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Governo Monti, De Magistris: “Un esecutivo in cui non mi riconosco”

Governo Monti, De Magistris: “Un esecutivo in cui non mi riconosco”

Luigi De Magistris

NAPOLI – Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, fa i suoi auguri al presidente del Consiglio Mario Monti e al governo “per il difficile compito”, e aggiunge: “Da sindaco mi auguro che questo governo segua il monito lanciato dal Presidente della Repubblica in occasione della sua visita a Napoli, cioe’ che senza Mezzogiorno non si ha unita’ d’Italia e sviluppo”. Il governo uscente, ricorda de Magistris, “non solo non ha fatto niente per Napoli, ma ha peggiorato la situazione tagliando i trasferimenti”. “Giudichero’ il nuovo esecutivo dai fatti e dai provvedimenti”, aggiunge de Magistris, sottolineando che “e’ un governo nel quale politicamente non mi riconosco, ne’ per come e’ nato, ne’ per come viene sostenuto. A giudicare dalla composizione avrei piu’ di un motivo di essere preoccupato. Anche la maggioranza che lo sostiene e’ impraticabile, salvo che non stiano pensando di costruire un nuovo partito popolare, di centro, di massa, ma mi auguro per il Pd che non sia cosi’”.

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“Insieme a sinistra per costruire la Napoli del futuro”, il congresso del Prc

“Insieme a sinistra per costruire la Napoli del futuro”, il congresso del Prc

NAPOLI – Si terrà a Napoli il 25 e 26 novembre il X Congresso Provinciale di Rifondazione Comunista, dal titolo “Insieme a Sinistra per costruire la Napoli del Futuro”, presso l’Hotel Terminus, Piazza Garibaldi 91. Il 25 novembre i lavori cominceranno alle ore 17.30, mentre il 26 novembre l’inizio è previsto per le ore 9.30 e si proseguirà fino alle ore 19.

“Questo Congresso è un importante momento di confronto interno ed esterno al Partito, una ulteriore occasione di dibattito pubblico su quelli che consideriamo temi imprescindibili della nostra iniziativa politica: lavoro, reddito, sviluppo, diritti e beni comuni”, ha affermato Antonio D’Alessandro, attuale Segretario provinciale P.R.C. di Napoli.

Il 25 novembre dalle 17.30 inizierà il dibattito pubblico con cittadini e cittadine, associazioni, sindacati, esponenti politici e amministratori. I lavori si apriranno con la relazione del Segretario uscente Antonio D’Alessandro a cui seguiranno gli interventi degli ospiti, tra cui: ilSindaco di Napoli Luigi De Magistris, il vicesindaco Tommaso Sodano, i Segretari provinciali di SELIDVPDNAPOLI E’ TUAPdCI e i portavoce dei Verdi e dellaFederazione della Sinistra, sindacalisti della FIOM CGIL e dei Sindacati di Base USB eCOBAS, esponenti delle associazioni LGBTQ e rappresentanti locali delle comunità migranti.

Il 26 novembre, dalle ore 9.30 alle ore 19, si svolgerà il dibattito che impegnerà direttamente i delegati e che sarà concluso dal responsabile Nazionale Organizzazione Claudio Grassi. Al termine saranno eletti gli organismi dirigenti e il Segretario Provinciale.

“Le priorità programmatiche sono costituite da quattro punti sui quali intendiamo caratterizzare la nostra iniziativa politica nel prossimo futuro. Prima di tutto il lavoro. La proposta di un reddito sociale rappresenta il primo punto di una possibile piattaforma in grado di unire i soggetti colpiti dalla crisi – dai precari ai disoccupati di lunga durata, dai lavoratori delle aziende in crisi ai giovani in cerca di prima occupazione – per costruire una vertenza generale contro il Governo che chieda un piano generale del lavoro per Napoli e il Mezzogiorno”.

“In secondo luogo i BENI COMUNI. L’amministrazione comunale di Napoli attraverso una delibera del Consiglio Comunale ha trasformato l’ARIN da Spa in Ente di diritto pubblico, traducendo in questo modo l’affermazione referendaria per la pubblicizzazione dell’acqua. Un importante risultato ottenuto grazie al movimento per l’acqua pubblica e al lavoro svolto in questi anni da Rifondazione Comunista dentro l’istituzione locale, lavoro che continueremo a svolgere affinché ciò che è stato possibile a Napoli venga esteso anche agli altri comuni della Provincia”.

