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Salerno, sequestrate dai Nas conserve di pomodoro scadute

Salerno, sequestrate dai Nas conserve di pomodoro scadute

NAPOLI – Numerose confezioni di conserve di pomodoro sono state sequestrate dai carabinieri del Nas di Salerno. Gli agenti hanno riscontrato infatti che cui si stava alterando l’etichetta e di passate stoccate in condizioni non adeguate. Il sequestro, eseguito in collaborazione con personale dell’Asl territoriale, ha interessato 75mila barattoli di produzione italiana destinati al mercato estero di una nota marca cui venivano rimosse le etichette originali per apporvene altre anche con data di scadenza posticipata senza autorizzazione dell’azienda e 131mila bottiglie esposte alla luce del sole e alle temperature alte di agosto nel cortile della struttura, per complessive 128 tonnellate di prodotto del valore stimato di 200mila euro. Il titolare del deposito e’ stato denunciato. Nei giorni scorsi, sempre nel salernitano, i militari del Nas avevano sequestrato gia’ 17 tonnellate di pomodori pelati, residuo di produzione del 2009, stoccate in un’area interrata di una azienda conserviera nonche’ l’intera produzione attuale in via cautelativa, in attesa delle analisi.

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Caserta, truffa a erario per oltre 13 mln euro

Caserta, truffa a erario per oltre 13 mln euro

CASERTA – Emettevano fatture per operazioni inesistenti e utilizzavano false lettere di intento riuscendo a truffare l’erario per oltre 13 milioni di euro. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Caserta che, a conclusione di accertamenti in alcune ditte di import ed export di bevande, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nove persone con l’accusa di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e reati finanziari. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il sistema di frode architettato e attuato consentiva di immettere sul mercato bevande a prezzi concorrenziali, evadendo il pagamento dell’iva pari al 20% del costo del prodotto, il tutto ai danni delle casse dell’Erario e delle aziende concorrenti. L’indagine e’ stata avviata dopo il sequestro preventivo di un notevole quantitativo di bevande in un deposito di una societa’ di Sparanise (Caserta), operante nel settore della vendita all’ingrosso di bibite anche alcoliche. Il sequestro e’ stato disposto a seguito della discordanza tra il luogo di consegna riportato e la ditta destinataria indicata sui documenti di trasporto, esibiti dal vettore incaricato della spedizione. Le fiamme gialle accertarono che l’amministratore della predetta societa’, con collaborazione e consulenza di un commercialista della provincia di Caserta, aveva costituito quattro ditte individuali, intestate a soggetti originari della provincia di Napoli nullatenenti, tutte con sede legale amministrativa negli Uffici dello stesso commercialista. Attraverso le quattro imprese commerciali fittizie, la societa’ di Sparanise, e’ riuscita a creare un credito di imposta inesistente, nonche’ un plasfond necessario per acquistare indebitamente merce in esenzione d’iva.

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Fiat: Marchionne scrive lettera al colle per spiegare le ragioni dell’azienda

Fiat: Marchionne scrive lettera al colle per spiegare le ragioni dell’azienda

Sergio Marchionne

ROMA – Una telefonata di John Elkann e una lettera di Sergio Marchionne indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono la via scelta ieri dalla Fiat per chiarire la propria posizione al Capo dello Stato, secondo quanto scrive oggi il quotidiano ‘La Stampa’. Nella lettera ”personale” inviata a Napolitano, in sostanza l’ad del Lingotto, sempre secondo il quotidiano, ha in sostanza illustrato le ragioni dell’azienda rassicurando il Capo dello Stato circa il fatto che la Fiat non ha ne’ intenzione ne’ interesse al permanere di uno stato di tensione in fabbrica. In una lettera inviata martedi’ ai tre operai dello stabilimento di Melfi sospesi dall’azienda e reintegrati dal Tribunale di Potenza, Napolitano aveva espresso ”il vivissimo auspicio – che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della Fiat – che questo grave episodio possa esser superato, nell’attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria”. Marchionne, che fara’ rientro oggi in Italia da Detroit, ”ha anche illustrato a Giorgio Napolitano la linea alla quale – si legge nell’articolo – si atterra’ l’azienda da qui in avanti: massimo rispetto, naturalmente, per le decisioni della magistratura, qualunque esse siano; ma anche difesa della scelta fatta con il tipo di reintegro adottato nei       confronti di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, che e’ nel solco della prassi solitamente seguita da ogni azienda in attesa del pronunciamento finale dei giudici”. Il presidente della Fiat John Elkann, sempre secondo ‘La Stampa’, ”ha parlato direttamente con Napolitano, e lo ha chiamato al Quirinale per un colloquio che si e’ poi rivelato cordiale e chiarificatore”. Per Elkann ”cercare e trovare soluzioni di lungo periodo di fronte alle difficolta’ del momento e alle tensioni che talvolta ne derivano e’ l’auspicio di tutti, Fiat in testa”. (Adnkronos)

