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Juve, 6 campione!

Juve, 6 campione!

(di Gianpaolo Rispoli) – Sei scudetti consecutivi. SEI. Mai nessuno, nella storia del calcio Italiano, era riuscito a mettere in fila tanti successi uno dietro l’altro. Merito di un ciclo cominciato, precisamente, nel 2009, anno di inizio dei lavori per la costruzione dello Juventus Stadium. I bianconeri hanno così intrapreso un percorso di modernizzazione che gli ha permesso di stradominare in Italia e di competere con i migliori club al mondo sia sotto il profilo calcistico, che sotto quello economico. Squadre che, dopo l’ultima Champions League conquistata da un’Italiana, l’Inter nel 2010, sembravano irraggiungibili come Barcellona o Real Madrid oggi si trovano esattamente sullo stesso piano della Juventus. E se è vero che i numeri non possono raccontare ogni singolo dettaglio nel mondo del calcio, è anche vero che in questo caso parlano molto chiaro, perché con la conquista del sesto titolo consecutivo i bianconeri sono riusciti nell’impresa di creare un vero e proprio dominio nazionale, superando anche il record di cinque scudetti consecutivi detenuto, in precedenza, oltre che dalla stessa Juventus per le vittorie agli inizi degli anni ’30, dal grande Torino a metà degli anni ’40 e dall’Inter di Mancini/Mourinho tra il 2005 e il 2010. Un percorso, come detto, intrapreso nel 2009, e che ha iniziato a dare i suoi frutti dalla stagione 2011-2012, la prima in cui la Juve ha potuto usufruire del nuovo stadio e, soprattutto, quella dell’arrivo sulla panchina di Antonio Conte.

L’era Conte – Il tecnico Pugliese è riuscito, grazie al suo carisma e alla sua straordinaria intelligenza tattica, a restituire ai bianconeri quella mentalità vincente che era andata perduta dopo l’era di calciopoli, permettendogli di aprire un ciclo che non sembra destinato a terminare presto. Gli uomini cambiano, ma la mentalità resta: rispetto alla rosa del 2011-12, infatti, gli unici superstiti sono Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio, ma la squadra non ha risentito di tutti i cambiamenti che si sono verificati in questi anni, da Vidal a Khedira, da Tevez a Dybala i bianconeri sono sempre riusciti a rimpiazzare al meglio coloro che hanno deciso di abbandonare la nave. Il merito di Conte, come detto, è stato quello di dare vita ad un ciclo straordinario, nonostante gli scarsi risultati ottenuti in Champions, dove la squadra sotto la guida dell’allenatore Pugliese non è mai andata oltre i quarti di finale. Del lavoro di Conte ha così potuto trarne frutto Allegri che, con grande umiltà, è entrato a Vinovo in punta di piedi.
La svolta Allegri – L’arrivo del tecnico Toscano ha permesso alla Juve di fare quel salto di qualità in ambito europeo che era mancato nell’era di Conte. Allegri, accolto in bianconero tra fischi e contestazioni a causa del suo passato al Milan, è riuscito ad entrare nel cuore dei tifosi Juventini grazie agli straordinari risultati ottenuti. Tre scudetti e tre Coppe Italia consecutive hanno definitivamente consacrato il tecnico nell’albo dei migliori allenatori in circolazione, per non parlare delle due finali di Champions raggiunte in tre anni. Quest’anno, a differenza di due anni fa, Allegri proverà ad invertire la tendenza che spesso ha visto la Juve arrivare in finale per poi perdere, cercando così di eguagliare i record dell’Inter di Mourinho che, nel 2010, riuscì a conquistare il tanto ambito triplete costituito da Campionato, Coppa nazionale e Champions League. L’opera è quasi completa, ma solo il campo ci dirà se questo è finalmente l’anno buono per alzare anche la coppa dalle grandi orecchie. Aspettando Cardiff…

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Dani Alves e Bonucci regalano la Coppa Italia alla Juve

Dani Alves e Bonucci regalano la Coppa Italia alla Juve

(di Gianpaolo Rispoli) – La Juve batte la Lazio all’Olimpico di fronte a 65.000 spettatori e porta a casa la sua terza Coppa Italia consecutiva, impresa mai riuscita a nessuno nella storia del calcio Italiano. I bianconeri hanno la meglio su un’ottima Lazio, dopo una partita messasi in discesa dopo appena 12’ grazie al gol del solito Dani Alves, protagonista nella trentesima finale della sua carriera. Arriva così il primo, meritatissimo, trofeo della stagione per Allegri che riesce ancora una volta a gestire perfettamente i suoi e schierare una squadra in grandissima condizione atletica, nonostante le numerose partite giocate nell’ultimo mese.