“Altra questione che riteniamo prioritaria è il tema del risanamento ambientale e della sua salvaguardia. Su questo punto, oltre a ribadire il nostro NO convinto alla costruzione dell’inceneritore a Napoli est in favore di un ciclo alternativo dei rifiuti – che parta in primo luogo dalla loro drastica riduzione, dalla raccolta porta a porta, dalla differenziata e dalcompostaggio - ci impegneremo per chiedere alla Regione Campania un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio”.

“Infine, lo SVILUPPO URBANO. Già in passato, con la nostra iniziativa in consiglio comunale, abbiamo evitato che si derogasse al piano regolatore in luogo di ipotesi speculative che avrebbero fatto scempio di quel territorio. Abbiamo intenzione, insieme alle associazioni locali e ai cittadini e cittadine di Bagnoli, di continuare ad incalzare l’Amministrazione Comunale affinché subito dopo lo svolgimento della Coppa America venga avviata l’opera di rimozione della colmata a marela bonifica dei fondali ed il ripristino della linea di costa”.

“Insomma, attraverso il nostro congresso vogliamo offrire un’occasione innanzitutto alla Sinistra politica e sociale, per affermare insieme la necessità di un modello alternativo declinando un’idea nuova di sviluppo. Idea che parli all’intero Mezzogiorno e che sia in grado di rispondere alla domanda di lavoro, di salario, di vivibilità, di rispetto per l’ambiente, di diritti e più in generale di giustizia sociale che in questi ultimi mesi ha attraversato le piazze di mezzo mondo. Dalla nuova primavera araba alle piazze di Madrid e Atene, dalle manifestazioni negli Stati Uniti a quelle che si sono svolte nel nostro Paese”.

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Crisi di governo, Berlusconi: “Non mi ricandido e si voti, c’e’ Alfano”

Crisi di governo, Berlusconi: “Non mi ricandido e si voti, c’e’ Alfano”

Silvio Berlusconi

ROMA – ”Appena sara’ approvata la legge di stabilita’ mi dimettero’ e, siccome non ci sono altre maggioranze possibili, vedo solo le elezioni all’inizio di febbraio, elezioni a cui non mi candidero’ piu”’. Cosi’ il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un colloquio con il direttore della Stampa, Mario Calabresi, nel quale conferma che ”il candidato premier del centrodestra sara’ Alfano” che e’ ”bravissimo” ed e’ ”accettato da tutti e sarebbe sbagliato bruciarlo adesso provando a immaginare un nuovo governo guidato da lui”.

”Mi sono impegnato con l’Europa ad approvare le misure concordate” e ”prima di andarmene voglio mantenere la promessa. Adesso pero’ faccio appello a tutti, maggioranza e opposizione, perche’ passino al piu’ presto e poi – ribadisce il Cavaliere – mi dimettero”’. Dopo, certo, Napolitano ”fara’ le consultazioni” ma per il premier non ci sono altre maggioranze: ”Non intendo fare un governo con il Pd, non voglio certo chiudere andando con loro, dall’ altro lato Casini ha detto chiaramente che un accordo con noi non gli interessa, e allora la matematica dice che non ci sono altre strade”. Entro la fine del mese, in ogni caso, la legge di stabilita’ sara’ approvata ”e io mi saro’ dimesso. E’ importante fare veloci: prima facciamo e prima usciamo da questa giostra infernale, da questa situazione incredibile, con i mercati che premono”. Peraltro, per Berlusconi, la pressione dei mercati e’ ”una opportunita”’, perche’ ”ci spingono a fare le riforme che non siamo mai riusciti a fare. Non le dobbiamo vivere come un’imposizione, ma come un’occasione”. Sul voto di ieri, il premier dice che ”e’ successa una cosa allucinante cui faccio ancora fatica a credere, mi hanno tradito quelli che ho portato per una vita nel cuore”, ”se penso a tutto quello che ho fatto per Antonione. Gli ho portato a Trieste tutti i bilaterali, ero padrino della figlia…degli altri non parlo nemmeno, a partire dalla Carlucci, da Gabriella Iscariota”. Per il premier terra’ ancora l’asse con la Lega, perche’ alla fine ”Bossi mi e’ sempre stato fedele” e ”con Alfano candidato non è scritto da nessuna parte che gli italiani siano pronti a consegnare il Paese nelle mani di una alleanza che parte dal centro e arriva fino a Bersani, Vendola, Di Pietro. Penso che sia qualcosa di indigeribile alla maggioranza degli italiani”. I suoi figli, dice, ”sono felicissimi se io esco dalla politica” anche perche’ sanno che ”io sono stanco. Stanco di non riuscire a dettare la linea e di non poter fare la politica che vorrei”. E’ ”un capo del governo – si chiede Berlusconi – uno che non riesce a far fare al ministro dell’Economia la politica economica in cui crede?”. Proprio di Tremonti dice che ”il rapporto personale non e’ cattivo, a Cannes siamo stati addirittura compagnoni, ma poi alla fine lui fa sempre quel cavolo che gli pare e a me resta solo da fare l’ordine del giorno del consiglio dei ministri”.

