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	<title>Press Agency &#187; Editoriali</title>
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	<description>notizie dall&#039; Italia e dal mondo</description>
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		<title>La parole sono pietre, non &#8220;Bolle&#8221; di sapone</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[bolle]]></category>
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		<description><![CDATA[di Attilio Iannuzzo]]></description>
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<div id="attachment_14454" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/02/Clochard-al-riparo-in-metropolitana.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14454" title="1001242 SENZATETTO DORMONO NEL MEZZANINO DELLA METRO PER EMERGENZA FREDDO" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/02/Clochard-al-riparo-in-metropolitana-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Clochard al riparo in metropolitana</p></div>
<p style="text-align: justify;">NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Avremmo voluto vedere quei clochard dentro il teatro San Carlo, coperti da questo freddo infernale per loro che non hanno un tetto, ma erano fuori. Sono stati molti gli aiuti che il Comune di Napoli ha offerto a queste persone, ma bisogna fare di più. Le parole di Roberto Bolle mi hanno amareggiato. Il degrado è altrove. E’ vedere una società in recessione e riscontrare che la classe dirigente non si occupa di una politica di sviluppo. E’ riscontrare che la precarietà esiste ancora per persone oltre i 40 anni. E soprattutto verificare un’insensibilità gratuita e fuori luogo che non aiuta la società a progredire.</p>
<p>Il ballerino cerca di rimediare, facendo sparire foto e tweet. &#8220;Il web non è scritto a matita, ma a penna&#8221;. Le sue parole si sono diffuse come un virus.</p>
<p>Il Sindaco De Magistris, ricorda &#8220;le azioni intraprese per i senza fissa dimora&#8221;. Nessuna polemica, solo la rendicontazione momentanea di quello che è stato fatto fino ad oggi. L’orgoglio di alcuni napoletani è evidenziato in alcune affermazioni sul social network: “Napoli non può essere offesa da chi non è napoletano, anche perché -  continua nel suo post, questo degrado sta ovunque”. Per il popolo del social network dunque la condanna a queste affermazioni, non resta che associarci.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/la-parole-sono-pietre-non-bolle-di-sapone.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I &#8220;Bamboccioni&#8221; al governo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Il paese si indigna, una coscienza comune contro chi insulta, chi è arrogante. E’ il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Michel Martone che solleva il polverone con le sue dichiarazioni “sfigate”: “Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se invece scegli un istituto tecnico a [...]]]></description>
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<div id="attachment_11803" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/MG_0461.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-11803" title="Indignados a Napoli" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/MG_0461-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Un gruppo di indignados protesta a Napoli fuori la sede di Bankitalia (foto di Andrea Baldo)</p></div>
<p>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Il paese si indigna, una coscienza comune contro chi insulta, chi è arrogante. E’ il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Michel Martone che solleva il polverone con le sue dichiarazioni “sfigate”: “Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se invece scegli un istituto tecnico a 16 anni sei bravo. Essere secchioni in fondo non è male, almeno hai fatto qualcosa&#8221;, ha aggiunto. Una protesta quasi unanime. Il paese giustamente si indigna. Ma gli insulti non fanno crescere un  paese, non serve l’arroganza del ministro di turno. Serve la politica. Quella che manca da circa vent’anni in questo paese.</p>