La cronaca – Formazioni: Juventus (3-4-2-1): Neto; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Rincón, Marchisio, Alex Sandro; Dybala (dal 33’ st Lemina), Mandžukić; Higuaín.
Lazio (3-5-2): Strakosha; Bastos (dal 7’ st Felipe Anderson), De Vrij (dal 24’ st Luis Alberto), Wallace; Basta, Parolo (dal 20’ pt Radu), Biglia, Milinković-Savić, Lulić; Immobile, Keita.

La Juventus deve rinunciare alla coppia titolare di centrocampo Khedira-Pjanić e la sostituisce con Rincón e Marchisio, la Lazio risponde con il 3-5-2 che nelle ultime settimane ha dato molte garanzie ad Inzaghi, con Felipe Anderson relegato ancora una volta in panchina. I biancocelesti partono subito forte e dopo 6’ Keita colpisce il palo con un destro deviato dopo una bellissima azione personale sulla fascia sinistra. La Juve prova a rispondere un minuto dopo con un potentissimo destro al volo dalla distanza di Higuaín respinto da Strakosha. Il vantaggio bianconero arriva al 12’, quando Alex Sandro crossa dalla trequarti e Dani Alves, sempre più decisivo, colpisce al volo di destro e infila alle spalle del portiere Laziale. La Juve continua a premere e due minuti più tardi è Dybala a provarci, ma Strakosha respinge la sua conclusione. Il portiere Albanese si rende ancora protagonista al 18’, quando prima si oppone ad un altro sinistro di Dybala, e poi è ancor più bravo a negare ad Higuaín la gioia del gol, parando una conclusione da distanza ravvicinata dell’Argentino.

Il raddoppio della Juve arriva al 24’: corner di Dybala, spizzata di Alex Sandro e sinistro di Bonucci che, a pochi metri dalla porta, infila per la seconda volta Strakosha e porta il risultato sul 2-0. Al 32’ la Lazio prova una timida risposta con un colpo di testa di Immobile che termina di poco a lato. Il primo tempo si conclude con un colpo di testa di Milinković-Savić bloccato agevolmente da Neto.

Dani Alves

Dani Alves

Nella ripresa parte forte la Lazio anche grazie all’ingresso di Felipe Anderson: quest’ultimo, al 54’, prova un bel destro da posizione defilata ma è bravo Neto a respingere. Il portiere Brasiliano è straordinario tre minuti più tardi quando riesce ad opporsi ad un colpo di testa da distanza ravvicinata di Immobile e tenere la porta inviolata. La Lazio prova ad alzare il ritmo ma, a parte qualche conclusione da fuori, non riesce a creare altre occasioni. All’88’ Strakosha si rende protagonista con un’altra straordinaria parata su un sinistro di Higuaín, ma questo non basta a tenere a galla i suoi: così, dopo tre minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine dando inizio alla festa bianconera.

Tempo di verdetti – Il primo trofeo stagionale è stato finalmente conquistato ma, vista l’importanza degli impegni che vedranno protagonisti i bianconeri nelle prossime settimane, il tempo per festeggiare sarà ben poco. Domenica gli uomini di Allegri sono attesi da un’altra “finale”: in caso di vittoria allo Stadium, infatti, la Juve potrà finalmente festeggiare il sesto scudetto consecutivo. Comunque, anche in caso di vittoria dello scudetto, la compagine bianconera dovrà subito mettersi al lavoro per preparare al meglio l’affascinante appuntamento della finale di Champions, che potrebbe regalarle il tanto agognato triplete.

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Il Napoli travolge il Torino, la Juventus cade in casa con la Roma

Il Napoli travolge il Torino, la Juventus cade in casa con la Roma

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Ultimi colpi di coda di un campionato che, a due giornate dal termine, regala ancora emozioni e lascia con il fiato sospeso coloro che sono in lizza per un posto in Europa. Torino Napoli ed il posticipo serale Juventus Roma, sono le partite di cartello della trentaseiesima giornata della serie A. Mentre gli azzurri con un secco 5 a 0 dilagano all’Olimpico di Torino, dando spettacolo e dimostrando sul campo la voglia di raggiungere un importante traguardo, i bianconeri, tra polemiche e sospetti, soccombono alla Roma di Spalletti con un 3 a 1. Rimandata la festa scudetto della Juventus, che resta prima in classifica a 85 punti, la Roma torna seconda a 78, mentre il Napoli è terzo ad un punto di distanza. Festeggiato il doppio record per gli uomini di Sarri che, con la “manita” ai granata, raggiungono quota 107 reti in stagione, uno in più allo scorso anno, con altre due giornate da giocare ed eguagliano il numero di reti fuori casa, 46, stabilito dalla Juventus 67 anni fa.

