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Figli di un brutto Dio di Paolo Mazzarelli e Lino Musella

Figli di un brutto Dio di Paolo Mazzarelli e Lino Musella

NAPOLI – Farà tappa al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 19 gennaio 2012 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 22) Figli di un brutto Dio l’apprezzatissima pièce messa in scena e interpretata da Paolo Mazzarelli e Lino Musella, spettacolo vincitore del Bando In Box 2010.

Presentato dalla Compagnia MusellaMazzarelli, Figli di un brutto Dio è il titolo, all’interno dell’omonima pièce, di un format tv, e porta alla luce storie drammatiche, tristi vicende per fare share, ascolti, vendere prodotti pubblicitari.

Le persone sono trattate come merce, numeri, con tutto quell’alfabeto inglesizzato freddo e asciutto che separa la visceralità dei sentimenti, la vita reale dalla sua proiezione dentro il tubo catodico. Il mondo è in caccia di alcuni tipi che non hanno bandiera, che non hanno speranza, né presente né futuro. Tutti pronti a prostituirsi per quel quarto d’ora di celebrità.

Un tentativo di scrittura scenica integrale a due, in cui due attori, nel farsi autori/interpreti di un pezzo di teatro, si concedono maggiore libertà/responsabilità e, nello stesso tempo, si obbligano al continuo confronto con un altro, per condividere, all’interno della creazione scenica, ogni passaggio. Due storie dell’Italia 2010, del qui e dell’oggi, per indagare la realtà che c’investe e fermarne un frammento sul palco.

La prima ha per protagonisti due gemelli e un conduttore televisivo ed è ambientata nel mondo della TV, in cui Denari e Speranze scorrono a fiumi attraverso canali a volte putrescenti. Una Fogna reale nella quale hanno diritto a nuotare o ad annegare solo pochi eletti. La seconda è la storia di due falliti veri. Una coppia ispirata a quella di Uomini e Topi di Steinbeck. Due poveri Cristi senza futuro che sopravvivono nella spazzatura, nell’illusione, nel reciproco amore.

Cosa hanno in comune i personaggi della Regale Fogna di certa TV e gli altri due che bazzicano nella reale spazzatura di tutti i giorni? Primo: fanno ridere ma non lo sanno. Secondo: non hanno speranze ma sono convinti di averne. Terzo: sono figli diversi e leggittimi di una stessa realtà, di un Comune tempo, di un Brutto Dio.

Figlidiunbruttodio è un duplice spaccato reale sulla società in cui viviamo: una società bulimica, malata, riflessa in un mondo dello spettacolo che tende a inglobare, usare, ingurgitare uomini, per risputarli, poi, fuori annullati, vuoti.

Una società che si disinteressa della gente comune, portando all’estremo determinate situazioni che, purtroppo, non si allontanano neanche di molto da una collettività che si è dimenticata dell’Uomo e che ne sfrutta debolezze, sogni, speranze e vite.

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Teatro in fabula e i “due Fratelli”

Teatro in fabula e i “due Fratelli”

NAPOLI (di Anita Laudando) – Ventuno settembre millenovecentonovantotto, ore mezzanotte e quarantatre nella vita di “Due Fratelli” Boris (Stefano Ferraro)  e Lev (Raffaele Ausiello).

Un tavolo da cucina su cui poggiare i piedi di Erika. Specchio delle adolescenze contemporanee, i tre potrebbero avere qualunque età perché le relazioni, morbose e precarie, instaurate fra loro, sono credibili. Forse sono reali.

Pochi strumenti d’arredo (scene di  Antonello De Leo) con i loro rumori sono serviti alla co-regia di Antonio Piccolo e Giuseppe Cerrone per spiegare la consistenza dei personaggi. Piatti rotti,  sciacquoni da bagno, arance premute, corn flakes e Nutella. Lo spettatore è nella stessa stanza. Impossibile non richiamare alla memoria episodi accaduti nel vissuto di ognuno.

