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Il migliaccio dolce, siamo pronti al carnevale

Il migliaccio dolce, siamo pronti al carnevale

NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – Siamo in pieno periodo di carnevale e siamo in inverno pieno. Un inverno freddo,nevoso, problematico ed intenso. Non posso allora che perseverare ancor più nella scoperta di dolci e dolcini caldi, consolatori e gratificanti. Il migliaccio dolce è, come dire, un’antica prelibatezza carnevalesca,  raffinatezza non alla moda e, proprio per questo motivo, ancor più da amare e da gustare. Una profumatissima crema di ricotta e semolino è accolta e coccolata da pasta frolla friabile ed ospitale più che mai.Questo connubio perfetto potrà riscaldarci egregiamente, in questi giorni glaciali, ai quali poco siamo abituati: procediamo dunque.

Cuociamo 75g di semolino in mezzo litro di latte e 125g di acqua bollenti e profumati con una bustina di vanillina e la buccia di un’arancia non trattata. Il tutto si rigira per cinque-sei minuti con un cucchiaio di legno. A cottura ultimata, mescolate il semolino ancora caldo con una crema di ricotta, ottenuta amalgamando 250g di ricotta romana con 4 uova (mi raccomando se ne incorpora uno alla volta), un bicchierino di limoncello, 300g di zucchero e un cucchiaino di olio di cannella (in vendita nei migliori supermercati). Fatto ciò, stendete in una teglia tonda, diametro 24, la pasta frolla, precedentemente preparata (125g di burro, 220g di farina, un uovo, 70g di zucchero, una bustina di vanillina e la buccia grattugiata di un’arancia,semplicemente e brevemente amalgamati), e rovesciate in questo guscio la crema di semolino e ricotta. Il migliaccio necessita di una cottura dolce(170-180°) in forno preriscaldato per circa 45 minuti. Una volta cotto, lasciatelo raffreddare e spolverizzate con zucchero a velo vanigliato.

Ancora una volta il profumo quieto del quotidiano invaderà le stanze della vostra casa e delizierà mente e palato. La prossima volta resteremo nei dintorni della pasta frolla, regina dei biscotti e delle crostate. Buon appetito!!

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Medaglie al Merito per le operazioni svolte post – terremoto

Medaglie al Merito per le operazioni svolte post – terremoto

NAPOLI (di Cristina Cipriani) – A oltre trent’anni dal disastro del terremoto che colpì Campania, Basilicata e Puglia nel novembre del 1980, la Fondazione Valenzi ha ospitato presso la sede del Maschio Angioino la Cerimonia di assegnazione a Maurizio Valenzi, Francesco Compagna, Andrea Geremicca e Umberto Siola della Medaglia al Merito per le operazioni svolte durante la ricostruzione del nostro territorio.

In quest’occasione è stato presentato anche un documentario, intitolato “Terremoto 80. La scossa che ha cambiato l’Italia” e prodotto dalla PanamaFilm, il cui scopo, come ha affermato il regista Fabrizio Bancale, non è stato quello di denunciare tutte le attività illecite che si susseguirono, ma di ricordare nel giorno del suo anniversario un evento terribile che ha cambiato tutto il sud Italia.

Presente alla Cerimonia anche l’Assessore Comunale del lavoro, sviluppo, attività produttive, commercio, Marco Esposito, che, dopo aver visto il documentario di Bancale, ha voluto puntualizzare che gli eventi post terremoto dell’Irpinia sono, parafrasando le sue parole, l’espressione di un’incapacità di vivere sociale, degno e che oggi stiamo faticosamente recuperando. È quindi fondamentale continuarne a parlare, ricordando quanti errori sono stati fatti e cercare di non ripeterli, e quante ottime azioni hanno salvato la vita a migliaia di persone gravemente colpite da una disgrazia come un terremoto.

È proprio per questo che il presidente dell’ISPRO, Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile, e l’Onorevole Giuseppe Zamberletti ha ricordato il lavoro di Maurizio Valenzi, con cui, in quel durissimo anno, si è occupato di migliaia di famiglie, speranzose di avere presto un tetto sopra le proprie teste.

Zamberletti ha celebrato anche l’importante attività svolta da figure come Andrea Geremicca, che faceva parte del Comitato politico-operativo e che era abile nell’affrontare i problemi delle quotidiane riunioni, e come il professor Umberto Siola, stretto collaboratore dell’ex Sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi e del Commissario Zamberletti.

