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Abbattimento Vele, Verdi: “Si proceda con i progetti di riqualificazione”

Abbattimento Vele, Verdi: “Si proceda con i progetti di riqualificazione”

NAPOLI – “La decisione di abbattere altre tre vele a Scampia non può che trovarci d’accordo visto il valore simbolico che quelle demolizioni potrebbero avere, ma, al tempo stesso, visti i precedenti, chiediamo che tutto sia fatto in tempi brevi e che, contemporaneamente, si proceda con i progetti di recupero dell’area per evitare che, dagli abbattimenti, venga fuori altro degrado”.

ScampiaLo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, e i consiglieri comunali di Napoli, Stefano Buono e Marco Gaudini, per i quali “è importante che, nel corso della prima riunione della Giunta alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, si sia dato un segnale di attenzione verso le periferie così importante e forte”.

“Nel corso degli anni ci sono stati tanti annunci di recupero per Scampia, ma molti sono rimasti sulla carta e il quartiere continua a essere etichettato come un ghetto e conosciuto in Italia e nel Mondo, grazie a fiction come Gomorra, come un rione maledetto, da evitare, senza speranza” hanno concluso i rappresentanti dei Verdi per i quali “in quei palazzi, invece, abitano tante persone perbene e ci sono tanti esempi di gente che sta già lavorando per la rinascita”.

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[Il video] Rifiuti a Scampia, i residenti: “Rimuovete l’Eternit, così ci uccidete”

[Il video] Rifiuti a Scampia, i residenti: “Rimuovete l’Eternit, così ci uccidete”

NAPOLI – Paraurti di auto, eternit, rifiuti di ogni genere. Così si presenta l’area sottostante il ponte di Scampia. Un recinto rosso delimita questa area degradata, ma l’eternit, anche se isolato, produce danni alla salute.

“Ci sembra assurdo assistere ad un degrado così evidente – dicono alcuni residenti della zona – senza il rispetto dell’ambiente e della nostra salute; non vogliamo respirare quest’aria, il Comune deve immediatamente bonificare l’area e rimuovere l’Eternit.

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Emergenza Terremoto, i Verdi: “Serve un nuovo Progetto Sirena”

Emergenza Terremoto, i Verdi: “Serve un nuovo Progetto Sirena”

NAPOLI – “Stiamo lavorando con il vice Presidente della giunta Regionale Fulvio Bonavitacola e gli assessori del comune di Napoli Piscopo e Palma raccontano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali del Sole che Ride di Napoli Stefano Buono e Marco Gaudini – per realizzare un progetto di rigenerazione urbana sugli edifici privati e pubblici napoletani e campani finanziato in buona parte con fondi europei per effettuare una ristrutturazione intelligente.

TerremotoA questo tipo di intervento vogliamo collegare la possibilità di un nuovo progetto Sirena per rifare le facciate dei palazzi e metterli in sicurezza. Siamo certi che la Campania da ultima regione in Italia per la sicurezza degli edifici sarà capace anche grazie a iniziative come questa e all’approvazione della legge sul “fascicolo del fabbricato” di saper invertire una tendenza vergognosa di cui nessuno si è mai seriamente interessato. Per i condomini che non si adegueranno alle norme minime di sicurezza bisognerà ricorrere allo sgombero forzato per evitare tragedie inaccettabili. La vita dei cittadini viene prima di tutti. Anche Riteniamo indispensabile infine un intervento straordinario per effettuare le prove di evacuazione nelle zone a rischio vulcanico come il vesuviano e i Campi Flegrei. Su questo la Protezione Civile Nazionale dovrà muoversi in modo diverso rispetto al passato”.

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[Video] Trovata una sistemazione per la famiglia che dormiva alla stazione

[Video] Trovata una sistemazione per la famiglia che dormiva alla stazione

CASERTA – “Sono andato personalmente a controllare come sta la famiglia che dormiva nella stazione di Aversa e, soprattutto, le due bambine e l’ho fatto insieme al sindaco, Enrico De Cristofaro, e alla vice sindaco di Aversa, Federica Turco, anche per ringraziarli per essere intervenuti immediatamente dopo le segnalazioni, mia e di Gianni Simioli, e di tanti altri cittadini che si erano trovati a passare per la stazione in quei giorni”. 

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Politiche sociali, raccontando di essere andato al centro della Caritas di Aversa, gestito da don Carmine Schiavone, insieme all’imprenditore Mario Schiano che si è offerto di contribuire ad aiutare la famiglia a ritrovare la serenità perduta. “Nel corso dell’incontro don Carmine, che ho ringraziato per il suo impegno in questa e in altre vicende di persone in difficoltà, mentre le bambine giocavano con le due biciclette nuove che gli abbiamo portato, ci ha detto che, grazie alla collaborazione con il Comune, è stata trovata una sistemazione in una casa di San Cipriano d’Aversa.

