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Storie di lotte in rete, l’era digitale nel libro di Sara Picardo

Storie di lotte in rete, l’era digitale nel libro di Sara Picardo

di Chiara Minieri (foto di Elda Liquori)

Al centro Sara Picardo (foto di Elda Liquori)

NAPOLI – L’ultima grande rivoluzione, il simbolo di un’era, la reale ed effettiva democrazia: sono solo alcune delle definizioni di Internet, protagonista indiscusso della società dei tempi attuali e argomento di base del libro di Sara Picardo “net at work – storie di lotte di uomini e donne in rete”. Un lavoro che raccoglie le esperienze di persone che hanno affidato al web una buona parte della loro esistenza per manifestare disagi, esprimere opinioni, proporre idee. “Internet è un grande mezzo di aggregazione – commenta Sara Picardo, giornalista free lance – ed è diventato negli ultimi tempi un polo narrativo importante, un modo per sentirsi meno soli”. Sara ha seguito on line le storie di tanti lavoratori in crisi e si è trovata in una vera e propria foresta, dalle immense potenzialità e dai tanti rischi “la prima cosa a cui ho pensato – prosegue – è stata verificare l’affidabilità delle notizie che si reperiscono on line. Apparentemente tutti possono scrivere qualsiasi cosa, tutto possono intessere delle relazioni virtuali. Il difficile è capire la natura effettiva di tutto questo, che molte volte si rivela piuttosto debole”.

Momento della presentazione (foto di Elda Liquori)

Il libro di Sara Picardo è servito da input per una lunga serie di riflessioni: “i social network stanno cambiando, – commenta Antonio Perillo di Giovani Comunisti – oggi assistiamo ad una passivizzazione operata da Facebook, un allontanamento da quello che avrebbe dovuto essere, e cioè uno strumento di interazione fattiva.” L’idea che Internet possa sostituirsi alla vita reale si accosta ad un altro dubbio, quello a proposito della libertà di informazione, di cui la rete si è fatta simbolo per antonomasia “non sempre il web si distacca da certe logiche di potere – dice Anna Mazza, portavoce di Napoli del Popolo Viola – anzi, alle volte le ingerenze dall’alto sono visibili come in qualunque altro mezzo di informazione. Una pagina di Facebook, ad esempio, può essere merce in vendita a tutti gli effetti. A che non farebbe gola una fetta del social network più famoso al mondo seguito da tantissimi fans?” Luci ed ombre a confronto, insomma, di quello che è il nuovo discusso protagonista di questi ultimi anni.

 

(Servizio: Antonella Cozzi – Video: Carlo Maria Alfarano)

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Insalata di pasta alle mandorle: la freschezza è servita!

Insalata di pasta alle mandorle: la freschezza è servita!

NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – Prendiamo una bella serata di inizio estate, accompagnamola ad amici attesi, ma non troppo, e uniamo il tutto ad una zuppiera stracolma di farfalle, mandorle e pomodorini: avremo ottenuto una serata speciale.A questo proposito, facciamo sempre in modo da avere in casa una piccola riserva di frutta secca, in particolare mandorle che animano brillantemente le situazioni più svariate. Procediamo come sempre.

Per mezzo chilo di pasta (farfalle, pennette rigate o penne mezzane) facciamo marinare 500g di pomodorini con tre tazzine di olio extravergine di oliva, uno spicchio di aglio, un pizzicone di sale fino e abbondante basilico sminuzzato.Nel frattempo cuociamo la pasta al dente. A questo punto mescoliamola con la marinata di pomodori e con 300g di mandorle spellate tritate finemente. Lasciamo riposare per 30 minuti e serviamo.

Servirete un piatto fresco, spiritoso e molto gustoso. Per rimanere in tema e proseguire con qualcosa di leggero e adatto alla stagione,consiglio un’insalata (lattuga) mescolata con mela annurca tagliata a quadrotti e mandorle pelate spezzettate, il tutto condito con aceto balsamico e olio extravergine.Un buon bicchiere di prosecco ghiacciato completerà degnamente il pasto.Buon appetito!!

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Forum Universale delle Culture: la Uil chiede un tavolo urgente

Forum Universale delle Culture: la Uil chiede un tavolo urgente

NAPOLI – “Esprimiamo la nostra preoccupazione per lo stallo in cui verte da mesi l’organizzazione del Forum Universale delle Culture 2013 assegnato alla città di Napoli”.

