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La Juve ferma il Barça al Camp Nou e vola in semifinale

La Juve ferma il Barça al Camp Nou e vola in semifinale

NAPOLI (di Giampaolo Rispoli) Un’altra grande serata per la Juve che aggiunge un altro tassello ad una stagione fin qui praticamente perfetta, fermando il Barcellona al Camp Nou dopo quindici vittorie consecutive per i Catalani di fronte ai propri tifosi. La squadra di Luis Enrique ci prova sin dall’inizio ma i bianconeri, anche con un pizzico di fortuna, riescono a mantenere la porta inviolata e scongiurare il pericolo rimonta. Dunque continua il sogno europeo per gli uomini di Allegri che, grazie ad una difesa solidissima e un attacco cinico, possono finalmente sognare in grande dopo la finale persa due anni fa a Berlino proprio contro i blaugrana.
La cronaca – Formazioni: Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto (dal 33’ st Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitić (dal 13’ st Paco Alcácer), Busquets, Iniesta; Messi, Suárez, Neymar.
Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanić; Cuadrado (dal 38’ st Lemina), Dybala (dal 30’ st Barzagli), Mandžukić; Higuaín (dal 43’ st Asamoah).

Il Barcellona rinuncia inizialmente a Mascherano e schiera Umtiti, i bianconeri, invece, possono schierare i migliori undici sul terreno di gioco. I primi 10’ sono tiratissimi e privi di grandi emozioni, bisogna aspettare il 13’ per assistere alla prima occasione della partita: Higuaín cerca un uno-due con Pjanić, il pallone viene intercettato da Busquets ma torna all’Argentino il cui destro dal limite termina di poco alto. Il Barça è lunghissimo e la Juve prova spesso a partire in contropiede, soprattutto con Cuadrado, sbagliando però in più occasioni l’ultimo passaggio. Al 16′ è proprio Cuadrado ad avere una buona occasione, ma la sua girata in area dopo una mischia termina di poco alta. Il primo campanello di allarme per la Juve arriva un minuto più tardi, quando Messi serve un ottimo pallone a Jordi Alba che non ci arriva per un soffio. Al 19′ c’è la prima grande occasione per i blaugrana: Suárez addomestica un ottimo pallone in area per Messi, che all’altezza del dischetto prova un sinistro che termina incredibilmente a lato. Al 31′ è ancora Messi a provarci, ma Buffon riesce a respingere come può e scampare il pericolo. Per rivedere un’occasione bianconera bisogna aspettare il 38′, quando Pjanić serve Higuaín con uno splendido tocco sotto, ma l’Argentino viene disturbato da Piqué e non riesce a dare forza alla sua conclusione. Il primo tempo termina senza ulteriori sussulti e con la Juve che inizia ad assaporare la possibilità di raggiungere la semifinale.
La ripresa inizia con il Barça un po’ in bambola e al 50′ è ancora Cuadrado ad avere un’occasione, ma il suo diagonale esce di un soffio alla destra di Ter Stegen. Da qui in poi è un monologo dei Catalani che ci provano in tutti i modi, quasi sempre affidandosi al talento di Neymar ma, sfortunatamente per Enrique, Messi è sorprendentemente impreciso e si divora molte occasioni che in altre partite avrebbe sicuramente trasformato in gol. I tentativi blaugrana si protraggono fino al 70′, quando Sergi Roberto entra in area e prova un sinistro a giro che esce di un soffio. Negli ultimi venti minuti la Juventus gestisce la partita e spreca numerosi contropiedi ma poco conta: dopo tre minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine del match e spedisce la squadra di Allegri in semifinale.
In attesa dell’urna di Nyon – Adesso i bianconeri attendono solo il sorteggio, previsto per Venerdì alle 12. La speranza di tutti tifosi è ovviamente quella di evitare il Real Madrid ma, arrivati a questo punto, ogni sfida è difficilissima e in sole due partite può sempre succedere di tutto. La buona notizia, però, è che in ogni caso la consapevolezza nei propri mezzi, dopo aver eliminato il Barça, è alle stelle e neanche il Real, vincitore di due delle ultime tre edizioni della Champions, sembra essere poi così lontano dal punto di vista qualitativo per gli uomini di Allegri che appaiono sempre più lanciati verso questo intensissimo finale di stagione.