“Non possiamo sempre discutere sul nulla, bisogna muoversi” Simona di Maio incarna una femminilità sbarazzina, a metà tra una donna e una bambina, ammalia i due uomini che condividono con lei una casa ed un’esistenza vuota: “Tu che provi per me? Mi piaci, provo affetto”. La denuncia del disgregarsi dei valori avvenuto a cavallo fra ’900 e 2000 è chiara nel testo di Fausto Paravidino. Attori e registi di TEATRO IN FABULA hanno creato l’atmosfera che non lascia dubbi sull’ossessività del tempo che passa senza che nulla cambi davvero.

Momenti ironici, alternati nei tempi del dramma, e lettere paradossali inviate alla e dalla madre, incarnata nella voce di Larissa Masullo, provocano una vera e propria emorragia di sensazioni. La scena e i suoi oggetti letteralmente esplodono. I personaggi studiati, sudati, cercati e trovati sono una fiamma di energia.

“Sei geloso del tuo odio! Vivilo fino in fondo” . Tutti i giorni alle  21,00,  domenica alle 18,30, dal 9 al 15 gennaio al “Il Pozzo e Il Pendolo” Info e prenotazioni 0815422088“.

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Rock 2, la musica si mette di nuovo in mostra

Rock 2, la musica si mette di nuovo in mostra

ROCK! è uno stato d’animo, un modo di essere, un corto circuito ideale tra musica, cinema, letteratura, performing arts, teatro, arte visiva e la creatività in genere.

Il ciuffo di Elvis, la linguaccia degli Stones, la mela verde e il sottomarino giallo dei Beatles, la lucertola di Jim Morrison, le camicie a fiori di Jimi Hendrix, la Gibson Les Paul di Jimmy Page e Slash, le collane di Janis Joplin, il dirigibile dei Zeppelin, i baffi di Frank Zappa, la banana dei Velvet Underground, i dreadlocks di Bob Marley, la canottiera bianca di Freddie Mercury, il maglione sdrucito di Kurt Cobain, il muro dei Pink Floyd, l’hallelujah di Jeff Buckley: fotogrammi sempre vivi, scatto di ribellione. Il ROCK è suono, ma anche immagine.Per raccontare oltre mezzo secolo di musica, lo scorso anno è nata la mostra ROCK!, una scommessa vinta grazie agli 11.000 visitatori che hanno animato le splendide sale del Palazzo delle Arti Napoli: forti di questo consenso, la mostra torna a “invadere” – dal 14 gennaio al 26 febbraio 2012 – le sale del PAN.

Salutata con entusiasmo dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura, ROCK!2  si avvale nuovamente del Patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli (che ha contribuito alla realizzazione dell’area tematica “Rock Anniversary USA”) e del Consolato Britannico di Napoli. Per questa sua seconda edizione – “vista l’importanza dell’evento” – alla mostra è stato concesso anche il Patrocinio da parte del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania.

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“Paloma Negra” a Napoli, la sfida di Federica Musella

“Paloma Negra” a Napoli, la sfida di Federica Musella

NAPOLI – Trasformare in passi di danza contemporanea le pennellate ‘tragressive’ e ‘inquiete’ della pittrice messicana Frida Kahlo, icona dei movimenti libertari e femministi della prima meta’ del ’900. E’ la sfida lanciata dalla coreografa partenopea Federica Musella, che sara’ la protagonista di ‘Paloma Negra’, lo spettacolo in programma dal 12 al 15 gennaio al teatro Galleria Toledo di Napoli.

Frida Kahlo e Diego Rivera (foto del 1932)

A produrlo e’ la compagnia di danza Korper, diretta da Gennaro Cimmino, che da oltre cinque anni e’ impegnata nel valorizzare le energie e i talenti del territorio campano. “Frida mi ha scioccato per la sua immensa voglia di vivere – sottolinea Musella – nonostante le sia capitato di tutto nel corso della vita”. Un personaggio “enorme” e quindi “molto difficile da portare in scena”. Anche per questo la coreografa avra’ accanto a se’ sul palco le danzatrici Martina Bolognino, Elena Cocci, Monica Cristiano e Claudia Elvatico, ognuna delle quali “provera’ con i propri movimenti a raccontare qualcosa di una donna che ha fatto della propria intimita’ fisica e sentimentale l’oggetto esclusivo dell’intera parabola artistica”.