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Fiat, Gelmini: “Giuste le scelte dell’azienda”

Fiat, Gelmini: “Giuste le scelte dell’azienda”

Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

ROMA – ”Quella di Marchionne è una scelta coraggiosa”. Intervistata dal Corriere della Sera il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini interviene sulla vicenda dei tre operai della Fiat di Melfi e difende le scelte dell’azienda: ”Le sentenze vanno sempre rispettate – precisa – ma vanno rispettate anche le aziende”. Per il ministro la Fiat rispetta la sentenza del giudice del lavoro perch‚ ”paga lo stipendio ai tre operai, li fa entrare nello stabilimento, consente loro l’attivit… sindacale”, tuttavia sottolinea che ”non vanno tutelati solo quei tre operai ma tutti i lavoratori. Soprattutto quelli che sono stati costretti a fermarsi quando i tre hanno bloccato quel macchinario paralizzando l’intera linea”. E a proposito del loro licenziamento da parte della Fiat la Gelmini aggiunge che ”Marchionne Š una persona prudente ed accorta” e che ”se ha deciso di procedere cos avr… le sue ragioni”. In questa vicenda, prosegue, non Š la Fiat che cerca lo scontro, ma la Fiom che in questo modo ”non fa gli interessi dei lavoratori ma solo i propri”. Il ministro definisce di ”grande saggezza” le parole di Giorgio Napolitano, ma spiega che ”quando il capo dello Stato parla della feroce competizione globale suona un potente campanello d’allarme che i sindacati non possono ignorare”. ”Spesso – afferma – i magistrati decidono per il reintegro automatico. Capita spesso nella pubblica amministrazione e purtroppo anche nella scuola. Ci sono persone che si macchiano di responsabilit… gravi che per• vengono rimesse al loro posto senza un vero esame dei fatti. Cos si uccide la meritocrazia”. (Ansa)

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Imprenditori e balneari accusano : “Gestione totalmente fallimentare ad Ischia e procida”

Imprenditori e balneari accusano : “Gestione totalmente fallimentare ad Ischia e procida”

Lido di Ischia

NAPOLI – “Non abbiamo avuto nessun riscontro positivo – denuncia Ottorino Mattera, uno dei tour operator più importanti che operano a Ischia – dall’ Istituzione dell’ area Marina Protetta Regno di Nettuno. I turisti non ne conoscono l’ istituzione anche perchè nessuno ha pensato a pubblicizzarla all’ estero o nel resto d’ Italia. E’ diventata solo un modo per vessare i diportisti napoletani. Onestamente da ischitano penso che o cambia totalmente la gestione oppure è meglio eliminare l’ area marina che sta diventando  purtroppo più un danno che una risorsa per l’ isola”

“Questa area marina – aggiunge Mario Morra, Segretario regionale del Sib il Sindacato Italiano Balneari - era partita con il piede giusto poi è diventata un problema per l’ intero comprensorio creando danni non solo ai nostri operatori di Ischia e Procida ma anche a quelli di Pozzuoli, Monte di Procida e Bacoli. I vertici attuali sono riusciti a far odiare il Regno di Nettuno anche agli ambientalisti più incalliti perchè hanno varato regole ingiuste e incomprensibili. Il nostro sindacato sta ricevendo danni enormi da una gestione che non ha risolto il primo problema di Ischia e cioè la depurazione delle acque. Ci domandiamo cosa facciano per difendere l’ ambiente i vertici del regno di Nettuno oltre ad incassare soldi”.

“Potremmo definire il Regno di Nettuno – conclude il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che quando era assessore provinciale ai parchi e alle aree protette alla provincia fece istituire l’ area protetta - la prima area marina per ricchi. Non si difende il mare o la poseidonia con gli scontrini dei ristoranti ma con piani seri, strutturati ed equi. Noi crediamo che il comitato di gestione ha perso totalmente di vista i principi ispiratori delle aree marine protette e quindi ci aspettiamo a breve un intervento risolutivo del Ministro all’ Ambiente Prestigiacomo che commissari , come da noi richiesto, l’ ente gestore”.

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Commercianti a Napoli, Nardelli: “Resto ancora innamorato della mia città”

Commercianti a Napoli, Nardelli: “Resto ancora innamorato della mia città”

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Quante volte abbiamo pensato di andare via dalla città, e rifugiarci in posti tranquilli e sicuri? Tutti almeno una volta nella vita. Geppino Nardelli no. Artigiano napoletano a cui è associato il marchio conosciuto per borse in pelle e scarpe di indiscutibile qualità, non ha mai esitato un attimo. Anzi, quelle carenze quotidiane, tangibili e palesi, bisogna migliorarle. Tutto chiaro, restare per arricchire la nostra città. Geppino Nardelli lascia un messaggio all’interno delle borse e degli altri articoli in pelle che vende, una poesia d’amore rivolta alla città, alla gente che vi abita, insomma, un incoraggiamento a rendere migliore il territorio in cui viviamo.  Ammirare la bellezza di Napoli non basta, bisogna fare in modo che la bellezza resti nel tempo.

