Archivio | Cronaca

Maltempo, interrotti i collegamenti marittimi

Maltempo, interrotti i collegamenti marittimi

NAPOLI – Un violento temporale si è abbattuto questa mattina sul golfo di Napoli causando lo stop ai trasporti marittimi. Isolate Capri, Ischia e Procida; tutte le corse, sia traghetti che aliscafi, da Napoli e Sorrento per le isole e viceversa risultano al momento cancellate per avverse condizioni meteo marine.

Maltempo, Lungomare NapoliDalle ore 22 di ieri sera è stato inviato dalla Sala operativa della Protezione civile della Campania un avviso di allerta di criticità idrogeologica moderata.

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Non paga pedaggio autostradale, condannato a 4 mesi

Non paga pedaggio autostradale, condannato a 4 mesi

NAPOLI – Passava al casello dell’autostrada Napoli-Salerno nella pista dedicata ai possessori di Telepass ma senza avere la necessaria apparecchiatura eludendo così il pagamento del pedaggio.

Autostrada del sole (foto di Andrea Baldo) ©2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

Autostrada del sole (foto di Andrea Baldo) ©2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ stato però scoperto grazie al sistema di telecamere ed è stato denunciato. Il Tribunale di Napoli su querela presentata dalla Società Autostrade Meridionali Spa, rappresentata dall’avvocato Elio Palombi ha condannato per ”di insolvenza fraudolenta continuata” alla pena di mesi 4 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno alla Società (pagamento degli importi dei pedaggi non pagati maggiorati delle spese di accertamento).
Il conducente, si legge in una nota dell’societ… Autostradale Meridionali ”transitando sulla nostra rete autostradale, utilizzava con frequenza le piste dedicate al servizio automatico Telepass, senza essere fornito del relativo dispositivo di pagamento, cercando di eludere in questo modo i sistemi di pagamento in funzione sull’autostrada. I ripetuti illeciti, invece sono stati accertati grazie al sistema di immediata ripresa delle fotocamere poste al servizio delle piste di accesso sia di giorno che di notte”.

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Giorno della memoria, a Napoli strada intitolata a bimba deportata

Giorno della memoria, a Napoli strada intitolata a bimba deportata

NAPOLI – Il Comune di Napoli ha deciso di intitolare una strada della città alla memoria di Luciana Pacifici una bambina di otto mesi, di origine napoletana, che fu deportata ad Auschwitz. Lo ha annunciato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris intervenuto alla celebrazione della Giornata della memoria al Maschio Angioino.

AuschwitzVia Pacifici sarà al Borgo Orefici e andrà a sostituire l’attuale via Gaetano Azzariti che fu presidente del Tribunale della Razza. “Nella nostra città – ha detto de Magistris – ci sono strade che non ci piacciono, intitolate a persone che non ci piacciono e anche se cambiare la toponomastica non è
semplice, noi lo vogliamo fare”. L’intitolazione è prevista nel mese di maggio.

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Scuola pubblica allo sfascio: la denuncia dell’Associazione Freebacoli

Scuola pubblica allo sfascio: la denuncia dell’Associazione Freebacoli

NAPOLI – La garanzia del diritto allo studio è una delle priorità assolute di una amministrazione comunale. Essa ha l’obbligo di favorirne le condizioni ed i presupposti e di migliorarne le strutture, aspetti che a Bacoli non sussistono più già da diversi anni (a partire dalla mancata opposizione all’accorpamento degli istituti Gramsci, Plinio il Vecchio e Via Bellavista in un unico plesso scolastico avvenuto nel dicembre del 2013).

Aule Istituto Plinio il VecchioMa al peggio non c’è mai fine ed ecco che da alcuni giorni tre classi della scuola elementare di Via Virgilio, al Fusaro, sono state improvvisamente confinate in alcune aule della scuola media Plinio il Vecchio (sempre al Fusaro) solitamente adibite a funzioni amministrative ed, in quanto tali, non così spaziose da poter ospitare in condizioni quantomeno decenti le lezioni scolastiche. Non solo: le pareti di dette aule si presentano strette, umide, prive di termosifoni, piene di muffa e con acqua che cade dal soffitto quando piove o che, addirittura, cola dalle lampade neon.