Nel suo futuro, ora, fara’ ”il padre fondatore” del Pdl e ”magari – aggiunge – mi rimettero’ a fare il presidente del Milan”. Ma certo ”una mano in campagna elettorale” potra’ darla, visto che ”quella e’ una cosa che mi e’ sempre riuscita benissimo”.

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Politica nazionale,  De Magistris: “Occorre rivoluzione pacifica”

Politica nazionale, De Magistris: “Occorre rivoluzione pacifica”

Luigi de Magistris durante una conferenza stampa

ROMA – Il Sindaco di Napoli De Magistris, ospite ieri sera del programma di Santoro “Servizio pubblico, ha commentato la questione politica nazionale: “Dobbiamo andare ad una rivoluzione pacifica ma c’e’ bisogno di un segnale forte. Non pensare solo a Berlusconi ma andare oltre, anche perche’ con quella classe politica non puoi fare governi tecnici”. “Dobbiamo si parlare di imprese – ha detto ancora de Magistris – ma dobbiamo ascoltare gli operai, i cittadini, i precari, gente che ha voglia di politica in questo paese. Non c’e’ una antipolitica, c’e’ una anticasta, anticricca e antimafia. Non ho mai visto voglia di politica come in questo momento. In campagna elettorale ho visto crescere una citta’ depressa che poi ha trasformato la depressione in indignazione e poi in mobilitazione”.

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Maroni gioca d’anticipo, lascia Bagnoli Futura

Maroni gioca d’anticipo, lascia Bagnoli Futura

Auditorium Bagnoli Futura

NAPOLI – Prima che lo sostituisse il sindaco Luigi de Magistris per continuare lo spoil system annuciato sule partecipate del Comune di Napoli, e scaricato dal suo partito il Pd già alcuni mesi fa, ora Riccardo Marone decide di lasciare la presidenza di Bagnolifutura. “Basta con le accuse degli ambientalisti sulla colmata”, si e’ giustificato. A rispondergli i Verdi. “Le accuse contro gli ambientalisti – dichiarano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il segretario cittadino Vincenzo Peretti – da parte del presidente dimissionario di Bagnoli Futura Riccardo Marone rei a suoi dire di aver denunciato i ritardi della bonifica di Bagnoli senza elementi concreti sono patetiche e fuori luogo e smentite dai fatti. Tra l’altro appaiono quasi carnevalesche da chi fino a qualche mese fa attaccava frontalemente anche querelandolo l’attuale Sindaco di Napoli De Magistris che faceva le stesse e identiche accuse e oggi invece ne tesse le lodi in modo, a nostro avviso, quasi cortigiano”. Secondo i Verdi “sia lui che i suoi predecessori hanno fallito nella bonifica di Bagnoli e se non fosse stato per il mondo ambientalista tanti errori e sprechi non si sarebbero mai neanche saputi: all’assise di Palazzo Marigliano, al Professor De Vivo, ai Medici per l’ambiente e a tutto il mondo ecologista napoletano va il nostro pieno sostegno e solidarietà”.

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Fiducia al governo, Fini: “Berlusconi cadrà a marzo”

Fiducia al governo, Fini: “Berlusconi cadrà a marzo”

Gianfranco Fini

ROMA – Berlusconi cerchera’ di avere respiro fino a Natale ma poi Bossi staccherà la spina al governo e a marzo ci saranno le elezioni anticipate. Lo prevede Gianfranco Fini che, in un’intervista alla “Stampa”, tira le somme di questa settimana convulsa, che si e’ conclusa con la conferma della fiducia al governo. “Voto piu’, voto meno -osserva il presidente della Camera- non cambia molto. Se Berlusconi pensa di poter governare con una maggioranza cosi’ stretta, provi pure. Negli ultimi mesi non mi pare che ci sia riuscito. Forse, per la prima volta, ne e’ consapevole: per uno come lui, grande comunicatore, ridursi a fare un discorso mediocre come quello di giovedi’ vuol dire che ha rinunciato al grande orizzonte e alle riforme epocali che si aveva sempre sognato”. Con 316 voti e una maggioranza che lo costringe e inseguire i “dissidenti uno per uno, non solo non e’ in grado di realizzare le riforme, ma neppure di prendere i provvedimenti necessari per la crisi economica”. C’e’ un decreto sviluppo privo di risorse, la fiducia a termine dichiarata da Scajola e “la Bce ha appena ribadito che i paesi piu’ a rischio, tra cui l’Italia, devono prepararsi a una manovra aggiuntiva. Mal contati, da qui a fine anno, mancano ancora una ventina di miliardi di euro. Un governo come questo -aggiunge Fini- non è assolutamente in grado di trovarli per mettere a posto i conti”.