E’ questo il senso di una nota congiunta della Uil Campania e della categoria Uilcom, titolare delle relazioni sindacali nel mondo dello Spettacolo e della Produzione culturale per la Uil.

Ci troviamo a rilevare una nebulosità di prospettive, di indirizzi e di management nelle imminenze del varo dell’evento del Forum delle Culture assegnato alla città – affermano Anna Rea e Massimo Taglialatela, rispettivamente segretario generale Uil Campania e segretario generale Uilcom – in un momento, peraltro, nel quale registriamo lo stato di agitazione di molti operatori del settore, culminato con l’occupazione perdurante dell’ Asilo dei Filangieri.”

La Uil e la Uilcom della Campania hanno indirizzato una nota al Sindaco di Napoli, al Presidente della Regione ed al Presidente della Provincia, che sono gli attori principali dell’organizzazione del Forum ed a Cgil e Cisl, chiedendo l’istituzione di un tavolo ‘di informazione, confronto e proposizione’ che coinvolga tutte le parti sociali, le Istituzioni e che funga da portavoce di artisti e operatori del settore al fine di riprendere con celerità il cammino dell’organizzazione dell’evento.

Fonti diverse stimavano in 10.000 i posti di lavoro occupati lungo l’intero periodo della manifestazione – si legge ancora nella nota – e di questi una quota variabile tra il 40 e il 60% sarebbero stati poi trasformati a tempo indeterminato. Ma al momento l’organizzazione del Forum è ferma e non vi sono prospettive che facciano pensare ad una ripresa in tempi rqapidi. Per questo – concludono gli esponenti sindacali –chiediamo l’istituzione di un tavolo che riporti al centro del dibattito il rilancio del Forum Universale delle Culture di Napoli cominciando dalla partecipazione della città tutta ad una manifestazione che la vede sotto i riflettori del mondo intero”.

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“Work in tour”, Rifondazione Comunista  discute di lotte in Rete

“Work in tour”, Rifondazione Comunista discute di lotte in Rete

NAPOLI – Prosegue il Work in tour di Rifondazione Comunista. Si parlerà di lotte in Rete, ovvero delle tante vertenze che negli ultimi anni hanno trovato nel web uno strumento di diffusione e condivisione.

L’incontro-dibattito si svolgerà giovedì 17 maggio, alle ore 18.30, presso il Caffè Letterario Intramoenia di Piazza Bellini a Napoli.

Ne discuteranno con Sara Picardo, autrice del libro “Net @t Work, storie di lotte di uomini e donne in Rete” (Ediesse edizioni), Andrea Amendola, segretario generale FIOM Napoli e Campania, Attilio Iannuzzo, giornalista de “Il Mattino”, Antonio Perillo, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Napoli, Anna Mazza, portavoce napoletana Popolo Viola, Peppe Scognamiglio di Radio Siani, Anna D’Ascenzio, giornalista di Radio Vostok, Luca Romano, coordinamento giornalisti precari Campania.
Dalle lotte degli ultimi anni è emerso un nuovo modo di “comunicare” e rompere la solitudine che attanaglia migliaia di uomini e donne dopo la perdita della libertà, del posto di lavoro, degli spazi fisici di dibattito ecc.: il Web, uno strumento ricco di potenzialità e insidie. Questa tappa “virtuale” del nostro Tour, sarà un’occasione “reale” di dibattito con alcuni dei protagonisti dei conflitti nel nostro territorio.

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Venezia un bel sogno, talvolta triste: il romanzo di Anna Pavignano

Venezia un bel sogno, talvolta triste: il romanzo di Anna Pavignano

NAPOLI (di Federica Bertocco) – “Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare. La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi, Venezia la vende ai turisti che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’oriente, che guardano alzarsi alla sera il fumo o la rabbia di Porto Marghera”. Cantava così Francesco Guccini evocando una delle città più belle del mondo. Ma anche triste, come nell’ultimo libro di Anna Pavignano “Venezia, un sogno” (Edizioni e/o).

Thomas, americano ormai in Italia da trent’anni, ripercorre la propria vita: l’arrivo nella città, l’amore per la moglie Ivonne, morta prematuramente di una misteriosa malattia che le ha cancellato la memoria, l’infanzia del figlio e la rivalità con lui a causa del rapporto esclusivo che ha avuto con la madre. E ancora le altre donne che ha amato e perduto ed i duri anni di lavoro come cameriere. “Memorie felici, dolorose, intense”.

