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“I musicanti di Brema”, un perfetto intreccio tra storia e immagini

“I musicanti di Brema”, un perfetto intreccio tra storia e immagini

NAPOLI (di Federica Bertocco) - Ebbene si, è proprio il caso di dire “il ritorno dei cantastorie”. Il ritorno di Hansel e Gretel, di Cenerentola e di Cappuccetto rosso, del Principe ranocchio e di Biancaneve. Nessuna beffa, i fratelli Grimm sono ancora qui. Anna Raja, nota traduttrice di opere tedesche e vincitrice del premio italo-tedesco per la traduzione letteraria, ha ben deciso di rievocare gli indivisibili Jacob e Wilhelm e di far rivivere la loro celebre fiaba “I musicanti di Brema”( Orecchio acerbo Editore). Non si tratta della solita traduzione in “lingua nostra” vista e stravista, bensì di un’idea originale: un perfetto connubio tra storia e immagini. Sfogliando il libro, infatti, si susseguono le illustrazioni di Claudia Palmarucci, che offre all’immaginazione del lettore un insolito misto di stravaganza ed eleganza e che lascia parlare le immagini quanto e più delle parole. L’asino, il cane, il gatto e il gallo come i musicanti di Brema, affamati di libertà, “si misero in cammino verso la zona dove risplendeva la luce”. Libro dall’impronta moderna, scorrevole alla lettura, è adatto a bambini di tutte le età o semplicemente ad appassionati del settore. Da marzo sugli scaffali. “E a chi per ultimo l’ha raccontata, ancor la bocca non s’è raffreddata”.

 

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“La Venere Dei Terremoti”, l’opera del drammaturgo Manlio Santanelli

“La Venere Dei Terremoti”, l’opera del drammaturgo Manlio Santanelli

NAPOLI (di Anita Laudando) – «Ci sono innamorati felici (rari) e innamorati infelici (in soprannumero) ». E’ accaduto ieri, domenica 22 Aprile al Palazzo de’ Liguoro in via Arena alla Sanità 12, dove l’opera del drammaturgo Manlio Santanelli, La Venere Dei Terremoti è stata interpretata dalla forza scenica di Roberto Azzurro. Sottotitolato come Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati, si tratta di un racconto nato per la pagina scritta perché la narrazione come forma di comunicazione è «la più antica la più contemporanea, la più rischiosa, la più seducente» spiega Santanelli. Il set è una Napoli che stizza l’occhio ad un popolo barocco che ha la teatralità nelle vene. Così Roberto Azzurro, attore e regista che profondamente conosce drammi e commedie esplosi dalla penna di Manlio Santanelli, ha interpretato gli svariati personaggi di una città fotografata negli anni ottanta tra gli esoterici viaggi nella psiche di Luigino che si racconta abbia visto aprirsi e richiudersi le porte del Paradiso. Un lavoro teatrale a tre dimensioni per spessore, continuità e rischio, che «punta soprattutto su una lingua che non disdegna le più spericolate trasgressioni e, pur levandosi tanto di cappello al cospetto di Madama Grammatica, si concede ogni sorta di licenza, altalenando da termini obsoleti a forme idiomatiche innovative per vocazione, a totale vantaggio di un interprete dalla tecnica impeccabile» Illustrato da Francesco Landi, per la l’esperimento è stato presentato da Ortensia T e AltArt.

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Trianon, Monica Sarnelli apre la megarassegna musicale

Trianon, Monica Sarnelli apre la megarassegna musicale

NAPOLI – È Monica Sarnelli l’artista che apre la volata finale della megarassegna Trianon music live. Domenica 27 aprile, alle ore 21, la cantante va in scena nel teatro pubblico Trianon con Neapolitan nu_classic live tour, l’ultimo suo progetto concertistico e discografico prodotto da Bop and Pop.

Monica Sarnelli

La accompagnano Carlo Fimiani alla chitarra, Alfredo Di Martino al piano, Pasquale De Angelis al basso e Vittorio Riva alla batteria. Dopo una parentesi negli anni ’90, in cui ha inciso in italiano (Romantica, 1994 e Le cose che non dirò, 1995) e in inglese (Plays…, 1993), Sarnelli è tornata alle origini, riscoprendo le sonorità napoletane, con i due album Lazzare felici (2004 e 2007) e la raccolta antologica Neapolitan power I feel, in cui interpreta brani come Campagna di Senese e Del Prete, Lazzarella di Pazzaglia e Modugno, canzoni napoletane classiche e tanti brani del suo “mito” Pino Daniele, come Terra mia.