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La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions

La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions

NAPOLI (di Giampaolo Rispoli) –  Il campionato è ormai chiuso, ma forse lo si sapeva già da un po’. La Juve vince 2-0 a Pescara ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo, l’Atalanta blocca la Roma sul pari e spiana la strada al sesto scudetto consecutivo per i bianconeri. Allegri cambia tutta la difesa rispetto alla partita col Barcellona, e fa riposare anche Khedira, ma la squadra sembra non risentirne e porta agevolmente a casa il risultato. Higuaín la chiude già nel primo tempo e sale in classifica marcatori, segnando prima il ventiduesimo e venti minuti più tardi il ventitreesimo gol in campionato, riconfermandosi come uno degli attaccanti più prolifici nella storia della Serie A.
La cronaca – Formazioni: Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Campagnaro, Coda, Biraghi; Bruno (dal 23′ st. Bahebeck), Muntari (dal 12′ st Benali), Memushaj; Coulibaly, Caprari, Brugman (dal 33′ st Verre).

Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Marchisio, Pjanić (dal 1′ st Rincón); Cuadrado (dal 43′ st Lemina), Dybala (dal 9′ st Sturaro), Mandžukić; Higuaín.
Il Pescara parte subito forte e mette paura alla Juve dopo una manciata di secondi dall’inizio del match, quando Brugman prova un tiro da fuori che viene bloccato in due tempi da Neto. Per assistere alla prima occasione bianconera bisogna aspettare il 10′, quando Higuaín prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e serve Mandžukić, ma il tiro del Croato viene respinto prontamente da Fiorillo. Al 22′ la Juve passa in vantaggio: Cuadrado è scaltro e caparbio nel raccogliere una respinta del portiere sul suo stesso tiro, alzare la testa e servire Higuaín, che davanti alla porta non può sbagliare. Al 29′ i bianconeri hanno un’altra occasione, Cuadrado è ispirato e serve ancora Mandžukić, che con un destro al volo manda il pallone di poco fuori alla destra di Fiorillo. Al 37′ e al 40′ la Juve prova ancora a chiudere la partita: prima Fiorillo neutralizza un destro al volo di Higuaín dopo una bella giocata dell’Argentino, poi ci  prova Mandžukić con una schiacciata di testa che termina alta. Il gol, però, è nell’aria, e così al 43′ è ancora Higuaín a buttarla dentro su una bella sponda di testa di Mandžukić deviata da un difensore.
La ripresa inizia come si era concluso il primo tempo, con un’altra occasione per la Juve su intuizione di Cuadrado: il colombiano serve il neoentrato Sturaro, che a tu per tu con Fiorillo non riesce a chiudere il match. Da lì in poi gli uomini di Allegri rallentano notevolmente il ritmo e addormentano la partita, portando a casa i tre punti senza concedere nulla agli avversari.
Testa alla Champions – Con la vittoria di oggi la Juventus chiude il discorso scudetto e può concentrarsi quasi esclusivamente sulla Champions e sulla finale di Coppa Italia. Allegri può già sognare il primo triplete della sua carriera, sia grazie ad una rosa fortissima, sia grazie ad una differenza di qualità con le inseguitrici obiettivamente troppo elevata, specialmente dopo gli arrivi estivi di giocatori del calibro di Higuaín e Pjanić, strappati proprio a Napoli e Roma. La cavalcata trionfale bianconera continua, ma occhio a non distrarsi, anche perché, come ha detto Allegri, per passare da migliori a somari basta un attimo, e questa squadra non ha alcuna intenzione di rinunciare alle proprie ambizioni europee.

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Dybala e Chiellini annichiliscono il Barça