<p>E&#8217; sfigato chi non percepisce una borsa di studio pur avendo diritto a riceverla; chi fa da troppi anni lavori precari, o spesso a nero, per pagarsi gli studi; sfigato è chi viene abbandonato dallo Stato nel suo percorso formativo. Sono migliaia gli studenti, spesso fuori sede, che non avendo altre possibilità sono costretti a rallentare gli studi per lavorare e pagare tasse sempre più esose. Servono invece strumenti che consentano a tutti di terminare gli studi in regola, non insulti. E&#8217; vergognoso che il componente piu&#8217; giovane del governo Monti sia anche colui che piu&#8217; offende la nostra dignità, di giovani, di studenti. Questo diventa sempre più il paese dove si parla tanto e si lavora meno.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/sono-altri-gli-sfigati.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fsono-altri-gli-sfigati.html&amp;title=I%20%26%238220%3BBamboccioni%26%238221%3B%20al%20governo" id="wpa2a_2"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La speranza non si è ancora spenta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Giuseppe Girolamo, imbarcatosi sulla Concordia come batterista della band Dee Dee Smith, lasciava il suo posto in scialuppa ad un bambino. Un gesto eroico che probabilmente gli è costato la vita. Di lui si sono infatti perse le tracce. La speranza è quella di ritrovarlo in vita. Lo sperano i familiari, [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Giuseppe Girolamo, imbarcatosi sulla Concordia come batterista della band Dee Dee Smith, lasciava il suo posto in scialuppa ad un bambino. Un gesto eroico che probabilmente gli è costato la vita. Di lui si sono infatti perse le tracce. La speranza è quella di ritrovarlo in vita. Lo sperano i familiari, lo spera il popolo che attende le news dai tg,  lo sperano gli utenti del web. Talvolta dai gesti si percepiscono le abitudini, i sentimenti delle persone.</p>
<div id="attachment_14013" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/01/Giuseppe-Girolamo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14013" title="Giuseppe Girolamo" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2012/01/Giuseppe-Girolamo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Girolamo</p></div>
<p style="text-align: justify;">La televisione degli ultimi trent’anni, soprattutto quella commerciale, ci ha fatto credere che la notorietà si acquisisce mettendosi in mostra stupidamente, magari partecipando a trasmissioni insignificanti. In molti (non sono la maggioranza in verità) diventano famosi senza saperlo, come nel caso di Giuseppe.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima volta che Giuseppe Girolamo è stato visto era venerdì notte. Sul ponte insieme a migliaia di passeggeri. Alcuni testimoni raccontano che &#8220;<em>aveva un posto sulla scialuppa di salvataggio, ma l&#8217;ha lasciato a un bambino</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il musicista si sono mobilitati tutti i suoi amici. Su Facebook continuano ad arrivare messaggi. «Sappiamo che ci sei, fatti sentire», oppure: «Siamo qui che ti aspettiamo». Al Giglio sono arrivati i familiari. Per il momento, però, del ragazzo eroe non c&#8217;è traccia, il suo nome è ancora nella lista dei dispersi. Poche le possibilità di rivederlo vivo, ma la speranza di tutti non si è ancora spenta.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/la-speranza-non-si-e-ancora-spenta.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fla-speranza-non-si-e-ancora-spenta.html&amp;title=La%20speranza%20non%20si%20%C3%A8%20ancora%20spenta" id="wpa2a_4"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tutti al mare!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 19:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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NAPOLI (di Vittorio Ferreri) &#8211; Traggo spunto da una “poco felice” espressione di Totti, a fine partita, mentre andava verso le telecamere: “tutti al mare…” per chiedermi se c’è una totale mancanza di sensibilità o, peggio, una evidente indifferenza e mancanza di rispetto nei confronti di quei tantissimi italiani che stanno vivendo, solo per colpa [...]]]></description>