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Paura a Russell Square, nel centro della capitale inglese

Paura a Russell Square, nel centro della capitale inglese

LONDRA – Una donna è morta e cinque altre persone sono rimaste ferite in un attacco a colpi di coltello condotto ieri sera nel centro di Londra, a Russell square, da un ragazzo di 19 anni, che è stato poi arrestato.

Attacco a Londra“Le prime indicazioni suggeriscono che la salute mentale (dell’aggressore) sia un fattore significativo in questo caso ed è questa una delle linee maggiori delle indagini”, ha detto ai giornalisti il vice capo della polizia di Londra, Mark Rowley. “Ma certo – ha aggiunto – a questo punto dobbiamo mantenere ampie vedute riguardo al movente e di conseguenza il terrorismo rimane una delle linee di indagine che dobbiamo esaminare”. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha esortato gli abitanti della città a rimanere “calmi e vigili”, aggiungendo che la polizia sta facendo “un lavoro incredibilmente difficile”. La donna uccisa aveva circa 60 anni. E’ stata soccorsa sul posto, ma poco dopo è morta. Le altre persone ferite sono una donna e quattro uomini. La polizia è arrivata nell’arco di cinque minuti, alle 22.39, dopo essere stata chiamata perché un ragazzo stava insultando e minacciando i passanti con un coltello. Rapidamente il ragazzo è stato immobilizzato, con un taser, una pistola elettrica, e quindi condotto in ospedale, dove ora è sotto stretta custodia degli agenti. L’aggressione è avvenuta in una zona normalmente popolata di turisti, nei pressi del British Museum, nella stessa area dove scoppiò una delle bombe esplose in contemporanea nella capitale britannica, su tre treni della metropolitana e un autobus, il 7 luglio del 2005, causando la morte di 52 persone. Proprio ieri, la polizia di Londra aveva annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza, aumentando il numero degli agenti armati nelle strade da 600 a 2.800 unità, “per proteggere il pubblico da tutti i tipi di minacce”, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi tempi in tutta Europa. Ora ci sarà un ulteriore giro di vite. “Gli abitanti di Londra noteranno un aumento della presenza della polizia nelle strade, compresa quella di agenti armati, come misura di precauzione”, ha detto Rowley. Il caso è attualmente affidato alla polizia metropolitana londinese, ma con il supporto dell’unità antiterrorismo. (Rainews)

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Rifiuti, Alemanno: “La città di Roma rischia di finire come Napoli”

Rifiuti, Alemanno: “La città di Roma rischia di finire come Napoli”

ROMA – “Fortini non ha inciso minimamente, sa fare solo dossier. Mi auguro che la sua era sia finita”. Cosi’ l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, ospite di Serena Bortone ad
Agora’ Estate su RaiTre, sul presidente dimissionario di Ama Daniele Fortini.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 17-02-2012 Roma Politica Campidoglio - Incontro tra il ministro Profumo e il sindaco Alemanno per la firma del protocollo d'intesa sull'utilizzo dei beni confiscati alla criminalita' organizzata a Roma Nella foto: il Sindaco di Roma Gianni Alemanno Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 17-02-2012 Roma Politics Campidoglio - The Major of Rome Alemanno meets minister Profumo to sign the agreement to to use the seized property crime In the picture: The Major of Rome Gianni Alemanno

Gianni Alemanno

“A Roma e’ necessario un commissario per i rifiuti, rischia di finire come Napoli. Nessun sindaco può’ risolvere l’emergenza se la regione non fa un piano serio”, aggiunge Alemanno.

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Progetto Sirena, Verdi: “Vigileremo sul corretto uso dei fondi”

Progetto Sirena, Verdi: “Vigileremo sul corretto uso dei fondi”

“Entro l’anno la Regione è pronta a investire centinaia di migliaia di euro per riproporre il Progetto Sirena che permise, qualche anno fa, di recuperare tanti edifici del centro storico napoletano e, questa volta, si estenderà il progetto a tutti i comuni della Campania, finanziando non solo le ristrutturazioni, ma anche e soprattutto interventi che permettano di migliorare l’efficienza energetica”.