Poi l’inaspettato a sconvolgere la vita del protagonista ed una lotta intensa a difesa delle sue radici. Tutt’altro che un libro romantico, si tratta di un inusuale romanzo d’amore. Accanto ai più precisi dialoghi curati nei minimi accenti tra i protagonisti, l’autrice ha aggiunto un pizzico di dettagli gastronomici per richiamare all’attenzione il lettore. Una vera esperta la Pavignano, del resto il suo è un nome di prestigio nel campo della cinematografia italiana, già candidata ad un Oscar qualche anno fa per i dialoghi de “Il postino” di Troisi. Per chi avesse ancora voglia di leggere, ecco le prime righe:

“A Venezia, Thomas, arriva un mattino presto. E’ inebetito dal sonno e si trova a bordo del vaporetto insieme con degli operai che tornano dal turno di notte a Porto Marghera. Ci sono anche delle donne che stanno andando al mercato e vari studenti. Tutto quell’ondeggiare e l’odore dell’acqua umida fa capire a Thomas che il mare, a Venezia, è la quotidianità, abitudine e gli piace. Le persone a Venezia vivono così, spostandosi sull’acqua tutti i giorni. Non gli importa salire sul campanile di san Marco o di entrare nella basilica. E’ attratto dalle statue dei mori poste sopra alla torre dell’orologio e che rintoccano le ore.

Aspetta il rintocco per venticinque minuti e finalmente la statua esaudisce il suo desiderio. Si sente un po’ deluso però, perché Thomas non si considera un turista e neppure un viaggiatore. E’ solo uno che si sposta lungo il mondo, calpestandolo e respirandolo. Il mondo va percorso e non si può sprecare questa possibilità neanche restando fermi in un angolo, come stà facendo lui ora. E’ fermo in piedi davanti ad un piccolo negozietto con le serrande ancora abbassate. Una splendida ragazza gli rivolge la parola dicendo che deve aprire il negozio e se può farsi da parte”.

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Gnocchi di patate alle alghe, sapore d’estate

Gnocchi di patate alle alghe, sapore d’estate

Gnocchi di patate con alghe

NAPOLI (Isabella Forte Nele) – Eccoci ritornati ai primi e, per ripartire, era necessario farlo alla grande. Gli gnocchi di patate con le alghe sono il piatto giusto per riprendere le nostre chiacchierate sui primi piatti per la loro eleganza sublime  e perché ben si sposano con la bella stagione in arrivo.Con questo piatto possiamo davvero stupire e deliziare, rimanendo inoltre ligi alla nostra regola originale “cucinare tutti presto e bene”. Gli gnocchi, infatti, si prestano anche per essere preparati prima e congelati per un paio di giorni, cotti poi ancora cghiacciati.Procediamo.

Cuociamo 900g di patate (o rosse o a pasta gialla) e, ancora calde, passiamole nello schiaccia patate. Mescoliamo poi con 450g di farina e un pugnetto di alghe finemente tritate, ottenendo un impasto elastico, morbido e non troppo appiccicoso.Lasciamo riposare la pasta per 30 minuti circa, dopo di che proseguiamo dando la forma. Prima facciamo, aiutandoci con un po’ di farina dei bastoncelli, che taglieremo a tocchetti nei quali successivamente scaveremo leggermente per ottenere la classica forma dello gnocco. A questo punto, se non devono essere consumati entro un paio di ore, sistemiamo gli gnocchi, ben distanziati tra loro, su di un paio di vassoi che provvederemo a sistemare nel congelatore. Una volta induriti, possiamo porre gli gnocchi in buste frigo e consumarli dopo qualche giorno. Per condirli, dopo averli cotti in acqua bollente salata e scolati per bene appena venuti a galla, tuffiamoli in una delicata salsina preparata con un misto di frutti di mare (in genere io uso 500g di vongole, 500g di tartufi di mare e 250g di cannolicchi ,7-9 pomodorini a ciliegina il tutto cotto in olio abbondante con peperoncino e prezzemolo finale)Stiamo per assaggiare un piatto sublime!

L’amido delle patate avvolgerà i frutti di mare e renderà il sugo davvero indimenticabile.Quale occasione migliore della festa della mamma per portare in tavola questa delizia?Per una festa preziosa ci vuole un piatto prelibato! Auguri a tutte le mamme e Buon appetito!

