Al Teatro di Documenti a Roma la storia di Emanuele Scieri

NAPOLI (di Claudia Carbone) – Va in scena a Roma dal 4 al 6 marzo al Teatro di Documenti lo spettacolo: “Emanuele Scieri, vittima della Folgore”, per la regia di Paolo Orlandelli, un’opera tratta dal libro di Isabella Guarino e Corrado Scieri “Folgore di morte e di omertà”.

Emanuele ScieriUna scelta forte e coraggiosa quella di portare a teatro la triste storia di Emanuele Scieri.  Forse molti ricorderanno il terribile fatto di cronaca che vide il giovane protagonista nel 1999 e che viene ripercorso con estrema puntualità in quest’opera teatrale. A quel tempo Emanuele, partito per il servizio militare, era uno dei tanti allievi paracadutisti della caserma Gamerra di Pisa, ma la notte del 13 agosto 1999 qualcuno approfittò di lui per trascinarlo in un crudele scherzo di morte. Quella sera infatti, probabilmente tra lo scherno generale dei suoi carnefici, Emanuele fu costretto ad arrampicarsi su una scala della caserma con la sola forza delle braccia ed avendo i piedi bloccati tra loro. Non solo, qualcuno infatti giudicò non abbastanza umiliante il trattamento e decise che Emanuele dovesse essere colpito alle mani durante la salita, fino a che qualcosa non andò storto. Un colpo, forse inverto con maggiore ferocia, fece perdere la presa al giovane che precipitò di sotto spezzandosi la schiena. Nemmeno la tragica circostanza fece rinsavire i suoi aggressori, anzi, Emanuele non fu soccorso ma addirittura occultato e lasciato a morire. Nessuno, nei giorni seguenti, si preoccupò di denunciare la sua scomparsa, tutto tacque fino a che il suo corpo non fu ritrovato. Varie inchieste furono aperte allora per far luce sulla morte di Emanuele, ma nessuna è mai riuscita a dare nomi e volti ai suoi assassini poichè l’intera caserma Gamerra si chiuse fin dall’inizio dietro un vigliacco muro di omertà.

Nei prossimi giorni un segnale forte arriverà dalla madre di Emanule, Isabella Guarino, che domenica 9 marzo assisterà allo spettacolo e sarà disponibile ad incontrare i giornalisti, mettendo ancora una volta da parte il dolore per la crudele ed ingiusta morte del figlio.

L’augurio che vogliamo fare a questo spettacolo è che laddove la giustizia dei tribunali non è riuscita a smuovere le coscienze, ci possa riuscire la giustizia poetica, come accadde nell’Amleto Shakespeariano: oggi a Roma, come allora in Danimarca.

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