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The Devil’s Candy: il Diavolo non veste Metal!

The Devil’s Candy: il Diavolo non veste Metal!

di Danilo Piscopo

Quante volte abbiamo sentito dire: “Il Rock è la musica del  Diavolo!”Molto spesso si associa uno spirito occulto alle sonorità cupe, misteriose ed emotive che la musica Rock trasmette nei suoi dischi. E’ diventato uso comune abbinare l’immagine del solito caprone rabbioso (666) ai gruppi Metal più estremi e loro non sembrano disprezzarlo. The Devil’s Candy mette un freno a questa diceria e sembra urlare a squarciagola: “Noi non siamo il Diavolo!”

Infatti l’australiano Sean Byrne (Regista della pellicola) ci tiene a sottolineare, a differenza del suo famosissimo collega Rob Zombie che nel film Lords of Salem usa un motivetto industrial rock per richiamare all’ordine l’esercito di streghe assopite, come in realtà la musica sia l’unica salvezza alla follia delle tenebre. Uno squattrinato pittore metallaro, Jesse Hellman, decide di comprare casa insieme alla moglie e alla figlia adolescente Zooey (metallara a sua volta) in campagna, nella periferia di Austin in Texas. L’abitazione gli viene venduta ad un prezzo stracciato, in quanto fra quelle mura sono morte due persone anziane. Da quel momento in poi, Jesse, inizierà a dipingere quadri grotteschi raffiguranti bambini urlanti fra le fauci di un mostro famelico e tra i soggetti inquietanti del quadro, compare anche sua figlia avvolta dalle fiamme. Nello stesso momento, a fare visita alla “tranquilla” famigliola felice, è uno strano uomo calvo e sovrappeso di nome Ray, che tenta in ogni modo di intrufolarsi all’interno della casa.

Chiariamo subito che si sta parlando di un film di genere, in questo caso un thriller-horror, che funziona benissimo. Sean Byrne dimostra fin da subito di essere a suo agio alla regia di un film fatto di lunghe sequenze e scene di vita familiare cariche di tensione e angoscia. Se il  jumpscare è diventata l’unica difesa per registi mediocri di pellicole mediocri di questo genere, Byrne decide da subito di distaccarsene e fregarsene delle ombre che passano veloci sullo schermo e la musica sparata a tutto volume, non è fatta di questo la sua regia, ma bensì di montaggio e particolari. Un film quadrato, come si usa dire, che regala allo spettatore novanta minuti di tensione fino all’esplodere di un finale quasi da pelle d’oca (almeno per gli amanti della musica).

Ed è sicuramente la musica a fare da padrona nel film, con una playlist di tutto rispetto che va dai Metallica, Queen of the Stone Age e i Pantera. Bellissimi, inoltre, sono i dipinti di Jesse che restituiscono al film quell’anima dark e malinconica, presente già negli occhi di un eccezionale Ethan Embry (Jesse per l’appunto) e di un formidabile Pruitt Taylor Vince. Bravissima anche la piccola Kiara Glasco che abbiamo già potuto ammirare in Maps to the Stars di David Cronenberg.

Ovviamente il film, di stampo indipendente, ci è arrivato con ben due anni di ritardo e come al solito bisogna ringraziare la Koch Media per la distribuzione nel nostro paese. Sono sicuro di una cosa: The Devil’s Candy non deluderà lo spettatore amante del buon cinema di genere e che premierà il caro Sean Byrne che sembra, almeno con questo film, promettere bene anche per il futuro.

Voto: 4/5 stelle

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Dunkirk: l’eterno limbo di Nolan

Dunkirk: l’eterno limbo di Nolan

di Danilo Piscopo

Esistono film di guerra e film che parlano della guerra. Si potrebbe quasi tracciare una linea verticale sulla  lavagna del cinema e spostare i film, che trattano di questo argomento, nella loro giusta colonna. Vorrei prendere come esempio soltanto due: Salvate il soldato Ryan e Orizzonti di Gloria. E mi sembra di aver detto già tutto.

