Berlusconi e Brunelleschi: le “B” di Prospettiva

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – Probabilmente il genere umano è stato rovinato dalla prospettiva. Il povero Brunelleschi, il primo ad adottare con rigore scientifico le regole del disegno “prospettico” poi canonizzato da Leon Battista Alberti nei primi anni del ‘400, mai avrebbe potuto immaginare che dietro il suo lavoro si nascondesse un mostro.

Berlusconi, prospettivaIl “punto di vista” è fondamentale per le regole di disegno e dunque come va vista la “decadenza” del Cavaliere in “prospettiva”? Il fatto è che in un paese normale non dovrebbe esserci più alcuna prospettiva. Ma siamo in Italia… un paese nel quale la decadenza di un senatore condannato dalla giustizia viene vista come un tentativo di golpe. Angelino Alfano dice che questa è stata davvero una brutta giornata  per l’Italia. Ed ecco che ritorna Brunelleschi. Dipende, caro Alfano… dipende dalla prospettiva. Perchè magari qualcuno, sicuramente esagerando, deve aver brindato in Parlamento, e non solo. Anche l’immunità parlamentare, il legittimo impedimento, sono tutte “regole” di una prospettiva troppo soggettiva che scantona da un uso della legalità che dovrebbe, invece, avere le stesse regole per tutti e lo stesso metro di giudizio senza favori di sorta o di casta.

In verità regge poco anche il discorso della sig.ra Marina Berlusconi, che della prospettiva ne fa una questione di voti. Il fatto che, come sostiene la primogenita, milioni di Italiani abbiano votato per Berlusconi non vuol dire affatto che ne abbiano sdoganato anche l’impunità. Anzi, avrebbe dovuto essere l’esatto opposto. Avrebbe dovuto avere un rispetto sacrale per quella “milionata” di voti. In verità, sempre per una questione di prospettiva, non è detto che non sia stato così…ma è sempre – appunto – questione di prospettiva.  Però c’è da dire che Berlusconi, mentre in Senato si votava sulla sua decadenza, era lì, davanti ai cancelli di Palazzo Grazioli a tenere il suo comizio, con la voce rotta dalla commozione e dall’uso improprio del futuro, trattenendo a stento una “esse” ormai biascicata, evidente segno del passare del tempo: “continuerò a battermi”… viene da chiedersi: per cosa?. Anche questa è questione di prospettiva.

Roberto Vecchioni, dalle righe di una quanto mai indicata “Sogna, Ragazzo sogna”, dice che:  la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire…non c’è niente da fare…è sempre e solo una questione di prospettiva.

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