Archivio | dicembre, 2010

(Video) Operazione rifiuti bagnati – Vigili del fuoco Napoli

Servizio: Carlo Maria Alfarano

Nella serata di oggi 31 Dicembre è scattata l’ “Operazione cumuli bagnati” . Squadre dei Vigili del Fuoco di Napoli, Protezione Civile e Corpo Forestale dello Stato hanno bagnato i cumuli di rifiuti per prevenire gli incendi dovuti ai fuochi artificiali.
Nelle immagini l’operazione di una squadra dei Vigili del Fuoco a Corso Vittorio Emanuele.

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(Video) “Montagna di munnezza” davanti la sede Regione Campania

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Jobs punta tutto sulle apps, “Rivoluzioneranno anche i pc!”

Jobs punta tutto sulle apps, “Rivoluzioneranno anche i pc!”

CUPERTINO – (di Livio Pizzi) - La Rivoluzione del web continua senza sosta. Apple ha annunciato oggi che dal 6 gennaio sarà operativo il Mac App Store per i computer. E’ un altro passo avanti nell’evoluzione del personal computing aperta prima dall’arrivo degli smartphone e poi dall’apertura dell’era dei tablet. Il passaggio è a suo modo epocale, perché cambia completamente la distribuizione, l’installazione e la gestione dei software sui pc. Il Mac App Store sarà disponibile in 90 nazioni al momento del lancio e sarà caratterizzato da app a pagamento e gratuite suddivise in categorie come Istruzione, Giochi, Grafica & Design, Lifestyle, Produttività e Utilità.

“L’App Store ha rivoluzionato le applicazioni mobili”, ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Speriamo di fare lo stesso per le applicazioni pc con il Mac App Store, rendendo facile e divertente la ricerca e l’acquisto di app per pc. Non vediamo l’ora di iniziare il 6 gennaio”.

Il meccanismo di navigazione sarà sostanzialmente lo stesso ampiamente sperimentato su iTunes per iPhone e iPad, con la differenza che le app acquistate potranno essere utilizzate su tutti i propri Mac personali. Il sistema rende sempre più simili i computer alle console, con i loro “circuito chiuso” di approvigionamento dei software e dei contenuti, tutti completamente controllati dalle diverse case che gestiscono gli accessi alle macchine, anche quando i software sono di aziende terze. E’ un modello che, ovviamente, interessa molto Jobs e la Apple, che sono per definizione un sistema “chiuso” anche nelle sue versioni più aperte e personalizzabili dall’utente. Nel nuovo sistema gli acquisti e gli aggiornamenti dei software vengono forniti direttamente tramite il Mac App Store, che sarà disponibile per gli utenti di Mac OS X Snow Leopard come download gratuito attraverso l’Aggiornamento Software.

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(Video) Capodanno 2011 a Napoli

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(Video) Carmine Maturo – Legambiente Neapolis 2000

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(Video) Luca Stamati – Asia su emergenza rifiuti

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2010, anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale: dati sconfortanti

2010, anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale: dati sconfortanti

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera. Di conseguenza, la forza dell’Europa risiede nel potenziale dei singoli individui”. Con questi presupposti, nel mese di marzo del 2000 a Lisbona, in occasione dell’avvio della strategia per la crescita e l’occupazione, vi era stato l’impegno dei leader dell’Unione Europea ad imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà entro il 2010.

Mi sembra oggi di poter dire che non è stato così, che la povertà resta, che il disagio continua. Secondo le più recenti stime, circa l’11% della popolazione italiana si trova in povertà, con una forte concentrazione nel Mezzogiorno. Sono inoltre in crescita fenomeni di marginalizzazione estrema, quali la mancanza di abitazione, che coinvolgono persone di ogni età. La povertà e l’esclusione sociale appaiono sempre più l’esito di processi insieme diffusi e differenziati. A fronte di questa situazione, in Italia non esiste una vera e propria politica esplicitamente rivolta a tali obiettivi. Gli autori fanno il punto sulla situazione ricostruendo nelle sue linee essenziali tale politica implicita: le sue forme di individuazione dei problemi, delle aree e dei soggetti a rischio, ma anche le sue assenze, lacune, rimozioni.

E’ grave la situazione di povertà sociale in Italia, con alcune caratteristiche che la collocano agli ultimi posti nell’Europa dei 15.

L’elaborazione dei dati Istat utilizza oltre agli “indicatori classici” basati su consumi e redditi  nuovi “indicatori soggettivi” che consentono una visione più chiara del disagio. Il nostro Paese ha il triste primato (a pari con la Romania) per la povertà minorile; il 5,3% delle famiglie  ha avuto difficoltà ad acquistare cibo, l’11% a far fronte a una malattia, il 16,9% non riesce ad acquistare abiti, l’8,8% è in arretrato con le bollette e il 3,7% con l’affitto o il mutuo casa. Sono dati che si riferiscono al 2007. Aumenta il divario tra Nord e Sud e nel Sud è maggiore il divario tra ricchi e poveri”.