Uno scenario spettrale che ha mandato su tutte le furie i genitori degli alunni interessati e che, oltre a chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale, esigono innanzitutto il rispetto per sè e per i propri figli ancor prima del diritto allo studio per questi ultimi. Non si possono trattare in questo modo i cittadini del domani. Quest’ultimo episodio è l’ormai ennesima conferma che la scuola pubblica rappresenta uno dei principali fallimenti di quest’amministrazione che, nonostante la proprietà statale di diversi istituti presenti sul territorio, s’è dimostrata incapace di far valere la propria autorevolezza nelle sedi opportune (basti pensare ai lavori di messa in sicurezza delle scuole Gramsci, Plinio il Vecchio e Via Cuma 167 approvati dalla delibera di Giunta Regionale della Campania n. 40 del 26.02.2014 e della nota prot. n. 2014.0211569 del 25.03.2014 del Direttore Generale dell’Autorità di Gestione POR FESR 2007-2013, che non sono ancora partiti).

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Potatura alberi senza mezzi per la raccolta. E’ rissa ai Colli Aminei

Potatura alberi senza mezzi per la raccolta. E’ rissa ai Colli Aminei

NAPOLI – Giardinieri aggrediti dai cittadini ai Colli Aminei. È accaduto questa mattina in via Nicolardi, dove un gruppo di giardinieri in servizio alla terza Municipalità stava effettuando la potatura di alberi e aiuole nella zona. Il problema è sorto quando, non avendo mezzi dove raccogliere e, successivamente, un luogo dove smaltire il verde raccolto, gli operatori hanno lasciato sul selciato il materiale potato. Da qui si è scatenata la reazione di alcuni esercenti contro, che hanno aggredito dapprima verbalmente i giardinieri con cui sono poi sono venuti alle mani.

Via Nicolari a Napoli«Quanto accaduto è vergognoso – tuonano Giuliana Di Sarno e Vincenzo Rapone, presidente e vice presidente della III Municipalità – . I nostri giardinieri, che sono circa una trentina e operano in tre distretti suddivisi su tutto il territorio, lavorano in condizioni assurde da tre anni. È da un triennio, infatti, che l’assessore all’Ambiente del Comune dovrebbe fornirci un camion per la raccolta del materiale di risulta accumulato con la potatura del verde sulla nostra Municipalità. Ma a tutt’oggi Sodano continua a risponderci picche. La conseguenza di tutto ciò è sfociata, questa mattina, nella rissa in cui sono stati aggrediti i nostri giardinieri da alcuni negozianti, che attribuivano loro la mancata raccolta del materiale potato che stazionava davanti ai negozi». «Fatto più grave – insistono Di Sarno e Rapone – è che que materiale continua ad accumularsi in strada da prima di Natale. I Colli Aminei sono una delle poche zone ricche di verde del nostro quartiere. Noi cerchiamo di coordinare le attività di potatura e pulizia delle strade, ma ci ritroviamo da un lato i giardinieri che vengono malmenati e dall’altro i cittadini che pagano per un servizio che non ricevono. Inoltre quel materiale che potrebbe essere riciclato, ad esempio, come compost viene invece lasciato per settimane davanti ai negozi, incrementando l’indifferenziato in strada e, di conseguenza, bloccando la differenziata. Ci auguriamo dunque, che alla luce dello spiacevole episodio di stamattina il Comune e l’Asia intervengano e che Sodano ci fornisca, dopo tre anni, di un mezzo per la raccolta del verde potato».

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Rapina in Banca, in azione la “Banda del Buco”

Rapina in Banca, in azione la “Banda del Buco”

NAPOLI – Ennesimo ‘colpo’ di una ‘banda del buco’ a Napoli. Rapina questa mattina, all’apertura degli sportelli, in via Bracco, in una sede della Banca di Credito Cooperativo.

Banda del bucoIn due, armati, sono sbucati nei locali attraverso un foro in una parete, arrivando presumibilmente dai condotti fognari, ed hanno compiuto una rapina. E’ caccia ai banditi, anche con un elicottero. Indagini della polizia. Bottino ancora da quantificare.