Nel programma della serata vi sono quindi brani della tradizione, come ‘O surdato ‘nnammurato e Maruzzella, e classici moderni come Chesta sera di D’Angelo e A me me piace ‘o blues di Daniele, tutti arrangiati da Gigi De Rienzo.

Il biglietto costa 15 euro, ridotto a 10 per il loggione. In alternativa è possibile sottoscrivere un pratico abbonamento a tre concerti a scelta a 30 euro. Vendita dei biglietti online sul sito del Trianon www.teatrotrianon.org. Informazioni telefoniche allo 081-225 82 85 . Approfondimenti informativi su radio Marte, media partner ufficiale del teatro (www.radiomarte.it).

Dopo il concerto di Sarnelli, Trianon music live riprenderà con Daniele Sepe & Rote Jazz Fraktion (martedì 24 aprile), Enzo Gragnaniello (venerdì 27) e Capone & BungtBangt con Lucariello (sabato 28), sempre alle 21.

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Torta di mele,che passione

Torta di mele,che passione

NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – Ma sì, con un mese di aprile così poco primaverile, concentriamoci ancora su torte e pasticcini: non è dolce il clima, provvediamo noi, allora, a rendere dolci e saporite le nostre pause.In ogni caso, anche se il meteo non lo conferma, siamo in primavera e, quindi, dedichiamoci comunque a preparazioni in cui la frutta è protagonista. Nulla di più classico,invitante e, nello stesso tempo, semplice della torta di mele. Un involucro di morbida pasta conterrà le mele, restituendole ancor più desiderabili per regalarvi pomeriggi sereni insieme ad una buona tazza di caffè o di tè.Procediamo.
Sbucciamo tre belle mele (se vi è possibile una mela annurca, una mela banana ed una limoncella),frulliamo la polpa con 100g di burro morbido e 150g di zucchero semolato. A questo composto aggiungiamo 300g di farina, tre uova, una bustina di lievito vanigliato, una bustina di vanillina, la buccia grattugiata di un limone non trattato e un cucchiaio di liquore agli agrumi.Sistemiamo il composto in una teglia diametro 24cm foderata di carta forno, spolverizziamo la superfice della torta con un paio di cucchiai di zucchero semolato e cuociamo a 200°, in forno preriscaldato, per mezz’ora.La torta di mele è servita.
Profumi e sapori di tempi passati,ma che non si dimenticano e continuano ad inebriare il nostro palato ed i nostri cuori,questa la torta di mele. La merenda dei bambini con questa torta assume un altro colore, un altro significato. Avrà il sapore particolare dei momenti a loro dedicati e farà parte di quei ricordi speciali che fanno bella la vita di ognuno di noi. Buon appetito!!

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Omaggio ad Annibale Ruccello e nel ricordo di Stefano Tosi

Omaggio ad Annibale Ruccello e nel ricordo di Stefano Tosi

NAPOLI – Mercoledì 18 aprile alle ore 11.00 il Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Sergio Sciarelli ed il Direttore Giovanna Cassese presenteranno la retrospettiva teatrale “Omaggio ad Annibale Ruccello e nel ricordo di Stefano Tosi” a cura di Stefano De Stefano e Tonino Di Ronza.

Per l’occasione Giulio Baffi, Manlio Santarelli, Mario Santella, Pierpaolo Sepe, Cristina Donadio, Antonella Morea, Rino di Martino, Stefano De Stefano presenti alla manifestazione daranno vita ad un aperto dibattito sul ruolo dell’opera di Annibale Ruccello nell’evoluzione del teatro del novecento.