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Maggio, il mese della Cultura Russa a Capri

Maggio, il mese della Cultura Russa a Capri

NAPOLI – Si apre con un concerto del grande violinista russo Graf Murzha, il Maggio della Cultura Russa sull’isola azzurra promosso dall’Associazione Premio Gorky presieduta da Svetlana Chernomirdyna e Antonio Crispino, in collaborazione e con il patrocinio del Comune e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Capri. Il concerto d’apertura si terrà Sabato 12 Maggio alle 20.30 nella ex Cattedrale di Santo Stefano in piazzetta. Ad accompagnare Murzha, la pianista Natalia Gus. Il Premio Gorky, giunto alla IV Edizione, premia ogni anno i vincitori delle due sezioni narrativa e traduzione letteraria. La terna finalista di quest’anno, tra cui verrà scelto il vincitore per la sezione autori include Andrej Volos con il romanzo Animator edito da Frassinelli, Zachar Prilepin con il romanzo Patologie edito da Voland e Olga Slavnikova con il romanzo “l’immortale” edito da Einaudi. Per la sezione traduzione letteraria i tre finalisti sono Irina Zaslavskaja per la traduzione in russo del romanzo Ragazzi di vita di P. P. Pasolini, edizione russa: Moskva, Jurij Il’in per la traduzione del romanzo Non ti muovere di M. Mazzantini, edizione russa: Sankt Peterburg e Irina Konstantinova per la traduzione del romanzo La solitudine dei numeri primi di P. Giordano, edizione russa: Moskva, RIPOL klassik.

La cerimonia di premiazione avverrà il 22 Maggio nella Certosa di San Giacomo a Capri. E in attesa della proclamazione del vincitore, l’isola azzurra sarà teatro di una serie di eventi tutti nel mese di Maggio : ancora un concerto nella Chiesa di Santo Stefano il 19 Maggio, con il violoncellista Denis Shapalov ed il pianista Alexander Vershinin, ed a Villa Fersen il 21 Maggio avrà luogo un interessante dibattito incontro tra il Presidente Fausto Bertinotti e l’Ambasciatore Russo in Italia Alexey Meshkow, moderatore il giornalista vicedirettore del TG1 Gennaro Sangiuliano, autore del libro Scacco allo Zar, che svela i retroscena che portarono alla nascita dello stato sovietico. In quella occasione sarà inaugurata la mostra fotografica su Nureyev. Le fotografie del grande ballerino russo,  proveniente dall’archivio di Rudolf Nureyev e opere grafiche create da giovani disegnatori sulla personalità dell’artista scomparso nel ‘93, saranno oggetto della mostra a Villa Lysis che resterà aperta per l’intero arco dell’estate. Ed il 22 Maggio, alla premiazione dei vincitori del Premio Gorky 2012 nella straordinaria cornice della Certosa di San Giacomo, seguirà un concerto canoro dei maestri solisti del teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Ed il festival della Cultura Russa a Capri si chiuderà il 26 Maggio con l’ultimo concerto nella chiesa di Santo Stefano in Piazzetta con la voce di Matinyan Tigran, che sarà accompagnato dall’organo di Antonenko Mihail.

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“Nel mondo degli uomini”, passione e sentimenti che dominano la nostra natura

“Nel mondo degli uomini”, passione e sentimenti che dominano la nostra natura

NAPOLI (di Federica Bertocco) – “L’amore è così trasparente come un cristallo, mutevole come il tempo, opaco come un banco di nebbia o luminoso come una luna schiacciata sul mare. E’ capace dei gesti più nobili e degli imbrogli più sottili. E’ prepotente l’amore”. Straordinario paroliere, autore di decine e decine di canzoni di successo affidate ad interpreti come Mia Martina, Mietta, i cugini di campagna e Nek. Stiamo parlando di Antonello De Sanctis e con lui il suo nuovo attesissimo romanzo “Nel mondo degli uomini” (No Reply Editore). Una storia d’amore, la lotta tra bene e male. Una lei, due lui. Rossana e Daniele, l’aspirante ballerina e il cantautore di un emergente gruppo musicale. “Gli ingredienti di un romanzo avvincente in una Roma magica e tenebrosa al tempo stesso – scrive l’autore – Il racconto di come le passioni e i sentimenti possano dominare la nostra natura. Di come i sogni si trasformino in incubi e in realtà. Ma soprattutto di come l’amore possa cambiare la vita. Un romanzo scritto da chi, vivendoci da oltre quarant’anni, conosce bene il mondo musicale, da chi ha saputo, con le sue canzoni, muoversi a suo agio tra i due opposti sentimenti dell’odio e dell’amore dimostrando, alla fine, che sono diverse facce di una stessa medaglia”. Un romanzo che senza scrupoli esalta la forza delle donne, la semplicità delle donne, la dignità. Dedicati ai ragazzi e, soprattutto, agli amanti della musica.

