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La parole sono pietre, non “Bolle” di sapone

La parole sono pietre, non “Bolle” di sapone

Clochard al riparo in metropolitana

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Avremmo voluto vedere quei clochard dentro il teatro San Carlo, coperti da questo freddo infernale per loro che non hanno un tetto, ma erano fuori. Sono stati molti gli aiuti che il Comune di Napoli ha offerto a queste persone, ma bisogna fare di più. Le parole di Roberto Bolle mi hanno amareggiato. Il degrado è altrove. E’ vedere una società in recessione e riscontrare che la classe dirigente non si occupa di una politica di sviluppo. E’ riscontrare che la precarietà esiste ancora per persone oltre i 40 anni. E soprattutto verificare un’insensibilità gratuita e fuori luogo che non aiuta la società a progredire.

Il ballerino cerca di rimediare, facendo sparire foto e tweet. “Il web non è scritto a matita, ma a penna”. Le sue parole si sono diffuse come un virus.

Il Sindaco De Magistris, ricorda “le azioni intraprese per i senza fissa dimora”. Nessuna polemica, solo la rendicontazione momentanea di quello che è stato fatto fino ad oggi. L’orgoglio di alcuni napoletani è evidenziato in alcune affermazioni sul social network: “Napoli non può essere offesa da chi non è napoletano, anche perché -  continua nel suo post, questo degrado sta ovunque”. Per il popolo del social network dunque la condanna a queste affermazioni, non resta che associarci.

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Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!

Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!

NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  E’ stata una disfatta per l’inter, che viene umiliata per 4-0 dalla Roma. È una Caporetto per i colori neroazzurri, una sconfitta senza se e senza ma, netta, dolorosa, senza orgoglio. Anzi, gli interisti fanno di tutto per porre anche l’altra guancia, dalle scelte no-sense di Ranieri che sul 2-0 toglie Pazzini ed inserisce il quinto centrocampista, “perché soffrivamo l’uomo in meno a centrocampo”, e nell’arco di 90’ si affaccia dalle parti di Stekelemburg soltanto una volta, con un azione solitaria di Milito. La Roma ha dominato in lungo ed in largo, ed è sembrata troppo bella per esser vera, dopo la cattiva prestazione di Cagliari. La partita si è sbloccata all’11 con il colpo di testa di Juan da calcio d’angolo, poi il raddoppio di Borini al 40’. Il secondo tempo è stata una lunga agonia per i tifosi neroazzurri, e una goduria per quelli giallorossi con la terza rete di Borini,alla prima doppieta personale,  e nei minuti finali la bella rete di Bojan, complice una difesa interista imbambolata.

Concause: “Quel Pasticciaccio brutto de Corso Vittorio Emanuele” è un rifacimento del titolo del romanzo di Carlo Emilio Gadda, per chi non lo sapesse è il luogo dove ha sede la società dell’inter a Milano. Anche in questa partita ci sono delle “concause”  per un 4-0 che fa male ben oltre il risultato.  La difesa, tanto elogiata nelle sette vittorie consecutive, è ritornata ad essere un colabrodo; ma se solitamente si cerca un colpevole, come Ranocchia col Palermo, stavolta ha l’intera squadra nel mirino. Se Ranieri schiera un centrocampo come schermo protettivo per le avanzate giallorosse, con Zanetti, Cambiasso, Obi e Palombo, ci si chiede chi tra loro sia capace di supportare le punte, che anche stavolta hanno sofferto di solitudine nel gelo del pomeriggio romano. Sotto accusa quindi ci va il tecnico per le  scelte sbagliate e per cambi suicidi e arrendevoli. Nel groviglio neroblù il peso maggiore ricade però sempre su coloro che dall’alto hanno plasmato, col calciomercato, questo gruppo di calciatori. Il Presidente Moratti ha chiuso il rubinetto degli investimenti per rientrare nei parametri decisi da Platini del Fair Play finanziario, e le conseguenze si vedono tutte. E come nel romanzo di Gadda, che si conclude in un finale irrisolto in quanto non si conosce il colpevole dell’omicidio di Via Merulana, anche nel Pasticciaccio neroazzurro non si comprendono progetti e intenzioni di una società che, dalla vittoria del Triplete, ha perso il bandolo della matassa e fatica affannosamente a ritrovarlo.