Dybala e Chiellini annichiliscono il Barça

(di Gianpaolo Rispoli) – Grande serata per la Juventus allo Stadium contro un Barcellona privo di gioco e di idee. Dybala è straordinario e la difesa quasi perfetta, Allegri inserisce in campo una squadra molto aggressiva e soprattutto con grande spirito di sacrificio, riuscendo a sconfiggere una delle migliori compagini al mondo. Dopo un grande sforzo iniziale Dybala decide di accendere la serata con due grandissimi gol a distanza di 14 minuti, da lì in poi la Juve stringe i denti e concede poco o niente al Barça, riuscendo anche a trovare il terzo gol all’inizio della ripresa con Chiellini. I bianconeri fanno così ricredere tutti gli scettici e si inseriscono di diritto tra le principali candidate alla vittoria della Champions League, consacrandosi definitivamente anche in campo Europeo.
La Cronaca – Formazioni: Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanić (dal 44′ st Barzagli); Cuadrado (dal 28′ st Lemina), Dybala (dal 36′ st Rincon), Mandžukić; Higuaín
Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti, Mathieu (dal 1′ st André Gomes); Rakitić, Mascherano, Iniesta; Messi, Suárez, Neymar.
La Juve parte subito forte, e dopo tre minuti Higuaín ha una grande occasione di testa, ma la conclusione è centrale e Ter Stegen blocca in due tempi. I bianconeri passano in vantaggio dopo 7′: Cuadrado prende palla, punta Mathieu e poi serve un bel pallone a Dybala, l’argentino si gira e con un gran sinistro batte un Ter Stegen incolpevole. La svolta si ha tra il 20’ e il 21’: prima Buffon salva tutto su un destro di Iniesta a distanza ravvicinata, poi, nell’azione successiva, Dybala infila per la seconda volta Ter Stegen con un altro gran sinistro all’angolino. Il Barcellona non riesce a reagire e persino Messi appare molto nervoso ed incapace di ribaltare la situazione, così i bianconeri si limitano ad attendere ed il primo tempo termina 2-0 senza ulteriori occasioni.
Nella ripresa parte subito forte il Barça, che dopo un minuto si rende pericoloso con un destro da fuori di Messi che esce di poco. I ritmi sono subito altissimi e un minuto più tardi Khedira ci prova da lontano, col pallone che finisce non lontano dal palo alla sinistra di Ter Stegen. Al 51’ è ancora Iniesta ad avere una buona occasione, ma il suo destro dal limite dell’area termina alto. Due minuti dopo c’è una grandissima occasione per Higuaín, che su una grande imbucata di Dani Alves si presenta a tu per tu con Ter Stegen, ma non riesce a superare il portiere tedesco. La gioia, però, è solo rimandata: al 55’, infatti, Chiellini si libera dalla marcatura di Mascherano e trova un grandissimo colpo di testa su corner di Pjanić, portando il risultato sul 3-0. Per assistere alla reazione dei blaugrana bisogna aspettare il 67’ quando, su una gran palla di Messi, Suárez si presenta davanti a Buffon, ma una leggera deviazione di Chiellini sul tiro dell’uruguaiano salva tutto in calcio d’angolo. Da lì in poi i minuti passano senza grandi emozioni, il Barcellona non riesce a creare ed Allegri si tutela inserendo giocatori più difensivi, riuscendo ad addormentare la partita e portando a casa un preziosissimo 3-0.

In vista del ritorno – Gli uomini di Allegri escono da questa serata col morale alle stelle e con un gran bel vantaggio da amministrare al Camp Nou. I bianconeri, però, dovranno stare attenti e guardare più volte la brutta figura del PSG che, sul campo del Barça, dopo aver vinto 4-0 all’andata, è riuscito a farsi sfuggire una qualificazione ormai a portata di mano perdendo 6-1 al ritorno. C’è da aggiungere, però, che la difesa della Juventus è una delle migliori al mondo, e questo fa ben sperare in vista non solo della partita che si terrà tra 8 giorni in Catalogna, ma anche del futuro di una squadra che ormai sembra non conoscere più limiti.

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Coppa Davis, l’Italia che resta: azzurri ko ai quarti

Coppa Davis, l’Italia che resta: azzurri ko ai quarti

NAPOLI (di Raffaele Caiffa) L’Italia di Coppa Davis si ferma ai quarti di finale. Troppo forte il Belgio per questi azzurri, già orfani di Fabio Fognini e con Lorenzi e Seppi non certo al top della condizione. Dopo esserci trovati subito in svantaggio dopo il primo giorno, il doppio Simone Bolelli/Andreas Seppi aveva tenuto accese le speranze battendo in 5 set Ruben Bemelmans/Joris De Loore (annullando anche un match point), ma David Goffin, attuale n.14 del mondo, si è rivelato nettamente più forte di Paolo Lorenzi (neo n.37 del ranking): 6-3 6-3 6-2 in meno di 2 ore di gioco e punteggio sul 3-1 per il Belgio. A nulla è servita la vittoria all’esordio di Alessandro Giannessi contro De Loore.