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Il T.A.R. della Campania ripristina l’erogazione gratuita dei prodotti alimentari aproteici

Il T.A.R. della Campania ripristina l’erogazione gratuita dei prodotti alimentari aproteici

NAPOLI – Esultano i nefropatici residenti in Campania che,  a causa della sospensione dell’erogazione gratuita dei prodotti alimentari aproteici in tutta regione, da aprile  incontravano una grande difficoltà a curarsi, in contrasto con il Diritto alla Salute sancito dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana.

Questa intollerabile situazione, che ledeva in particolar modo la salute dei nefropatici appartenenti a fasce di reddito basse, aveva avuto inizio a partire dal 29 aprile 2010, per effetto del decreto n. 17 del 24 marzo 2010 a firma del Presidente Antonio Bassolino (pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione Campania del 28 aprile 2010), che sospendeva nella regione Campania l’erogazione gratuita dei prodotti alimentari aproteici, a carico del servizio sanitario nazionale, per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica.

Il Tribunale Amministrativo della Campania (Sezione Prima), presidente Antonio Guida, ha pronunciato un’ordinanza (in allegato) di sospensione dell’esecuzione del provvedimento adottato dalla Regione, accogliendo la domanda avanzata da alcuni malati e dall’ A.N.E.R.C. – Associazione Nefropatici e Trapiantati Regione Campania.

Da notare che, secondo la comunità scientifica nazionale ed internazionale, la dieta ipoproteica è uno strumento irrinunciabile nella terapia conservativa della insufficienza renale cronica, in quanto si affianca agli altri trattamenti nel rallentare  la progressione della malattia renale stessa e costituisce il cardine per il controllo dei sintomi uremici e delle complicanze metaboliche proprie di questa malattia, potenziando l’effetto della terapia farmacologica e procrastinando l’ingresso in dialisi.

Altro fatto importante: la dieta ipocalorica rappresenta anche un  risparmio molto significativo per il sistema sanitario nazionale. Infatti un trattamento dialitico costa 2.500 Euro al mese, mentre la fornitura di prodotti dietetici aproteici per approntare una corretta dieta ipoproteica ha un costo che, pur variando a seconda della situazione clinica del paziente, non supera mai i 500 Euro mensili.

L’odierna sentenza del T.A.R. ha ripristinato la possibilità per i nefropatici, appartenenti alle fasce deboli, di poter fruire gratuitamente dei cibi aproteici, indispensabili per contrastare questa  patologia.

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Operai in protesta alla raffineria della Q8 a Gianturco

Operai in protesta alla raffineria della Q8 a Gianturco

NAPOLI – (di Francesco Maria Cotarelli) – Situazione critica quella degli operai ,senza  stipendio da quattro mesi , in presidio permanente da giorni nell’area della Q8 .

Alcuni di questi  ,oggi, sono saliti con taniche di benzina sulle torri della raffineria chiedendo un incontro immediato con il prefetto al fine di vedere risolta la loro drammatica situazione,ma   a quanto pare quest’ultimo  sembra non voler ascoltare  le loro istanze.

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L’era della deindustrializzazione, anche l’IPM rischia di chiudere

L’era della deindustrializzazione, anche l’IPM rischia di chiudere

di Gabriele Gesso

NAPOLI – Se la Fiat è questione nazionale, la fase di dismissione industriale colpisce anche la Campania fuori dai riflettori. Il corso Salvatore D’Amato, un tempo sede di gruppi industriali di livello internazionale, assume quasi i contorni delle città abbandonate di quel west nomade in cerca di oro. L’oro non è più quello di Napoli, anzi la sua ricerca spinge fuori dai confini nazionali dove è facile giocare la partita della competitività sull’abbattimento dei costi del lavoro e sul superamento delle tutele dei lavoratori. Quindi la storia di un ricatto che ha interessato gli operai di Pomigliano ha la stessa narrazione di quella degli operai dell’IPM di Arzano che rischia seriamente la chiusura.
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Lavoro, diritti, democrazia; Ferrero: “Sì all’alleanza contro le destre”

Lavoro, diritti, democrazia; Ferrero: “Sì all’alleanza contro le destre”

NAPOLI – Hanno partecipato al dibattito Maurizio Landini, segretario del sindacato FIOM, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, l’onorevole Ignazio Marino, …del Partito Democratico e Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Italia dei Valori. Hanno preso la parola anche tre lavoratori rispettivamente di Eutelia, SElfin e Telecomche hanno raccontato la loro esperienza.
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