Le formazioni – Torino: Hart, Zappacosta, Rossettini, Carlao, Molinaro, Baselli (75′ Obi), Benassi (52′ Gustafson), Falque, Ljajic, Boyè (59′ Iturbe), Belotti
Napoli: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan (64′ Zielinski), Jorginho, Hamsik (66′ Rog), Callejon (82′ Milik), Insigne, Mertens

In campo – La natura della squadra azzurra è ormai il tridente Callejon-Insigne-Mertens, a loro Sarri affida l’attacco e la corsa ai tre punti. Accontentato il mister ed al 7’ i partenopei sono già in vantaggio per 1 a 0 con la rete di Callejon. Napoli sfrontato, a Callejon viene negato prima un rigore dall’arbitro e poi la doppietta dal palo. Le opportunità fioccano per gli azzurri: ci prova Mertens al 20’ con un pallonetto, Insigne al 31’ di interno destro ed ancora il folletto belga al 36’. La prima azione per i granata è al 38’ con Belotti. Alla ripresa il Torino si fa più insistente in area azzurra, Reina prima ed il palo dopo, ci mettono una pezza. Nel momento peggiore, il Napoli alza la testa e con Insigne segna il raddoppio: è il 60’, Mertens la piazza per il ragazzo di Frattamaggiore, che la mette dentro e corre a festeggiare con il compagno. Torino spaziato, andato vicino al pareggio, si trova a rincorrere due reti. Ma il Napoli ha ormai preso il volo, al 72’ a metterla dentro è Mertens su lancio di Ghoulam, è 3 a 0. Al 76’ arriva la doppietta di Callejon: su cross di Ghoulam lo spagnolo la mette dentro in spaccata: è 4-0. Torino sulle gambe, ma il Napoli è ormai una macchina da gol e non si ferma, sul cartellino dei marcatori di giornata compare anche Zielinski, subentrato alla ripresa ad Allan. E’ 5 a 0, Sarri fa tirare il fiato ai suoi uomini titolarissimi ed in campo, a dieci minuti dalla fine, va anche Milik. Finisce 5 a 0 all’Olimpico con un Napoli che guarda alle prossime due sfide, tenendo d’occhio la Roma.

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Juan Monaco: lettera d’addio al mondo del tennis

Juan Monaco: lettera d’addio al mondo del tennis

NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Juan Monaco ha annunciato il suo ritiro dal tennis professionistico. Il tennista argentino ha affidato ai social questo ultimo e gravoso compito dopo 14 anni nel circuito maggiore, dove è riuscito a vincere 9 titoli ATP:
2007 Kitzbuhel, Poertschach, Buenos Aires
2012 Kuala Lumpur, Amburgo, Houston, Vina del Mar
2013 Dusseldorf
2016 Houston.

Il 33enne di Tandil nel 2017 è riuscito a disputare solo 3 match, racimolando altrettante sconfitte: un bottino misero dovuto soprattutto ai tanti acciacchi patiti durante il corso di una carriera in cui “Pico” Monaco è riuscito a mettere in campo cuore, grinta, anima. Sprofondato attualmente alla posizione n.196 del ranking Atp (perdendo 70 posizioni nell’ultima settimana), Juan Monaco ha raggiunto il best ranking come n.10 del mondo il 23 luglio 2012.

Ecco la LETTERA con cui Juan Monaco si congeda con il mondo del tennis giocato:

Cari amici, cari fan;
Anche se mi crea un sacco di nostalgia, sono certo che sto prendendo la decisione giusta. Un parte meravigliosa e molto importante della mia vita è arrivata alla fine.
Mi ritiro dal tennis professionistico.
Ci sono tanti sentimenti che è molto difficile a trascrivere su un pezzo di carta. Orgoglio, di avere affrontato così tante sfide nel corso di molti anni.
Gratitudine, per quello che il tennis mi ha dato: educazione, disciplina, amicizia e momenti indimenticabili. Tristezza, perchè mi mancherà davvero il tennis.
Felicità, di aver avuto la possibilità di lavorare con quello che ho veramente amato da quando ero un ragazzino.
Sapendo che dedizione, sacrificio, tenacia e compromesso sono sempre state il mio motore, vado via con la soddisfazione di aver dato tutto quello che avevo e voglio che sappiate che mi sono divertito fino al mio ultimo match.
Grazie a tutti voi per esservi uniti a me in questo meraviglioso viaggio che è durato 14 anni.

Picco Monaco

Grazie ed bocca al lupo per il futuro Pico.