Dunkirk è uno di quei film, secondo il mio parere, sospesi in un eterno limbo, come il finale di Match Point:  non sapremo mai da quale parte della linea si posizionerà il film. L’elemento visivo, ovviamente, fa da padrone in quanto Nolan è un maestro della sobrietà spettacolare, mai eccessivo nel mettere troppa roba nell’inquadratura da confondere lo spettatore che non sa mai dove guardare. Sorprendente (almeno per me) è stato l’uso del sonoro. Infatti sembra che Hans Zimmer in questo film si sia finalmente trattenuto e quel Mammut composto da massimo due note si sia in qualche modo assopito, addormentato per lasciare spazio ad una colonna sonora a tratti quasi minimale.  Un inizio spettacolare, girato con telecamera a spalla (si fa per dire, dato che ormai al cinema non trema quasi più niente) che segue uno dei protagonisti in un labirinto di stradine e vicoli, inseguito da pallottole che sembrano venir fuori dal nulla, fino al suo arrivo in spiaggia. Un inizio che sa di speranza, di buoni propositi per l’anno nuovo. Ma è solo l’inizio e di lì in poi la storia inizia ad ingarbugliarsi. Nolan decide che lo svolgimento del film dovrà essere ripreso da punti di vista differenti: terra, mare e cielo (come i reparti militari) e quindi i protagonisti diventano essenzialmente tre, più la partecipazione di  Kenneth Branagh, capitano della flotta inglese, che per tutto il film non fa altro che dispensare frasi retoriche e ad effetto. Un giochino, quello dei punti di vista, che dopo un po’ stanca e che rende il tutto confuso e difficile da seguire con chiarezza. Sarebbe stato più logico focalizzarsi sul solo punto di vista interessante della storia, quello del  soldato protagonista inglese Tommy che ne passa di tutti i colori. Il resto delle storie risultano un po’ forzate e a tratti inutili, come quella di Tom Hardy (non me ne vogliate).

Personalmente i miei timori erano tutti riposti nel finale, ancora sotto shock per la seconda parte approssimativa e deludente (a tratti ridicola) di Interstellar, fortunatamente con Dunkirk la cosa tende a migliorare, a fatica, ma migliora. Tecnicamente, in fondo, Dunkirk resta un film interessante, nonostante le estenuanti riprese di affondamento di navi, che dapprima incutono allo spettatore un senso di claustrofobia, ma che subito dopo diventano soltanto un copia e incolla senza alcun coinvolgimento emotivo. Altra cosa interessante è la angosciosa assenza/presenza di un nemico, che quasi come un fantasma (o comunque un elemento soprannaturale) sbuca dal cielo con rombo di motori assordante  lasciando lo spettatore inerme al pericolo incombente.

Dicevo che il finale stavolta non è certamente paragonabile a quello in Interstellar, ed è vero. Ma Nolan non ha voluto risparmiarci la solita assurda scena che puntualmente inserisce nei suoi film. Se per The Dark Knight tutti hanno ipercriticato la scelta di un Alfred attore per lo spot della Fernet Branca, diventando un Meme per l’eternità, qui, non con minor sorte, la scelta cade su un soldato che nel bel mezzo della battaglia pare si sia addormentato! per poi risvegliarsi, chiamato da Branagh, che gli suggerisce di ridestarsi  per non perdere la nave verso casa. Una scena che personalmente mi ha fatto rabbrividire e allo stesso tempo ridere fino a farmela nei pantaloni. Sarà voluta la scenetta comica? Chissà!

Credo che Nolan regista, sceneggiatore e produttore inglese, quindi europeo, sia nel corso di questi anni diventato fin troppo “americano” come direbbe Stanis La Rochelle, e che questo film, omaggio alla sua madre patria (presumibilmente) meritasse un approccio molto più europeo, per l’appunto. I misurati ma eclatanti effetti speciali, una regia barocca con eccessivi movimenti di macchina e una retorica tipica della scuola americana (quella delle Major almeno) rendono questo film, che poteva essere molto più interessante, una semplice pellicola d’intrattenimento, un blockbuster come tanti, ma con più stile. I fans si arrabbieranno molto per queste parole, ma spesso si tende ad esaltare le doti di un regista fino a credere che qualsiasi cosa produca possa essere in qualche modo arte, questo è il caso di Nolan, che resta, in ogni caso, uno dei migliori intrattenitori del panorama cinematografico contemporaneo, niente di più niente di meno.