Pertanto, arrivato il momento di consegnare le medaglie, a ritirare quella di Maurizio Valenzi ci sono i figli, Lucia e Marco, che la ricevono perché il padre è stato capace di trovare in situazioni critiche soluzioni estreme, come “la sistemazione precaria dei senzatetto nell’area della Fiera d’oltremare; l’avvio e l’esecuzione dell’ordinanza n. 80 che concedeva contributi immediatamente spendibili per il ripristino di alloggi danneggiati, rendendoli abitabili; la realizzazione a Soccavo dell’edilizia prefabbricata leggera”.

L’Onorevole Francesco Compagna è premiato per aver svolto un brillante ruolo di collegamento tra il commissario straordinario e il Governo e a ritirare la medaglia c’è il figlio Luigi invece è Federico Geremicca, figlio di Andrea Geremicca, a ricevere la medaglia del padre. Infine, è Umberto Siola a ritirare la medaglia commemorativa con accanto anche Lucia Valenzi, che ci congeda dicendo che “è importante oggi ricordare e valutare le ombre, ma anche le luci di quel periodo […] ci sono stati volontariato e solidarietà, ma anche collaborazione tra le istituzioni e impegno dei loro rappresentanti”.

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Baby rock…quando la musica è ‘un gioco da bambini’

Baby rock…quando la musica è ‘un gioco da bambini’

NAPOLI - La seconda edizione della mostra ROCK! – che si avvale del Patrocinio del Comune di Napoli, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, del Consolato Britannico di Napoli e del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germaniaospiterà da VENERDI 4 FEBBRAIO 2012 [dalle ore 11.00 alle ore 12.00] gli appuntamenti settimanali con BABY ROCK! nell’omonima sala presso il secondo piano del PAN – Palazzo delle Arti Napoli

 l’area ‘Baby Rock’ aprirà i suoi battenti a bambini di età compresa tra i 4 e i 9 anni: le attività grafico-pittoriche saranno coordinate dalla prof.ssa Irene Manco, docente presso il Liceo d’Arte e presso la Scuola dell’Infanzia dell’Istituto ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli, partner della mostra e delle attività-rock del sabato destinate al mondo dell’infanzia.

Ogni incontro è destinato ad un massimo di 20 bambini, i quali dovranno essere accompagnati da un genitore o da entrambi i genitori: i genitori dovranno garantire la loro presenza per l’intera ora di attività.

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Eleonora, una donna e due amori

Eleonora, una donna e due amori

Ritorna, in una versione nuova, la storia di Lenòr. Passioni, amori, tradimenti e attese in una Napoli di duecento anni fa ma terribilmente simile a quella di oggi; fatto salvo – forse – il traffico.
La Compagnia HORA SECUNDA invita i suoi amici a vivere per la prima volta o a rivivere ancora una vicenda che B&B hanno costruito per divertire il pubblico e perchè, alla fine, resti almeno la memoria di una città che non seppe liberare se stessa e che ballò sotto la forca di Lenòr.
“L’esempio forse servirà”

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Amori napoletani, le grandi passioni che hanno fatto la storia di Partenope

Amori napoletani, le grandi passioni che hanno fatto la storia di Partenope

Intra Moenia

NAPOLI – Napoli e i suoi incantati dintorni nel corso del tempo hanno scatenato o semplicemente dato asilo a straordinari amori romantici e disperati. Un’incredibile sequenza di vicissitudini, peripezie e cataclismi amorosi che solo gli innamorati sono capaci di provocare e di sopportare: piccoli e grandi trame che s’intrecciano con la grande Storia dell’antica capitale, che si snodano dunque tra chiese e palazzi, vicoli e piazze, e poi si tuffano nel magico fiume perduto – quel Sebeto anch’esso fatalmente sedotto dalla dolce Partenope – sino a sfociare nelle acque del mito in un finale a volte tragico e a volte fiabesco.

 

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Teatro, in scena “Don Pasca’ fa’ acqua ‘a pippa”

Teatro, in scena “Don Pasca’ fa’ acqua ‘a pippa”

NAPOLI – Sarà il debutto dello spettacolo Don Pasca’ fa’ acqua ‘a pippa di Gaetano Di Maio, venerdì 3 febbraio 2012 alle ore 21.00 (repliche dal venerdì alla domenica, fino al 19 febbraio) a inaugurare “Il Teatro di Luisa Conte”, un progetto triennale che prevede la messa in scena di tre classici del repertorio del teatro Sannazaro, presentato da Lux Artis

Tre allestimenti che appartengono al periodo di massimo splendore della storica sala partenopea, tra gli anni ’70 e gli anni ’90, e che le permisero d’essere “Teatro dell’Attore”, fra i più vitali d’Italia.