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<p><a style="font-family: Garamond, serif; text-align: justify; font-size: medium;" href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/Manovra-Monti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13616" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Manovra Monti" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/Manovra-Monti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">NAPOLI (di Vittorio Ferreri) &#8211; Traggo spunto da una “poco felice” espressione di Totti, a fine partita, mentre andava verso le telecamere: “tutti al mare…” per chiedermi se c’è una totale mancanza di sensibilità o, peggio, una evidente indifferenza e mancanza di rispetto nei confronti di quei tantissimi italiani che stanno vivendo, solo per colpa di coloro che non hanno saputo fare ciò per cui venivano strapagati dai cittadini italiani, una sempre più soffocante pressione economica per la manovra “salva Italia”, purtroppo solo a danno di chi già tanto e sempre ha pagato.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium; font-family: Garamond, serif;"><br />
C’era stato un tentativo di far versare un contributo di solidarietà ai tanti privilegiati che tanto sperperano per ogni lusso e godimento (e che tanto hanno grazie ai cittadini italiani, come calciatori, cantanti, politici, ecc..) ma il coro di proteste sollevatosi ha prodotto un nulla di fatto. Lo stesso discorso vale per la patrimoniale , che ha fatto subito alzare gli scudi a chi ha sempre sostenuto e posseduto le grandi ricchezze ed ha attuato ogni sorta di produttivo intrallazzo possibile, facendola tra l’altro sempre franca; proseguo ricordando il vergognoso teatrino a cui si dà vita quando si prende in considerazione la riduzione dei costi della politica, quella sì giusta, opportuna ed anzi necessaria per un congruo ridimensionamento delle ingenti spese che gravano sulle nostre spalle. Tutto il popolo italiano onesto e convinto dovrebbe protestare per le strade per dire, in modo civile e democratico, BASTA: basta agli incapaci e ai tanti bricconi, faccendieri, disonesti che siedono indegnamente in Parlamento, che è un luogo alto, rigoroso e fondamentale ; fuori tutti gli indegni, gli speculatori, gli imbroglioni, per fare spazio solo a rappresentanti scelti dal popolo, onesti, capaci e competenti; ma soprattutto RIDUZIONE: bastano la metà o ancor di meno di questi signori che siedono in Parlamento e che governano. Solo così i cittadini italiani vedranno finalmente che non solo loro fanno sacrifici ma anche chi li governa e chi li rappresenta. Nel concludere , rifacendomi all’incipit dell’articolo, ritengo fondamentale che ci sia più rispetto e disponibilità verso coloro che hanno consentito ai tanti privilegiati (dello sport, dello spettacolo, della politica) di raggiungere così grandi ricchezze, cioè i tartassati cittadini italiani.</span></p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/tutti-al-mare.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Ftutti-al-mare.html&amp;title=Tutti%20al%20mare%21" id="wpa2a_6"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cadono le ultime certezze dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 08:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Questo governo ha un unico merito, quello di aver unito finalmente i sindacati. Ce la stanno mettendo veramente tutta per rovinare un paese. Un governo in linea con quello precedente. Anche Berlusconi aveva messo in discussione l’art. 18 nell’ormai lontano duemila, ma i sindacati, i cittadini tutti si fecero avanti. [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/articolo18.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13514" title="articolo18" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/articolo18-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Questo governo ha un unico merito, quello di aver unito finalmente i sindacati. Ce la stanno mettendo veramente tutta per rovinare un paese. Un governo in linea con quello precedente. Anche Berlusconi aveva messo in discussione l’art. 18 nell’ormai lontano duemila, ma i sindacati, i cittadini tutti si fecero avanti. Quel grido c’è oggi, tra i lavoratori, tra i cittadini, tra le persone perbene. La Camusso ha chiarito che l’art. 18 “è una norma di civiltà che dice che nessun  datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica&#8221;. Il ministro Fornero lo ritiene “un linguaggio del passato”. I diritti dunque sono un linguaggio del passato. Tutti  uniti con i sindacati sul no all&#8217;attacco ai diritti: l&#8217;articolo 18 è un punto della civiltà del nostro Paese e se il governo dovesse mettere in campo una riforma regressiva, la risposta non potrebbe che essere durissima. Si tocca la carne viva dei lavoratori. E’ inconcepibile che sparisca dalla discussione l&#8217;intervento per far emergere il lavoro nero e irregolare, non ne parla più nessuno ed è un fenomeno che riguarda oltre tre milioni di persone. L’art. 18 era l&#8217;ossessione del precedente ministro del Lavoro che ha impedito qualsiasi vera riforma, si pensi alle assunzioni e non ai licenziamenti.