Camorra, Dia sequestra beni per 5 mln a clan Fabbrocino

NAPOLI –  La Direzione investigativa antimafia di Napoli ha sequestrato beni, su mandato del tribunale partenopeo, a Giovanni Fabbrocino, figlio del boss Mario, detto ‘o gravunaro, detenuto in regime duro e condannato per l’omicidio del figlio del capoclan Raffaele Cutolo, anche lui detenuto, che era diventato reggente proprio della cosca Fabbrocino.

Pistola, camorra, clanA marzo scorso Giovanni Fabbrocino era stato colpito da una misura cautelare con altri 11 indagati, alcuni dei quali esponenti apicali del suo gruppo attivo nei comuni di Nola, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano, Somma Vesuviana, Palma Campania, Camposano. La misura di prevenzione rappresenta la prosecuzione delle investigazioni che hanno certificato l’attuale operatività’ del clan Fabbrocino, il cui ‘impero’ economico e’ legato alla gestione di attività’ commerciali e imprenditoriali riconducibili al vertice dell’organizzazione criminale. Il figlio del boss è, secondo le indagini degli uomini del capocentro Giuseppe Linares, il titolare occulto e gestore di fatto della Gifra S.r.l., societa’ di fornitura del calcestruzzo, e della G.F. S.r.l., azienda del settore florovivaistico . Sigilli a quote sociali e beni strumentali per complessivi circa cinque milioni di euro della Gifra, della G.F. e per la Raf. srl che opera nel produzione di conglimerati cementizi e bituminosi.

L’indagine ha provato che dal 2007 al 2012 queste società’ rappresentano la continuazione, attraverso la costituzione di nuove compagini, del modus operandi dell’imposizione camorristica del calcestruzzo già compiuta dal boss attraverso l’impresa di calcestruzzo La Fortuna, per la quale fu eseguito un sequestro. Il calcestruzzo e’ uno strumento per mascherare estorsioni attraverso l’imposizione delle forniture, con un listino sensibilmente maggiorato rispetto ai prezzi normalmente praticati da omologhe imprese.

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