Australian Open 2016: Djokovic in finale, piegato Federer

MELBOURNE (di Raffaele Caiffa) – Troppo bravo oggi Novak Djokovic, il numero 1 del mondo ha avuto ragione su Roger Federer, terzo ner ranking Atp, con il punteggio di 6-1, 6-2, 3-6, 6-3.
Allo svizzero è mancata la precisione, svegliandosi solo nel terzo set (non è la prima volta nei match contro Nole). Tanti, troppi gli errori oggi per poter competere contro un Djoker in forma smagliante, pronto sin dalle prime battute a scardinare la difesa dello svizzero con risposte al servizio al fulmicotone ed una difesa monumentale.
Tutto il tifo della Rod Laver Arena non è bastato a trascinare Federer che è stato in balia del suo avversario per gran parte del match senza riuscire ad orchestrare gli scambi come suo solito. Troppi gli errori gratuiti, le palle infrantesi contro la rete ed i colpi usciti dal rettangolo da gioco. Pesa nel complessivo la percentuale di prime palle in campo che ha superato mai il 60% alla fine di ogni singolo set.
Primo set senza storia, Nole passeggia su Federer che perde subito il break nel secondo game cedendo la battuta anche sul 5-1 e consegna il primo parziale all’avversario in 23 minuti di gioco.

Inizio secondo set e le cose non cambiano. Roger salva una palla break in avvio ma cede la battuta nel terzo game. La superiorità del serbo si palesa nel secondo punto del quarto gioco quando Djokovic si allunga fino a prendere un dritto ad incrociare di Federer (che per intenderci sarebbe stato un vincente contro qualsiasi altro tennista del circuito), il n.1 del mondo si difende con un pregevole loob costringendo lo svizzero ad indietreggiare per poi infilarlo con un rovescio chirurgico.

Il doppio break arriva sul 4-1 e gli errori gratuiti del nativo di Basilea raggiungono quota 16, un’enormità (saliranno a 21 alla fine del set). Djokovic macina punti su punti conquistando 2 set point sul 5-1, l’orgoglio di Federer porta allo svizzero il secondo game del set (il terzo di tutto il match fin a quel momento) ma serve solo a ritardare la conquista del set da parte di un Djokovic che rasenta la perfezione. il n.3 del mondo non va oltre il 56% di prime palle in campo vincendo il 58% con la prima e solo il 26% con la seconda, numeri irriconoscibili per uno dei migliori battitori del circuito (Novak serve il 63% di prime in campo con l’88% di punti vinti con la prima).

Nel terzo set Federer sale al servizio, tiene il primo turno di battuta, il game successivo si esibisce in una volèè in allungo di pregevole fattura ma non va oltre il 40-30, dopo pochi minuti il 17 volte campione Slam tiene per la prima volta il servizio nei primi 2 game. Nel terzo turno di battuta, sul 2-2 Roger va avanti 30-0 ma sbaglia il dritto in malo modo e si deconcentra nuovamente concedendo la prima palla break del terzo set, è bravo a recuperare la lucidità e ad avvalersi del servizio: 3-2.
Nel game successivo per la prima volta Federer si porta 15-30 sulla battuta di Nole vincendo anche il punto successivo con annessa discesa a rete: arrivano le prime 2 palle break dell’incontro per l’elvetico.
Djokovic è bravo a cancellare la prima con il servizio, un dritto troppo lungo di Federer annulla la seconda e nella stessa maniera anche una terza ma questo è di gran lunga il turno di servizio del serbo più combattuto. Federer regala momenti del “vero Federer” superbo il drop shot con la palla che muore subito dopo il nastro, sensazionale il recupero nel punto successivo trovando un buco nella difesa del serbo.
Ci vuole l’ennesimo, devastante, dritto per scardinare la difesa del n.1 del mondo e conquistare il primo break dell’incontro per l’elvetico. 
Sul 5-3 e servizio Federer fronteggia una delicata situazione di punteggio sul 30-30 e seconda di servizio, Nole trova la risposta ma Roger lascia sfilare sapientemente la palla che cade oltre la linea di fondo. Il primo set point viene annullato con una grande accellerazione del serbo che poi subisce il passante di dritto in contropiede lungolinea.
Ace di Federer su set point, anzi no: l’occhio di falco evidenzia i millimetri che intercorrono fra la riga ed il segno della palla ma questo non impedisce a Federer di portare a casa il terzo set per 6-3 ritornando in partita.

Alla fine del terzo set avviene la chiusura del tetto della Rod Laver Arena, l’indoor dovrebbe avvantaggiare il tennista svizzero al servizio e per la tipologia di gioco.

Avvio quarto set e il nativo di Basilea si porta 0-30 affossando, però, le successive 3 risposte in rete, 1-0 Nole. Si segue l’ordine di battuta senza palle break, l’incontro ora è alla pari con un Federer in fiducia (e che viaggia con il 70% di prime in campo) ed un Djokovic meno brillante (difficile anche per il serbo tenere i ritmi ed il livello dei primi 2 parziali), dopo 34 minuti di gioco siamo sul 4-3.
Gli errori de n.2 del mondo sono una costante ma diversamente dai set precedenti, non intaccano più di tanto i propri turni di servizio ed è questo a fare la differenza con una buona percentuale di prime in campo.
Djokovic si arrampica per raggiungere l’attacco in contropiede di Federer colpendo con un gran passante, arriva un altro passante vincente il punto successivo con un attacco non irresistibile di Federer che sbaglia ad angolare la volèè: 0-30. L’ovazione per Federer arriva sul 30-30 quando recupera un loob di Nole per poi piazzare un rovescio lungolinea fantastico.
La fortuna sorride a Djokovic: su servizio Federer il nastro devia quanto basta la palla per far mancare l’impatto a Federer che non può nulla sulla traiettoria della palla, il break arriva con un azzardato serve&volley sulla seconda di servizio, Djokovic scaglia un dritto pesantissimo che piega la racchetta dello svizzero: break.
Il quarto set finisce 6-3 con un emblematico rovescio di Federer che si infrange nella rete. E’ la 23esima vittoria di Novak Djokovic su 45 incontri disputati contro Roger Federer.

Vince la freschezza fisica, il tennis difensivistico e a tutto campo del n.1 del mondo contro gli attacchi poco lucidi del n.3 del ranking, il serbo ha vinto per meriti propri e demeriti dell’avversario ma è stato decisamente più cinico e concreto, continuo e solido da fondo. Nole aspetta ora il vincente dell’altra semifinale fra Andy Murray e Milos Raonic.

Raffaele Caiffa

cell. 339 3103590

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