Accademia delle bvelle arti a Napoli

Con tale iniziativa l’Accademia di Belle Arti intende unirsi alle celebrazioni, per i 25 anni dalla morte del giovane commediografo, attore e regista stabiese prematuramente scomparso insieme al fraterno amico e collega Stefano Tosi al cui ricordo e’ indirizzata la rassegna. Nel teatro Antonio Niccolini saranno portati in scena per l’occasione gli spettacoli “Mamma” interpretato da Rino di Martino con la regia di Antonella Morea “…da questo tempo e da questo luogo…25 rose dopo” di e con Cristina Donadio. La scelta operata dai curatori della rassegna intende offrire agli spettatori il messaggio diretto dell’opera di Ruccello. Con lo spettacolo “Mamma” una delle sue ultime produzioni (1986) che segue i successi di Ferdinando (1985) per il quale vinse il premio IDI per migliore testo teatrale e migliore messinscena (1986), Ruccello mette in scena la pluralita’ di aspetti,  e di comportamenti, di un unico ruolo quello di madre. Attraverso la presenza di un singolo, Rino di Martino, l’autore da vita al racconto di tre madri le cui differenti vite sono unite nel loro ruolo antico e contemporaneo al tempo stesso. Cristina Donadiomoglie e collega di Stefano Tosi  con “…da questo tempo e da questo luogo…25 rose dopo” porta in scena se stessa, le sue emozioni, il fatto di cronaca che investe la sua vita privata ed artistica. L’attrice ed autrice allo stesso tempo affida al palcoscenico la storia di tre individui che il destino unisce per sempre.

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Iaia Forte in “Interno familiare”, da un racconto di Anna Maria Ortese

Iaia Forte in “Interno familiare”, da un racconto di Anna Maria Ortese

Sarà in scena alla Sala Assoli di Napoli, da martedì 17 aprile 2012 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 22), lo spettacolo Interno familiare, tratto da un racconto di Anna Maria Ortese, interpretato da Iaia Forte e presentato da PigrecoDelta.
Feroce ritratto di una perdente assoluta, una donna che mai ha conosciuto l’amore, Interno familiare, racconto tratto dalla raccolta “Il mare non bagna Napoli”, capolavoro della Ortese, si svolge nel giorno della vigilia di Natale dove, in una grande casa nel quartiere di Monte di Dio, un’adulta zitella, Anastasia Finizio, scopre che è tornato in città, dopo anni di assenza, un giovane di cui era stata innamorata.

 

Iaia Forte

Questa notizia le risveglia i sogni sopiti, le fa immaginare la possibilità di una “vita nuova” aprendola a un amore che però si rivelerà illusorio.
Tra il brusìo dei parenti, che si preparano al pranzo di festa, la giovane donna ascolta distratta il mondo intorno a sé, mentre, ansiosamente, s’interroga sul proprio futuro. Nel suo cuore speranze disattese, corse in avanti dell’immaginazione, fughe all’indietro dei rimpianti.
Intraprende, così, un viaggio dell’immaginazione di ricerche affannose in avanti, diserzioni nel passato costellato di rimpianti: un percorso interiore che, “nell’orrore di un interno familiare”, le schiude le porte di un amore ingannevole.
Rinunciandovi, però, rinuncerà anche a se stessa, e la sua vita ritornerà ad essere scandita solo da “casa e lavoro, lavoro e casa”.
Intorno a lei una famiglia atroce, in cui gli egoismi e le invidie condannano i personaggi a una solitudine amara e incosciente.
“Ho sempre avuto – chiarisce Iaia Forte – una grande passione per Annamaria Ortese, per la ricchezza della sua lingua non naturalistica, per il suo modo di sentire il mondo, vibrante ma mai sentimentale. E mi ha sempre affascinato il suo sguardo su Napoli, perché la durezza con cui ha saputo raccontarla rivela una passione reale per questa città. Spesso, la bonomia con cui si rappresenta, cela indifferenza, mentre gli amori veri devono contemplare anche il conflitto”.
E’ un nero presepe, in cui la Ortese fa muovere con prepotente violenza, verità ma anche con passione queste icone di un’effimera felicità domestica, microcosmo e metafora di Napoli stessa.
Proprio in quella fatidica notte di Natale, Anastasia s’illude su quell’uomo, che un tempo le regalò un possibile amore, e che possa ritornare. Un sogno che, come una bolla di sapone, s’infrangerà, facendola ripiombare nella sua “galera”, il negozio di vestiti, il sostentamento dei fratelli e della madre tiranna.

Uno sguardo implacabile sulla famiglia, dove spesso, recluso tra mura domestiche, nell’inconsapevolezza più totale, il dolore può abitare per sempre, trasformandola in “luogo di solitudine e follia”.