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Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1

Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1

(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande Roma batte la Juve e si riprende il secondo posto in classifica. I giallorossi hanno probabilmente sfoderato la miglior prestazione della stagione contro una Juve apparsa non in grado di reggere lo scontro, soprattutto dal punto di vista fisico. Nonostante il turnover di cui ha usufruito Allegri, i bianconeri hanno probabilmente pagato i tantissimi impegni ravvicinati che li hanno visti protagonisti in questo periodo, non riuscendo ad esprimere il solito calcio e ad avere la solita brillantezza e capacità di gestire i vari momenti della partita.
La cronaca – Formazioni: Roma (4-2-3-1): Szczęsny; Rüdiger, Manōlas, Fazio, Emerson; De Rossi, Paredes; Salah (dal 48’ st Totti), Nainggolan (dal 33’ st Juan Jesus), El Shaarawy; Perotti (dal 24’ st Grenier).
Juventus (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner (dal 19’ st Dani Alves), Benatia, Bonucci, Asamoah; Cuadrado (dal 33’ st Marchisio), Lemina, Pjanić, Sturaro (dal 24’ st Dybala), Mandžukić; Higuaín.
Mister Spalletti deve rinunciare al capocannoniere del campionato, Edin Džeko, e opta per un attacco leggero composto da Salah, Perotti ed El Shaarawy, Allegri schiera una formazione molto prudente e fa riposare qualche pedina fondamentale in vista della finale di Coppa Italia che si terrà in settimana.

De Rossi, Buffon

I bianconeri partono subito forte e, dopo 7’, mettono paura alla difesa giallorossa con un bel sinistro da fuori di Asamoah che si stampa sul palo. Al 21’ Sturaro inventa un gran lancio per Higuaín che di prima serve uno splendido pallone a Lemina, il quale non deve far altro che appoggiare in rete per il momentaneo vantaggio della Juve. La reazione della Roma non si fa attendere e così, quattro minuti più tardi, è De Rossi a riportare la situazione in equilibrio sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo. Dieci minuti dopo ci riprova la Juve con un bel destro da fuori di Higuaín che viene prontamente respinto da Szczęsny. L’ultima occasione del primo tempo si ha al 42’, quando Nainggolan mette in mezzo un interessantissimo pallone che viene colpito di testa da Salah, ma la conclusione dell’Egiziano è troppo centrale e Buffon blocca agevolmente.
Nella ripresa la Roma entra in campo con un altro spirito e raccoglie i frutti della pressione al 56’, quando El Shaarawy porta in vantaggio i suoi con un destro a giro deviato che bacia il palo e si infila alle spalle di Buffon. Nove minuti più tardi i giallorossi archiviano la pratica con Nainggolan che, dopo aver chiuso una bella combinazione con Salah, scarica un destro potente che termina sotto la traversa e gela i bianconeri. La Juve prova una timida reazione che produce effetti solo all’85’, quando è Bonucci a provarci con un bel colpo di testa che esce di poco. L’ultima occasione bianconera è per Higuaín al 95’, ma il destro del Pipita viene respinto prontamente da Szczęsny in calcio d’angolo. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita e la Roma può festeggiare per un secondo posto che sembra ormai sempre più a portata di mano.
Tre punti – Una brutta serata non dovrebbe in ogni caso impedire alla Juve di festeggiare il suo sesto scudetto di fila. È sufficiente, infatti, che i bianconeri vincano almeno una delle ultime due partite che li vedranno impegnati contro Crotone e Bologna, per far sì che possano festeggiare matematicamente lo scudetto. Nel frattempo gli uomini di Allegri soggiorneranno a Roma fino a Mercoledì sera, quando affronteranno la Lazio, con cui si contenderanno la Coppa Italia. Dopodiché le attenzioni saranno tutte rivolte alla partita di domenica allo Stadium contro il Crotone, che potrebbe finalmente regalare alla Juve il suo sesto scudetto di fila e farla entrare ancor di più nella storia del campionato Italiano.

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Tennis, Binaghi: “Wild card alla Sharapova e non alla Schiavone per…”

Tennis, Binaghi: “Wild card alla Sharapova e non alla Schiavone per…”

NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Intervistato ai microfoni del Messaggero e di Sportface, il presidente della FIT (Federazione italiana tennis) Angelo Binaghi ha spiegato i motivi che hanno portato all’assegnazione della Wild Card per gli Internazionali BNL d’Italia a Maria Sharapova preferendo la russa a Francesca Schiavone.

La tennista nativa di Milano, che il prossime mese compierà 37 anni sta vivendo un periodo di forma straordinario e la sua assenza al Foro Italico ha fatto molto discutere nell’ambiente tennistico. “Se avessimo avuto la quarta wild come a Madrid, sarebbe stata sicuramente di Francesca Schiavone” ha dichiarato il presidente della Fit intervistato al Foro Italico.

