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I giovani vesuviani si mobilitano per salvare il territorio

I giovani vesuviani si mobilitano per salvare il territorio

NAPOLI – “Non siamo di fronte a piromani, a gente con problemi mentali, ma siamo sotto l’attacco di delinquenti che stanno distruggendo gran parte del nostro territorio mettendo a rischio anche la vita delle persone, a cominciare da chi è impegnato nello spegnimento delle fiamme”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione terra dei fuochi, che sta monitorando ogni giorno, con tanti volontari del Sole che ride, la battaglia contro i roghi.

“Ormai – spiega – siamo in guerra con chi ha deciso di mettere in campo una strategia criminale distruggendo vaste aree del parco del Vesuvio e creando tensioni in giro per la Campania con incendi continui che non danno tregua a vigili del fuoco, operai idraulico forestali della Città metropolitana e volontari della protezione civile”.

“Come al solito, di fronte a drammi del genere, emerge la grande partecipazione popolare con i volontari che continuano a collaborare, anche se, nelle operazioni di spegnimento, servono innanzitutto persone esperte” ha aggiunto Borrelli per il quale “gli incendi di questi giorni stanno evidenziando anche diversi problemi nella gestione dell’emergenza quando si sta rendendo necessario lo sgombero di alcune abitazioni e strutture ricettive e questo conferma la necessità di quelle prove di evacuazione nelle zone rosse che stiamo chiedendo da anni inutilmente alla protezione civile nazionale”.

“In ogni caso, così come è continua la pressione dei delinquenti che appiccano il fuoco, deve essere altrettanto continua la mobilitazione delle Istituzioni e dei cittadini che devono far sentire la loro vicinanza a quanti sono impegnati nelle operazioni di spegnimento anche con manifestazioni simboliche come quella che abbiamo promosso a Ercolano sabato scorso e come quella che proporremo giovedì 20 luglio a Portici per sensibilizzare quante più persone a contribuire al rinverdimento delle aree bruciate” ha aggiunto il consigliere regionale dei Verdi per il quale “anche oggi, in diverse zone della Campania, abbiamo avuto prova del valore di chi è impegnato nella lotta contro le fiamme, come dimostra il caso dell’area flegrea, tra Quarto e Pozzuoli, dove sono riusciti a evitare che il fuoco raggiungesse l’ex polveriera della Marina militare nella zona della Montagna spaccata”.

“Molti anche coloro che, in collaborazione con gli esperti, stanno collaborando alle operazioni di spegnimento, coordinandosi anche attraverso i social come racconta l’attivista Francesco Servino che, a Terzigno, ha messo in piedi un gruppo di una ventina di persone che stanno dando un contributo concreto, intervenendo direttamente con rastrelli e pale quando gli incendi sono ancora controllabili o segnalando l’area interessata quando è impossibile fare da soli” ha continuato Borrelli sottolineando che “grazie a loro s’è evitato che le fiamme raggiungessero la discarica di Cava Sari”.

“Su questo punto, molti delinquenti, approfittando dell’emergenza in corso, stanno appiccando il fuoco a piccole e grandi discariche aggiungendo ulteriore inquinamento a quello legato agli incendi delle aree verdi” ha concluso Borrelli.

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Monumentando, i teloni pubblicitari mancano,  ma restano i tubi arrugginiti

Monumentando, i teloni pubblicitari mancano, ma restano i tubi arrugginiti

NAPOLI – Sono i residenti del ponte di Chiaia a denunciare l’anomalia. Tubi ormai arrugginiti, quelli che servivano a reggere i teloni pubblicitari utili al restauro dei monumenti, restano montati senza teloni, impedendo l’accesso ai pedoni.

Molti i disabili che con le carrozzelle sono costretti a scendere sulla carreggiata per transitare. «I teloni pubblicitari non ci sono più da settimane,  – denuncia Pierluigi, un utente facebook postando le foto – si scopre il castelletto di tubi “innocenti” che evidenziano, come abbiamo sempre denunciato – che la struttura è stata allargata a sfavore del marciapiede solo per reggere i teloni pubblicitari. Rimangono comunque senza protezione tubi arrugginiti e pericolosi, si intervenga». Ed ancora:  «Il Comune di Napoli fa un debito costruendo il ponteggio a spese nostre e questo è il risultato, si vergognino».