Per trovare la giusta chiave di lettura, Musella ha dovuto “farsi attraversare da tutte le problematiche dell’artista, a cominciare dall’impossibilita’ di muoversi”, dovuta a una malformazione del midollo spinale. Musella e’ tra le poche coreografe italiane a insegnare la tecnica Horton, nata in America e quasi sconosciuta nel nostro Paese. “E’ una tecnica formativa – spiega – usata in alcuni casi anche per la rieducazione, che si basa su movimenti che portano al massimo livello l’elasticita’ e la forza del corpo”. I costumi dello spettacolo sono di Concetta Iannelli, le luci di Gianni Netti, mentre nelle musiche affidate a Vito Pizzo si mescolano atmosfere sudamericane, come ‘Paloma Negra’, a sonorita’ elettroniche. Tra un brano e l’altro, l’esibizione delle cinque danzatrici sara’ accompagnata da alcuni brani recitati in messicano dalla voce fuori campo di Gea Martire. Lo spettacolo durera’ un’ora piena, senza pause, per non interrompere l’intensita’ che accompagna le stesse tele nelle quali la pittrice messicana era convinta di rappresentare “la mia realta’ e non i miei sogni”, rifiutando l’etichetta di esponente della corrente surrealista. Terminati i quattro appuntamenti napoletani, ‘Paloma Negra’ andra’ in scena a Salerno a partire dal 18 febbraio.

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“Benvenuti al Nord”, la battaglia comica tra Nord e Sud continua!

“Benvenuti al Nord”, la battaglia comica tra Nord e Sud continua!

Alcune scene del film "Benvenuti al nord"

NAPOLI (di Tiziana Pagano) – Approderà nelle sale cinematografiche il 18 gennaio 2012 l’attesa commedia italiana “Benvenuti al Nord”, con Claudio Bisio e Alessandro Siani. Il film ci mostrerà come prosegue la vita dei protagonisti di “Benvenuti al Sud” e, dalle indiscrezioni, trapelano già divertenti aneddoti di situazioni familiari non proprio serene. Il successo di “Benvenuti al Sud” è stato davvero travolgente: gli autori sono riusciti a coniugare il divertimento alla riflessione sulle discriminazioni che ancora oggi sono presenti tra “terroni” e “polentoni”. La realtà è stata sicuramente esasperata anche perché difficilmente i pregiudizi raziali vengono superati attraverso due risate, purtroppo. Ma di sicuro il film ha posto all’attenzione di tutti un problema ancora vivo nell’ Italia del 150° anniversario: l’Italia è davvero unita? Il terrore che Alberto (Claudio Bisio) prova nel trasferirsi a Napoli è un sentimento che non pochi cittadini del Nord proverebbero nei suoi panni. Allo stesso modo, l’angoscia che vedremo negli occhi di Mattia (Alessandro Siani) è condiviso da molti napoletani (e in generale dagli abitanti del Sud) costretti ad emigrare al Nord a causa della disoccupazione. Un tema, quello delle differenze tra Nord e Sud, che fu trattato anche dal celebre Luciano De Crescenzo nel film “Così parlò Bellavista” in cui il Professore napoletano Bellavista spiegava le differenze esistenziali tra gli uomini di cuore (del Sud) e gli uomini di libertà (del Nord): solo quando conobbe realmente il milanese Cazzaniga, il Professore si rese conto che ‹‹Si è sempre meridionali di qualcuno!››. Insomma, noi italiani sembriamo tutto tranne che un popolo unito! E in un’epoca in cui si parla di globalizzazione e di integrazione tra i popoli appare davvero bizzarro (se non triste) che neanche le persone della stessa cultura riescono a convivere nella stessa città. Alla luce di tutto ciò, mentre la “guerra” dei partiti politici che rivendicano la secessione nordista continua, fortunatamente continuano ad esserci autori e attori che, con il divertimento e l’allegria, ci mostrano che tutto sommato una convivenza tra sudisti e nordisti è possibile e che ognuno può imparare dalle tradizioni e dai pregi dell’altro.

