Categoria | Politica

Capri, indagato Sindaco per scarichi a mare

NAPOLI (Capri) – E’ finito sotto sequestro il depuratore di Capri: questa mattina i carabinieri del Noe hanno eseguito un provvedimento della Procura della Repubblica di Napoli che nelle prossime ore dovra’ essere convalidato dal gip. L’impianto, che si trova in localita’ Occhio Marino, pero’, resta funzionante: continuera’ a trattare solo il 20 per cento delle acque nere del comune dell’isola azzurra mentre l’altro 80 per cento dovra’ essere trasferito sulla terraferma. Il provvedimento e’ giunto al termine di una serie di ispezioni e controlli. Nell’estate scorsa nell’impianto era stato rilevato lo sforamento dei parametri previsti dalla legge e la Provincia di Napoli aveva deciso la revoca dell’autorizzazione allo scarico. Con la notifica del provvedimento di sequestro e’ stato iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Ciro Lembo, che pero’ si dice pronto a chiarire alla magistratura ogni aspetto della vicenda. Lembo, che deve rispondere di abuso di ufficio, scarico senza autorizzazione e danneggiamento, assicura che ”la balneazione attorno all’isola non e’ mai stata in dubbio” e che sull’impianto ”non c’e nulla da nascondere”. Il sindaco, infine, precisa che dopo la revoca dell’autorizzazione allo scarico sono partiti i lavori di potenziamento e messa a norma dell’impianto che lo hanno reso all’avanguardia. Sotto accusa e’ finita una delibera, sempre del settembre scorso, con la quale si autorizzava i gestori dell’impianto a trattare solo il 20 per cento delle reflue. L’altro 80 per cento – secondo l’accusa – sarebbe finito in mare. A far scattare le indagini e’ stata una denuncia dello stilista Rocco Barocco che nel tratto di mare antistante la sua villa ha notato una strana schiuma. Quindi l’acquisizione dei documenti alla Provincia, tra cui il documento di revoca dell’autorizzazione allo sversamento. E nell’attesa che sulla vicenda sia fatta chiarezza, si infiamma la polemica politica. L’ex sindaco di Capri, Costantino Federico, passa all’attacco e accusa Lembo. Esattamente un anno fa, e un mese prima che fosse emessa l’ordinanza, aveva suscitato un clamore mondiale lo scarico in mare, vicino alla Grotta Azzurra, di liquami fognari da parte di due dipendenti di una ditta di espurgo pozzi neri. Al processo contro gli operai, che si e’ concluso con due condanne, il Comune di Capri si e’ costituito parte civile assieme a quello di Anacapri, ottenendo una provvisionale di 100.000 euro.

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