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/cadono-le-ultime-certezze-dei-lavoratori-2.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fcadono-le-ultime-certezze-dei-lavoratori-2.html&amp;title=Cadono%20le%20ultime%20certezze%20dei%20lavoratori" id="wpa2a_8"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bene “i luoghi di affetti”, affiancati da una solida sensibilizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 12:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Leggo con interesse repubblica stamane, in cui si parla a chiare lettere che i “luoghi di affetti” di cui si parla appartiene a coppie “Etero e Gay”. Nei giorni passati non era emerso questo particolare, in quanto sinonimo di integrazione e non di ghettizzazione. Proposta condivisibile per la quale tutti [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/unioni-civili.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13351" title="unioni civili" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/12/unioni-civili-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Leggo con interesse repubblica stamane, in cui si parla a chiare lettere che i “luoghi di affetti” di cui si parla appartiene a coppie “Etero e Gay”. Nei giorni passati non era emerso questo particolare, in quanto sinonimo di integrazione e non di ghettizzazione. Proposta condivisibile per la quale tutti quelli che hanno a cuore i diritti dei cittadini devono battersi fortemente. C’è necessità, affinché il successo di alcune operazioni vada a buon fine, che vi sia una sensibilizzazione a tali questioni, nelle scuole con i più giovani, affinchè si sradichino vecchie convinzioni arcaiche.</p>
<p>Oltre alla tutela dei diritti civili, esiste anche l’importanza della sicurezza delle persone. Abbiamo assistito ad atti di ingiustificabile razzismo in cui “il pestaggio” era all’ordine del giorno, volendo ricordare alcuni episodi (non isolati) accaduti l’anno scorso in piazza Bellini. E’ questo che mi preme oltre ogni cosa. E’ bene che quando si parla di diritti si chiarisca che i fruitori devono essere anche garanti.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/bene-%e2%80%9ci-luoghi-di-affetti%e2%80%9d-affiancata-da-una-solida-sensibilizzazione.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fbene-%25e2%2580%259ci-luoghi-di-affetti%25e2%2580%259d-affiancata-da-una-solida-sensibilizzazione.html&amp;title=Bene%20%E2%80%9Ci%20luoghi%20di%20affetti%E2%80%9D%2C%20affiancati%20da%20una%20solida%20sensibilizzazione" id="wpa2a_10"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>(Senza) lavoro e (senza) pensione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 13:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Ci si chiede se davvero bisogna lavorare così tanto prima di una pensione dignitosa. Ma i giovani vorrebbero lavorare per maturare quei contributi. Ieri il Ministro del Lavoro Elsa Fornero da Bruxelles ha decantato la sua riforma considerandola “ incisiva” e sottolineando che  “ rispetta il principiò di equità tra [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/Disoccupazione-iovanile.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9486" title="Disoccupazione giovanile" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/07/Disoccupazione-iovanile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Ci si chiede se davvero bisogna lavorare così tanto prima di una pensione dignitosa. Ma i giovani vorrebbero lavorare per maturare quei contributi.</p>