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Via Nuova San Rocco, «Serve rete protettiva, troppi suicidi in città»

Via Nuova San Rocco, «Serve rete protettiva, troppi suicidi in città»

NAPOLI – A 24 ore dal tragico epilogo del ragazzo, forse suicida al ponte di San Rocco, i cittadini chiedono un intervento dell’Amministrazione Comunale. «Numerosi tentativi in questi anni – dice Raffaele, un residente – di far intervenire i tecnici che potessero arginare una qualsiasi volontà di suicidio – al ponte di Via Nuova S.Rocco, ma sempre inascoltati».

La competenza territoriale è divisa tra Terza e Quarta Municipalità, motivo per il quale forse non si è mai trovata l’intesa. «La risposta era sempre relativa alla mancanza di fondi disponibili per la realizzazione di una rete portettiva – continua Raffaele – Anche se contestualmente tale protezione fu realizzata al Ponte di Via Pietro Castellino al Vomero ove l’Amministrazione Comunale individuò le risorse necessarie». Insomma,. Pare che via Nuova San Rocco sia l’unica soluzione di suicidio a cui possono rivolgersi coloro i quali intendono porre fine alla loro vita. «Se il problema resta la mancanza di fondi, – conclude il residente – si pensasse a risparmiare su qualche festa di piazza per prevenire la follia umana»

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Chiude l’Arte della Pizza al Vomero, «Un’attività tramandata da generazioni»

Chiude l’Arte della Pizza al Vomero, «Un’attività tramandata da generazioni»

NAPOLI – Chiude l’ennesimo esercizio commerciale al Vomero, «L’arte della pizza» di don Gaetano Esposito. «Ancora una brutta notizia per la nostra città,  – dichiara il Presidente del Comitato Valori Collinari Gennaro Capodanno – questa pizzeria è ricordata da tutti per l’accoglienza e la qualità dei prodotti».

Il titolare dell’esercizio, don Gaetano Esposito, è considerato dai suoi clienti «l’ambasciatore della pizza napoletana» avendo ospitato numerosi artisti e personaggi di spicco.  Esposito ha iniziato la sua attività a dieci anni ed ha insegnato l’arte della pizza a numerosi allievi: «Lo consideriamo un vero e proprio maestro – continua Capodanno – ed ha fatto conoscere questo piatto, tipicamente napoletano, in tutto il mondo». Una ricca collezione fotografica documenta passo dopo passo la ricca attività di don Gaetano, per i napoletani scompare una pizzeria storica.

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Sequestrata officina abusiva al centro di Napoli

Sequestrata officina abusiva al centro di Napoli

NAPOLI – Gli Agenti della Polizia Locale del Reparto Ambientale hanno posto i sigilli ad un officina illegale in Via Giuseppe Antonio Pasquale, nel quartiere San Lorenzo. L’officina, senza alcuna autorizzazione, riparava scooter e moto smaltendo i rifiuti speciali attraverso canali illeciti.

Pezzi e scarti di lavorazione venivano gettati nelle campane della raccolta differenziata. Il propietario, denunciato per attività illecita e gestione illecita di rifiuti, dovrà pagare sanzioni pari a 10 mila euro.

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Sosta selvaggia davanti la Sede Comunale, «Qui ognuno fa quello che vuole, è una vergogna»

Sosta selvaggia davanti la Sede Comunale, «Qui ognuno fa quello che vuole, è una vergogna»

NAPOLI . Non c’è limite all’inciviltà. Per i residenti la sosta selvaggia è una vergogna, per il Comune di Napoli potrebbe addirittura essere normale. Siamo in piazza Santa Caterina, davanti la sezione Comunale della Prima Municipalità.

Ci sono motorini ed addirittura un’auto parcheggiata sul marciapiede, sul piazzale pedonale antistante c’è l’ingresso della chiesa di santa Caterina a cui è difficile accedere a causa della molteplicità di motorini che si trovano davanti il cancello principale. «Possibile che davanti un palazzo istituzionale si veda questo? – reclama un ristoratore di via Chiaia – inciviltà sta prendendo il sopravvento in questa città, bisogna fare qualcosa».