Il progetto mira a rivitalizzare la memoria della Conte, in una sorta d’ideale “passaggio” di testimone con la nipote Ingrid Sansone. Per i primi tre anni la scelta è “caduta” su tre storici allestimenti: “Don Pasca’ fa acqua ‘a pippa”, testo di Gaetano Di Maio da Petito, rappresentato per la prima volta nella stagione teatrale 1975/76, poi nel 1977 ed ancora nell’ 1989; “Madama quatte solde” di Gaetano Di Maio da Guarini, rappresentato nella stagione 1974/75 e poi nell’ 1983 e “Mprièsteme a muglièreta” di Gaetano Di Maio da Guarini, nella fortunatissima stagione 1973/74, in cui lo spettacolo che raggiunse ben 200 repliche.

“Il mito di Luisa Conte – rivela Ingrid Sansone – è ancora forte a Napoli e in provincia, e mi è sembrato naturale, dunque, stabilire un ponte tra le esperienze professionali della cara nonna e il teatro che intendo proporre oggi. Vorrei creare una continuità artistica e programmatica, fondata su tre elementi imprescindibili: Luisa Conte, il suo repertorio di commedie elaborate da Gaetano Di Maio e il teatro Sannazaro”.

In questa “avventura” artistica saranno coinvolti l’attore e regista Mario Brancaccio (già interprete di alcune commedie nella storica compagnia di Luisa Conte), Gino Cogliandro, Patrizia Spinosi, Simona Patitucci, Antonio Izzo, Giorgio Pinto e tanti altri nomi che si affiancheranno in seguito.

Il primo allestimento a debuttare, Don Pasca’ fa’ acqua ‘a pippa di Gaetano Di Maio, vede alla regia Mario Brancaccio, anche fra gl’interpreti con Ingrid Sansone, Gino Cogliandro, Patrizia Spinosi e Antonio Izzo, Giorgio Pinto, Gioia Fusco, Titta Troise, Virgilio Brancaccio, Giosiano Felago, Emilia Maisto e con Simona Patitucci. Le scene sono a cura di Francesco Felago, le musiche del maestro Antonio Di Francia, i costumi di Luisa Gorgi Marchese.

Il testo è, in ordine di tempo, una delle ultime elaborazioni di Gaetano Di Maio da Don Pasca’ “passa ‘a vacca di Antonio Petito, scritta per il teatro Sannazaro e per l’inimitabile attrice e amica Luisa Conte. L’impianto drammaturgico di Di Maio lascia il canone da Commedia dell’Arte di Petito per dipingere l’affresco di un “basso” napoletano negli anni del Dopoguerra. La commedia si svolge, in maniera esilarante attorno al quesito: ma Cesarino è tornato dall’America ricco o più povero e “sfrantummato” del fratello Ciccillo? “Al pubblico l’ardua sentenza!”. Per esaltare l’immancabile lieto fine, come nell’originale petitiano, la compagnia intona il memorabile matrimonio di “Zeza” accompagnando gli spettatori al banchetto nuziale.

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Pan, giornata dedicata alle band underground

Pan, giornata dedicata alle band underground

NAPOLI – La seconda edizione della mostra ROCK! – che si avvale del Patrocinio del Comune di Napoli, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, del Consolato Britannico di Napoli e del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germaniaracconta la musica e il linguaggio che hanno fatto la storia degli ultimi decenni. Ospitata negli spazi del PANPalazzo delle Arti Napoli (via Dei Mille 60), l’esposizione ospiterà MERCOLEDI 1 FEBBRAIO 2012 un lungo pomeriggio dedicato alla musica della Napoli del Terzo Millennio, raccontata attraverso una selezione di video di recentissima produzione e con uno showcase da non perdere. 

Fabrizio Fedele

Dalle ore 16.45, la sala ‘ROCK ANNIVERSARY USA’ della mostra ospiterà i giornalisti Carmine Aymone e Michelangelo Iossa – ideatori e direttori culturali – che presenteranno i nuovi video dei Foja, degli April Fools, di Roberto Giangrande, di Pino Ciccarelli – Concerto Musicale Speranza, dei Radical Kitsch, degli ‘A67 con Joe Sarnataro, degli Ansiria, dei JFK & La sua Bella Bionda e dei Bad Jokes.