“Provera’ a vivacchiare piu’ o meno fino a Natale, fara’ di tutto -prosegue il presidente della Camera anticipando le mosse del premier- per ottenere l’approvazione di nuove leggi ad personam, indispensabili per trasformare quelli che lo riguardano in processi ‘pret a porter’, tagliati su misura per garantirgli l’impunita’ con la prescrizione breve o altri espedienti. Poi andra’ alle elezioni. Presto, molto prima di quanto ci si possa aspettare, sara’ Bossi a staccare la spina. Andremo alle urne a marzo 2012″. “Si votera’ con l’attuale legge, per rinviare il referendum. Non solo io, tutti hanno capito che andrà così e cominciano a prepararsi a questa scadenza”. Nel rilanciare l’esigenza di un governo di larghe intese, Fini spiega che “nessuno ha mai pensato a un ribaltone. Anzi, il punto di partenza di qualsiasi ipotesi era che sarebbe stata praticabile solo col consenso del Pdl e costruita attorno alla maggioranza che ha vinto le elezioni. Il segno di discontinuita’ chiesto a Berlusconi, data la gravita’ della situazione, non significava che sarebbe dovuto andare all’opposizione”. Pisanu e piu’ cautamente Scajola “si sono battuti fino alla fine per convincere il premier a pilotare lui stesso questo passaggio. E riservatamente, mentre la trattativa era in corso, sono stati in molti a farsi vivi, spingendo nella stessa direzione. Parlo di personaggi di prima fila del Pdl, ministri, dirigenti del cerchio piu’ vicino al presidente del consiglio”.

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La lega non ci sta, Tosi: “Ci vuole un nuovo governo”

La lega non ci sta, Tosi: “Ci vuole un nuovo governo”

Flavio Tosi, Sindaco di Verona

ROMA – “E’ ora che il premier si faccia da parte. Ci vuole un governo alternativo, con una maggioranza piu’ solida”. Lo afferma il sindaco di Verona Flavio Tosi spiegando che il premier “ci ha tradito anche sull’agenda di Pontida”. Intervistato da ‘Repubblica’, Tosi annota: “Il nostro leader gli aveva dato un ultimatum, sono passati tre mesi e non si e’ visto nulla”. Come se ne esce? “Con una maggioranza non diversa – spiega il sindaco leghista – ma piu’ ampia di quella attuale. E, ovviamente, con un altro presidente del Consiglio. Una nuova premiership, penso ad Alfano o a Maroni, renderebbe possibile il dialogo per allargare la compagine del governo”. Quanto alla fiducia, Tosi dice che “tendenzialmente” ci sara’ anche oggi. “Anche se il malumore e’ crescente. E anche se da domani – riconosce – torneranno a porsi gli stessi problemi. Io penso che Berlusconi, per senso delle istituzioni, dovrebbe fare un passo indietro. Per il resto mi riconosco pienamente nelle parole sagge diNapolitano”. Tosi spiega che “il Capo dello Stato non ha fatto nulla per mandarlo a casa, ma ha aggiunto che il premier deve essere credibile e avere la forza per governare”.

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Caso escort, Vendola: “Governo e maggioranza contro autonomia magistrati”

Caso escort, Vendola: “Governo e maggioranza contro autonomia magistrati”

Nichi Vendola (foto di Andrea Baldo)

ROMA – ”E’ un incubo infinito, da parte del governo e della maggioranza c’e’ un’azione sistematica di interdizione dell’autonomia della magistratura”. Cosi’ Nichi Vendola, ospite di Rainews24, commenta le ispezioni annunciate dal Guardasigilli Nitto Palma alle procure di Napoli e Bari. Il leader di Sel fa riferimento anche alle dichiarazioni di Alfonso Papa, ”attualmente prigioniero per una custodia cautelare richiesta dalla magistratura e data anche dal Parlamento, quindi una persona con un profilo abbastanza pesante”, eppure le sue parole sono accolte ”come una certezza, a dimostrazione del fatto che uno dei poteri dello stato, la giustizia, e’ poco credibile”. Il tema della giustizia ”imprigiona il paese”, dice il governatore della regione Puglia.

