Allarme crolli e negozi chiusi, esplodela protesta

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) -Via Duomo chiusa al traffico pedonale. Recinsioni, impalcature, operai a lavoro per il ripristino dei cornicioni che sembrano essere quasi tutti pericolanti. Sono numerosi i negozianti che per forza maggiore hanno subito la recinsione dell’ingresso cercando, quando possibile, un apertura alternativa per accogliere la clientela.

 Via Duomo recintata per lavori“Avremmo voluto più attenzione dalla Regione Campania – ha detto il presidente della Seconda Municipalità Francesco Chirico – in quanto, invece di tagliare i fondi Unesco portandoli a 100 milioni di euro (inizialmente erano 140 milioni), avrebbe potuto rifinanziare il progetto Sirena che a nostro avviso sembrava la soluzione migliore per restituire valore e sicurezza agli edifici”. Anche gli esercenti lamentano i disagi quotidiani, che incidono fortemente sulle loro attività: “Queste recinsioni – Dichiara Tito Contaldi, titolare di una Farmacia in Via Duomo – agevolano scippi e rapine che nelle ultime settimane sono notevolmente aumentate, in quanto i pedoni sono facili prede di questi balordi perché costretti a camminare in strada”. Lucia, residente in zona, non riesce a spiegarsi il motivo di così tanti lavori: “Ma pima di ora – dice – nessuno si era accorto d niente, ora tutta la strada è in così grande dissesto? Ogni giorno ho difficoltà col passeggino, almeno ci dicessero quando terminano i lavori”. Il rappresentante dei commercianti di Via Duomo Francesco Andoli punta il dito sull’intero centro storico: “Il problema non riguarda solo Via Duomo – dice – ma è l’intero centro storico che vive una grande sofferenza, in quanto degradato; E’ opportuno ricordare – aggiunge – che il rifacimento dell’intera facciata dei Girolamini per esempio rientra negli interventi di restauro già previsti e finanziati dall’Unione Europea, se Regione e Comune non si daranno una mossa, gli interventi di restauro nell’area decumana su strade e monumenti non verranno realizzati e impalcature di sicurezza resteranno impiantati chissà per quanti anni”.

Il timore dunque che vi sia danno di immagine sia per il turismo che per il suo commercio. Inoltre, dal prossimo settembre, la Cappella ed il Museo del Tesoro di San Gennaro ospiteranno un’importante mostra in cui verranno esposte tutte le più importanti opere della Napoli angioina, da quelle più note a quelle meno conosciute. “Da una parte – continua Andoli – ci prepariamo ad ospitare eventi internazionali come la mostra degli Angioini, da un’ altra non siamo in grado di preparare il terreno per accogliere un turismo di massa – dobbiamo darci delle regole e rispettarle, altrimenti non valorizzeremo mai ciò che abbiamo”. La richiesta è chiara: c’è molto da fare in progettualità ed organizzazione. Un sentimento condiviso da quasi tutti i cittadini e i commercianti del quartirere. Numerose le proteste nelle ultime settimane ai decumani – dichiarano gli esercenti – ma ad oggi pochi sono i risultati.

Solo qualche mese fa la protesta delle luci spente ai Decumani, lo spazzamento delle strade ad opera dei residenti e degli esercenti per protestare contro una mancata pulizia. Appelli, che a quanto pare restano inascoltati. Le associazioni di imprese del territorio non si sono mai arrese, proponendo da tempo modelli organizzativi rivolti ad integrare sul mercato i siti museali della zona, in quanto trascurati e poco valorizzati. Un tentativo, per ora fallito, quello di inserire nella filiera di produzione culturale anche questi siti per i quali, le organizzazioni territoriali, sarebbero stati disposti ad investire in progettazioni con capitali e risorse umane.

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