Dalle ore 18.00, la mostra darà spazio allo showcase ufficiale di presentazione di ASHES 1989 – PART I, il primo tassello di un viaggio sonoro in due parti che prende le mosse da una serie di brani composti proprio nel 1989 dal chitarrista Fabrizio Fedele con la complicità del bassista Davide Sorrentino e del batterista Sergio Scaletti.

A 23 anni dalla prima stesura di questi brani e a poco più di due anni dal suo ultimo capitolo discografico – Brotherhood of the Wine [2009] – Fabrizio Fedele pubblica un nuovo album, co-prodotto dallo stesso chitarrista e da Davide Sorrentino e pubblicato dall’etichetta discografica MATERIA PRINCIPALE di Napoli.

Il disco verrà presentato ufficialmente nel corso di uno showcase che vedrà protagonista il Fabrizio Fedele Trio: accanto al quarantunenne chitarrista suoneranno Corrado Calignano [basso] Davide Ferrante [batteria] e i due ospiti Pino Ciccarelli [sassofono] e Fabio Renzullo [tromba].

Il mini-album è costituito da quattro brani: First Oriental Composition [di Fedele / Sorrentino], Cerasa [di Fedele / Sorrentino / Scaletti], Fish Market [del solo Fedele] e una rilettura di Lullaby dei Cure, inserito nell’album Disintegration, pubblicato proprio in quel 1989 che ha visto nascere i brani di ASHES

L’artwork dell’album è stato elaborato dall’illustratrice napoletana Rosaria Iorio mentre il graphic layout delle illustrazioni, dei testi e delle impaginazioni è stato curato da Lucia Franciosa ‘Lucy Themeethes’. La Franciosa ha realizzato anche il promo-video delle highlights dell’album e del brano Lullaby, scelto come primo singolo del disco: i video verranno presentati al pubblico nel corso dello showcase del 1° febbraio al PAN – Palazzo delle Arti Napoli.

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Pasta sfoglia al pomeriggio? Si può!

Pasta sfoglia al pomeriggio? Si può!

NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – E’ molto piacevole, in particolare con il freddo, accompagnare il caffè del pomeriggio, non solo con biscottini e dolcetti, ma anche con qualcosa di salato, stuzzicante ed appetitoso. Uno spezza-pomeriggio brevettato,la pausa caffè-tè-cioccolato, diventa ancora più piacevole e gustoso se  ci lasciamo andare anche ad un peccatuccio salato,  scivoleremo ancor meglio verso la sera.Approfittiamo, allora, della pasta sfoglia di cui abbiamo parlato la scorsa settimana e concediamoci dei bastoncelli al formaggio veramente gustosi. Che si proceda, dunque.

Mentre aspettiamo che si scongeli la pasta sfoglia precedentamente preparata (saranno sufficienti 250g), riscaldiamo il forno a 200°. Appena la pasta è pronta, stendiamola  e diamole la forma di un quadrato, sul quale spennelleremo un uovo battuto. A  questo punto cospargiamo la sfoglia ottenuta con parmigiano grattugiato (70g), pezzettini di sottilette (tre possono bastare) e cubetti di provolone dolce(70g).  Tagliamo ora la pasta a strisce e attorcigliamo ogni striscia. Poniamo i bastoncelli in una teglia foderata di carta forno e inforniamo per 20 minuti circa. Una volta freddi, questi salatini si conservano per un paio di giorni in una scatola di latta. Il profumo che si spanderà nella vostra cucina è davvero ineffabile ed il piacere  di gustarli e di offrirli lo è altrettanto.Inoltre, sempre fedeli alla nostra regola, possiamo preparare direttamente i bastoncelli e scongelarli all’occorrenza, magari anche per cena a fianco ad un’ insalata e qualche fettina di salame napoletano.

Nel prossimo appuntamento, riprenderemo il nostro viaggio tra torte, biscottini e dolcini e, poiché siamo in prossimità del carnevale, parleremo del migliaccio dolce:delizia carnevalesca del cuore e del palato. Buon appetito!!

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Madre, “Allumettes” di Filippo Berta

Madre, “Allumettes” di Filippo Berta

NAPOLI – Filippo Berta realizza performance collettive, dove coinvolge persone comuni con l’intento di analizzare ed evidenziare gli stati ditensione i nsiti nelle relazioni sociali. La sua strategia sfrutta l’opposizione positivo-negativo, pieno-vuoto, implosione-esplosione, luce-oscurità, unione-disgregazione, individuale-collettivo, nel tentativo di raggiungere attraverso queste dicotomie, apparentemente inconciliabili, uno stato di equilibrio transitorio.