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Petizione dei Verdi: “Uno stadio a Bagnoli”

Petizione dei Verdi: “Uno stadio a Bagnoli”

NAPOLI – Bagnoli la città della Musica, della Cultura e dello Sport per programmare la realizzazione di un nuovo stadio. A spingere in tal senso la mancanza di strutture per fare concerti ed eventi sportivi di livello mondiale: è quanto hanno affermato gli esponenti Verdi Carmine Attanasio, Francesco Emilio Borrelli e Vincenzo Peretti. I tre esponenti ambientalisti di recente avevano  redatto e illustrato alla stampa una proposta che a loro parere scongiurerebbe l’avverarsi di speculazioni nell’area dismessa di Coroglio attraverso l’utilizzazione delle cubature esistenti nel parco (archeologia industriale),  in “cubature per lo sviluppo dell’area Metropolitana di Napoli”, riducendo “la memoria di quello che fu” attraverso il mantenimento del solo altoforno e delle ciminiera grande.  Per Francesco Emilio Borrelli e Vincenzo Peretti  la rivisitazione del piano regolatore non vedrebbe ostacoli, da parte dei Verdi, solo davanti alla certezza di un vero e concreto piano di sviluppo che conferisca la consapevolezza di aver realizzato qualcosa di positivo per la salvaguardia dell’area e la produzione di posti di lavoro per i nostri concittadini.  
Carmine Attanasio

Carmine Attanasio

“Riteniamo che, hanno detto i tre esponenti Verdi,  a prescindere dall’accordo di questi ultimi giorni trade Laurentiis e de Magistris, che all’interno dell’area destinata a parco si possa realizzare il nuovo stadio della città di Napoli, a forma di tartaruga con le quattro zampe e la testa in cui si realizzerebbero strutture polifunzionali per la musica, per il teatro, per grandi convegni, per la produzione televisiva e cinematografica e per gli sport cosiddetti minori: basket, pallavolo, nuoto, pallanuoto etc. Senza dimenticare i musei della musica, del teatro, dello sport e strutture commerciali e di ristorazione come avviene in tutti i più moderni stadi del mondo. Abbiamo proposto d’ intitolare l’Auditorium allo scomparso Pino Daniele e chiamarlo “Napul’è” oppure “Mille Culure”, considerato che grandi artisti come lui hanno sempre trovato incomprensibile il fatto che non sia mai stato realizzato o pensato un impianto ad hoc per fare concerti al coperto nella nostra città. Le strutture di contorno allo stadio, le “zampe della tartaruga”, avrebbero ognuna la capienza di circa diecimila spettatori. Strutture realizzabili sia con l’utilizzo di fondi statali per le ormai quasi certe Olimpiadi Italiane del 2024 e sia con finanziamenti privati”. 

“Sulla base di questa articolata idea, hanno continuato i tre, abbiamo redatto una petizione popolare a sostegno della stessa che già raccolto migliaia di firme ed abbiamo in programma una serie di riunioni con una decina di architetti vicini al nostro movimento, che ci aiuteranno a redigere una proposta progettuale che contenga tutte le nostre indicazioni.  Un grande attrattore intrecciato in un’area verde con migliaia di nuovi alberi che ospiti anche un parco a tema per il divertimento e il trattenimento con a tema sport, cinema, cultura, produzione televisiva, teatrale e cinematografica”. 
“I collegamenti nell’area di Coroglio dovrebbero essere assicurati solo dal trasporto pubblico, preferibilmente linee terminali di metropolitana, tram, piste ciclabili, taxi, da svilupparsi tutte lungo via Cattolica; niente nuove strade e parcheggi, hanno spiegato Attanasio, Borrelli e Peretti, ma solo interscambio su ferro con l’area di piazzale Tecchio che dispone già di vasti spazi per la sosta a raso e che potrebbero essere ampliati utilizzando il sottosuolo, pensando inoltre anche alle “vie del mare” alle quali già stiamo lavorando.  Considerato che per realizzare tutto questo in attesa di nuovi e piani e bonifiche occorrerebbero almeno sette anni comprendiamo l’accordo tra de Laurentiis e de Magistris che mette una pezza all’emergenza e risolve i problemi dei due ex contendenti ma non produce quella nuova pianificazione del territorio che crei ricchezza, sviluppo, lavoro e tutela dell’ambiente di cui questa città ha dannatamente bisogno”.

