Caos carceri, subito fondi e riforme

FOTO REPERTORIO DI CARCERI PER VOTO SU INDULTONAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Un decesso ogni due giorni, un suicidio ogni cinque. Un convegno per discutere della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che l’8 gennaio scorso ha condannato lo Stato italiano al risarcimento dei danni nei confronti di alcuni detenuti. «Da tempo discutiamo della soluzione del sovraffollamento, – sostiene Domenico Ciruzzi, presidente della Camera penale di Napoli – ma né la politica né i tecnici sono stati capaci di trovare una soluzione; siamo contrari a un’idea carcerocentrica del sistema e vorremmo misure alternative che diano la possibilità del reinserimento del detenuto nella società civile». Un rafforzamento dunque delle politiche di recupero e di reinserimento che non sembra essere mai iniziato. «Dopo la Lombardia, – sostiene il presidente dell’associazione Onlus Il Carcere Possibile – la Campania è la seconda regione d’Italia per sovraffollamento delle carceri. L’opinione pubblica – aggiunge Polidoro – deve sapere che da tempo le carceri sono oltre ogni limite di legalità nel numero e quindi nel trattamento dei detenuti». Riforme e risorse sembrano essere le principali incombenze per dare risposte concrete alla Corte Europea di Strasburgo che altrimenti darà pesanti sanzioni al Paese. «La nostra associazione, – aggiunge Polidoro – attraverso il teatro, la cucina, crea insieme ai carcerati alcuni progetti che servono a valorizzare le loro capacità». Secondo il penalista Roberto Giovene di Girasole «non si possono tenere dieci detenuti in una cella per due persone; siamo contrari ad aumentare il numero delle carceri ed è indispensabile trovare misure alternative in direzione di un reinserimento sociale». Il 61% dei detenuti, dopo che ha scontato la pena con il carcere è soggetto a recidiva. Il 20% che è stato sottoposto a misure alternative non torna in carcere.

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