Voto: 3/5 stelle

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Marianna Liguori, il nuovo astro nascente del cabaret all’ombra del Vesuvio

Marianna Liguori, il nuovo astro nascente del cabaret all’ombra del Vesuvio

Per molti è già il nuovo astro nascente del cabaret. Reduce dalla vittoria nella categoria “Volto nuovo” al Festival di Castrocaro, Marianna Liguori, in arte Mary Colt, si prepara a raccogliere altri successi. Dopo aver sbaragliato la concorrenza nella kermesse che si svolge ogni anno nella cittadina romagnola, l’attrice comica si prepara a tornare sul palco con “Zappatore” che la vedrà in scena al Trianon con Francesco Merola per la regia di Bruno Garofalo e la direzione artistica di Nino D’Angelo, ma anche al debutto nel nuovo spettacolo scritto e diretto da Maurizio Casagrande.

Attrice e doppiatrice, la Liguori ha avuto come maestri Carlo Cerciello, fondatore del Teatro Elicantropo e Antonio Casagrande. Nata a Scafati 30 anni fa, ha vissuto per 20 anni a Catanzaro ed oggi vive a Napoli. A Castrocaro ha vinto con un esilarante sketch sulle manie del popolo calabrese. «Il pezzo – spiega – è un testo che ho maturato e completato in tre anni, studiando e approfondendo la tematica del lamento che si traduce in un unico concetto che è “Beata a tia”, interpretando una classica telefonata tra due calabresi che si conclude con la morte di uno dei due».

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Coroglio, riapre la rassegna «Live in Garden» con Francesca Fariello

Coroglio, riapre la rassegna «Live in Garden» con Francesca Fariello

NAPOLI – Pausa estiva finita al Beer Garden in via Discesa Coroglio 34. Ritornano gli appuntamenti della rassegna “Live in Garden”, curata nella direzione artistica da New Reel Records. La riapertura del cartellone è affidata, venerdì 1 settembre, alle 22.30, a Francesca Fariello, accompagnata sul palco da Domingo Colasurdo (batteria), Davide Castronuovo (basso) e Rosario Pellegrino (chitarra).

La cantautrice e rocker partenopea proporrà, oltre ad alcune cover di classici del rock riarrangiati, i brani contenuti nei suoi due lavori discografici, “Sakura no Nikki” e “ZerO”, che hanno riscosso, nel tempo, ottimi consensi di pubblico e critica.

Nell’album “ZerO” compaiono collaborazione importanti e internazionali, come quelle del batterista britannico Charlie Morgan (già con Elton John, Tina Turner, Paul McCartney, Gary Moore) e del drummer statunitense Poogie Bell (David Bowie, Erykah Badu, Marcus Miller).

Attualmente Francesca Fariello – che quest’estate, oltre ad aver partecipato al concerto del I maggio in piazza Dante a Napoli e al Meeting del Mare di Marina di Camerota, ha aperto il concerto di Mario Venuti a Castel Sant’Elmo – sta lavorando contemporaneamente a diversi progetti artistici, tra cui l’ideazione e la realizzazione di nuovi lavori discografici.

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Musica e Arte a Villa San Michele 

Musica e Arte a Villa San Michele 

NAPOLI – Week end ricco di eventi a Villa San Michele, la splendida casa museo del medico e scrittore Axel Munthe ad Anacapri. Due gli appuntamenti da segnare in agenda per gli appassionati di musica e di arte.

Dopo il grande successo dell’ultimo concerto, che ha visto il tutto esaurito in ogni ordine di posto, venerdì 4 agosto alle ore 20,00, protagonista della rassegna “Concerti al Tramonto 2017” sarà il pianista italiano Carlo Guaitoli che, sulla terrazza panoramica, dedicherà alle pagine più famose dei virtuosi compositori Chopin e Liszt la sua esibizione. Il musicista, originario di Carpi, dopo il debutto giovanissimo con l’orchestra dell’Arena di Verona, e l’affermazione grazie a primi premi vinti nei concorsi pianistici più prestigiosi, ha svolto un’attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi regolarmente nei più importanti centri italiani ed europei, in Giappone, Stati Uniti, Canada, Israele, Cina, Sud Africa. Da oltre vent’anni è stretto collaboratore di Franco Battiato; al suo fianco ha registrato numerosi dischi sia come pianista che come direttore alla guida di prestigiose orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra e l’English Chamber Orchestra.