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Accademia Belle Arti, riaprono le visite guidate

Accademia Belle Arti, riaprono le visite guidate

Accademia delle Belle Arti di Napoli

NAPOLI – In occasione del consueto appuntamento si celebra la riapertura al pubblico della Galleria dell’Accademia rimasta inaccessibile dallo scorso aprile, ad eccezione della Sala Palizzi, a causa dei danni da infiltrazione a cui è rimasta soggetta per diverso tempo. La vicenda, relativa alla chiusura dei suggestivi spazi museali dell’Ente, ha suscitato nei mesi scorsi l’interesse delle cronache locali, portando così alla luce l’annosa problematica dei fondi pubblici. I lavori di ripristino pertanto sono stati sostenuti direttamente dall’Accademia di Belle Arti nonostante la natura demaniale dell’immobile e le numerose sollecitazioni di intervento effettuate da parte del Presidente Sergio Sciarelli e del Direttore Giovanna Cassese, al Provveditorato alle Opere Pubbliche ed alla Provincia di Napoli. “La Galleria dell’Accademia che simbolicamente riapre nella Settimana della Cultura” dice il Direttore “è un bene prezioso ed è parte integrante della prestigiosa storia dell’istituzione e del suo futuro, poiché è al tempo stesso un museo con opere fondamentali per la storia della città e del meridione ed è anche un laboratorio per una nuova didattica delle arti. I patrimoni delle istituzioni di alta formazione artistica, come accademie e conservatori storici, sono misconosciuti e meritano nuove politiche di valorizzazione. Su tali temi l’Accademia di Napoli è stata sensibile e all’avanguardia e organizzerà a breve un convegno internazionale.

Dalle 10 alle 14, ingresso e visite gratuite alle collezioni dell’Accademia (Galleria e Gipsoteca), al Teatro Niccolini, all’Aula Magna alla Biblioteca Anna Caputi e, ancora, concerti dei musicisti del Conservatorio di San Pietro a Majella, gemellaggi con cori e gruppi musicali stranieri, reading letterari per un diverso approccio alla pittura, laboratori creativi per adulti e piccini, spettacoli teatrali che mese dopo mese si alternano sino a maggio quando la rassegna si arricchisce di iniziative e si rinnova con un’apertura straordinaria ogni domenica per tutti i fine settimana del mese.

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“Dieci Lune, il Festival d’autore” a Napoli

“Dieci Lune, il Festival d’autore” a Napoli

NAPOLI – “Effetto Napoli” annuncia con orgoglio di essere “media partner” della seconda edizione di “Dieci Lune – Festival dell’Autore”, che si svolgerà a Napoli dal 13 al 15 aprile 2012, presso la Domus Ars – Centro di Cultura (ex convento di San Francesco delle Monache, via S. Chiara 10) diretto da Carlo Faiello. Il Festival, ideato da Armando Rotondi, direttore editoriale delle edizioni “Bel-Ami” di Roma (promotrice dell’evento insieme alla stessa Domus Ars), uno dei più interessanti eventi culturali sorti nel capoluogo partenopeo negli ultimi anni, riunisce in tre giorni un cospicuo parterre di ospiti e di iniziative riguardanti i più svariati campi artistici, la letteratura in primis, ma anche cinema, musica, arti visive. Nella giornata di apertura si segnalano una interessante tavola rotonda sul cinema indipendente, Cinema no e low budget: come fare cinema con poche risorse”, che vedrà la partecipazione, per la moderazione di Salvatore Iorio (“Effetto Napoli”) di Gaetano Di Vaio (reduce dall’exploit di “Là-bas”, da lui prodotto con la sua “Figli del Bronx”), Sandro Dionisio (regista de “La volpe a tre zampe” ed ora in uscita con un nuovo lungometraggio), Stefano Simone (giovane cineasta autore di horror low budget che hanno attirato l’attenzione della critica nazionale), Paolo Speranza (direttore di “Quaderni di Cinemasud”) che ripresenterà per l’occasione il volume (edito dalla rivista) dedicato ad Alberto Grifi, “Alberto Grifi – Oltre le regole del cinema”, omaggiando così il grande padre del cinema sperimentale italiano. Ospite “clou” della giornata è lo scrittore Diego De Silva: l’autore di “Certi Bambini”, “Non avevo capito niente” e del recente “Sono contrario alle emozioni” presiederà alla consegna del Premio Nazionale per le opere di narrativa e saggistica promosso da Bel-Ami.

Punti forti della seconda giornata, sabato 14, sono invece due seminari: Racconti e città di mare tra cinema, letteratura e nuovi media”, pensato in collaborazione con il “K.lit”, il festival internazionale dei blog letterari, con la presenza di Claudia Verardi (traduttrice), lo scrittore Angelo Petrella, lo storico del cinema Giuseppe Borrone ed il produttore Giuliano Caprara; e “Nuova drammaturgia e nuove tendenze nel dopo Ruccello a Napoli”, con la partecipazione del drammaturgo Arnolfo Petri (il seminario è preceduto da un “reading” tratto dal suo “Camurrìa”) e dei critici teatrali Giulio Baffi, Franco De Ciuceis Stefano De Stefano.