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Pareggio senza emozioni a San Siro

Pareggio senza emozioni a San Siro

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Il gelo che ha invaso l’Italia porta scompilglio anche in campionato; allora, a causa delle basse temperature registrate in questi giorni su tutta la penisola, la decisione è quella di giocare tutti alle 15:00 del pomeriggio. Il Napoli è ospite del Milan, dove a si gioca a –3 gradi. Sarà il freddo siberiano o il pensiero del turno infrasettimanale per conquistare un posto alla finale di Coppa Italia, fatto sta che a San Siro va in scena una partita anonima, senza emozioni, dove alla fine dei 90’ minuti, c’è da registrare esclusivamente il brutto gesto di Ibrahimovic ai danni di Aronica, che costa l’espulsione allo svedese e tre giornate di squalifica. Un Napoli che non sa approfittare della superiorità numerica e di un Milan nella sua peggiore prestazione dell’anno. Un Napoli che porta a casa un altro pareggio e resta a –10 dalla zona Champions. Triste inizio di un 2012, in cui i tre tenori non riescono più ad incantare come prima, mentre la forza motrice della squadra diventa la grinta di uomini come De Sanctis o Aronica, dai nomi meno altisonanti ma con carattere da vendere!
Le formazioni – Milan: Abbiati (1′ st Amelia), Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini, Emanuelson, van Bommel, Nocerino, Seedorf (31′ st Ambrosini), Robinho (41′ st Maxi Lopez), Ibrahimovic.
Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica (36′ st Pandev), Maggio, Gargano, Dzemaili (30′ st Inler), Zuniga, Hamsik, Lavezzi, Cavani.
In campo – Nuova filosofia per Mazzarri “Gioca solo chi sta in forma”; allora fuori un appannato Inler per il più lucido Dzemaili; sulla sinistra dentro Zuniga per Dossena. Ne Milan tra varie indisposizioni, Allegri si affida a Ibrahimovic per conquistare i tre punti necessari per la lotta scudetto. Parte bene il Napoli con Lavezzi e Dzemaili a creare spunti ed insidie in casa Milan; per i rossoneri risponde Seedorf che ci prova dalla distanza, De Sanctis para. Al 10’ è Cavani a tirare, ma il suo destro è alto. Il Napoli inizia a preoccupare gli uomini di Allegri: prima Lavezzi pesca Cavani su calcio d’angolo ed è un rossonero a salvare sul primo palo; poco dopo ed Hamsik ad avere una ghiotta occasione, ma Abbiati si oppone con i pugni. Al 22’ clamoroso Lavezzi, che non approfitta di un erroraccio della difesa milanista e manda la palla fuori. Al 26’ è Nocerino a far tremare la difesa azzurra, l’arbitro però, ferma il milanista per fallo di mano. Al 28’ magia di Ibrahimovic che passa a Robinho, pronto Aronica, uno dei migliori in campo. Nel finale del primo tempo capovolgimenti di fronte, ma si va negli spogliatoi sullo 0 a 0. Riprende la gara e Robinho sbaglia un gol fatto; solo in area, porta vuota, destro fuori. Al 7’ si risvegliano gli azzurri e arrivano i vecchi contropiedi micidiali: Cavani pesca Zuniga che trova Hamsik, interrompe Thiago Silva. Al 12’ Noverino per Seedorf , De Sanctis è ben posizionato e blocca. Pochi minuti dopo ancora Ibrahimovic piazza un destro preciso, ma ci arriva De Sanctis. Al 18’ termina la partita per lo svedese; brutto gesto su Aronica, schiaffo al difensore azzurro, il guardalinee vede, l’arbitro estrae il rosso. Il Napoli è in superiorità numerica, ma non sembra sapere gestire l’opportunità presentata; al 24’ Lavezzi crossa una palla per Cavani, che di testa sbaglia clamorosamente. Anche se in dieci i rossoneri reagiscono prima con Silva e poi con Seedorf. Per il Napoli ci prova il neo entrato Inler, al 34’ con un bel sinistro. Negli ultimi minuti è il Milan a rendersi pericoloso con Robinho, De Sanctis compie il miracolo. Finisce 0 a 0, un pareggio che sa di amaro per un Napoli che non è stato in grado di approfittare dell’uomo in più e di costruire azioni pericolose. Intanto lasciano pensare anche le scelte del tecnico, che manda in campo l’uomo più in forma tra gli azzurri, Pandev, solo negli ultimi dieci minuti.
Fuori dal campo – Il capitano azzurro commenta a fine gara la prestazione della squadra a San Siro “Abbiamo fatto una buona gara, il Milan è una grande squadra ma siamo consapevoli che questo periodo difficile per noi deve finire. Il Napoli c’è e lo stiamo dimostrando. Siamo in corsa ancora per la Champions e c’è la Coppa Italia. Il Campionato è quello che dura di più e abbiamo più possibilità di recuperare”. Sull’ espulsione di Ibrahimovic “Me ne sono accorto anche io ma quel che conta è che se ne sia accorta la terna e che abbia subito provveduto”. Mazzarri, invece, commenta così la gara contro il Milan “Buona partita, non dimentichiamoci che avevamo una grande squadra come il Milan. Abbiamo fatto la nostra partita come sempre, purtroppo le gare di coppa e giocando tanto perdiamo lo smalto di un tempo. Oggi quella palla di Cavani sarebbe entrata dentro se il calciatore fosse stato più lucido. In superiorità numerica si rischia soprattutto contro una squadra di valore come quella rossonera, ho provato a vincerla con Pandev ma ci è mancata l’ultima zampata”.

