«Abbiamo temuto il peggio, i più calmi distribuivano salvagenti»

NAPOLI (coll. di  Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – «Abbiamo temuto che accadesse il peggio – racconta Marco, uno dei passeggeri, sbarcando a Napoli dopo l’odissea sullo Zenith – quando siamo scesi al molo non credevamo ai nostri occhi».

Aliscafo, porto «Ci hanno distribuito i salvagenti, – aggiunge un pendolare – ci hanno rassicurati che era solo a scopo precauzionale; pensavamo di dover scendere dall’aliscafo, ma non è stato così». La paura legata anche all’attesa in mare: La Zenith ha sostato circa trenta minuti, prima di tornare nel porto di Napoli. «Ci hanno detto di stare tranquilli, che era tutto sotto controllo – dice un altro viaggiatore – ma qualcuno ha preferito spostarsi dalla sala passeggeri, c’era tanta confusione». «Ho visto fumo – inteviene a Andrea – ma l’equipaggio ci ha tranquillizzati, se non fosse stato per loro ci saremmo fatti prendere dall’agitazione, sono stati bravi». «Quando abbiamo visto le motovedette e gli elicotteri che sono sopraggiunti per soccorrerci, abbiamo pensato che la situazione potesse sfuggire di mano – dice con un filo di voce Carlo – ma sono stato confortato nel vedere l’equipaggio che ha agito con sinergia ed efficacia». Nella sala passeggeri c’è chi ha saputo controllare i nervi e dare conforto a quelli più spaventati: «Innanzitutto abbiamo tranquillizzato i più ansiosi, poi abbiamo aiutato l’equipaggio a distribuire i salvagenti». Gianfranco Morgano, presidente della Fondazione Capri e Direttore Generale del Grand Hotel Quisisana, ieri era i a bordo del catamarano Aquila – partenza da Napoli alle 8,05 – che ha impiegato un’ora e quaranta minuti per raggiungere Capri perché impegnato nel soccorso allo Zenith in avaria. «Senza entrare nel merito della sicurezza in navigazione – spiega Morgano – l’argomento centrale è la qualità della navigazione, che secondo me è pessima. Catamarani e monocarene non sono adatti per questo tipo di mare». Il sindaco di Capri Ciro Lembo, che ieri mattina ha seguito l’incidente prima da Marina Grande e poi dagli uffici del Comune, tenendosi costantemente informato con il cellulare con alcune persone che si trovavano a bordo, tira un sospiro di sollievo per la conclusione positiva della vicenda. «Fortunatamente questa disavventura ha provocato solo con un grosso spavento. Però siamo arrivati ad un punto limite: sulla tratta Capri-Napoli devono essere impiegati mezzi idonei, sicuri e stabilizzati. Dalla critica vorrei passare anche ad una proposta, che è quella di chiedere sia alla Navigazione Libera che alla Snav di impiegare nei mesi invernali sulle nostre rotte due mezzi che riteniamo idonei, l’Orion della Snav e il Vesuvio della Navigazione Libera, e sarei disposto anche a scendere a sei corse giornaliere contro le otto che ci hanno assegnato». Ci va giù più pesante Franco Cerrotta, il primo cittadino di Anacapri: «Siamo sconcertati. Da tempo chiediamo garanzie sia sui controlli da effettuare sui mezzi nautici che sulla qualità dei servizi. Abbiamo denunciato tutti questi disservizi agli organi preposti che sono però rimasti sempre sordi alle nostre sollecitazioni ed alle nostre proposte. Valuteremo in giunta se dobbiamo adire a vie legali a difesa degli interessi dei nostri cittadini». a.m.b. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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