Prima di concludersi nel seminario di domenica 15, “Il diritto d’autore 2.0: come la rete può rinnovare i modelli di tutela e circolazione delle opere”, altri eventi arricchiscono il palinsesto di Dieci Lune: le mostre di illustrazioni“Travelling in” di Mariateresa Conte e “Outskirts” di Sergio Figliolia (esposte per tutto l’evento dalle 11 alle 19), moduli professionali gratuiti organizzati da Bel-Ami, reading poetici e teatrali (in collaborazione con il laboratorio LAAV – Officina Teatrale), incontri con gli autori ed altre iniziative collaterali.

Il programma completo della manifestazione è consultabile al sito:http://www.festivaldiecilune.it

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“Viviani La Nuit”: Versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

“Viviani La Nuit”: Versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

NAPOLI (di Anita Laudando) – Nato a Castellammare di Stabia e contemporaneo di Eduardo de Filippo, Raffaele Viviani è «una figura portante della città di Napoli». È con questa consapevolezza che Carmine Gambardella ripropone « Viviani La Nuit » presso il Teatro Il Primo dal 12 al 22 aprile . «Dopo l’esperienza di Castellammare di Stabia ad agosto 2011 alle Terme, io e Mario Aterrano decidemmo di riproporre lo spettacolo a Napoli allargando il cast con artisti di spessore, nonostante questo sia un momento di grande crisi per il teatro». I due atti che saranno suddivisi in quadri che possano raccontare in toto «Un grande autore figlio del popolo di Napoli e delle sue difficoltà, perché è ancora di grande attualità, penso ad esempio alle morti sul lavoro descritte con FRAVECATURE» sottolinea Carmine Gambardella che sarà interprete insieme a Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi, Virgilio Brancaccio, Marco Palmieri e  Francesca Stizzo. Per la regia di Mario Aterrano il genio analfabeta di Viviani, sarà accompagnato dagli arrangiamenti di Michele Bonè, con la collaborazione del Maestro Di Colandrea. Giovedì, venerdì e sabato alle 21.00 e domenica alle 18.30. Per informazioni e contatti 081 592 18 98. Un’occasione da non perdere con « ’a rumba d’ ‘e scugnizze ca s’abballa a tutte pizze»!

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Giuseppe Ayala racconta la sua verità al teatro Bellini

Giuseppe Ayala racconta la sua verità al teatro Bellini

NAPOLI – A vent’anni dal drammatico 1992 che vide la tragica scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Ayala raccontala sua verita’ in teatro: Al Bellini di Napoli sabato 14 e domenica 15 aprile il magistrato racconta la storia di quegli anni e la straordinaria esperienza vissuta al fianco di Falcone e Borsellino, con i quali condivise la vita professionale quotidiana, ma soprattutto una profonda amicizia. Sul palco con lui Francesca Ceci.

Giuseppe Ayala

Il racconto da vita ad un ‘incontro-spettacolo’ che pone l’attenzione sulla Sicilia, su Cosa Nostra, sulla politica e la giustizia italiana di allora come di oggi. E’ una storia di vittorie enormi, di alcuni fallimenti, di speranze deluse e tanti luoghi comuni, primo fra i quali che ‘le stragi fermarono il pool anti-mafia’. “Il nostro lavoro non si arresto’ per la reazione di Cosa Nostra -dice Ayala nel suo racconto- noi fummo fermati da pezzi delle istituzioni dello Stato! E’ venuto il momento di chiarirlo”. I testi sono di Ayala con la collaborazione di Ennio Speranza, la regia e’ di Gabriele Guidi. Giuseppe Maria Ayala, magistrato, e’ nato il 18 Maggio 1945 a Caltanissetta ed abita tra Roma e Palermo. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Universita’ degli studi di Palermo, esercita la professione di sostituto procuratore della Repubblica. E’ stato Pubblico Ministero al primo maxi-processo. Nell’aprile 1992 inizia la carriera politica (con il Partito Repubblicano e poi con i DS) per due legislature alla Camera e due legislature al Senato. Ha rivestito il ruolo di Sottosegretario di Stato Grazia e Giustizia dal 1996 al 2000. E’ rientrato in magistratura e esercita presso la Corte d’Appello a L’Aquila.

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