Archivio | Cronaca

Prigionieri di Erdogan, seminudi e con mani legate

Prigionieri di Erdogan, seminudi e con mani legate

Mentre a Bruxelles si discute e si fanno proclami, in Turchia sono già passati alle vie di fatto. Il bilancio aggiornato diffuso in mttinata da Yildirim parla di 208 “martiri”, compresi 145 civili, 60 poliziotti e tre soldati, e di 1.491 feriti.

Golpisti in Turchia tenuti prigionieriIeri il ministero degli Esteri riferiva di oltre 100 militari golpisti uccisi. Il premier ha confermato che sono state fermate 7.543 persone sospettate di aver avuto un ruolo nel tentato golpe. “Tra queste – ha detto – ci sono 100 poliziotti, 6.038 soldati, 755 giudici e 650 civili”. La sorte di questi sembra già segnata.

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Turchia, la reazione di Erdogan

Turchia, la reazione di Erdogan

Ankara – A poca distanza temporale dal fallito golpe militare in Turchia si comincia a delineare, pur tra mille interrogativi, un quadro più chiaro della situazione: l’analisi delle reazioni di Erdogan rimane lo strumento più efficace.

Soldati ed ufficiali turchi golpisti ammassati nelle stalle dai servizi di sicurezza di Erdogan

Soldati ed ufficiali turchi golpisti ammassati nelle stalle dai servizi di sicurezza di Erdogan

Ad oggi, risultano oltre 300 i morti, oltre 1.400 feriti, 3.000 i militari arrestati per aver preso parte al golpe, 2.745 i magistrati rimossi dal governo nelle ore successive al fatidico venerdì sera. Delle 300 vittime, cifra comunque destinata ad aumentare nei prossimi giorni, la maggior parte apparterrebbero alle file dei golpisti, o meglio complottisti come vengono definiti dalla stampa turca, molti dei quali sono soldati e civili, sgozzati e decapitati in strada o gettati dai ponti dai filo-governativi. Modalità che ricordano i primi eventi della cosiddetta rivoluzione siriana, quando i terroristi islamisti, in abiti civili, cominciarono i primi attacchi contro i soldati siriani.

Artefici come allora le frange più oltranziste della Fratellanza Musulmana che in Turchia vestono gli abiti dei sostenitori dell’AKP, il Partito della giustizia e dello sviluppo di Erdogan. Sulle epurazioni, saranno mesi di sangue in Turchia, ma avere subito pronta una lista di circa tremila magistrati da “rimuovere”, la dice lunga sulla prevedibilità del golpe. Non crediamo che sia tutta una messa in scena a suo vantaggio ma una cosa è certa, Erdogan sapeva, ha organizzato le sue contromosse ed ha atteso gli eventi. Le veloci accuse contro il rivale Fethullah Gulen, in esilio volontario negli Stati Uniti, sono la riprova che tutti gli ambienti istituzionali, delle forze armate e di altri apparati statali, saranno epurati scientificamente dai sostenitori di quest’ultimo.

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[Il video] Nizza, la strage in diretta

[Il video] Nizza, la strage in diretta

NIZZA – Folla di gente, fuggono, alcuni si salvano, tanti non ce lafanno. L’attentatore, identificato come un 31enne francese di origini tunisine, è arrivato con il tir all’inizio della promenade, ha atteso qualche secondo ed è partito per il suo viaggio di morte.

Il suo obiettivo è chiaro, travolgere più persone possibili. Un centinaio di persone riesce a tuffari in mare, altri non sono così rapidi. L’autista ad un certo punto si ferma, armeggia nella cabina, racconta un testimone. Prende la pistola e comincia a sparare contro chi gli si para davanti.

E’ la polizia a fermarlo. Gli agenti crivellano di colpi la cabina del camion. Il tunisino muore in pochi secondi.

 

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Incendio a Scafati, a fuoco un capannone di conserve locali

Incendio a Scafati, a fuoco un capannone di conserve locali

SCAFATI – Una nube tossica invade Scafati. DA accertare le cause, probabilmente il fumo è stato causato dall’incendio di un capannone di conserve, la Ex Perla, da dove si sarebbe originato l’incendio, in via Santa Maria la Carità, nel quartiere Mariconda. I cittadini allarmati hanno chiamato polizia e vigili del fuoco che si sono recati immediatamente sul posto.

incendio Scafati

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[Il video] Furbetti del cartellino, si nascondevano con una scatola sulla testa

[Il video] Furbetti del cartellino, si nascondevano con una scatola sulla testa

NAPOLI (askanews) – Non solo sapevano benissimo di essere ripresi dalle telecamere mentre truffavano lo Stato, timbrando il cartellino all’ingresso per poi allontanarsi dal posto di lavoro, ma questi dipendenti del Comune di Boscotrecase, nel Napoletano, avevano pensato addirittura di farla franca semplicemente mettendosi in testa delle scatole per non essere identificati, continuando imperterriti a strisciare badge anche per i loro colleghi assenti
In poche settimane di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, i carabinieri hanno scoperto oltre 200 episodi di assenteismo; 23 i dipendenti comunali denunciati, ritenuti a vario titolo responsabili di truffa aggravata ai danni dello Stato e di false attestazioni in servizio.