WILD CARD ALLA SHARAPOVA – “Purtroppo abbiamo dato una Wild Card alla Sharapova quando ce l’ha chiesto, a gennaio, mentre la Schiavone, anche tramite un forum, stava ancora decidendo se continuare a giocare o meno. È stata una decisione sofferta: ci siamo confrontati con Palmieri (il direttore del torneo, ndr), ognuno aveva le sue idee, ma nessuno di noi poteva mai pensare che questo sarebbe andato a discapito di Francesca SchiavoneC’è stato un grande confronto, molto aspro, ha vinto Palmieri, io non ero d’accordo ma alla fine mi hanno convinto. Ora confidiamo che la Sharapova entri al Colosseo e aspettiamo di vedere cosa succede nel maschile per capire chi non va in finale a Madrid e quindi può accompagnare la Sharapova”.

LE ALTRE 2 WILD CARD sono state assegnate a Sara Errani e a quella che sarà la vincitrice del torneo di prequalificazione (Di Sarra Chiesa, ndr). “Abbiamo 17.507 persone che hanno giocato le prequalificazioni col sogno del tabellone degli Internazionali d’Italia  e francamente dir loro adesso che li abbiamo presi in giro mi sembra eccessivo. La terza wild card, per una questione di palmares paragonabile sicuramente a quello della Schiavone ma per un’età nettamente inferiore, non poteva che andare a Sara Errani. Siamo dispiaciuti, siamo in un cul de sac, ma non potevamo fare altrimenti”.

MADRID INVITA LA SCHIAVONE: “Una scelta doverosa che avremmo fatto anche noi se, come lui, avessimo avuto la quarta wild card. Quello che sta facendo Francesca è straordinario, soprattutto ribadisco, per una che ad inizio anno stava decidendo se continuare o smettere, è una cosa bellissima ed imprevista. Madrid ha 4 wild card, se ce la danno in questi giorni facciamo i salti di gioia, ci mancherebbe altro. D’altro canto la grande epopea del tennis femminile italiano è partita dalla Schiavone: la trascinatrice di Fed Cup dei primi anni è stata lei, poi sono arrivate tutte le altre.”

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Juve, si vola a Cardiff!

Juve, si vola a Cardiff!