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Legge-bavaglio, cinque anni di guerra per coprire gli scandali del Cavaliere

Legge-bavaglio, cinque anni di guerra per coprire gli scandali del Cavaliere

Silvio Berlusconi

ROMA (di Massimo Giannini) – È potente e minacciosa, la forza di fuoco dispiegata nelle ultime settimane dal presidente del Consiglio sulle intercettazioni. “Voi parlamentari approvate al più presto la legge: la situazione attuale non è da Paese civile” (Agi, 6 ottobre). “Vi è un’urgenza a cui abbiamo il dovere di rispondere… Il cittadino alza il telefono e sente di poter essere controllato: è intollerabile, è un sistema barbaro a cui dobbiamo mettere fine” (Ansa, 7 ottobre).

Silvio Berlusconi prepara con queste parole, scagliate come pietre contro i pm, il prossimo “giorno del giudizio”. Giovedì la Camera voterà la legge-bavaglio, dalla quale può dipendere la sopravvivenza del suo governo. Il premier cerca di dimostrare l’indimostrabile: quella sulle intercettazioni non è la “sua” guerra, ma deve essere la guerra di tutti gli italiani che hanno a cuore la libertà.

È l’ennesima, disperata torsione del principio di verità. È la pretesa di impunità spacciata per diritto alla privacy. Non è un teorema giornalistico. Sono i nudi fatti di questi ultimi cinque anni. Ogni volta che Berlusconi ha forzato la mano alla sua maggioranza e al Parlamento, per chiedere il giro di vite sugli ascolti telefonici, non lo ha fatto per tutelare “milioni di cittadini inermi”.

Ma per impedire che, attraverso l’esercizio di un diritto all’informazione tutelato dalla Costituzione, i mass media portassero alla luce del sole vicende oscure che riguardano i suoi vizi privati, i suoi affari personali, i suoi conflitti di interesse. E che per questo svelano la natura torbida del suo potere e il “metodo” improprio con cui lo amministra. Questa è la vera posta in gioco della legge-bavaglio. (Repubblica)
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Essere comunisti, tre giorni di assemblea a Napoli

Essere comunisti, tre giorni di assemblea a Napoli

Paolo Ferrero

NAPOLI – “Lavori in corso a sinistra”, e’ il titolo della tre giorni organizzata a Napoli dall’area Essere comunisti del Prc, centrata sui temi della discussione politica a sinistra. Per la giornata di venerdi’ e’ annunciato un dibattito, coordinato dal direttore di Liberazione, Dino Greco, che vedra’ la presenza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris; dell’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti; di Nicola Latorre del Pd; di Claudio Grassi, coordinatore di Essere comunisti e responsabile organizzazione Prc; e del sindacalista Fiom, Giorgio Airaudo. Presentando l’iniziativa, Bruno Steri sottolinea: “Proviamo vergogna a vivere – come comunisti, come donne e uomini della sinistra – in una societa’ in cui lavoratrici e lavoratori muoiono per colpevole incuria sotto le macerie di un palazzo crollato, mentre lavorano privi di diritti per meno di quattro euro l’ora” e come faceva Gramsci “chiediamo: come e’ potuto accadere? Com’e’ potuto accadere che, nel paese che ha visto nascere e crescere il piu’ grande Partito comunista d’Occidente, nonche’ prosperare una cultura plurale della sinistra, siano oggi calpestati in questo modo i piu’ elementari diritti del lavoro e della vita?”. In un recente saggio, in vista anche del congresso di fine anno di Rifondazione, Grassi e l’ex deputato Prc, Alberto Burgio, tra l’altro rilevano: “Oggi, soprattutto in Italia, la sinistra e’ poca cosa, anche per propri errori e responsabilita’. Non appare credibile a tanta parte della sua gente, perche’ in questi vent’anni ha continuato a dividersi. Il primo compito che essa ha dinanzi a se’ e’ quindi l’uscita dall’attuale frammentazione, la costruzione di una grande unita’ della sinistra di alternativa. Questa sarebbe, a guardar bene, la vera riforma democratica della politica. Questo e’ il momento di unificare lotte e movimenti e al tempo stesso di aprire un confronto a tutto campo con il centrosinistra, per far si’ che il discorso ‘radicale’ circoli per tutta l’area sociale coinvolgibile nella lotta contro le destre”. (Agi)

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