Il giorno successivo, sabato 5 agosto, alle ore 18,00, nelle sale interne del Café Casa Oliv, sarà inaugurata la personale delle opere dell’artista svedese Anneli M Fluhr, intitolata “Diving what surfaces to pass through”, organizzata dalla fondazione Axel Munthe. L’esibizione presenta un totale di 10 opere, divise tra sculture e lavori grafici, pezzi unici che l’artista –  famosa per le sue ispirazioni legate al mondo fantasy minimalista – ha realizzato, lasciandosi influenzare dalla bellezza seducente di Villa San Michele. La mostra, sarà aperta fino al 20 agosto, tutti i giorni, dalle ore 9,00 alle ore 18,00. Il prezzo del biglietto (8,00 €) include l’ingresso e la visita al museo e al giardino di Villa San Michele.

La rassegna di eventi, ospitati nella residenza svedese, circondata dal giardino più bello d’Italia, diretta dal Sovrintendente Allan Klynne, è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo concerti € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria mezz’ora prima o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Per chi viene da Napoli vi è la possibilità di rientro con l’ultima corsa marittima.
Per informazioni: tel. 081.8371401 www.villasanmichele.eu

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#Modamusica 2017 alla Reggia Designer Outlet

#Modamusica 2017 alla Reggia Designer Outlet

NAPOLI – Proseguono gli appuntamenti gratuiti di #ModaMusica 2017, la rassegna estiva che ha unito, negli spazi de La Reggia Designer Outlet di Marcianise (CE), performance live, dj set, relax e shopping. Per il ciclo “Venerdì in jazz”, il 4 agosto alle 19.30, in Lounge Area (Piazza delle Palme), il calendario continua con Mario Nappi 4et in “Soul Meets Jazz”. Mario Nappi al pianoforte, insieme ad altri due giovani musicisti, Corrado Cirillo al contrabbasso e Luca Mignano alla batteria, incontrano la vocalist Lucia Vollero per un progetto in quartetto che fonde sonorità soul con influenze jazz e swing. Una performance giovane, di fresca percezione, dalle geometrie improvvisative che attingono al linguaggio del jazz afroamericano, riportandolo ai giorni nostri con una certa naturalezza e maturità. Il risultato finale è un continuo sincretismo tra tradizione afroamericana, partenopea e modernità.

Sabato 5 agosto, alle 19.30, sarà l’eleganza di Lunare Project a caratterizzare l’appuntamento estivo con un set a quattro mani che vedrà in console Elisabeth e Lupo di Mare. Algida e dagli occhi di ghiaccio. Sguardo ammaliante e impavido. Il dj set della guest Elizabeth richiama le atmosfere intime e contrastanti dell’ampio universo musicale di Radio Yacht. L’ambientazione è perfetta per un appuntamento dedicato al fascino e al glamour del mondo della moda con il brand “Lunare project” protagonista esclusivo degli happy hour più cool e dal respiro internazionale. Con Lupo di Mare, set di musica e stelle. La combinazione armoniosa tra suono e natura, uomo e mare. Giovanissimo selector, dj sulle coste e sulle barche che, insieme alla musica, sono sempre stati i suoi luoghi naturali. Intuito raffinato nella combinazione di musica e ambiente. Una performance nata per accompagnare il rituale del tramonto in ogni stagione e per svelare i misteri della notte, introducendo in modo sofisticato tutti i contesti: il club, la discoteca, gli eventi, il business breaks.

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La Reggia Designer Outlet, doppio appuntamento nel segno della musica

La Reggia Designer Outlet, doppio appuntamento nel segno della musica

NAPOLI – Un doppio appuntamento nel segno della musica d’autore a La Reggia Designer Outlet per #ModaMusica 2017.

Peppe Servillo & Solis String Quartet

Venerdì Pietro Condorelli, milanese di nascita e napoletano di adozione, è una delle più autorevoli firme del jazz italiano. Al suo fianco, per il live al Centro McArthurGlen di Marcianise (CE) si esibiranno la cantante Simona Boo, che si alterna in prestigiosi progetti tra jazz e bossa nova con il ruolo di corista dei 99 Posse, la flautista Francesca Masciandaro, il contrabbassista Domenico Santaniello e il batterista Claudio Borrelli. Un quintetto pieno di energia e tecnicamente raffinato per uno spettacolo, che va oltre il concetto tradizionale di concerto jazz e che nasce dalla voglia di trasmettere nuove emozioni e sensazioni.