(di Gianpaolo Rispoli) – Grande notte di Champions per la Juve che conquista la sua nona finale, considerando anche la Coppa dei Campioni. Rispetto a quella persa due anni fa , però, forse questa volta i bianconeri partono con una formazione più pronta e molto più temuta rispetto a quella che veniva considerata come una sorpresa nella finale di Berlino. Quest’anno, invece, sin dall’inizio la compagine bianconera è stata inserita tra le quattro favorite, insieme a Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Tutto questo, ovviamente, grazie ad un grandissimo lavoro mirato da parte della dirigenza che ha agito in maniera intelligente e lungimirante, e ha permesso ad Allegri di poter disporre di una rosa in grado di competere su tre fronti.
La cronaca – Formazioni: Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli (dal 40’ st Benatia), Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira (dal 10’ pt Marchisio), Pjanić, Alex Sandro; Dybala (dal 9’ st Cuadrado), Mandžukić; Higuaín.
Monaco (4-4-2): Subašić; Raggi, Glik, Jemerson, Mendy (dal 9’ st Fabinho); Sidibé, Moutinho, Bakayoko (dal 33’ st Germain), Bernardo Silva (dal 24’ st Lemar); Falcao, Mbappé.
Si gioca allo Stadium il ritorno della semifinale di Champions, con il Monaco che conferma il 4-4-2 presentato all’andata cambiando qualche interprete, e Allegri che schiera la stessa squadra vista nel Principato ad eccezione di Khedira, schierato al posto di Marchisio. Il Monaco parte subito forte e prova a mettere paura ai bianconeri con un ritmo molto alto, che però non produce grandi occasioni se non un tiro da fuori di Falcao dopo 7’ che non spaventa più di tanto Buffon. Dopo 10’ Allegri è costretto ad inserire Marchisio al posto di Khedira a causa di un infortunio, così la Juve si ritrova esattamente con gli stessi undici dell’andata. Dopo un inizio un po’ in sordina i bianconeri iniziano a carburare e, al 22’, hanno la prima grande occasione con Higuaín che, a tu per tu con Subašić, prova un pallonetto che viene allontanato prontamente da Glik a pochi metri dalla linea di porta. Al 25’ Higuaín si traveste da assistman ed offre un gran pallone a Mandžukić, ma il destro del Croato viene respinto da una grandissima parata del portiere. È una Juve spumeggiante in questi minuti e così al 28’ è Pjanić ad avere sul destro l’occasione per il vantaggio, ma Raggi è bravissimo e devia in corner la sua conclusione. Il gol arriva cinque minuti più tardi: sempre Dani Alves, protagonista anche all’andata, mette in mezzo uno straordinario pallone per Mandžukić che prima si fa parare il colpo di testa da Subašić, e poi è il più lesto di tutti ad avventarsi sulla ribattuta e portare in vantaggio i suoi. Il Monaco prova a rispondere al 42’ con Mendy che va via sulla fascia e mette in mezzo un cross basso sul quale interviene Chiellini per anticipare Falcao che, altrimenti, avrebbe concluso a pochi metri dalla porta. Il raddoppio della Juve arriva ad un minuto dalla fine del primo tempo e, neanche a dirlo, il protagonista è ancora una volta Dani Alves che calcia al volo da fuori su una respinta di pugno del portiere e porta i suoi in vantaggio di quattro reti complessive.
Nella ripresa la Juve si rilassa un po’ e il Monaco sembra ormai non crederci più di tanto. I momenti più palpitanti si hanno tra il 67’ e il 69’, quando prima Mbappé si presenta davanti a Buffon che è bravissimo a respingere col ginocchio in calcio d’angolo e poi, due minuti più tardi, lo stesso attaccante Francese accorcia le distanze a pochi metri dalla porta su un bell’assist di Moutinho. Il Monaco prova a mettere paura ai bianconeri ma i suoi tentativi risultano vani e così, dopo tre minuti di recupero, Allegri può esultare per la seconda finale di Champions raggiunta negli ultimi tre anni.
Sogno triplete – Ora la Juve può accarezzare il sogno che attraversa la testa di tutti dall’inizio della stagione, quello di vincere tutti e tre i trofei disponibili. Impresa difficilissima e riuscita per l’ultima volta al Barcellona due anni fa che, nella finale di Berlino, riuscì a sconfiggere proprio i bianconeri. A Cardiff gli uomini di Allegri non incontreranno il Barcellona, ma un’altra Spagnola, probabilmente il Real Madrid che affronterà il ritorno contro l’Atletico con tre gol di vantaggio. Sarà un periodo intensissimo per la Juve che, a causa della qualificazione per la finale di Champions, dovrà anticipare la finale di Coppa Italia contro la Lazio al 17 Maggio. Come al solito l’imperativo è quello di non avere cali di concentrazione a pochi metri da un traguardo tanto difficile quanto meritato.

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Guinness Marathon, sesta edizione alla piscina Scandone

Guinness Marathon, sesta edizione alla piscina Scandone

Presidente Maria Rotunno (al centro)

NAPOLI – Presso la piscina Scandone di Napoli, venerdì 12 maggio 2017 , alle ore 10.00 si svolgerà l’ evento in oggetto , giunto alla sesta edizione, primo evento collaterale della storica maratona di nuoto Capri Napoli, di cui quest’anno ricorre la 52^ edizione, alla presenza dell’assessore allo sport Ciro Borriello, dell’assessore Alessandra Clemente, del presidente della X^ Municipalità Bagnoli Fuorigrotta, Diego Civitillo, il tutto presentato dall’eclettico Diego Sanchez .
La manifestazione organizzata dalla società Eventualmente –Eventi & Comunicazione di Luciano Cotena e dall’associazione no profit Accendiamo una Stella for you di Maria Rotunno, prevede la partecipazione di un elevato numero di scuole, di ogni ordine e grado (gli I.C. 91-Minniti. 53 Gigante Neghelli, Falcone, 5 –Artiaco, SSS Pirandello Svevo, ITN Duca degli Abruzzi, ITIS Giordani –Striano ,ISIS Nitti , i licei Genovesi e Labriola, il 63° c.d.) e l’eccellenza sportiva natatoria ( Fiamme Oro, Centro FIN Napoli, Cus Napoli, Circolo Posillipo, Circolo Canottieri, Caravaggio Sporting Village, Gazzella Team Nuoto ), che insieme , in un gioco di squadra, scenderanno in vasca per l’obiettivo sportivo, grazie al supporto dei tecnici federali FIN Napoli,che è quello della promozione del nuoto, attraverso una sfida da guinness, per numero di partecipanti e per distanza , quella prevista per la Maratona Capri Napoli, 36 km, e per l’ obiettivo solidale, che è quello di contribuire alla determinazione di nuove borse di studio di nuoto per l’anno 2017/2018, per ragazzi disagiati, nell’ambito del progetto “ Tutti insieme con lo Sport” dell’associazione AUS for you..
In vasca scenderanno anche i vip, l’attore co protagonista della soap “Un posto al sole” , Lucio Allocca , ed il campione paralimpico di nuoto Olimpiadi 2016, Vincenzo Boni, che effettueranno le prime vasche di apertura dell’evento. Ed ancora il campione italiano Francesco Vespe e l’attore Cristiano di Maio del duo comico, Ivan e Cristiano. “ Vista la grande adesione avuta anche quest’anno, spiegano gli organizzatori, la formula di coniugare giovani, sport e sociale risulta essere ancora aggregante !” Tutti i partecipanti saranno allietati dai prodotti donati da Berna Parmalat e dalla Cioccolateria Piluc – Napoli. Abbinato all’evento Guinness Marathon da tre anni è stato ideato anche un concorso di elaborati grafici dal tema “ Mare, Sport , Napoli “.

