Campania e Calabria, le regioni del sud con il maggior debito pubblico

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – La Campania e la Calabria risultano essere le regioni del sud con il debito pubblico più altro. I dati sono stati diffusi da uno studio de Il Sole 24 ore, sulla base di dati forniti da Istat e BankItalia. In Campania il debito pro capite si aggira intorno ai 2200 euro, in Calabria intorno ai 1.700. Sia chiaro, non sono tra i più altri d’Italia, ma al sud certamente si.

Manco a farlo di proposito però, sia in Calabria che in Campania (come in molte altre regioni), scattano di continuo inchieste su tanto strani quanto equivoci rimborsi dei consiglieri regionali.

MoneteNon ultima, in Campania, quella che riguardava l’ex capogruppo del Presidente Caldoro, Gennaro Salvatore, il quale pare si fosse fatto addirittura rimborsare, oltre a bombole del gas e gomme da masticare, anche una tintura per capelli, proprio lui che di capelli non ne ha. Non siamo ancora alle mutande verdi, ma poco ci manca. E dopo Salvatore, è finito nel mirino della magistratura Sandro Santangelo e prima di lui, lo scorso anno, Roberto Conte. Insomma la “solita” bufera.

Invece in Calabria … pure. Tra i nomi delle inchieste della magistratura sui rimborsi dei consiglieri regionali, nell’aprile dello scorso anno, figurava quello di Agazio Loiero, ex Governatore, già coinvolto nell’inchiesta Why Not, dalla quale fu assolto in primo grado, poi condannato in appello e definitivamente assolto in cassazione. Anche lui in questi giorni chiamato in causa dal Senatore Antonio Gentile,  tra i presunti responsabili di un buco di oltre tre miliardi di euro di disavanzo della Regione Calabria. Buco dal quale però lo stesso Loiero, con un comunicato del 7 aprile u.s., prende le distanze, sostenendo che la sua gestione fu probabilmente responsabile del solo 20% e che le cause del restante 80%, sempre secondo Loiero, dovrebbero essere ricercate nelle amministrazioni di centro destra precedenti la sua. Proprio quel Giuseppe Chiaravalloti, anch’egli coinvolto nell’inchiesta Why not.

Anche in Calabria tra i rimborsi dei consiglieri figuravano le voci più disparate: si andava dalle cartelle esattoriali equitalia (geniale), alle forniture di olio e dalla sostituzione di tergicristalli fino a qualcuno che si era fatto rimborsare addirittura i tagliandini del “gratta e vinci”. Chi lo sa, magari quel qualcuno deve aver pensato di ripianare i debiti della regione con un’eventuale vincita fortunata. Visto che però vincite non ce ne sono state, e i dubbi su chi avrebbe trattenuto l’eventuale somma sono molto forti, per il momento i debiti li pagano i contribuenti.

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