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Capri, novità di Fine Anno; l’isola diventa Wi-Fi

Capri, novità di Fine Anno; l’isola diventa Wi-Fi

CAPRI – I patiti del web hanno trovato sotto l’albero di Natale un regalo inaspettato: collegarsi al web stando seduti comodamente in piazzetta. Da oggi chi si addentra nelle stradine del centro storico  o Via Camerelle o siede  su uno dei tipici muretti dei Giardini di Augusto   passeggiando con il proprio pc al seguito, potrà navigare gratuitamente in Internet grazie alla  rete Wi-Fi che è stata creata a tempo di record e copre l’intera area del centro storico. A portare avanti l’iniziativa sono state due realtà locali: la cooperativa culturale “Nesea” e “Luigi Pollio e figli Distribuzioni S.r.l.” che hanno realizzato la “Capri digitale”. Un innovativo strumento tecnologico che sarà offerto a chi vorrà accedere a tali servizi. L’iniziativa avviata in questi ultimi giorni dell’anno è mirata a colmare la scarsità dell’offerta Wi-Fi pubblica in Italia.  E anche Capri, grazie alla “Soluzione Unirex” si avvia, dopo il positivo esperimento della piazzetta, a diventare una località simbolo del’innovazione, che rispettando la tradizione e le peculiarità del territorio guarda con favore alle nuove risorse tecnologiche creando per la prima volta un’unica “nuvola di connettività pubblica”.

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“Ci fu discriminazione politica” Il Tribunale reintegra la Ferrario

“Ci fu discriminazione politica” Il Tribunale reintegra la Ferrario

La giornalista Tiziana Ferrario

ROMA – Il tribunale di Roma sezione lavoro, giudice Marrocco, accogliendo il ricorso in via d’urgenza della giornalista Tiziana Ferrario (assistita dagli avvocati Domenico e Giovanni Nicola D’Amati), ha ordinato alla Rai di reintegrare la giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tg1 delle 20 e di inviata speciale per grandi eventi. Il giudice ha ravvisato nella rimozione di Tiziana Ferrario dell’incarico di conduttrice del tg della rete ammiraglia una “grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini.

Secondo il giudice Marrocco, “i provvedimenti che hanno riguardato la Ferrario sono stati adottati in contiguità temporale con la manifestazione, da parte della lavoratrice, del dissenso alla linea editoriale impressa al telegiornale dal nuovo direttore, con l’adesione da parte sua alla protesta sollevata dal cdr e diretta a far applicare nel tg i principi di completezza e pluralismo nell’informazione e, infine, con la mancata sottoscrizione da parte della stessa del documento di censura al cdr il 4 marzo scorso”.

E ancora nella motivazione si legge che detti provvedimenti “sono stati antitetici rispetto a quelli adottati nei confronti dei colleghi di redazione che non avevano posto in essere le suddette condotte”. In particolare, “in merito alla rimozione dell’incarico di conduzione del Tg1, dichiaratamente collegata dal direttore del telegiornale all’intento

di ringiovanire i volti del tg, risulta in atti che identica decisione non ha coinvolto due giornalisti in sostanza coetanei della ricorrente (Petruni e Romita), i quali, di contro, avevano sottoscritto il documento 4 marzo 2010 di sostegno alla linea editoriale”.

Da qui l’ordine impartito alla Rai, che dovrà pagare anche le spese di giudizio, di restituire la conduzione del Tg1 delle 20 alla Ferrario oltre alla mansione di inviata speciale per i grandi eventi.

La giornalista: “Riconosciuta ingiustizia”. “Da parte mia c’è grande soddisfazione perchè è stata riconosciuta un’ingiustizia professionale”. Così commenta la sentenza la diretta interessata. “Voglio condividere questa soddisfazione – continua la Ferrario – con gli altri colleghi che si trovano nella stessa situazione, i primi che ho chiamato appena ho avuto questa notizia”. “E’ stato affermato un principio fondamentale, vale a dire che la legge non dà il diritto a nessun direttore di emarginare i colleghi che non sono d’accordo con lui e che tutti devono concorre alla buona riuscita di un telegiornale, soprattutto se si tratta del servizio pubblico”.


Il commento di Minzolini
. “Paolo Frajese ha condotto il Tg per 7 anni, Bruno Vespa per 5. Tiziana Ferrario invece lo ha condotto per 30 anni”. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini commenta così la decisione del giudice del Tribunale del Lavoro di Roma di reintegrare la giornalista. Nessuna discriminazione politica, quindi per Minzolini: “Quale spazio possono avere le nuove generazioni in un’azienda in cui i ruoli si danno a vita? Azienda per la quale il rinnovamento è fondamentale”. Minzolini precisa anche di aver proposto alla Ferrario, “collega stimabile e brava”, il ruolo “di super-inviato per il mondo”, nessun “demansionamento”.