Pietro Condorelli Jazz Ideas and Songs

Subito dopo l’esibizione di Pietro Condorelli, la serata continua con il concerto di Peppe Servillo & Solis String Quartet, che recuperano l’evento del 17 giugno, annullato a causa del temporale. A distanza di tre anni dall’uscita di “Spassiunatamente”, che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo e i Solis String Quartet affrontare con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, la scorsa estate arriva “Presentimento”, la naturale prosecuzione di un progetto che si rivela uno straordinario viaggio all’interno di un immenso panorama musicale. Da Gil a Viviani, da E.A. Mario a Cioffi/Pisano, da “Scalinatella” a “Mmiez ’o grano” a “M’aggia curà”, la lista di autori e canzoni si inseguono e si incastrano con rigore regalando uno spettacolo a 360° che tocca musica e teatro.

Completano la proposta performance jazz Daniele Scannapieco Trio (28 luglio), Mario Nappi 4et (4 agosto) e Giulio Martino 4et (11 agosto).
Il sabato spazio ai dj set Nameless Lounge (Universal).

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Note jazz firmate Daniel Karlsson Trio per

Note jazz firmate Daniel Karlsson Trio per

NAPOLI – Venerdì 14 luglio alle ore 20 ritorna il jazz made in Sweden a Villa San Michele. La rassegna Concerti al Tramonto ospiterà sulla terrazza panoramica la band che ha fatto dell’improvvisazione e della creatività il segno distintivo della propria arte, osannata in tutta Europa: Daniel Karlsson Trio.

La formazione, capitanata dal pianista Daniel Karlsson, è composta dal contrabbassista Christian Spering e dal batterista Joakim Ekberg. Dal loro debutto, avvenuto nel 2013, una inarrestabile carriera costellata da premi e riconoscimenti, tra cui un Grammy svedese nel 2015. Grazie alla loro fiorente attività, che li ha portati alla pubblicazione di ben 4 album, ultimo dei quali, il recente “Ding Dong”, il gruppo ha girato tutta l’Europa, ottenendo critiche lusinghiere e distinguendosi come una band capace di sperimentare, superando i confini contemporanei del suono. Una musica “estroversa”, con evidenti influenze derivate dal jazz anni ’60, dal soul e dal pop, ma anche con una chiara sfumatura nordica.

La rassegna Concerti al Tramonto 2017, che si avvale anche quest’anno della consulenza musicale del pianista svedese Love Derwinger, e che fino al 18 agosto, ogni venerdì, metterà in scena artisti dal repertorio classico, jazz e contemporaneo, è organizzata dalla Fondazione Axel Munthe, con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo concerti € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria mezz’ora prima o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Per chi viene da Napoli vi è la possibilità di rientro con l’ultima corsa marittima. Per informazioni: tel. 081.8371401 www.villasanmichele.eu

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Week end in musica a La Reggia Designer Outlet

Week end in musica a La Reggia Designer Outlet

A La Reggia Designer Outlet arriva uno dei week end più attesi dello straordinario programma #ModaMusica 2017. Sabato 15 luglio, dalle 18 alle 22, in Piazza delle Palme spazio all’esplosione di suoni, colori e immagini di Love Supreme Festival, l’evento culto dell’estate inglese. Al centro McArthurGlen di Marcianise (CE), sarà la crew di vj di Antica Proietteria a miscelare gli art video made in UK con i brani della playlist global ufficiale di Love Supreme Festival.

