ‘napoletana’ e ci troviamo molto bene. Con la Città mi trovo bene e vorrei rimanere in maglia azzurra quanto più a lungo possibile anche se le società hanno delle linee da seguire ed ognuno ha il proprio modo di gestire la squadra, dipenderà anche e soprattutto dalla volontà della società”.