GOFFIN PROIBITIVO – Come previsto il n.14 del mondo è stato un avversario fin troppo difficile da gestire per questi azzurri: 2 vittorie su 2 senza cedere neanche un set per il 26enne belga che ormai da anni sta dimostrando di essere un giocatore continuo e di livello assoluto, capace di rivaleggiare su qualunque superficie ed inferiore solo ad una manciata di tennisti nel cicuito maggiore. “E’ stato un match molto difficile – ha detto Lorenzi dopo la sconfitta contro Goffin -, David ha giocato il suo miglior tennis tenendo bene anche negli scambi lunghi. Ho cercato di fare del mio meglio. E’ stato difficile trovare la chiave, io avrei dovuto fare cose straordinarie e lui avrebbe dovuto giocate maluccio. Non è accaduta nessuna delle due cose ed è andata così”. Forse nel secondo set lui aveva un po’ rallentato e io non ho sfruttato al massimo le occasioni che ho avuto. E nei punti in cui avevo bisogno di un po’ di fortuna le cose sono andate dalla sua parte. Ma lo ripeto: lui ha giocato davvero bene”.

ORGOGLIOSI — Il capitano di Coppa Davis Corrado Barazzutti ha dichiarato ai microfoni: “Ai ragazzi non potevo chiedere di più, usciamo nei quarti, ma siamo caduti in piedi. Grazie al doppio vinto da Bolelli e Seppi abbiamo portato la sfida alla terza giornata contro avversari fortissimi, soprattutto quando giocano in casa e che hanno anche avuto molto rispetto di noi. Su questa superficie si esaltano, per loro è molto familiare. E poi ci sono i valori tecnici. Goffin è un giocatore sopra la media. Lorenzi le ha provate tutte e secondo me fino al 4-2 del terzo set ha giocato bene. Pure Darcis ha molto talento, è uno che in Davis si esalta: nel turno precedente ha battuto praticamente da solo la Germania superando sia Zverev che Kohlschreiber. Negli ultimi cinque anni l’Italia ha raggiunto i quarti in quattro occasioni e nel 2014 abbiamo giocato e perso la semifinale contro la Svizzera di Federer e Wawrinka. Questa squadra va solo ringraziata, non dimentichiamolo».

L’ESORDIO DI GIANNESSI — Con la sconfitta ormai matematica, si è potuto ritagliare un momento speciale Alessandro Giannessi, n.122 del ranking Atp. Il 26enne di La Spezia ha fatto il suo esordio in Coppa Davis battendo il 23enne Joris De Loore per 6-4 7-6(9). “L’esordio non è mai semplice” ammette Giannessi, “ero abbastanza teso però sono felice di come sono stato in campo, me la sono goduta fino in fondo. Giocare in Davis per me è un sogno che si realizza e quindi non credo che dimenticherò questa bella emozione. Sono dispiaciuto per il risultato finale e per Paolo, ma non possiamo che fare i complimenti al Belgio che ha un campione come Goffin. Come squadra abbiamo dato il 110 per cento, lottando fino all’ultimo. Per me è un onore far parte di questa squadra e di un fantastico gruppo, sono convinto mi servirà anche come maturazione personale. Spero di poter dare il mio contributo anche in futuro».
RIMPIANTI – Il Belgio affronterà in casa l’Australia a settembre. L’Italia trona da Charleroi con qualche piccolo rimpianto: quello di non aver potuto schierare il n.1 azzurro Fabio Fognini, fermo per un infortunio al gomito. Fogna stava attraversando un ottimo momento nel Tour, raggiungendo pochi giorni prima la semifinale del torneo di Miami. Gli azzurri hanno schierato una formazione che vedeva Lorenzi non al top (2 sconfitte su 2 a Charleroi)
maturate dopo i ko con Wawrinka (Indian Wells) Bedene (Irving) e Mannarino (Miami) ed un Andreas Seppi non in condizione dopo qualche infortunio patito durante la passata stagione. Le attenuanti ci sono tutte, ma resta il rammarico per un’occasione sfumata contro un avversario più forte ma non imbattibile.

UNO SGUARDO AVANTI – La prossima stagione l’Italia giocherà nel World Group con Belgio, Australia, Usa, Francia, Gran Bretagna, Serbia e Spagna, ovvero le altre qualificate ai quarti 2017, da stabilire ancora le restanti 8 squadre che saranno comunicate dopo i playoff di settembre. Bisognerà capire cosa ne sarà di quest’Italia, capace di buoni risultati negli ultimi anni, ma con molti giocatori che hanno superato i 30 anni e (Lorenzi 35, Seppi 33, Bolelli 31, Fognini 30) con il solo Giannessi (26) capace in questo momento a dar man forte per il presente e per il futuro

Dopo questo weekend di Davis, ecco i risultati finali:
Australia-Usa 3-2
Belgio-Italia 3-2
Francia-Gran Bretagna 4-1
Serbia-Spagna 4-1

In semifinale il Belgio affronterà l’Australia di Nick Kyrgios, la Serbia di Novak Djokovic invece dovrà vedersela con la Francia di Yannick Noah.