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V Edizione Premio “Anacapri Bruno Lauzi, Canzone d’Autore”

V Edizione Premio “Anacapri Bruno Lauzi, Canzone d’Autore”

NAPOLI – Al via la V edizione del “Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’Autore 2012”. Sono aperte le iscrizioni al concorso anacaprese dedicato ai cantautori ed alle loro canzoni inedite. Dalla nascita del Premio oltre cinquecento sono state le adesioni alla kermesse musicale e 21 i finalisti che si sono esibiti su quello che fu il palco di Bruno Lauzi.

Il “Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’Autore” è diventato un appuntamento raffinato ed imperdibile nel panorama della canzone italiana d’autore. Una vetrina d’eccellenza che ha attirato l’attenzione di svariate trasmissioni televisive e radiofoniche tra le quali Unomattina, Tg3, Tg4, Rai RadioUno, Radio Kiss Kiss Italia e Radio Marte. La prestigiosa manifestazione avrà, ancora una volta, la direzione artistica dello scrittore e giornalista Roberto Gianani. Nel corso delle passate edizioni il Premio ha visto la partecipazione, in qualità di giurati, di alcuni tra i più importanti nomi della musica d’autore italiana: Maurizio Lauzi, figlio del cantautore genovese, Mariella Nava, Edoardo Vianello, Peppino di Capri, Carlo Marrale, Franco Fasano, Carlo d’Angiò, dei giornalisti Andrea Vianello, Alessandro Cecchi Paone, Marino Bartoletti, Cinzia Fiorato e Rosanna Lambertucci, del produttore discografico Alberto Zeppieri, del musicologo Pietro Gargano e quella dei maestri Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi, quest’ultimo in qualità di presidente di giuria. La serata di gala con le premiazioni avrà luogo nell’estate 2012 nella suggestiva piazza San Nicola ad Anacapri alla presenza dei giornalisti della carta stampata, della radio e della televisione.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 31.05.2012. Il bando, con il regolamento per le ammissioni, è pubblicato alla pagina web http://www.comunedianacapri.it/it/premio-lauzi . L’iscrizione al Premio è gratuita. Per altre informazioni contattare l’Ufficio Segreteria del Comune di Anacapri: Tel. 081.8387217 e-mail: segreteria@comunedianacapri.it

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Concerto per coltello, chitarra e tempesta, un  progetto di Davide Balliano

Concerto per coltello, chitarra e tempesta, un progetto di Davide Balliano

NAPOLI – Mercoledì 11 gennaio alle ore 17:30 vi aspettiamo al Madre per SONO LEGIONE. Concerto per coltello, chitarra e tempesta, un progetto di Davide Balliano con la collaborazione di Stefano Manzi e Danilo Battocchio. La performance è il secondo appuntamento della rassegna Corpus. Arte in Azione, a cura di Adriana Rispoli | Eugenio Viola.

Museo Madre

La ricerca di Davide Balliano indaga il lato oscuro dell’esistenza attraverso un’estetica minimale e a tratti asettica che restituisce scenari cupi e visionari. L’artista esplora le scaturigini dell’animo umano, le sue fragilità e incoerenze. Il suo è un immaginario multiforme che emerge da una pluralità di media: disegno, installazione, pittura, performance, piegati ad evidenza degli aspetti irrazionali di un’umanità alienata, in balìa di ansie e ossessioni. Nel gennaio 2010 Balliano presenta al Plymouth Art Center una performance in omaggio a  Cesare Pavese: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, dal titolo della raccolta di liriche trovata inedita nello studio del poeta, dopo il suicidio. In piedi e di fronte a degli specchi, l’artista affila un lungo coltello per 14 ore. Ripropone successivamente, con alcune varianti, lo stesso lavoro al PS1 di New York. Entrambe le azioni sono legate alla funzione di questo suono primitivo, quasi ancestrale.