Le telecamere dagli investigatori hanno documentato i comportamenti dei truffatori che, una volta vistosi scoperti, anziché smettere hanno prima provato, invano, a manomettere il sistema di videosorveglianza e poi hanno pensato che bastasse coprire il volto, come fanno i rapinatori, per continuare a frodare il Comune. Ai militari è bastato fare dei controlli incrociati per identificare e denunciare i 23 responsabili.

Sei persone sono finite agli arresti domiciliari, per 13 indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con contestuali sospensioni dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di un anno. Altri quattro dipendenti sono stati sospesi per sei mesi.

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Rifiuti, la protesta dei cittadini “Togliete le campane, sono causa di rifiuti in strada”

Rifiuti, la protesta dei cittadini “Togliete le campane, sono causa di rifiuti in strada”

NAPOLI – Terza Municipalità, rifiuti e pattume ovunque. Le campane piene fino a sopra di materiali di risulta e tra un dispositivo e l’altro anche rifiuti speciali. Ruote di autovetture e tavolini in legno gettati in strada tra le campane che dovrebbero essere contenitori di scarti selezionati e differenziati. I cittadini mandano reclami al Comune di Napoli.

Rifiuti“E’ inverosimile ritrovare questi rifiuti in strada – dice un residente in quartiere dei Colli Aminei – che è stato il primo ad attuare la raccolta differenziata porta a porta. Perché lasciare in strada le campane per i rifiuti dal momento che vengono raccolti col sistema porta a porta?” E conclude: “Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e l’Amministrazione Comunale deve adoperarsi con dei provvedimenti validi”.

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Fiamme a terreni confiscati alle mafie, De Magistris: “Vile atto intimidatorio”

Fiamme a terreni confiscati alle mafie, De Magistris: “Vile atto intimidatorio”

NAPOLI – “Esprimo la mia solidarietà alla cooperativa “Al di Là dei sogni” di Sessa Aurunca, gestita da Simmaco Perillo, per il vile atto intimidatorio arrecato ai suoi danni. Ieri, quattro ettari di terreno confiscati al clan Moccia, sono stati dati alle fiamme. Dalle indagini è emersa la natura dolosa dell’incendio che ha distrutto gran parte della piantagione di alberi di noci e si è propagato fino al ‘Giardino della Memoria’, un baluardo del ricordo delle vittime innocenti della camorra”.

Luigi De MagistrisCondanno con forza questa azione meschina e rinnovo la mia totale vicinanza e solidarietà a Simmaco Perillo, alla famiglia, ai soci e ai volontari tutti che da anni quotidianamente dedicano la propria vita a liberare i nostri territori dalla violenza, dai soprusi e dalle mafie.”

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[video] Dolce & Gabbana a Napoli, si balla la musica partenopea

[video] Dolce & Gabbana a Napoli, si balla la musica partenopea

NAPOLI – Una modella di Dolce & Gabbana sulle note di “o Sole mio” al centro storico di Napoli.

 

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[Il video] Maserati d’acqua nel golfo di Napoli ‘Sono venuto fin qui da Genova’

[Il video] Maserati d’acqua nel golfo di Napoli ‘Sono venuto fin qui da Genova’

NAPOLI – Il genovese che ha girato il golfo di Napoli in Maserati, ma in acqua. Alcuni ragazzi si accostano con la loro barca e gli chiedono informazioni.

 

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Napoli come Barcellona, l’arredo urbano diventa arte

Napoli come Barcellona, l’arredo urbano diventa arte

NAPOLI – Opere d’arte al posto dell’arredo urbano. E’ così che a Napoli porzioni cittadine saranno impreziosite da oggetti artistici che sostituiranno cordoli stradali, pezzi rotti delle panchine pubbliche, ciottoli mancanti dai marciapiedi e le aree urbane degradate. Come Barcellona, Napoli è pronta a diventare una distretto artistico dove la vocazione alla bellezza sarà quella delle storiche porcellane di Capodimonte che verranno installate in tutta la city per renderla più bella ma anche funzionale, dal momento che l’arte servirà da arredo urbano.

Arredo urbano diventa arte, a capodimonteIl progetto di arredo urbano partecipato ed integrato, Identità di Capodimonte – l’Istituto Caselli arreda il territorio, nasce 4 anni fa con il protocollo d’intesa tra il governo municipale presieduto da Giuliana Di Sarno e la dirigenza dell’istituzione scolastica per promuovere lo Sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione del ricchissimo patrimonio del territorio della 3^ Municipalità, Stella S.Carlo all’Arena e delle sue eccellenze, prima fra tutte, le Porcellane di Capodimonte, cultura artigiana portata avanti dalla Real Fabbrica borbonica delle porcellane.

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