A che soprintende il soprintendente?

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – All’indomani del concerto di Springsteen in Piazza del Plebiscito il soprintendente ai Beni Architettonici di Napoli Giorgio Cozzolino ha dichiarato: “Un concerto a pagamento non rappresenta un bene culturale”. La frase è finita niente meno che sulle pagine di Rollig Stone, versione italiana, del più famoso ed autorevole periodico di musica del mondo (http://www.rollingstonemagazine.it/musica/news-musica/post-springsteen-claudio-trotta-scrive-al-ministro-bray/) che riporta l’intera querelle tra il manager Trotta ed il soprintendente Cozzolino.

Palazzo realeEvidentemente dopo quest’uscita infelice il “Corazziere Uno” deve avergli sussurrato in un orecchio di correggere il tiro e il 31 maggio sulle pagine del mattino a firma congiunta del Soprintendente Cozzolino e del Direttore dei Beni Culturali della Regione Campania Gregorio Angelini, è stato pubblicato che «Va chiarito che il provvedimento non vieta affatto i concerti e le installazioni culturali, come è stato affermato, bensì mira a mitigare i negativi effetti che uno spazio storico e monumentale, unico per il suo valore, subisce per eventi che implicano enormi affluenze di pubblico e di mezzi. Il fine ultimo, quindi, è la salvaguardia di un sistema di valori: culturale, storico, artistico, civile».

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/concerti_piazza_plebiscito_napoli/notizie/286330.shtml)

Volendo rimanere nell’ambito di Piazza Plebiscito, quest’ultima dichiarazione è in palese contraddizione con la prima. Il ché pone un dubbio serio perché allora ci spiegasse il soprintendente per quale motivo non si occupa della struttura di Palazzo Reale quando appare evidente, per dirne una, che dalla notte dei tempi le finestre del secondo piano di Palazzo Reale sono in un ostato di totale abbandono? E quelle antenne sulla copertura? Quella, preg.mo soprintendente, ove mai le sia sfuggito, prima ancora di essere un Monumento di bellezza e notorietà internazionale è anche la vostra sede ed il suo stato è sotto gli occhi di centinaia di turisti e visitatori che passano quotidianamente per la piazza.

Com’era quella storia della trave e della pagliuzza ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.