Partendo da queste suggestioni l’artista presenta adesso a Napoli SONO LEGIONE. Concerto per coltello, chitarra e tempesta, una sorta di orchestra da camera allucinata, attivata dall’incontro scontro di tre elementi discordanti: il suono arcaico e ormai poco familiare dell’arrotino, quello a noi più vicino della chitarra e infine quello più “naturale”, sebbene artificializzato nella versione sintetizzata, della tempesta. Elementi diversi in cui l’azione ossessiva della pietra sulla lama scandisce ineluttabilmente il tempo, come un metronomo. Un’azione in cui l’elemento musicale si sviluppa secondo modalità di organizzazione e percezione sperimentali, ovvero essenzialmente anarchiche e soggettive.

“Mi piace come triangolo di simboli il coltello, la chitarra e il temporale. Il coltello affilato è per me emblema di pensiero ossessivo e opprimente. La chitarra rappresenta un’azione mirata all’espressione e condivisione del sentimento. Il temporale è simbolo della vita e del tempo, di tutti i legami che sono sopra di noi e che influiscono costantemente nelle nostre vite e nelle nostre scelte.” (DB)

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Concerto dell’epifania, successo in rai

Concerto dell’epifania, successo in rai

ROMA – Uno share del 19,55% per 1.583.000 spettatori: è questo l’ottimo dato di ascolto fatto registrare dalla XVII edizione del Concerto dell’Epifania andata in onda su Rai Uno alle 9.35 del 6 gennaio 2012.

Concerto dell'epifania in rai

Con valori percentuali e valori assoluti costanti negli anni e perfettamente in linea con l’ascolto medio di Rai Uno nella fascia oraria 09.00-12.00, la manifestazione promossa dall’associazione “Oltre il chiostro” si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti televisivi più seguiti nel periodo natalizio.​“La costanza dei dati Auditel di questi anni rivela come il Concerto dell’Epifania abbia ormai un pubblico affezionato e attento in una fascia tradizionalmente priva di appuntamenti musicali” ha dichiarato Giuseppe Reale, ideatore della manifestazione “Un dato particolarmente significativo per un programma che fa della qualità il  punto di forza della sua proposta artistica.”

​“Ringraziamo la sede Rai di Napoli e la Regione Campania per averci sostenuto nella realizzazione di questa diciassettesima edizione” ha sottolineato il direttore artistico Francesco Sorrentino “Il buon risultato di ascolti premia una manifestazione che, con la messa in onda su Rai Uno e su Rai International, promuove l’immagine della nostra città sia a livello nazionale che a livello mondiale.” ​Confermando la qualità e la quantità degli ascolti delle ultime cinque edizioni, il XVII Concerto dell’Epifania va, dunque, in archivio con un  successo di pubblico e di critica, ottimo viatico per l’edizione 2012.
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Zurzolo e artisti in piazza per salutare il “Mercatello della cultura”

Zurzolo e artisti in piazza per salutare il “Mercatello della cultura”

NAPOLI – Musica e artisti in piazza Dante. La ‘Matinèe di Ringraziamento’ si è svolta stamane a partire dalle 12, tra performance e improvvisazioni musicali di ospiti d’eccezione. A far scatenare la piazza con ritmi e melodie in bilico tra tradizione e avanguardia è stato Marco Zurzolo che ha incantato il pubblico insieme al pianista Francesco Villani accompagnato da Pierluigi Villani e Diego Imparato, batteria e basso.

L'esibizione di Zorzolo al Mercatello della Cultura

Gli artisti hanno salutato l’Associazione ‘Amici di Piazza Dante’, promotrice del ‘Mercatello della Cultura’ realizzato con il Comune di Napoli, inclusa la II municipalità, e hanno omaggiato la piazza con due ore di musica e allegria targata ‘Made in Naples’. Commercianti, artigiani e imprenditori storici hanno consegnato a Giuseppe Graziani, presidente dell’Associazione ‘Amici di Piazza Dante’ una targa per ringraziare il patron del Mercatello dell’impegno profuso per ‘rivitalizzare la piazza, coinvolgendo tutte le realtà che ne fanno parte per far rinascere arte, cultura e vitalità in uno dei luoghi più belli della città’.