Fabio Concato

Fabio Concato

Domenica 16 luglio, alle 19, Fabio Concato feat. Paolo Di Sabatino Trio apre il calendario di concerti jazz. In Piazza delle Palme arriveranno i suoni di “Gigi”, lavoro discografico che arriva sul mercato a maggio di quest’anno, a 5 anni di distanza dall’ultimo “Tutto qua” (2012). Un disco con cui Fabio Concato celebra i suoi 40 anni di carriera, reinterpretando in chiave jazz alcune delle sue più famose canzoni, con la complicità di Paolo Di Sabatino (arrangiamenti, piano), Marco Siniscalco (basso) e Glauco Di Sabatino (batteria). La collaborazione tra Fabio Concato e Paolo Di Sabatino inizia nel 2011, quando Di Sabatino invita Concato a partecipare al suo album “Voices”, non facendosi sfuggire l’occasione di proporgli di rivisitare una manciata di suoi successi e di vestirli con arrangiamenti e sonorità vicine al jazz acustico. Un’idea che oggi si concretizza in “Gigi”, un disco straordinario e un live sublime, costruito con i più grandi successi di Concato. In scaletta, per la performance live a La Reggia Designer Outlet, ci sono le celebri “Ti ricordo ancora”, “È festa”, “Sexy tango”, “Gigi”, “Stazione nord”, “Fiore di maggio”, “Tienimi dentro te”, “Buonanotte a te”, “Tornando a casa”, “Ti muovi sempre”, “La nave”, “Quando arriverà”, “La mia macchina”, “Rosalina”.
Venerdì 21 luglio, alle 19, doppio appuntamento con il live d’autore. In Piazza delle Palme si esibiranno Pietro Condorelli in Jazz Ideas & Song e, immediatamente dopo, Peppe Servillo & Solis String Quartet (che recuperano la data rinviata il 17 giugno scorso, causa maltempo). Completano la proposta performance jazz Daniele Scannapieco Trio (28 luglio), Mario Nappi 4et (4 agosto) e Giulio Martino 4et (11 agosto).
Il sabato spazio ai dj set Nameless Lounge (Universal).

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Al Rangio Fellone torna la dolce vita

Al Rangio Fellone torna la dolce vita

NAPOLI – Nello storico O’ Rangio Fellone sull’iscola verde tutti re e regine per una notte: domani rivive l’atmosfera della dolce vita ischitana. La mitica rotonda cantata da Fred Bongusto, ospita il gran galà sul mare con gli attori, le attrici, i vip, i noti imprenditori protagonisti dell’Ischia Global Fest 2017. Il grande evento voluto da Eugenio Ossani, nella baia del Grand Hotel Punta Molino, trasporterà le star di Hollywood negli anni ’50 e ’60, quando nasceva O’ Rangio Fellone, suggestivo locale sul mare ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise. Un piccolo angolo di paradiso sotto i pini, in riva al mare, la luna, scenario ideale per la sua voce e le note struggenti della sua chitarra. Poi arriva Angelo Rizzoli, O’ Rangio Fellone e l’Isola d’Ischia sono famosi in tutto il mondo, cantanti, attori americani, registi, volti noti sono di casa. E a rendere quell’atmosfera indimenticabile troviamo Roberto Murolo, Bruno Martino e Nicola Arigliano, ma anche due giovani interpreti dell’epoca: Fausto Cigliano e Peppino Di Capri.

Il Galà ispirato alla dolce vita ischitana celebra cinema e mondanità, come ai tempi dell’amore litigioso tra Liz Taylor e Richard Burton che giravano a Ischia il film Cleopatra. Una festa glamour che ricorda l’isola dei pensieri estivi di Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia ed Elsa Morante, Renato Guttuso e Pablo Neruda. L’isola di Luchino Visconi che confinava Helmut Berger nella sua Colombaia. Al Rangio Fellone sono attesi tanti ospiti italiani e internazionali, attori, registi, per rendere omaggio all’isola verde e a Luciano Pavarotti, a cui è dedicata la quindicesima edizione del Global Fest, a dieci anni dalla sua scomparsa. Il 12 luglio è prevista anche la proiezione speciale di ‘Yes Giorgio’ il film musicale di Franklin J. Schaffner dove compare Pavarotti attore e una sezione speciale del festival intitolata ‘Pavarotti al cinema’, con le immagini delle sue performance e i tanti contributi che ha dato a produzioni cinematografiche e televisive. C’è grande attesa nella baia Punta Molino, davanti al Castello Aragonese, per il Galà al Rangio Fellone, luogo ricco di storia, che è tornato ad animare le notti ischitane. Negli anni scorsi hanno partecipato anche Jeremy Irons, Riccardo Scamarcio, Tim Robbins, Antonio Banderas special guest anche stavolta, Valeria Golino, Lucrezia Lante Della Rovere e tanti artisti di fama internazionale. Durante la serata saranno premiati: Renato Carpentieri, Serena Rossi, Andrea Iervolino and Lady Monika Bacardi, musica live con Clementino.

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