“Allumettes” di Filippo Berta

Le azioni di Berta generano una serie di micro-storie mutuate da un paradigma etico ed estetico che affida la sua forza poetica alle sfumature, punta al recupero dell’intimità e delle emozioni, all’accettazione della fragilità e dell’effimero, alla rivalutazione di piccole cose e gesti, alla percezione della diversità per farne i cardini di micro-narrazioni. In Allumettes, una performance dal forte impatto emotivo, con il semplice espediente simbolico della fiamma – fiammifero ovvero dal latino fero “portatore” di fuoco e dunque di luce, metaforicamente di verità, innesca una catena di azioni e di rapporti

svelandone in fin dei conti l’inesorabile brevità e fragilità. L’effetto olfattivo, unitamente a quello visivo, rivela al pubblico il tentativo vano di mantenere viva l’unione, nella consapevolezza comune che l’intento è comunque destinato a fallire.

Filippo Berta (1977) vive e lavora a Bergamo. Nel 2008 è tra i vincitori del Premio Internazionale della Performance, IV Edizione (Trento, Italy). Ha partecipato a diversi festival tra cui Tulca, After the fall (2011,Galway, Ireland), European Performance Art Festival (2011, Warsaw, Poland), Zoom VI Edizione (2011,Scandicci, Firenze, Italy). Tra le mostre ricordiamo: Prague Biennale 5 (2011), Random Access Memory (2011, Berlin, Germany), Performance from Far Away (2011, Paris, France), La dimensione umana del contemporaneo, Galleria Nazionale (2011, Cosenza, Italy), F.A.B.S. Museo Nazionale Brukenthal (2009, Sibiu, Romania). Prossimo appuntamento di Corpus. Arte in Azione: “La Robe” di Rosy Rox, sabato 4 Febbraio ore 18:00

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“Anime migranti” a luce di candela

“Anime migranti” a luce di candela

NAPOLI (di Anita laudando) – A  luce di candela, martedì 31 gennaio  a partire dalle ore 20:00,  l’ Associazione culturale “Macchia di colore” presso caffè Teranga presenta Anime Migranti. Racconti, poesie e musica  di ragazzi italiani e stranieri.

Con il té sul fuoco,in un’atmosfera etnica in vico Belvedere a Pignatelli 11, vicino l’Università “L’Orientale”, gli incontri previsti dall’iniziativa “ANIME MIGRANTI” vogliono creare  momenti di dialogo condiviso sulla condizione di estraneità – di non appartenenza, di isolamento, di solitudine – che assale tutti i cittadini delle città contemporanee, con particolare riferimento a persone di diversa provenienza geografica ed etnico/culturale rispetto al contesto di riferimento.

Ogni incontro si incentrerà su tematiche specifiche come l’amore, il futuro, il viaggio, la famiglia.

Cosa accade nel nostro corpo, quanto siamo liberi di muoverci nella società in cui viviamo, quanto ci sentiamo liberi di esprimerci col corpo nei confronti degli altri, immigrati e non, ma comunque a noi estranei, quindi altro da se stessi.

Quali sono le nostre emozioni. A quali emozioni non concediamo di manifestarsi agli altri e di vivere dentro di noi. Quali sono i motivi per cui blocchiamo alcune emozioni. Il nostro passato, la cultura da cui proveniamo, l’educazione che abbiamo ricevuto ci hanno insegnato a vietare le emozioni? Quali sono le connessioni delle nostre emozioni dell’ambiente sociale ed umano in cui viviamo.

 

Tema del primo incontro: Il mio nome, il mio destino

Seguirà proiezione del film “Il destino del nome”(The Namesake, 2006) di Mira Nair.

BUFFET etnico con sottoscrizione.

“ANIME MIGRANTI”, a cura di Simona Chiapparo e Ouango Kiswendsida Judicael, è un’iniziativa realizzata all’interno del progetto “Osservatorio sulle Migrazioni” promosso da ARIETE OnlusAssociazione Macchia di ColoreAssociazione Nazionale Sociologi/Dipartimento Regione CampaniaAccademia delle Scienze, delle Comunicazioni e delle Arti Mediterranee,Cooperativa Sociale La Tempra.

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