Così ‘Il Mercatello della Cultura’ ha concluso i 40 giorni di fiera dedicati alla tradizione, all’arte e alla rinascita del ‘largo Mercatello’, cuore settecentesco del centro antico di Napoli dove per oltre un mese si sono svolti spettacoli e concerti, come la maestosa esibizione dell’Orchestra del Conservatorio di S. Pietro a Majella o le affascinanti installazioni artistiche ispirate al fuoco del Vesuvio. La ‘Matinèe’ organizzata dal Bar dell’Epoca, punto di ritrovo degli artisti partenopei, ha ospitato anche Daniele Sepe, ospite a sorpresa che ha incantato il pubblico con la sua incredibile performance al sassofono.

Lo spettacolo, aperto dal coinvolgente ritmo della musica etnica e dei bonghi africani, si è concluso con l’esibizione di Michele Selillo, giovanissimo cantante napoletano e futura promessa di Sanremo, ‘adottato dagli Amici di Piazza Dante che supporteranno questo giovane talento- ha detto Graziani-  così come ogni nuova risorsa del territorio, per continuare a rilanciare la piazza e le sue ricchezze storiche e culturali’.

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Don Pasquale Grifone e i suoi sogni bizzarri: “47 morto che parla”

Don Pasquale Grifone e i suoi sogni bizzarri: “47 morto che parla”

Teatro Il Primo

NAPOLI (di Anita laudando) – Metti che una sfarzosa famiglia venga presa sotto l’egida protettrice di Giulio Cesare, e metti che questo decida di andare in sogno al capofamiglia, tale don Pasquale Grifone….una quaterna secca, e poi data e orario della sua morte… ”47 MORTO CHE PARLA” liberamente ispirato a “La fortuna si diverte” di Athos Setti, divertente pièce in due atti, ripresa nel 1936 anche da Eduardo De Filippo con il titolo di “Sogno di una notte di mezza sbornia”.
Da Venerdì 6 Gennaio a Domenica 22 Gennaio, alle 18.00 e alle 21:00,
al TEATRO IL PRIMO,  ROSARIO FERRO ride con la vita e per la vita ironizzando sulla morte e sulla follia delle dinamiche familiari.

–E’ uno spettacolo di evasione- dice il regista – con lo scopo di raggruppare le persone fra loro, ma è importante non dimenticare che questo è uno spazio nato per accogliere tutti i generi. Non credo nei cartelloni monotematici.-  

In effetti il Teatro il Primo che Rosario Ferro e Arnolfo Petri hanno creato dai resti di un’antica pellicceria 13 anni fa, è un’ arena con due anime: la comicità di Rosario e la drammaticità di Arnolfo.

Eppure si lavora in armonia e in un clima di gran serenità, anche quando “La crisi, i tagli ministeriali, l’abbandono istituzionale, l’assenza di volontà concrete per salvare un “animale preistorico” che, seppur lontano dalle coscienze confuse di questa era mediatica, rappresenta l’unico strumento per raccontarci davvero” . Al suo interno è un minimuseo, tra abiti, foto, bauli e oggetti di scena che sono appartenuti a volte a persone a cui i due attori hanno dato una possibilità di crescita, altre appartenenti a veri talenti che hanno calpestato le tavole della piccola bomboniera rossa in Viale Privato del Capricorno, 4 ai Colli Aminei. -Bianca Sollazzo, Alfonso Guadagni, Athina Cenci e Mario Scarpetta si sono esibiti per l’ultima volta, proprio qui- dice il Direttore Artistico Petri mostrando con orgoglio foto e articoli di giornale, esposti nell’ingresso addobbato a festa.

Sosteniamo il Tetro Il Primo e il nostro buon umore con Don Pasquale Grifone e i suoi sogni bizzarri.

Per prenotare ed avere sconti chiamare 3494654060 / 3397075221, gli universitari pagheranno 8 euro.

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