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Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata

Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata

(di Gianpaolo Rispoli) – I bianconeri dovranno rimandare di almeno una settimana la festa scudetto ma, visto come si era messa la partita, può anche andare bene così. Il Toro riesce a fermare una striscia di 33 vittorie consecutive allo Stadium per la Juve, ma per gli uomini di Mihajlović è un pareggio molto più amaro di quanto ci si possa aspettare. La compagine di Allegri, invece, si tiene stretta questo punto conquistato dopo una partita giocata obiettivamente in maniera troppo superficiale e, probabilmente, già con la testa alla sfida di Martedì contro il Monaco.
La cronaca – Formazioni: Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Bonucci, Benatia, Asamoah; Khedira, Rincón (dal 24’ st Pjanić); Cuadrado, Dybala (dal 35’ st Alex Sandro), Sturaro (dall’11’ st Higuaín); Mandžukić.
Torino (4-2-3-1): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Molinaro; Acquah, Baselli (dal 30’ st Obi); Iago Falque (dal 38’ st Iturbe), Ljajić, Boyé (dal 18’ st Benassi); Belotti.
Si affrontano allo Stadium due squadre che si schierano a specchio, Allegri cambia otto giocatori rispetto alla trasferta di Monaco, Mihajlović conferma il 4-2-3-1 già utilizzato nelle scorse settimane. Toro e Juve si affrontano a viso aperto e al 15’ sono i bianconeri ad avere la prima grande occasione del match: Dybala crossa dalla bandierina, Benatia incorna di testa ma la traversa gli impedisce di gioire per quello che sarebbe stato il suo secondo gol stagionale. Al 28’ è ancora la squadra di Allegri a provarci grazie ad un bel sinistro al volo di Mandžukić su cross di Cuadrado, ma Moretti è bravissimo a deviare il pallone di quel tanto che basta per non farlo finire in rete. Il primo tempo scorre senza grandi sussulti fino al 43’, quando Dybala e Mandžukić chiudono un bellissimo uno-due, ma l’attaccante Argentino spara addosso ad Hart e spreca tutto. La prima frazione si conclude su un bel destro da posizione defilata di Ljajić, col pallone che termina di poco alto.
Il secondo tempo si apre con un lampo del Torino che passa in vantaggio grazie ad una straordinaria punizione di Ljajić che lascia impietrito Neto e gela lo Stadium. La Juve prova subito al rispondere e al 54’ Mandžukić spreca un’ottima imbucata di Khedira mandando a lato. Episodio chiave della partita si ha al 57’, quando il Torino resta in dieci a causa dell’espulsione di Acquah per somma di ammonizioni. Nonostante ciò, gli uomini di Mihajlović provano a mettere paura alla Juve con un destro da fuori di Baselli al 66’, ma Neto è attento a respingere. La più grande occasione della ripresa per la Juve arriva al 68’, quando Khedira sciupa da pochi metri un’occasione colossale offertagli da Dybala. Quando il match sembra avviarsi verso la conclusione, Higuaín tira fuori il jolly con un gran destro da fuori in girata che riporta il risultato sul pareggio ed evita una sconfitta che avrebbe potuto avere gravi ripercussioni sul morale della squadra.
Un punto guadagnato – Allegri sicuramente non sarà soddisfatto dell’atteggiamento e della partita disputata dai suoi ma, di fatto, un risultato del genere non può che far piacere al tecnico Toscano, considerato come si era messo il match, nonostante la superiorità numerica avuta per quasi tutto il secondo tempo. Un’altra settimana chiave aspetta la Juventus che dovrà prima affrontare il ritorno di Champions contro il Monaco, e poi la Roma nella gara di Domenica che potrebbe regalarle matematicamente il sesto scudetto di fila. Pertanto non resta che mantenere alta la tensione perché, come ha dimostrato il derby, ogni minima distrazione può compromettere una stagione quasi perfetta fino ad oggi.