<p>Ieri il Ministro del Lavoro Elsa Fornero da Bruxelles ha decantato la sua riforma considerandola “ incisiva” e sottolineando che  “ rispetta il principiò di equità tra le generazioni». Riforma che &#8211; ha spiegato &#8211; «verosimilmente sarà annunciata entro pochi giorni». Lunedì è previsto il Consiglio dei Ministri e qui, fra le altre misure per la crescita, è attesa la parte strutturale del piano pensioni che prevederà anche anche un adeguamento agli standard europei dell’età pensionabile delle donne. E il governo &#8211; ha aggiunto  Fornero – lavorerà, intendendo che non ha ancora pensato le modalità,  a introdurre in Italia, con un pacchetto ancora da congegnare, il «reddito minimo garantito».  Ma tutto dovrebbe dipendere dal lavoro. La base produttiva e lavorativa di oggi rappresenta l’Italia dei pensionati di domani. Alcuni dati:</p>
<p>L&#8217; Istituto nazionale di statistica è tornato a fotografare il Paese con l&#8217; aggiornamento dei dati sul lavoro e l&#8217; inflazione. Ad ottobre, secondo l&#8217; analisi provvisoria, è salito ancora il tasso di disoccupazione, arrivato all&#8217; 8,5% (+0,2% rispetto a settembre). Si tratta del livello più alto da maggio 2010 quando si era attestato all&#8217; 8,7%. Si è fermato invece allo 0,1% l&#8217; aumento della disoccupazione nel confronto con l&#8217; anno precedente. «Differenze di genere» nel fenomeno: mentre infatti ad ottobre la disoccupazione maschile è cresciuta del 6,5% rispetto al mese precedente (+4,5% il valore tendenziale), il numero di donne disoccupate è diminuito dell&#8217; 1,9% (-1,3% su base annua). Aumentato anche il tasso di occupazione femminile, passato al 46,5% (+0,4%). Più o meno stabile il dato sui giovani senza lavoro: il 29,2% dei ragazzi continua ad essere disoccupato, in diminuzione di appena lo 0,1% rispetto al mese di settembre.</p>
<p>Un&#8217;unica domanda: quali prospettive? No comment.</p>
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		<title>Prima si va alle elezioni e meglio sarà per tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 10:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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(di Bruno Steri) &#8211;  Repetita iuvant, così pensavano i nostri antenati latini. E noi &#8211; per andare al nocciolo della nostra opposizione alla prospettiva di un &#8220;governo di emergenza&#8221; guidato da Mario Monti &#8211; proviamo a ribadire quel che da tempo andiamo dicendo. Lo facciamo ricapitolando rapidamente le tappe della catastrofica gestione della crisi greca [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12561" title="Berlusconi" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>(di Bruno Steri) &#8211;  Repetita iuvant, così pensavano i nostri antenati latini. E noi &#8211; per andare al nocciolo della nostra opposizione alla prospettiva di un &#8220;governo di emergenza&#8221; guidato da Mario Monti &#8211; proviamo a ribadire quel che da tempo andiamo dicendo. Lo facciamo ricapitolando rapidamente le tappe della catastrofica gestione della crisi greca da parte dell&#8217;Unione Europea. Verso la fine del dicembre 2009, i declassamenti a catena decisi dalle agenzie di rating (inaugurati da Fitch) prefigurano per la prima volta la possibilità del fallimento (default) di uno Stato dell&#8217;Eurozona e inducono Bruxelles a intervenire (maggio 2010) con un piano di &#8220;aiuti&#8221; al Paese ellenico di 110 miliardi di euro in tre anni, in cambio di draconiane misure di austerity per 30 miliardi. Quello stesso mese, l&#8217;Ue attiva il cosiddetto Fondo salva-stati (Efsf) con una dotazione finanziaria di 250 miliardi di euro. Niente da fare. La Grecia sprofonda e il rischio-contagio aumenta. Nel 2010, il suo deficit rimane ben sopra il 10% di un Pil che continua a contrarsi. Non ci vuole molto a capire il perché: i tagli alla spesa pubblica falcidiano pensioni, stipendi pubblici, scuola, sanità. Si privatizza tutto quello che c&#8217;è da privatizzare, ma il differenziale (spread) tra i titoli greci e quelli tedeschi prosegue ad ampliarsi. Così, proseguono anche i declassamenti, giù fino alla categoria minima CCC. Per evitare il peggio, a luglio 2011 si decide un nuovo pacchetto di &#8220;aiuti&#8221; per 109 miliardi. Questa volta uno sforzo devono farlo anche i creditori privati, chiamati ad un taglio (haircut) dei loro crediti del 21%: non è considerato un default solo perché, bontà loro, i creditori aderiscono su base volontaria. Altri aiuti, nuova stretta sociale. Ma la musica non cambia, anzi si fa ancor più stridente. La crisi greca non accenna a placarsi: nel 2011 è prevista una contrazione dell&#8217;economia greca del 5,5% e un deficit sempre vicino al 10% del Pil. Per le banche creditrici si profilano perdite che vanno ben al di là del 21% e che arrivano al 50% e oltre (per la verità, patimenti attenuati dalla promessa di impegni finanziari finalizzati ad una loro ricapitalizzazione). Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali gli istituti più esposti, con titoli di stato greci in portafoglio, sono quelli francesi e tedeschi. Sono loro, in realtà, i veri destinatari degli &#8220;aiuti&#8221;. Ricordiamo che l&#8217;Unione Europea ha affrontato la crisi, mobilitando tra il 2008 e il 2010 a sostegno degli istituti di credito 4.285 miliardi di euro, equivalenti al 36% del Pil dei 27 Paesi Ue, a fronte dell&#8217;assai meno consistente &#8220;sostegno&#8221; concesso (in cambio di &#8220;lacrime e sangue&#8221; sociali) ad un&#8217;economia greca che rappresenta appena il 2% dell&#8217;Eurozona, a parziale e insufficiente copertura del suo debito (che costituisce il 3% del debito totale).<br />
Morale: non si risolve la crisi salassando i popoli a esclusiva tutela dell&#8217;establishment finanziario (e della speculazione). I fatti costituiscono un limite invalicabile anche per la più inossidabile ideologia liberista: davanti a noi campeggia infatti un gigantesco problema di equità (e di democrazia); ma anche un problema di efficacia della cura. Non vi può essere una reale inversione di tendenza senza un cambio radicale delle politiche europee: piani pubblici di sviluppo che diano risorse per la promozione sociale e la tutela ambientale, supportati da una Banca centrale in grado di convogliare in tali direzioni il risparmio continentale. Non dirigismo tecnocratico e diktat affama-popoli: pseudo-medicine capaci soltanto di uccidere il paziente. Si dice che l&#8217;Italia non è la Grecia. Ed è vero: il nostro Paese ha una struttura produttiva e risorse economiche che il Paese ellenico non ha. Ma occorre sottrarsi ad un&#8217;ispirazione economica fallimentare: con ogni evidenza, non è Mario Monti &#8211; posto a capo di un governo bipartisan &#8211; a poter imboccare una tale strada. In fretta, si renda conto di ciò la sinistra italiana; e si impegni a restituire la parola agli elettori. Meglio sarà per tutti. (Liberazione)</p>
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		<title>Perdono gli imprenditori, vincono i padroni</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Nuovi scenari per il paese, nulla di buono. Libertà di licenziamento e cancellazione dello Statuto dei lavoratori, riduzione delle retribuzioni per i dipendenti pubblici, blocco delle pensioni di anzianità, aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne del settore privato. Un livello così basso non si era mai raggiunto. [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Lavoro-precario.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12316" title="Lavoro precario" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Lavoro-precario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Nuovi scenari per il paese, nulla di buono. Libertà di licenziamento e cancellazione dello Statuto dei lavoratori, riduzione delle retribuzioni per i dipendenti pubblici, blocco delle pensioni di anzianità, aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne del settore privato. Un livello così basso non si era mai raggiunto. Tutto ciò rappresenta una nuova guerra al mondo del lavoro: un’offensiva ai diritti e alle tutele del lavoro giustificandola ideologicamente come una indispensabile modernizzazione del mercato del lavoro e, più in generale, della nostra economia. L’attacco all’art.18 non è una novità: Berlusconi ne fu promotore nel 2001, con l’appoggio di Confindustria, il cui presidente di allora era Antonio D’Amato. Quell’operazione venne sconfitta, ma certi “modernizzatori” non si arrendono mai. Intanto, in una crisi come quella in cui vive il nostro paese, in cui 400mila giovani perdono il posto, stando ai dati dello scorso anno, il governo vorrebbe favorire la «flessibilità in uscita», cioè dare alle imprese la libertà di licenziare, per favorire il risanamento e rilanciare l’economia. Un modo semplice per aumentare i licenziamenti in modo esponenziale. Il governo usa a suo favore la debolezza dei sindacati. La frammentazione che vive il mondo del lavoro è un’arma nelle mani di questa classe dirigente. Si prospettano reazioni sociali, nessuno accetti queste provocazioni.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/perdono-gli-imprenditori-vincono-i-padroni.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Fperdono-gli-imprenditori-vincono-i-padroni.html&amp;title=Perdono%20gli%20imprenditori%2C%20vincono%20i%20padroni" id="wpa2a_16"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Indignatevi&#8221; contro ogni violenza</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attilio Iannuzzo</dc:creator>
