Alimentare: Coldiretti, rischi da peperoncino e riso dall’Asia

NAPOLI – Una ricerca di Coldiretti presentata a Napoli stila una classifica di cibi contaminati sulla base delle analisi dell’agenzia europea per la sicurezza alimentare. 

ColdirettiEd emerge che in testa ai cibi che sono potenziali veleni nel piatto degli italiani, c’e’ il peperoncino proveniente dal Vietnam, con il 61,5% di campioni analizzati irregolari per la presenza di residui chimici; l’Italia nel corso del 2013 ne ha importati 273.800 chili per utilizzarlo nella preparazione di sughi tipici (arrabbiata, puttanesca) o per insaporire olio. Il dossier, “per la crisi nel piatto degli italiani” nel 2012 vede anche a rischio il riso importato dall’India per ben 38,5 milioni di chili lo scorso anno (12,9% di irregolarita’ nei campioni), ma anche i fagioli dal Kenya (10,8% di irregolarita’), i cachi da Israele (10,7% di irregolarita’), la melagrana dalla Turchia (40,5%), i fichi dal Brasile (30,4%), l’ananas dal Ghana (15,6%) e le foglie di te dalla Cina (15,1% di irregolarita’). 

A preoccupare – ha aggiunto la Coldiretti – è anche l’arrivo sul territorio nazionale, nel 2013, di 1,6 milioni di chili di lenticchie dalla Turchia che, secondo l’Efsa, sono irregolari in un caso su quattro (24,3%) per residui chimici in eccesso e delle arance dall’Uruguay che presentano il 19% dei campioni al di sopra dei limiti di legge per la presenza di pesticidi come imazalil, ma anche di fenthion e ortofenilfenolo, vietati in Italia.

Nella classifica dei prodotti più contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono anche le melagrane dalla Turchia (40,5% di irregolarità), i fichi dal Brasile (30,4% di irregolarità), l’ananas dal Ghana (15,6% di irregolarità), le foglie di the dalla Cina (15,1% di irregolarità) le cui importazioni nei primi due mesi del 2014 sono aumentate addirittura del 1.100%. E ancora: il riso dall’India (12,9% di irregolarità) che, con un quantitativo record di 38,5 milioni di chili nel 2013, è il prodotto a rischio più importato in Italia, i fagioli dal Kenya (10,8% di irregolarità) e i cachi da Israele (10,7% di irregolarità)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.