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Higuain ferma il Napoli in semifinale

Higuain ferma il Napoli in semifinale

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Con la Lazio a guardare, Napoli e Juventus tornano a sfidarsi al San Paolo dopo la gara di campionato, per l’accesso alla finale di Tim Cup. Bianconeri favoriti dal risultato della gara di andata, già con un passo a Roma, tocca agli azzurri fare gioco e capovolgere il pesante 3 a 1. Gara spettacolare e tesa, risolta, a differenza del campionato dall’ex di turno Gonzalo Higuain, che con due reti infrange tutti i sogni di gloria dei tifosi azzurri. A Fuorigrotta finisce 3 a 2 la semifinale di ritorno, con una vittoria che non serve ai partenopei, che, dopo la Champions escono, seppur a testa alta, dalla competizione italiana. Ora l’obiettivo principale resta il traguardo del secondo posto in classifica.

Le formazioni – Napoli: Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam, Zielinski (82′ Allan), Diawara, Hamsik (75′ Pavoletti), Callejon, Insigne, Milik (61′ Mertens)
Juventus: Neto, Dani Alves, Bonucci, Benatia, Alex Sandro, Khedira, Rincon (70′ Pjanic), Cuadrado, Dybala (76′ Barzagli), Sturaro (86′ Lemina), Higuain
In campo – Torna Reina, in extremis, fra i pali; in difesa dentro Chiriches, mentre a centrocampo si rivedono Zielinski e Diawara. In attacco Sarri si affida a Milik per sfruttare eventuali cross e mettere pressione alle torri bianconere. Il Napoli parte aggressivo, la Juve anche: nervi tesi in campo con Banti che si trova a dover gestire una partita delicata, visto la posta in palio. La Juventus si propone e mette in allerta la retroguardia azzurra. Al 12’ ghiotta occasione dei partenopei con Callejon, Neto è pronto di riflessi e para. Il Napoli si lascia andare ad alcune disattenzioni e in più occasioni i difensori azzurri e Reina si trovano in difficoltà, fino a quando, al 32’ Sturaro serve Higuain che, con un tiro lento ma angolato, la mette dentro per lo 0 a 1. Il morale azzurro cade, ora la rimonta sembra essere più ardua, Sarri confida nella ripresa. Nel secondo tempo pareggia i conti Hamsik che viene servito splendidamente da Milik, è 1 a 1. Passano pochi minuti, però, ed è di nuovo Higuain a punire la sua ex squadra grazie ad un’intuizione di Cuadrado: è 1 a 2. Riuscire a recuperare è dura, Sarri mette dentro Mertens per Millik e il belga non si smentisce: con grinta e determinazione approfitta di uno stop sbagliato di Neto e la mette dentro: è 2 a 2. Il Napoli sembra crederci, o meglio, ci prova ed al 22’ arriva anche la rete di Insigne per il 3 a 2. Ma non basta ancora, per sperare nei supplementari, agli azzurri mancano due gol ancora. Sarri tenta il tutto per tutto con Pavoletti, Allegri si difende e mette in campo, tra i tanti, Barzagli per Dybala. Il Napoli con l’ex genoano ha qualche altra palla buona, ma il tutto si esaurisce al triplice fischio finale. Il Napoli saluta la Coppa Italia, la finale sarà Lazio Juventus.

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[Video] L’invasore di campo al San Paolo è Mario Ferri, “Higuain meritava la sciarpa in faccia”

[Video] L’invasore di campo al San Paolo è Mario Ferri, “Higuain meritava la sciarpa in faccia”

NAPOLI – Non è nuovo ad episodi di invasione di campo. Si chiama Mario Ferri e ieri, ad inizio partita Napoli – Juve che si è giocata allo stadio San Paolo, entra ancora una volta di prepotenza in campo “per lanciare la sciarpa in faccia ad Higuain”. In un video che posta su Facebook spiega ampiamente le motivazioni del gesto. Tre anni fa in Brasile accadde un episodio simile in Brasile, paese dal quale fu espulso. L’invasore, che entrò nei posti riservati ai disabili, replicò alle agenzie di Stampa: “Utilizzare la carrozzella, fingendo di avere un piccolo gesso alla gamba, era l’unico modo per arrivare a bordo campo”. Si disputava la partita Usa-Belgio. “A dieci anni dalla mia ultima invasione – spiega Mario Ferri nel video pubblicato sui social – chiudo il cerchio. Dieci anni dopo l’ultima invasione, bella soddisfazione. Sciarpa del Napoli in faccia a Higuain, se lo meritava. La maglia Ciro Vive una grandissima dedica a un amico. Vengo sempre allo stadio con il fratello di Ciro, Pasquale”.