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Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale

Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale

(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande serata di Champions per gli uomini di Allegri li avvicina sempre di più alla finale di Cardiff. I bianconeri riescono a battere il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa per la compagine del Principato, grazie alla nona doppietta stagionale di Higuaín. Il verdetto delle due partite di andata, in queste semifinali di Champions, è stato abbastanza netto, con Juve e Real Madrid che, dopo due grandi serate, hanno già un piede e mezzo a Cardiff. La grande duttilità dei giocatori e l’ampiezza della rosa ha permesso alla Juve di arrivare a questo punto della stagione con tutti e tre gli obbiettivi iniziali a portata di mano.
La cronaca – Formazioni: Monaco (4-4-2): Subašić; Dirar, Glik, Jemerson, Sidibé; Bernardo Silva (dal 36’ st Touré), Fabinho, Bakayoko (dal 21’ st Moutinho), Lemar (dal 21’ st Germain); Falcao, Mbappé.
Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Marchisio (dal 36’ st Rincón), Pjanić (dal 44’ st Lemina), Alex Sandro; Dybala, Mandžukić; Higuaín (dal 32’ st Cuadrado).

Higuain

Jardim schiera il suo classico 4-4-2 con Falcao e Mpabbé in avanti per cercare di creare grattacapi alla difesa della Juve, Allegri risponde con una formazione più prudente rispetto al solito, con la presenza di Barzagli al posto di Cuadrado e di Marchisio al posto dello squalificato Khedira. La prima grande occasione della partita è per il Monaco al 16’, quando Lemar prende il pallone sulla destra e lo mette in mezzo, Mpappé gira con un gran destro al volo, ma Buffon è straordinario a respingere e mantenere la porta inviolata. Il primo tempo è tiratissimo e molto avaro di emozioni ma, nell’unica grande occasione creata, la Juve trova il vantaggio con un gran destro di prima di Higuaín servito da uno strepitoso colpo di tacco di Dani Alves, che corona un’azione magistrale partita dalle retrovie.
La ripresa inizia più ricca emozioni rispetto alla prima frazione, e così subito al 47’ è il Monaco a rendersi pericoloso con Falcao che, ben servito da Bernardo Silva, non riesce a dare potenza alla sua conclusione che termina comodamente tra la braccia di Buffon. Al 49’ è ancora Buffon a uscire bene e chiudere su Mbappé che, altrimenti, avrebbe potuto calciare indisturbato verso la porta. Al 50’ ci prova Bernardo Silva con un sinistro da fuori, ma Buffon blocca agevolmente. La prima occasione bianconera nella ripresa arriva al 54’, quando Marchisio ruba un ottimo pallone sulla trequarti e si presenta di fronte a Subašić, ma il portiere Croato è bravissimo a chiudergli lo specchio ed evitare il raddoppio. La gioia, però, è solo rimandata: al 59’ la Juve trova il raddoppio grazie agli stessi protagonisti del primo gol, Dani Alves mette in mezzo un bellissimo pallone che viene colpito al volo da Higuaín e spedito alle spalle di Subašić per la seconda volta. Da lì in poi la Juve si limita a gestire e a non concedere occasioni agli avversari, mentre Jardim prova a cambiare la partita inserendo, tra gli altri, Moutinho e Germain. L’ultimo sussulto della partita vede proprio protagonisti questi ultimi: al 90’, infatti, Buffon riesce a mandare sopra la traversa il tentativo di Germain che, servito perfettamente da un cross su punizione di Moutinho, si vede negare la gioia del gol dal portierone Italiano.
Grande duttilità – L’arma vincente di Allegri, nella notte di Monaco, è stata la duttilità dei suoi giocatori in campo. Grazie ad una grande compattezza e un grandissimo spirito di gruppo, infatti, i bianconeri hanno potuto variare modulo a seconda delle circostanze della partita, senza dover cambiare giocatori. La difesa si è schierata a tre o a quattro, a seconda delle situazioni e dei momenti, senza risentire più di tanto dei cambiamenti. Il merito dell’allenatore Toscano, oltre a quello di essere riuscito a fermare il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa, è stato, sin dall’inizio della sua avventura in bianconero, quello di creare un gruppo compatto e pronto al sacrificio pur di raggiungere i propri obbiettivi, ed ora ne sta meritatamente raccogliendo i frutti. Con lo scudetto ormai in tasca adesso i bianconeri possono concentrarsi esclusivamente sulla Champions che ormai manca da 21 anni, un po’ troppi per una squadra abituata a dominare il campionato Italiano.

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