La decisione del giudice “è assurda perchè interviene in decisioni di fatto del direttore”, ma, sottolinea, “quello che è normale negli altri Paesi, qui non lo è e resta il concetto che un ruolo rimane acquisito…”. (Repubblica)

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Berlusconi: “A me fatto di peggio” E lavora a un piano segreto con Casini

Berlusconi: “A me fatto di peggio” E lavora a un piano segreto con Casini

ROMA (di Francesco Bei) - Ad Arcore, nelle passeggiate nel parco con il cellulare incollato all’orecchio, Silvio Berlusconi impegna le sue giornate nella “caccia all’uomo” in vista della riapertura di Montecitorio. Un lavoro, quello per allargare la maggioranza, che non è facilitato dall’ultima sparata di Libero contro Gianfranco Fini. “Di questa storia non ne sapevo niente – confessa a chi lo chiama – ma mi fanno ridere ora certi toni scandalizzati. Quando i giornali rovesciano fango sul presidente del Consiglio va tutto bene, se invece qualcuno osa scrivere qualcosa su Fini succede il finimondo”.

E tuttavia il Cavaliere non ha interesse a spingersi su questo terreno, come quando il Pdl fece sponda al Giornale e Libero sulla vicenda della casa di Montecarlo. Allora si trattava di colpire a morte un avversario politico. Adesso, nota il premier conversando con uno dei dirigenti più in vista del Pdl, “dobbiamo stare attenti a non rianimare un leader finito”. Perché di questo si tratta. A Berlusconi non serve una campagna di stampa che faccia passare il presidente della Camera per un “perseguitato”. Soprattutto non in questo momento, quando è in corso una corte serrata ai membri periclitanti di Futuro e libertà.

Il timore del premier è infatti che lo “scoop” di Maurizio Belpietro su Fini non faccia altro che rafforzare il leader di Fli, costringendo anche i più titubanti futuristi a stringersi a coorte per difenderlo. Per questo ieri la prima linea del partito - Cicchitto, Gasparri, Quagliariello – ha ripetuto a mitraglia più o meno lo stesso concetto: la vicenda va tenuta fuori dal dibattito politico. La spiegazione fornita “off the record” è la seguente: “Non vogliamo più essere coinvolti in una guerra che non è la nostra. Il Giornale e Libero giocano a chi la spara più grossa ed è bene che, d’ora in poi, quelle di Feltri vengano prese per quello che sono: iniziative giornalistiche”. Insomma, il premier potrà pure godere del martellamento sul presidente della Camera, ma comprende che politicamente non gliene viene che un danno. Anche perché l’altro effetto collaterale è l’immediato ricompattamento del terzo polo, che negli ultimi tempi aveva dato qualche segno di cedimento. Pier Ferdinando Casini benedice (dalle Maldive) una nota dei due capigruppo dell’Udc che stigmatizza la “nuova stagione di veleni” contro il presidente della Camera. Il segnale è chiaro, non si può lasciare solo Fini a fronteggiare la campagna stampa di Libero.

Ma questo serrare le file terzopoliste è esattamente il contrario di quanto serve a Berlusconi. Anzi, nelle prossime settimane in Parlamento gli uomini del premier faranno di tutto per spaccare l’Udc da Fli, utilizzando il grimaldello della “biopolitica”. Alla Camera la legge sul biotestamento, al Senato la cosiddetta agenda bioetica – limiti alla ricerca, tutela degli embrioni, etc – saranno tirati fuori dal freezer a gennaio proprio per dividere e mettere in difficoltà Fini e la pattuglia laica che si raduna intorno a lui.
L’oggetto delle lusinghe del Cavaliere, al di là di quei quattro o cinque deputati che finora gli hanno risposto al telefono, resta infatti Pier Ferdinando Casini. Anzi, nel Pdl si sussurra che un accordo segreto con Casini – smentito dagli interessati – sia già in fase di avanzata gestazione. Il piano prevede che non si vada a votare in nessun caso, specie se la Corte costituzionale dovesse sfornare una sentenza non del tutto sfavorevole al premier sul legittimo impedimento. L’Udc consentirà al governo di non andare sotto nelle votazioni importanti, “per senso di responsabilità” si capisce. Così si potrebbe andare avanti un altro anno, con i deputati centristi che si aggiungono nei momenti topici, di fatto un appoggio esterno non dichiarato. “Questo anno di tempo – rivela un ministro, uno degli uomini che sta tessendo questa trama – serve a noi ma serve anche a Casini per logorare Fini e porre le premesse per il suo ritorno nel centrodestra nel 2012″.
Non si parla di entrare nel governo, assolutamente no. Anche perché Berlusconi deve rispettare quegli ex Udc, come Saverio Romano, Francesco Pionati e Calogero Mannino, che hanno rotto per tempo con Casini per aiutare il governo. Inoltre l’ingresso in maggioranza renderebbe più difficile a Casini intercettare quei parlamentari del Pd, area popolare, che potrebbero farsi incantare dal richiamo della rinascita democristiana. Tempo un anno, nella primavera del 2012, si andrà quindi a votare e sarà compiuto il riavvicinamento di Casini a Berlusconi. A quel punto, una volta spedito il Cavaliere tra gli stucchi del Quirinale, a Palazzo Chigi sederebbe Casini. “Per questo oggi è meglio che Belpietro stia tranquillo – conclude il ministro – occorre uno sguardo lungo, non l’ennesima inutile polemica su un leader al tramonto”. (Repubblica)

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