 

Il video

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Tennis: Roger Federer e Bill Gates insieme per l’Africa (VIDEO)

Tennis: Roger Federer e Bill Gates insieme per l’Africa (VIDEO)

NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Il campione eterno e lo spettatore irrispettoso, è questo il simpatico spot girato per promuovere l’esibizione Match for Africa, in programma a Seattle sabato 29 aprile. Come suggerisce il video, i protagonisti saranno proprio Roger Federer (18 volte campione Slam e fresco vincitore del torneo di Miami) e Bill Gates (fondatore e presidente onorario di Microsoft), i quali giocheranno insieme un set di doppio.

Roger FedererIl 35enne svizzero è sempre stato molto attivo nel promuovere gli eventi benefici in giro per il mondo, così dopo la tripletta Australian Open-Indian Wells-Miami sarà lieto di tornare in campo nonostante abbia da poco annunciato che limiterà le prossime apparizioni nel circuito maggiore per prepararsi al meglio per il Roland Garros ma soprattutto per Wimbledon. Per poter vedere Federer in un torneo Atp potrebbero dunque volerci fino a 60 giorni: dunque gli appassionati dell’asso elvetico si potranno consolare con l’esibizione che avverrà per Match for Africa.

A Seattle, Federer sfiderà il tennista statunitense John Isner ed un partner vip non ancora annunciato dagli organizzatori. “Credo nella forza delle persone. Una buona educazione può aiutare i bambini a prendere il futuro nelle proprie mani. Match for Africa ci aiuterà a raggiungere traguardi ambiziosi, sono davvero grato per questa collaborazione a Bill Gates, il più grande filantropo al mondo” ha sottolineato il nativo di Basilea.

Il Match for Africa è alla sua 4a edizione e fino ad oggi l’evento ha contribuito a raccogliere 29 milioni di dollari per supportare l’educazione dei bambini di 6 diverse nazioni del continente. Oltre agli sportivi, si unirà anche il filantropo Bill Gates: “Sono un grande fan di Roger Federer. Condividiamo la passione per il tennis anche se forse lui gioca meglio di me. Credo che i bambini meritino un’educazione di prima classe, sarà divertente giocare assieme a lui per una buona causa“.

Ecco il video del divertente spot che vede Roger Federer alle prese con uno “spettatore esuberante” quale Bill Gates (nativo proprio di Seattle).

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Khedira illude, Hamsik pareggia

Khedira illude, Hamsik pareggia

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Napoli Juventus non è solo la sfida delle sfide, dall’addio di Gonzalo Higuain alla maglia azzurra in estate, il match con i bianconeri in casa Napoli ha rappresentato il ritorno del Pipita nello stadio che la passata stagione lo ha consacrato il bomber della Serie A, dinanzi a quei tifosi che fino a qualche mese fa si emozionavo alla sola pronuncia del suo nome e che, invece, nella notte del San Paolo, hanno accolto con una bordata di fischi. Pochi abbracci e saluti, sorrisi tirati tra l’argentino e gli ex compagni che non hanno fatto mai mistero di non aver digerito il modo in cui Higuain ha lasciato loro ed il Napoli. Un Napoli che subisce, alla prima occasione juventina: è solo il 5’ quando Khedira approfitta di un inserimento per mettere la palla dietro le spalle di Rafael, in campo al posto di un infortunato Reina.