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Medaglie al Merito per le operazioni svolte post – terremoto

Medaglie al Merito per le operazioni svolte post – terremoto

NAPOLI (di Cristina Cipriani) – A oltre trent’anni dal disastro del terremoto che colpì Campania, Basilicata e Puglia nel novembre del 1980, la Fondazione Valenzi ha ospitato presso la sede del Maschio Angioino la Cerimonia di assegnazione a Maurizio Valenzi, Francesco Compagna, Andrea Geremicca e Umberto Siola della Medaglia al Merito per le operazioni svolte durante la ricostruzione del nostro territorio.

In quest’occasione è stato presentato anche un documentario, intitolato “Terremoto 80. La scossa che ha cambiato l’Italia” e prodotto dalla PanamaFilm, il cui scopo, come ha affermato il regista Fabrizio Bancale, non è stato quello di denunciare tutte le attività illecite che si susseguirono, ma di ricordare nel giorno del suo anniversario un evento terribile che ha cambiato tutto il sud Italia.

Presente alla Cerimonia anche l’Assessore Comunale del lavoro, sviluppo, attività produttive, commercio, Marco Esposito, che, dopo aver visto il documentario di Bancale, ha voluto puntualizzare che gli eventi post terremoto dell’Irpinia sono, parafrasando le sue parole, l’espressione di un’incapacità di vivere sociale, degno e che oggi stiamo faticosamente recuperando. È quindi fondamentale continuarne a parlare, ricordando quanti errori sono stati fatti e cercare di non ripeterli, e quante ottime azioni hanno salvato la vita a migliaia di persone gravemente colpite da una disgrazia come un terremoto.

È proprio per questo che il presidente dell’ISPRO, Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile, e l’Onorevole Giuseppe Zamberletti ha ricordato il lavoro di Maurizio Valenzi, con cui, in quel durissimo anno, si è occupato di migliaia di famiglie, speranzose di avere presto un tetto sopra le proprie teste.

Zamberletti ha celebrato anche l’importante attività svolta da figure come Andrea Geremicca, che faceva parte del Comitato politico-operativo e che era abile nell’affrontare i problemi delle quotidiane riunioni, e come il professor Umberto Siola, stretto collaboratore dell’ex Sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi e del Commissario Zamberletti.

Pertanto, arrivato il momento di consegnare le medaglie, a ritirare quella di Maurizio Valenzi ci sono i figli, Lucia e Marco, che la ricevono perché il padre è stato capace di trovare in situazioni critiche soluzioni estreme, come “la sistemazione precaria dei senzatetto nell’area della Fiera d’oltremare; l’avvio e l’esecuzione dell’ordinanza n. 80 che concedeva contributi immediatamente spendibili per il ripristino di alloggi danneggiati, rendendoli abitabili; la realizzazione a Soccavo dell’edilizia prefabbricata leggera”.

L’Onorevole Francesco Compagna è premiato per aver svolto un brillante ruolo di collegamento tra il commissario straordinario e il Governo e a ritirare la medaglia c’è il figlio Luigi invece è Federico Geremicca, figlio di Andrea Geremicca, a ricevere la medaglia del padre. Infine, è Umberto Siola a ritirare la medaglia commemorativa con accanto anche Lucia Valenzi, che ci congeda dicendo che “è importante oggi ricordare e valutare le ombre, ma anche le luci di quel periodo […] ci sono stati volontariato e solidarietà, ma anche collaborazione tra le istituzioni e impegno dei loro rappresentanti”.

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