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NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Poche centinaia di Black Bloc, solo poche centinaia sono bastate a devastare una città, ma soprattutto le intenzioni pacifiche messe in piazza da migliaia di manifestanti. Tutto questo è bastato a porre  in secondo piano  la rabbia d&#8217;una generazione senza futuro e senza più fiducia nelle istituzioni tradizionali, quelle politiche [...]]]></description>
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<div id="attachment_11899" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Manifestazione-degli-Indignados-a-Roma.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-11899" title="Manifestazione degli Indignados a Roma" src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/uploads/2011/10/Manifestazione-degli-Indignados-a-Roma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione degli Indignados a Roma</p></div>
<p>NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) &#8211; Poche centinaia di Black Bloc, solo poche centinaia sono bastate a devastare una città, ma soprattutto le intenzioni pacifiche messe in piazza da migliaia di manifestanti. Tutto questo è bastato a porre  in secondo piano  la rabbia d&#8217;una generazione senza futuro e senza più fiducia nelle istituzioni tradizionali, quelle politiche ma soprattutto quelle finanziarie, ritenute responsabili della crisi e anche profittatrici dei danni arrecati al bene comune. In 950 città le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche, perché solo qui c’è stato il caos e la devastazione. Eppure le intenzioni dei manifestanti dovrebbero essere legate da valori comuni. Qualcosa non quadra. O forse è tutto chiaro. I Manifestanti che sono scesi in piazza li abbiamo visti: cittadini di ogni età, ma soprattutto giovani, per protestare contro un sistema economico che si preoccupa di salvare le banche prima dei cittadini. Sono i cosiddetti «Indignati», che hanno preso il nome dai manifestanti spagnoli che in primavera hanno occupato la Puerta del Sol a Madrid per denunciare la disoccupazione crescente, la precarietà dilagante e i privilegi della casta economica e di quella finanziaria.</p>
<p>Mentre a New York i ragazzi avevano distintivi pacifisti e simbolicamente erano armati solo di scope e spazzoloni per pulire, da noi indossavano caschi e erano armati di bombe carta. La colonna sonora a Manhattan è quella del tamburino che suona i bonghi (e il dibattito tra le tende è se debba fermarsi dopo pranzo per non disturbare chi riposa nelle case vicine) o dei buddisti che pregano ripetendo «Om». L’odore è quello degli incensi di attempati figli dei fiori.  La nostra colonna sonora invece, come troppe volte nella storia italiana, è quella delle sirene dei blindati di polizia e carabinieri, dei rotori degli elicotteri che sorvolano gli scontri e delle esplosioni, mentre l’odore è quello acre dei lacrimogeni o del fumo delle auto incendiate. Perché è accaduto a Roma, perché è accaduto solo da noi? Se meditiamo su questo troveremo amare risposte.</p>
<div class="printfriendly alignleft"><a href="http://www.pressagency.it/v2/indignatevi-contro-ogni-violenza-2.html?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-icon-small.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printfriendly-text">Print Friendly</span></a></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pressagency.it%2Fv2%2Findignatevi-contro-ogni-violenza-2.html&amp;title=%26%238220%3BIndignatevi%26%238221%3B%20contro%20ogni%20violenza" id="wpa2a_18"><img src="http://www.pressagency.it/v2/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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