Gli azzurri cercano spazio, ma la Juventus regala poco e si chiude in area, fino a quando, a pochi minuti dalla ripresa, quando Hamsik sfrutta un bellissimo passaggio di Mertens ed infila la palla sotto la traversa per il pareggio. Il Napoli ci crede e potrebbe in più occasioni raddoppiare la Juventus, invece, si risparmia ed evita qualunque attacco alla porta di Rafael. Finisce 1 a 1 al San Paolo, stadio che tra soli tre giorni vedrà di nuovo le due formazioni scontrarsi per la semifinale di ritorno della Coppa Italia.
Le formazioni – Napoli: Rafael, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Strinic (79′ Ghoulam), Allan (68′ Zielinski), Jorginho, Hamsik (76′ Rog), Callejon, Insigne, Mertens.
Juventus: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Asamoah, Lemina (61′ Cuadrado), Marchisio (80′ Dybala), Khedira, Pjanic (87′ Rincon), Mandzukic, Higuain
In campo – Fuori Reina per infortunio, tra i pali rispunta Rafael; in difesa dentro Strinic, a centrocampo si rivedono Allan e Jorginho, in attacco Sarri non rinuncia ai suoi titolarissimi. Per Allegri fuori Dybala, l’attacco è affidato ad Higuain. La Juventus va subito in vantaggio con Khedira approfitta di un inserimento per mettere la palla dietro le spalle di Rafael. Il Napoli cerca spunti e spazi, quando non li trova ci Hamsik ad impensierire Buffon con tiri da fuori. Al 33’ Mertens si spinge in area bianconera, ma il numero uno juventino blocca. Sul finire del primo tempo Insigne piazza una palla sul secondo palo che va di poco fuori. Il Napoli c’è ed all’inizio della ripresa trova il pareggio con Hamsik, che sfrutta un bellissimo passaggio di Mertens ed infila la palla sotto la traversa per il pareggio: è 1 a 1. La Juventus non spinge ma aspetta il Napoli ed i suoi attaccanti: sfortuna per Mertens al 64’ quando colpisce il palo superato Buffon. Parte il valzer dei cambi, ma la partita lascia a pochi spunti, finisce 1 a 1 il primo scontro in pochi giorni tra Napoli e Juventus.

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Coppa Davis, ecco i convocati: c’è Djokovic, out Nadal e Murray.

Coppa Davis, ecco i convocati: c’è Djokovic, out Nadal e Murray.

NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Sono state ufficializzate le convocazioni per i quarti di finale del World Group 2017 di Coppa Davis. Nelle sfide, che si terranno dal 7 al 9 aprile, saranno impegnati anche i ragazzi di Barazzutti: l’Italia sfiderà il Belgio sul veloce indoor di Charleroi con Fabio Fognini, Andreas Seppi, Paolo Lorenzi e Simone Bolelli.

Di seguito tutte le sfide ed i partecipanti:

BELGIO VS ITALIA ( Spiroudome de Charleroi, Charleroi, Belgio, cemento, indoor).

Belgio: David Goffin, Steve Darcis, Joris de Loore, Ruben Bemelmans.

Italia: Fabio Fognini, Andreas Seppi, Paolo Lorenzi, Simone Bolelli

Lo Spiroudome de Charleroi fu teatro del primo titolo di Fed Cup per l’Italia. I precedenti vedono avanti gli azzurri per 5-3 con i belgi che si sono importi nell’ultimo scontro a Venezia nel 2000. I nostri avversari (finalisti nel 2015) hanno già estromesso dalla competizione i tedeschi che avevano nelle loro fila elementi validissimo come i fratelli Zverev e Kholschreiber. Occhio al talento di David Goffin (n. 12 del mondo) e alla grinta di Steve Darcis, che in Coppa Davis si trasforma.

AUSTRALIAN vs USA (Pat Rafter Arena, Brisbane, Australia, cemento, outdoor)

Australia: Nick Kyrgios, Jordan Thompson, Sam Groth e John Peers

USA: Jack Sock, John Isner, Sam Querrey e Steve Johnson.

Record di confronti fra queste 2 nazioni che si sono sfidate ben 46 volte stabilendo il record per la Coppa Davis (26 vittorie per gli USA). A dispetto della grande tradizione tennistica, i top player saranno solo Nick Kyrgios e Jack Sock, unici 2 tennisti della top 20. Gli Stati Uniti hanno approfittato dell’assenza di Federer e Wawrinka nello scorso turno, ma hanno un team di tutto rispetto e saranno pronti a sfruttare il servizio dei propri atleti su una superficie veloce, sarà battaglia a suon di ace con Kyrgios e Groth. Out ancora Kokkinakis, fermo ormai da un anno.

 

FRANCIA vs GRAN BRETAGNA ( Kindarena, Rouen, Francia terra, indoor)

Gran Bretagna: Kyle Edmund, Dan Evans, Dominic Inglot e Jamie Murray.

Francia: Lucas Pouille, Gilles Simon, Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert.