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“Chi comanda Napoli”, il libro inchiesta degli ultimi 20 anni

“Chi comanda Napoli”, il libro inchiesta degli ultimi 20 anni

NAPOLI (di Chiara Minieri) – Si parla di politica ma non solo in ‘Chi comanda Napoli’, il libro di Giuseppe Manzo e Antonio Musella edito da Castelvecchio, protagonista di un tour di presentazioni che ha fatto tappa ieri, 3 maggio, alla sede di Napoli centro del circolo SEL (sinistra, ecologia e libertà). Una vera inchiesta giornalistica, che guarda alla moltitudine di poteri che negli ultimi due decenni ha mosso le pedine della città. Il caso in analisi è l’emergenza spazzatura: “i rifiuti sono il paradigma dei poteri a Napoli. Usiamo il plurale perché ce ne sono vari, di poteri influenti – spiega Musella – borghesia, imprenditori, la stessa camorra, responsabile, ma non in maniera esclusiva. Di tutta la questione, gli elementi ad aver pagato il prezzo più alto sono stati la politica, paradossalmente, e gli imprenditori.” Un libro che ricostruisce storicamente i fatti fino ai primi mesi del 2012, prova ne è un’intervista al sindaco di Napoli Luigi DeMagistris. “Alla lettura delle prime cento pagine il lettore tende ad avvilirsi – continuano gli autori – ma poi, nella seconda parte del libro si intravede chiaramente una speranza.” Un’opera che non fa sconti a nessuno, magistratura e clero inclusi. Un’altra figura centrale dell’inchiesta infatti, è il cardinale Crescenzio Sepe, “la chiesa ha le sue responsabilità – afferma Musella – ma a differenza delle altre categorie ha saputo difendersi meglio, quando i nodi sono venuti al pettine”. Tra i commenti al libro, quello di Raffaele Cimmino, esponente della segreteria provinciale di SEL “occorre ripensare la politica – dice – e puntare ad un nuovo coinvolgimento sociale. Per riaversi dallo shock di questi ultimi anni è necessario che il divario tra politica istituzionalizzata e politica intesa come associazione di cittadini, scompaia”.

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Mostra Total Black, il confronto di nuove metodologie

Mostra Total Black, il confronto di nuove metodologie

NAPOLI – Gli artisti, tutti studenti dell’Accademia di Belle Arti sono statiinvitati a confrontarsi con un unico colore basico, il nero. L’intento del progetto espositivo e del relativo esercizio didattico alla base della iniziativa, è stato quello di indurre a creare opere più interiorizzate e formalmente pulite possibili, con la sfida di doversi confrontare ed accontentare di un unico input. Il ricorso al (e il richiamo del) nero è da intendersi esclusivamente come stimolo a connettersi con qualcosa di essenziale (uno stile, un progetto, un’immagine, un gesto, un segno, una materia). La risposta degli studenti, è stata massiccia, oltre 80 allievi hanno presentato i propri lavori e diversi laboratori hanno sostenuto l’iniziativa. Total Black si presenta nella sua fase finale come una grande scrittura espositiva collettiva che usa le pareti della Galleria del Giardino come pagine bianche di un libro, come tabula rasa a cui affidare i segni essenziali del fare artistico contemporaneo tracciando così il quadro di una generazione inquieta.

Con la mostra Total Black la Galleria del Giardino prosegue il suo obiettivo di rappresentare per gli allievi un confronto diretto con l’esterno. Tutte le iniziative nascono infatti come trait d’union tra la reatà interna di formazione ed esterna di vita reale. Tali attività didattiche assumono l’aspetto di un trampolino di lancio con il quale gli studenti vengono proiettati al di fuori e soggetti al giudizio esterno nella loro delicata fase formativa, offrendo loro la possibilità di potere sperimentare da subito le problematiche relative all’ approccio con il complesso sistema dell’arte.

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