Piazza Trieste e TrentoLo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, oggi, ha partecipato a una riunione con i tecnici della Regione e con il vice presidente della Giunta, Fulvio Bonavitacola, e l’assessore ai fondi europei, Serena Angioli, per tracciare la linea da seguire.
“Saremo in prima linea, come Verdi, per far sì che questi fondi permettano di intervenire anche a Napoli, in collaborazione con il Comune, dove, grazie alla nostra presenza in maggioranza, ci porremo come pontieri tra Amministrazioni comunale e regionale, ma staremo molto attenti a che tutti i lavori finanziati siano portati a termine nei tempi previsti senza alcun rinvio dettato da esigenze speculative” ha aggiunto Borrelli ricordando che “molti lavori, stando ad alcune denunce, non finiscono nei tempi previsti perché, in tanti, hanno scoperto il business delle pubblicità sui ponteggi e quindi, nelle zone ben trafficate, si tengono i ponteggi più a lungo per poterci guadagnare”.
“Su quest’assurda vicenda, stiamo preparando un dossier con tutte le denunce che ci stanno arrivando e con i nostri legali stiamo verificando se ci sono i presupposti per denunce e per chiedere il risarcimento danni per le attività costrette a chiudere e per il crollo d’immagine derivante da una città impacchettata dai ponteggi” ha concluso Borrelli citando “il caso di piazza Trieste e Trento a Napoli dove il titolare di un bar, Sergio Maiorino, ha denunciato di essere stato costretto a chiudere la sua attività proprio per il prolungarsi dei lavori legato alla necessità del condominio di rientrare delle spese sostenute grazie alla pubblicità”.

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Prigionieri di Erdogan, seminudi e con mani legate

Prigionieri di Erdogan, seminudi e con mani legate

Mentre a Bruxelles si discute e si fanno proclami, in Turchia sono già passati alle vie di fatto. Il bilancio aggiornato diffuso in mttinata da Yildirim parla di 208 “martiri”, compresi 145 civili, 60 poliziotti e tre soldati, e di 1.491 feriti.

Golpisti in Turchia tenuti prigionieriIeri il ministero degli Esteri riferiva di oltre 100 militari golpisti uccisi. Il premier ha confermato che sono state fermate 7.543 persone sospettate di aver avuto un ruolo nel tentato golpe. “Tra queste – ha detto – ci sono 100 poliziotti, 6.038 soldati, 755 giudici e 650 civili”. La sorte di questi sembra già segnata.

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Turchia, la reazione di Erdogan

Turchia, la reazione di Erdogan

Ankara – A poca distanza temporale dal fallito golpe militare in Turchia si comincia a delineare, pur tra mille interrogativi, un quadro più chiaro della situazione: l’analisi delle reazioni di Erdogan rimane lo strumento più efficace.

Soldati ed ufficiali turchi golpisti ammassati nelle stalle dai servizi di sicurezza di Erdogan

Soldati ed ufficiali turchi golpisti ammassati nelle stalle dai servizi di sicurezza di Erdogan

Ad oggi, risultano oltre 300 i morti, oltre 1.400 feriti, 3.000 i militari arrestati per aver preso parte al golpe, 2.745 i magistrati rimossi dal governo nelle ore successive al fatidico venerdì sera. Delle 300 vittime, cifra comunque destinata ad aumentare nei prossimi giorni, la maggior parte apparterrebbero alle file dei golpisti, o meglio complottisti come vengono definiti dalla stampa turca, molti dei quali sono soldati e civili, sgozzati e decapitati in strada o gettati dai ponti dai filo-governativi. Modalità che ricordano i primi eventi della cosiddetta rivoluzione siriana, quando i terroristi islamisti, in abiti civili, cominciarono i primi attacchi contro i soldati siriani.

Artefici come allora le frange più oltranziste della Fratellanza Musulmana che in Turchia vestono gli abiti dei sostenitori dell’AKP, il Partito della giustizia e dello sviluppo di Erdogan. Sulle epurazioni, saranno mesi di sangue in Turchia, ma avere subito pronta una lista di circa tremila magistrati da “rimuovere”, la dice lunga sulla prevedibilità del golpe. Non crediamo che sia tutta una messa in scena a suo vantaggio ma una cosa è certa, Erdogan sapeva, ha organizzato le sue contromosse ed ha atteso gli eventi. Le veloci accuse contro il rivale Fethullah Gulen, in esilio volontario negli Stati Uniti, sono la riprova che tutti gli ambienti istituzionali, delle forze armate e di altri apparati statali, saranno epurati scientificamente dai sostenitori di quest’ultimo.

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[Il video] Nizza, la strage in diretta

[Il video] Nizza, la strage in diretta

NIZZA – Folla di gente, fuggono, alcuni si salvano, tanti non ce lafanno. L’attentatore, identificato come un 31enne francese di origini tunisine, è arrivato con il tir all’inizio della promenade, ha atteso qualche secondo ed è partito per il suo viaggio di morte.

Il suo obiettivo è chiaro, travolgere più persone possibili. Un centinaio di persone riesce a tuffari in mare, altri non sono così rapidi. L’autista ad un certo punto si ferma, armeggia nella cabina, racconta un testimone. Prende la pistola e comincia a sparare contro chi gli si para davanti.

E’ la polizia a fermarlo. Gli agenti crivellano di colpi la cabina del camion. Il tunisino muore in pochi secondi.

 

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