Anche la Regione dice no all’inceneritore di Giugliano

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – La questione controversa dell’inceneritore di Giugliano tiene ancora banco. Il presidente di Asia, Raffaele Del Giudice, e l’assessore regionale Giovanni Romano, durante una trasmissione radiofonica dell’emittente privata “Radio CRC” nella giornata di martedì, hanno trovato diversi punti d’incontro. L’ASIA ha quindi un piano alternativo al termovalorizzatore, un ‘idea che nei prossimi giorni la partecipata del Comune di Napoli metterà a punto e divulgherà nei dettagli.

protesta giugliano, inceneritoreOvviamente, pur non trattandosi del territorio Comunale di Napoli, quello di Giugliano è comunque interessato dall’eventuale incenerimento di balle provenienti dai rifiuti napoletani attualmente stoccate nel sito di Taverna del Re ed è per questo motivo che Del giudice non ha alcuna intenzione di sottrarsi al tentativo di risoluzione del problema. Lo stesso del Giudice tiene spesso a ricordare di essere proprio di quelle parti.

Il presidente di ASIA insiste ancora su di un punto fondamentale. Di chi sono quelle cosiddette ecoballe che ormai di “eco” hanno davvero ben poco? Di chi è la proprietà? Molte di esse – ricorda – sono ancora poste sotto sequestro.

Dal canto suo l’assessore Romano si dice d’accordo sull’ipotesi di evitare di ricorrere al termovalorizzatore se la proposta ASIA riuscisse effettivamente a trasformare attraverso trattamenti a freddo i rifiuti in combustibile solido.

C’è da ricordare ancora un altro punto. E cioè che il Consiglio Comunale di Giugliano, al quale si è unito anche il Consiglio Comunale di Mugnano, ha opposto un secco NO alla costruzione dell’inceneritore. C’è da dire ancora che mentre l’attuale giunta del Comune di Napoli si rifiuta da sempre di parlare di inceneritori e nuove discariche, quello di Giugliano ha opposto il suo NO solo dopo la pubblicazione del bando, anche se questo, come spesso accade in Italia, è stato pubblicato il 18 agosto, quindi in un periodo quanto meno sconveniente. Ma l’importante è che comunque un segnale deciso e netto lo si è avuto anche e soprattutto dai comuni della Terra dei Fuochi.

In ultimo, la trasformazione dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) in SIR (Siti di Interesse Regionale) ovviamente non ha aiutato. Infatti dopo il protocollo firmato dal Ministro Orlando l’11 luglio che coinvolgeva le prefetture di Napoli e Caserta, ancora poco si è mosso, visto che tutto (o quasi) è ormai nelle mani della Regione.

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