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De Laurentiis: sostituire i politici come gli allenatori

De Laurentiis: sostituire i politici come gli allenatori

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – “Terre dei Fuochi” ed “Italia dei Veleni”, non solo di Napoli. Il Libro inchiesta del giornalista Paolo Chiariello e dell’oncologo Antonio Giordano fa luce sui disastri ambientali in una delle terre più belle d’Italia coinvolgendo l’intero paese. Si racconta di imprenditori senza scrupoli e del loro business, ma anche della complicità della popolazione che negli anni ‘90 faceva affari attraverso l’indotto economico che i rifiuti producevano. Alla presentazione del libro, che si è tenuta presso il Circolo Ufficiali del Comando Militare Esercito “Campania”, ha presenziato anche Aurelio De Laurentis: “Siamo un città che non sa valorizzare i beni che ha – ha dichiarato – e le grandi risorse che possiede; nel mio lavoro, quando vedo che un allenatore non funziona lo sostituisco, e così bisognerebbe fare anche con i nostri amministratori; bisogna investire sui più piccoli – -aggiunge – in quanto sono loro le vere risorse del nostro paese”.

Antonio Giordano ed Aurelio De LaurentiisLa popolazione ha taciuto per troppo tempo – ha dichiarato il magistrato Giovanni Conzo – in quanto anche per loro c’erano ingenti benefici economici; solo oggi purtroppo ci rendiamo conto del danno che quegli sversamenti hanno provocato”. Ma le accuse più gravi sono rivolte agli quegli imprenditori “Che avrebbero pagavano i camorristi con ingenti somme di danaro, anche 500mila euro affinché potessero uccidere magistrati scomodi. Un silenzio che ha generato un meccanismo irrefrenabile a cui, deve seguire oggi una bonifica di quei territori che non sarà semplice ed i cui benefici non saranno immediati”. “I dati sono sconcertanti – dichiara Antonio Giordano – il tutto testimoniato dall’aumento dei tumori in quelle terre; oggi la popolazione colpita da questi mali irrefrenabili non ne può più e scende in campo, basta vedere l’impegno delle ‘Mamme Coraggio’ che avendo visto morire i propri figli, vogliono che tutto ciò non accada più”.

L’inchiesta chiarisce i rapporti tra politica e camorra, e condanna quell’omertà che come un boomerang ha colpito chi per anni ha taciuto. “Come è possibile che 15mila camion – dichiara Paolo Chiariello – che hanno sversato rifiuti a ciclo continuo nelle cave siano passati inosservati ai nostri amministratori e alla gente che viveva in quei posti? Non credo che il nostro paese abbia bisogno di eroi, ma dobbiamo almeno avere la forza di indignarci”. Chiariello ricorda la terra in cui è nato, al confine con “La terra dei fuochi” e pensa a ciò che oggi è diventata: “Sono Nato a Sant’Antimo, – afferma Chiariello – mio nonno era contadino e coltivava quelle terre, oggi quando torno in quel posto mi accorgo che tutto è cambiato, tanti sono gli amici che sono stati colpiti da quel brutto male che è il tumore”.

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Maltratta gli alunni, arrestata dai Carabinieri

Maltratta gli alunni, arrestata dai Carabinieri

NAPOLI – Una maestra della scuola elementare di Parete (Napoli) è stata arrestata dai Carabinieri in esecuzione di un’ordinanza ai domiciliari per maltrattamenti continuati ai danni di alcuni alunni. Il provvedimento è stato adottato al termine di indagini della Procura di Napoli Nord avviate dopo la segnalazione dei genitori ai Carabinieri.