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Clochard con un braccio rotto, «Aiutatelo, sta per morire»

Clochard con un braccio rotto, «Aiutatelo, sta per morire»

NAPOLI – Sono ormai due settimane che lungo via Manzoni cammina un senza fissa dimora che si accascia ogni giorno sui marciapiedi ubriaco. Beve e dorme. Ha un braccio fratturato. Sono numerosi gli appelli di aiuto, allertate anche alcune organizzazioni di volontariato: «Abbiamo paura che senza un intervento concreto possa morire – dice Marcello Ciucci dell’organizzazione Angeli di Strada di Villanova – abbiamo chiamato ambulanza e carabinieri, ma servirebbero aiuti concreti dei servizi sociali». Numerosi i residenti che cercano di parlare con lui, ma senza riscontro.

«Ci sono tante realtà associative che si muovono attorno a queste realtà – continua Ciucci – ma servono investimenti nel welfare, altrimenti non andiamo da nessuna parte».

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Paziente al San Paolo tra formiche e sporcizia, «Vengano rimossi tutti i dirigenti»

Paziente al San Paolo tra formiche e sporcizia, «Vengano rimossi tutti i dirigenti»

NAPOLI – L’ennesimo episodio di malasanità. Siamo all’ospedale San Paolo di Napoli. La denuncia è del Consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: «Un gravissimo caso di degrado e mala sanità è avvenuto all’Ospedale San Paolo di Napoli – denuncia Borrelli, membro della commissione Sanità della Regione Campania- dove una signora è ricoverata in Medicina Generale al quinto piano ed è immersa tra le formiche in un letto sporco.

Un livello di sciatteria e mancanza di igiene che non possiamo accettare da parte del personale medico. Sono anni che denunciamo la presenza di insetti compresi gli scarafaggi all’interno dell’ospedale e le rassicurazioni che ci hanno fornito fino ad oggi si sono rivelate inattendibili. Per questo chiediamo la rimozione immediata di tutti i responsabili e i membri del reparto che hanno permesso una simile vicenda. Il Direttore Sanitario inoltre dovrà dare serie spiegazioni anche in commissione sanità dove lo farò convocare per un’audizione e sulla cui azione amministrativa ho deciso di chiedere una inchiesta interna.

Non possiamo accettare che i pazienti siano trattati in questo modo e non accettiamo giustificazioni superficiali. La signora va subito rimossa e sistemata in condizioni mediche, sanitarie e di decoro degne di questo nome. O si lavora in modo serio e con grande rispetto per i malati o per quanto ci riguarda si va a casa».

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Occupazione abusiva, chiusi tre locali a Sorrento

Occupazione abusiva, chiusi tre locali a Sorrento

SORRENTO – I caschi bianchi chiudono tre locali commerciali nelle ultime 48 ore. Sono il Bar Pollio” del corso Italia, il ristorante “The Horse Shoe”, anch’esso con sede sul corso Italia, ed il pub “Torna a Surriento” di via Santa Lucia.

Comune di Sorrento Le ordinanze emesse impongono “l’immediata rimozione dell’occupazione abusiva del suolo pubblico ed il ripristino dello stato dei luoghi a loro cure e spese”. Allo stesso tempo è stata disposta «la chiusura dei tre locali per cinque giorni consecutivi, a decorrere dal giorno successivo alla data di notifica dell’ordinanza e, comunque, fino al pieno adempimento di quanto disposto e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea garanzia».

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Quagliarella e Capello al Pausilipon, «Questi bambini ci regalano sorrisi»

Quagliarella e Capello al Pausilipon, «Questi bambini ci regalano sorrisi»

NAPOLI – Sorrisi, abbracci, qualche chiacchiera. L’ex calciatore Fabio Capello e l’attaccante della Sampdoria Fabio Quagliarella fanno visita all’ospedale Pausilipon, lo fanno per regalare un giorno speciale ai bambini del reparto di oncologia pediatrica. L’iniziativa dell’associazione Carmine Gallo Onlus si svolge nell’ambito dell’ evento Football Leader 2017. Molti bambini hanno voluto il selfie con i super ospiti per ricordare un giorno per loro speciale. “Vorrei ringraziare i medici, i professori e anche tutte le persone – dice Fabio Capello – e i volontari che operano in questa struttura ospedaliera. Io sono nonno e ho quattro nipoti e quando vengo in questi luoghi vorrei dare a questi bambini tutto ciò che ho”.

“Quando entri in questi reparti – dice Fabio Quagliarella – i sorrisi dei piccoli sono sempre tanti. C’era oggi una piccola che mi mandava dei baci. Spesso ti chiedi il perché esistano queste situazioni ma fortunatamente ci sono medici, infermieri e volontari che si occupano con professionalità e coscienza di loro”.

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