Campania riparte il Tarì; Ricerca Covid 19, l’impatto sui giovani talenti che dall’estero ritornano nel Mezzogiorno

Torna in edicola il Rapporto Sud del Sole 24 ore venerdì 18 settembre in Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Basilicata. Per la Campania, l’inserto dà spazio al Tarì, la cittadella del gioiello di Marcianise, in provincia di Caserta riparte con un nuovo evento: «Open!» che si terrà dal ­2 al 5 ottobre. All’appuntamento dedicato  gioiello parteciperanno 480 aziende, tra quelle interne al Centro orafo e quelle invitate per l’occasione. Un numero che non ha pari tra gli eventi del settore previsti in Italia per questo autunno, riservato al mercato B­B, e che si svolgerà completamente in presenza. «Il mercato del gioiello nel primo semestre dell’anno ha complessivamente subito una perdita di circa il 30% rispetto al ­2019 – precisa il presidente Vincenzo Giannotti. Le nostre aziende hanno però registrato una buona ripresa degli ordini nel mese di luglio, sia grazie alle cerimonie familiari, come matrimoni, battesimi e altri eventi, che si sono potute svolgere, sia anche grazie alla buona affluenza di turismo nazionale nel Centro Sud Italia, che ha dato impulso alle vendite».

In evidenza sull’inserto del Sole 24 Ore dedicato a Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Basilicata anche il controesodo dei cervelli in fuga previsto dalla Ricerca Covid-19 – l’impatto sui giovani talenti condotta dal Centro Studi Pwc su iniziativa congiunta di Talents in Motion e Fondazione Con il Sud. La ricerca, condotta nel pieno della fase acuta della pandemia attraverso la piattaforma Linkedin, aveva l’obiettivo di comprendere come la pandemia avesse influenzato stili di vita, percorsi professionali e aspettative dei talenti italiani con un profilo internazionale. Un­ talento su 5 pensa di tornare in Italia, uno­ su 4,3 sta per tornare nelle regioni del Sud. Si parla di South Working come di un trend in crescita, favorito tra l’altro da agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto Crescita nel 2019 e che prevedono la riduzione dell’imponibile del 70% e del 90% se la residenza viene trasferita in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia). Il campione della ricerca comprendeva il 95% di residenti all’estero in Paesi europei (30% in UK, il 17% in Spagna, il 15% in Francia e il 14% in Germania), il 74% di età compresa tra i ­18 e i 35 anni, il 57% uomini e il 43% donne, l’83% con laurea e master e il 7% con dottorato. Per il 23% dei giovani coinvolti nell’indagine (­1 su 4,3) «il COVID-­19 ha accresciuto la propria propensione a tornare nel Mezzogiorno d’Italia» (il 20% nell’intero Paese). Secondo la ricerca riportata sul Rapporto Sud, dopo il Covid –­ 19 sono cambiate le priorità degli italiani. Così oggi per l’83% dei giovani meridionali emigrati (82% degli italiani) il desiderio di stare vicini ai propri cari viene definito “un fattore molto rilevante”. Ma anche tra i talenti più internazionalizzati e residenti all’estero, il 28% dei meridionali e il 20% degli italiani hanno sospeso il lavoro o addirittura lo hanno perso. A questi si aggiunge il 60% che è in smart working.

Sullo sgravio fiscale del 30% sul costo del lavoro per le imprese del Sud interviene sul Rapporto Sud il vicepresidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale Vito Grassi, che così commenta: «Lo sgravio del ­30% è molto utile per le imprese che operano in un territorio svantaggiato. Ma è tempo di passare dalle misure di sostegno temporaneo a interventi strutturali inseriti in un piano organico di rilancio. Quindi, anche la riduzione del costo del lavoro deve diventare una misura di carattere strutturale.» E ribadisce come sia meglio la riduzione del cuneo fiscale e contributivo.

Dello stesso tenore le dichiarazioni al Rapporto Sud di Luca Bianchi direttore dello Svimez, l’associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno: “È una misura che rientra in un’ottica prevalentemente difensiva che è molto utile in una fase di crisi così evidente. Tutto dipende però dal riattivare le politiche di sviluppo. La decontribuzione è importante perché attenua l’impatto sull’occupazione ma non ti fa uscire dalla stagnazione. C’è un gruppetto di regioni continentali come la Campania e la Puglia con una capacità di reazione più rapida. Poi ci sono le regioni della fascia tirrenica come la Calabria e le isole (Sicilia e Sardegna) che invece non reagiscono”.

Un focus è poi dedicato al tema delle infrastrutture e dei possibili cantieri che il governo vuole commissariare. In attesa dei fondi del Recovery Plan (compreso lo Stretto di Messina) il governo prova a sbloccare una ventina fra piani e progetti: 5 miliardi di strade, 10 di ferro, 5 fra idrico, depurazione e dissesto. Valore totale 20 miliardi sui 41 nazionali.

Sul Rapporto Sud del Sole 24 Ore l’elenco delle opere da commissariare:

10.039 milioni di opere ferroviarie: raddoppio della Pescara-Bari, completamento (700 milioni); Roma-Pescara (600 milioni); nuova linea Ferrandina-Matera La Martella (365,49 milioni); potenziamento infrastrutturale e tecnologico della Salerno- Reggio Calabria (230 milioni); Palermo-Trapani (144 milioni); Potenziamento tecnologico e infrastrutturale della linea Taranto-Metaponto-Potenza- Battipaglia Napoli-Bari (5.807 milioni); Palermo-Catania-Messina (7.250 milioni).

5.149 milioni di opere stradali: Autostrada A24 e A25Roma-L’Aquila e Roma-Pescara:messa in sicurezza (3.140milioni)Strada statale Jonica n. 106terzo lotto (1.335,12 milioni)Collegamento autostradale trala SS 514 di Chiaramonte e losvincolo della SS 194 Ragusana(674 milioni);Rete stradale sicilianaRete stradale sarda.

3.135 milioni sul piano anti-dissesto. È la quota destinata al Sud di unpiano nazionale che vale 9.500milioni.

695 milioni di opere idriche. È la quota destinata al Sud di unpiano nazionale di 1.580 milioni.

1.012 milioni di depurazione acque. È la quota destinata al Sud di unpiano nazionale di 1.200 milioni.

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