Mensa scolastica, bambini a scuolaI genitori – hanno reso noto gli investigatori – hanno segnalato al Comandante della stazione dei Carabinieri quello che – a loro parere – era il clima di terrore e il grave disagio dei loro figli a causa del comportamento, ritenuto aggressivo e violento, di una delle maestre. In particolare, i genitori hanno riferito ai Carabinieri che i bambini erano costretti a subire schiaffi e ingiurie in modo sistematico, sotto la minaccia di ritorsioni se avessero raccontato ai loro genitori quanto accadeva in classe. Al termine delle indagini, durante le quali è stata utilizzata una telecamera nascosta, la Procura di Napoli Nord ha chiesto al gip il provvedimento di arresto ai domiciliari per la maestra.

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“La strage dimenticata”, il racconto dei superstiti nel libro di Giuliana Covella

“La strage dimenticata”, il racconto dei superstiti nel libro di Giuliana Covella

NAPOLI (di Eleonora Posabella) – Storie e racconti inediti. Il Libro di Giuliana Covella, “La strage dimenticata” edito da Graus editore, non è una commemorazione di quel momento, non solo, ma spunto di riflessione per far luce su quel terribile evento. Vite sconvolte da quell’attimo, i terribili ricordi, i racconti, fanno del libro un lavoro unico e toccante, per chi è superstite,  per chi oggi ascolta ciò che è accaduto quel 23 dicembre 1984.

La piccola e accogliente libreria Amodio, presso Port’Alba a Napoli, diventa la location ideale per l’incontro.

La Strage dimenticata (Da sinistra Giuliana Covella, Attilio Iannuzzo, Luigi Ferrandino)

La Strage dimenticata (Da sinistra Giuliana Covella, Attilio Iannuzzo, Luigi Ferrandino)

L’attentato al treno, partito dal binario 11 di P.zza Garibaldi a Napoli e diretto a Milano, è costato la vita a ben 17 persone, 267 furono i feriti, ed resta ancora oggi uno dei più grossi enigmi, riguardanti una bruttissima pagina della storia italiana, quella legata alla mafia e allo Stato, congiunti da un’ inestricabile groviglio.
Come si evince dalle tante voci intervenute, come quella di Attilio Iannuzzo il moderatore o quella del l’Avvocato penalista Luigi Ferrandini, ciò che ancora oggi spaventa e logora gli animi degli italiani è l’impossibilità di attribuire le colpe a qualcuno, poiché le motivazioni e i mandanti della Strage di Natale, così chiamata perché avvenuta durante il periodo natalizio, restano ignote.

E’ proprio l’Avvocato Ferrandini a sottolineare i tanti particolari ambigui, che ruotano attorno a questa triste vicenda, a cominciare dal processo, svoltosi in maniera del tutto insolita e alquanto veloce rispetto alle lunghe tempistiche, che riconosciamo proprie del nostro paese. La serata si scalda dunque con la lettura di alcune parti del libro stesso, che prendono voce grazie all’ interpretazione di Claudia Carbone; la ricostruzione dei fatti della Covella ci da la facoltà di immedesimarci per quanto possibile negli attimi di paura vissuti dalle superstiti Enza Napolitano e Filomena Albanese.

Con grande sorpresa scopriamo poi che la signora Albanese, sopravvissuta all’ attentato insieme al marito Mario, ha voluto prendere parte all’ incontro, senza però dare sfogo in prima persona al vissuto di quel giorno per ovvie motivazioni; la voce della signora Albanese si fa quindi più forte nell’affermare la completa mancanza di risalto, che i mezzi di comunicazione tutti hanno deciso nel corso degli anni di dare alla strage di Natale, quasi a voler mettere a tacere l’intera questione.

E’ appunto da qui che prende forma l’idea e quindi il lavoro di Giuliana Covella, toccata nel profondo dall’avvenimento, visto con gli occhi di bambina soltanto attraverso la televisione e rivissuto poi grazie all’ esperienza di coloro i quali hanno voluto donarle le proprie emozioni.
E’ dunque un libro che si ripromette di raccontare a chi non sa, di ricordare a chi l’ha vissuto anche solo attraverso le immagini della tv, ma soprattutto è un libro che intende evitare che l’ Italia si dimentichi ancora una volta dei “suoi morti”.

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