La Gran Bretagna, vincitrice del titolo nel 2015, è priva di Andy Murray, fermo ai box per un problema al gomito, ne potranno approfittare i francesi, favoriti nonostante le assenze di Gasquet (ko per appendicite)e Tsonga (da poco diventato per la prima volta papà). Noah forse dovrà rinunciare anche a Gael Monfils (per ora incluso nelle riserve).

 

SERBIA vs SPAGNA (Aleksandar Nikolic Arena, Belgrado, Serbia, cemento, indoor)

Serbia: Novak Djokovic, Victor Troicki, Dusan Lajovic, Nedad Zimonjic.

Spagna: Pablo Carreno Busta, Albert Ramos, Marc Lopez, Marcel Granollers

Sarebbe potuto essere Djokovic vs Nadal, ed invece il maiorchino ha dichiarato di voler tutelare la sua salute con un ginocchio già ballerino “Per me sarà praticamente impossibile giocare. Devo tutelare la mia salute. Con il ginocchio nelle mie condizioni non riesco a sopportare cambi drastici di superficie.”. Nole sarà supportato da Troicki, Lajovic e dallo specialista di doppio Zimonjic.

Nella formazione titolare scelta da Conchita  Martinez  non  figurano Roberto Bautista Agut, Feliciano Lopez, Fernando Verdasco ed il veterano David Ferrer. Gli spagnoli proveranno a raggiungere la prima semifinale in Coppa Davis dal 2012.

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Il Napoli passa ad Empoli e insegue la Roma

Il Napoli passa ad Empoli e insegue la Roma

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Prima della sosta per le nazionali, nel lunch-match il Napoli passa ad Empoli e fa suo il bottino dei tre punti, facendo sentire il fiato sul collo ai giallorossi che, all’Olimpico, vincono il posticipo contro il Sassuolo. Invariata la classifica nelle prime posizioni: la Juve, a quota 73, incrementa punti in vetta, seconda la Roma a 65 e terzo il Napoli a 63, con due punti di distacco. Al Castellani, per gli azzurri, arriva la prima vittoria contro la squadra toscano: una vittoria, tra l’altro, messa a rischio nel secondo tempo in cui gli uomini di Sarri, si sono fatti rimontare di due reti, costringendosi ad un finale sugli scudi per evitare il pareggio. Emblematiche le parole del Capitano a fine gara su quanto accaduto in campo “Così non andremo da nessuna parte, è pazzesco dominare una partita per poi rimetterla in discussione in questo modo”. Diretto e pragmatico Marek Hamsik, che ha ribadito le stesse parole negli spogliatoi dove sembra esserci stata un po’ di discussione in merito l’andamento della gara.

Le formazioni – Empoli: Empoli: Skorupski, Laurini, Bellusci, Costa, Pasqual, Krunic, Diousse (71′ Jose Mauri), Croce (86′ Di Marco), El Kaddouri, Thiam, Pucciarelli (68′ Maccarone)
Napoli: Reina, Hysaj, Chiriches, Albiol, Ghoulam, Allan, Jorginho (62′ Diawara), Hamsik, Callejon, Insigne (77′ Giaccherini), Mertens (83′ Milik)
In campo – Sarri ripropone l’attacco dei “piccoletti” e tanta fiducia viene subito ripagata: è appena il 6’ di gioco quando Costa atterra Mertens e per l’arbitro è subito rigore. Il belga va sul dischetto degli undici metri, ma questa volta il suo tiro poco preciso non trova fortuna, perché Skorupski ci arriva col piede e devia. Nulla di fatto, si resta sullo 0 a 0. Al 19’, però, ci pensa Insigne a metterla dentro con un destro in area empolese: è il vantaggio azzurro, 1 a 0. Al 23’ punizione per il Napoli, pronto a batterla è Mertens che con una punizione sublime centra l’incrocio dei pali, lasciandosi subito alle spalle il rigore sbagliato: è 2 a 0. Al 37’ ancora rigore per il Napoli per un fallo di Pasqual su Callejon, questa volta dagli undici metri va Insigne che non sbaglia, centrando un’altra doppietta: è 3 a 0. Il Napoli deve solo amministrare nel secondo tempo, ma si perde ed al 70’ subisce il gol dell’ex con El Kaddouri su punizione. All’81’ rigore per l’Empoli per un fallo di Ghoulam: Maccarone lo mette dentro per il 3 a 2. I minuti finali sono un arrembaggio sfrenato: il Napoli resiste fino al 94’, quando Damato da il triplice fischio. Arriva la prima vittoria per i napoletani al Castellani.

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