Archivio | settembre, 2010

Berlusconi alla Camera: “Tra camere e governo no contrapposizioni”

Berlusconi alla Camera: “Tra camere e governo no contrapposizioni”

ROMA – Si sono concluse nell’Aula della Camera le comunicazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla situazione politica. Berlusconi ha parlato per circa 44 minuti, ed è stato interrotto da 46 applausi, compreso quello finale.

LA COMUNICAZIONE DI BERLUSCONI ALLA CAMERA
Signor Presidente e Signori deputati oggi il governo che ho onore di presiedere si rivolge al Parlamento che è il luogo in cui la sovranità popolare trova la sua più alta espressione. I Governi democratici traggono il loro buon agire dal consenso, tra Parlamento e il governo non possono esserci contrapposizionì. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento in aula alla Camera.

SIMBIOSI CON CAMERE IN DISTINZIONE RUOLI - C’é una simbiosi tra il governo e il parlamento sia pur nella distinzione dei ruoli. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Camera.

MINORANZA RISPETTI LEGITTIMA MAGGIORANZA – La minoranza “deve avere rispetto per la legittiità della maggioranza e del governo”. E’ un passaggio dell’intervento del premier Silvio Berlusconi a Montecitorio.

RIPARTIAMO SENZA COMPROMESSI AL RIBASSO - “Dobbiamo ripartire senza compromessi al ribasso. Ciascuno deve fare la sua parte, con senso di responsabilità e praticando il rispetto avversario al posto della faziosità. Lo dissi anche ad Onna: dobbiamo lasciarci alla spalle i residui della guerra fredda e degli schieramenti ideologici”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento in aula alla Camera.

GUARDARE AVANTI CON SAGGEZZA E REALISMO – “E’ necessario guardare avanti con saggezza e con realismo”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso a Montecitorio.

NEL 2008 PREMIATA SCELTA DI CHIAREZZA – “Con il voto del 2008 ci fu la prima grande riforma voluta e certificata dal popolo nel segno di un bipolarismo maturo, mettendo in archivio le pratiche della vecchia politica” e “gli elettori hanno raccolto e premiato il nostro appello a rendere chiaro il panorama politico”. Lo ha detto nel suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi sottolineando come fu positiva “la riduzione drastica della frammentazione politica” che ha segnato “un grande cambiamento”.

ANCORA TROPPO ODIO, ITALIA VITTIMA DEL PASSATO – “C’é ancora troppo odio, l’Italia é vittima di un passato che non passa”. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento programmatico alla Camera.

CRISI AFFRONTATA CON RIGORE E CREDIBILITA’ – Per affrontare la crisi economica internazionale “l’Italia aveva bisogno di rigore e credibilità e lo ha fatto mantenendo in ordine i conti pubblici e salvaguardando i redditi delle famiglie: abbiamo fatto la scelta giusta”. Lo ha detto nel suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier ha ricordato come già “durante la campagna elettorale avevamo avvertito che si annunciavano tempi difficili per l’economia e ci siamo preparati al precipitare della crisi. Nessuno, certo, poteva pensare che fosse così grave e così profonda, ma pur partendo da enormi difficoltà – ha sottolineato – l’Italia ha affrontato la crisi con interventi giudicati positivamente da tutti gli organismi internazionali e ha fatto meglio di altri paesi. Questo – ha rivendicato il premier – è stato possibile anche grazie al modello economico italiano fondato sul tessuto delle piccole e medie imprese, al ruolo sociale delle famiglie e di oltre 8 mila comuni, da un sistema bancario solido grazie alla propensione al risparmio e assistito da garanzie e ammortizzatori sociali. Il Governo – ha concluso il ragionamento – ha merito di aver sostenuto questa realtà positiva e di non aver commesso l’errore di aumentare il deficit e la spesa pubblica”.

FEDERALISMO SARA’ CERNIERA UNIFICANTE PAESE – “Il federalismo fiscale è stato votato nel suo percorso non solo dalla maggioranza ma da quasi tutte le forze di opposizione e non prevede la benché minima ipotesi di divaricazione tra Sud e Nord: è vero il contrario. Il federalismo sarà la cerniera unificante del Paese e a vantaggio di tutte le aree e soprattutto del Sud”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi parlando ala Camera.

CALO TASSE ENTRO LEGISLATURA, SENZA DEFICIT - “L’obiettivo del governo è ridurre la pressione fiscale e disboscare la grande giungla di un sistema fiscale rimasto invariato nelle sue parte fondamentali, fin dalla riforma dei primi anni 70, tenendo conto delle esigenze del bilancio pubblico e sulla base della lotta evasione: senza creare deficit il governo intende intervenire entro la legislatura al varo di norme con revisione su famiglie lavoro, ricerca”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento in Parlamento.

USO POLITICO DELLA GIUSTIZIA E’ SQUILIBRIO – “La giustizia è un pilastro fondamentale dello Stato di diritto. L’uso politico è un elemento di squilibrio”. Lo afferma Silvio Berlusconi intervenendo alla Camera.

Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato che il tema della giustizia “é una priorità del paese” ed è “uno dei pilastri dello stato di diritto”. Per questo, ha aggiunto, “intendiamo completare tutti i punti di una riforma complessiva della giustizia sia civile che penale per dare efficienza al servizio ai cittadini affinché sia assicurata parità tra accusa e difesa e affiché in un processo ci sia la tutela per le vittime che la garanzia per gli indagati”.

RIDURRE DURATA PROCESSI,ANCHE CON PIU’FONDI – A proposito del “tema della ragionevole durata dei processi”, che rappresenta una “piaga” per troppi cittadini in attesa di un giudizio definitivo, “il governo presenterà a breve un piano straordinario per lo smaltimento dei processi” e la “delega” per la riforma della magistratura ordinaria. In questo contesto “riteniamo indifferibile un ulteriore aumento delle risorse della giustizia”. E’ un passaggio dell’intervento del premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento a Montecitorio.

MAI IN STORIA INFERTI TANTI COLPI A MAFIA – “Mai nella storia della Repubblica sono stati inferti tanti colpi alla mafia e alla criminalità organizzata”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Montecitorio. “Abbiamo approvato – aggiunge – la normativa antimafia più efficace al mondo per contrastare la criminalità organizzata”.

LOTTA SENZA TREGUA A CRIMINALITA’,LO STATO C’E’ – Silvio Berlusconi ribadisce che la lotta alla criminalità è una priorità assoluta del governo. E al riguardo ha più volte elogiato, nel suo intervento alla Camera, il lavoro svolto da tutte le forze dell’ordine. ‘C’é una grande squadra che si chiama finalmente Stato”.

TREMONTI INCITA PDL, ALZATEVI A APPLAUDIRE - Giulio Tremonti incita i deputati del Pdl a applaudire durante le comunicazioni del presidente del Consiglio nell’Aula della Camera. Quando Berlusconi cita “un grande lavoro di squadra, una squadra chiamata Stato”, Tremonti ha fatto cenno con le mani ai colleghi del Pdl ad alzarsi in piedi ad applaudire, e poi ha scherzosamente detto: “Stato di Polizia…”.

BERLUSCONI ELOGIA GOVERNO SU SICUREZZA, OVAZIONE PDL-LEGA - Silvio Berlusconi elogia l’azione del suo governo per garantire la sicurezza dei cittadini e tutti i deputati di Lega e Pdl si alzano in piedi per applaudire. Proteste, invece, dai banchi dell’opposizione. Gli applausi maggiori il presidente del Consiglio li ha ricevuti parlando dell’azione antimafia del governo e criticando la politica giudiziaria. Lunghissimi battimani anche quando ha difeso l’intenzione di separare le carriere dei giudici e dei Pm e di riformare il Csm.

NEL 2013 COMPLETAMENTO SALERNO-R.CALABRIA - “Saranno triplicati gli interventi sul Mezzogiorno nei prossimi anni con investimenti per 21 miliardi di euro pari al 40% di quelli tutali, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti come il completamento del Salerno-Reggio Calabria”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Montecitorio.

ENTRO DICEMBRE PROGETTO ESECUTIVO PONTE STRETTO - “Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del ponte sullo stretto su Messina”, progetto che “i governi della sinistra avevano liquidato in cinque minuti”. Lo ha assicurato il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento a Montecitorio.

SBARCHI -88%, FAVORIRE INTEGRAZIONE REGOLARI – “Abbiamo ottenuto un grande risultato sull’immigrazione clandestina, con sbarchi ridotti dell’88 per cento. Intendiamo proseguire nell’azione già intrapresa ed intesificarla, favorendo nel contempo l’integrazione degli immigrati regolari”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, parlando in Aula alla Camera.

5 PUNTI NON DISGIUNTI MA CAPISALDI PAESE - “I cinque punti non sono un elenco di riforme disgiunte ma i capisaldi del sistema Paese che hanno come fine quello di rafforzare le Istituzioni, l’economia, il territorio e il tessuto sociale in modo che l’Italia esca dalla crisi globale e diventi più competitiva”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento in aula alla Camera.

PROGRAMMA A PARTE SI PUO’DISCUTERE DI TUTTO – “Ho sempre sostenuto che ferma restando l’intangibilità del programma di governo tutto si può dibattere e migliorare”. E’ un passaggio dell’intervento del premier Silvio Berlusconi a Montecitorio a proposito della nascita del gruppo di Fli.

A ME E GOVERNO CRITICHE APRIORISTICHE – In questi mesi “si è assistito a critiche aprioristiche al governo e a chi è stato chiamato a guidarlo dalla volontà popolare”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Montecitorio. “Uno degli obiettivi più importanti che mi sono posto – aggiunge il premier – è stato quello di riunire i moderati italiani in una unica grande forza politica nel nascente bipolarismo”.

BERLUSCONI AD ALLEATI, ANDARE AVANTI MA NO CARTELLI
- “Sono convinto – prosegue Berlusconi – che in entrambi gli schieramenti si debba proseguire pur nel riconoscimento delle differenze con alleanze di governo e non cartelli elettorali”.

NON RISCHIAMO CRISI E FINIAMO LEGISLATURA - “E’ assoluto interesse del nostro paese non rischiare in un periodo di instabilità una crisi. Occorre fare uno sforzo perché ciò non accada e moltiplicare l’impegno comune per portare a termine legislatura”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, parlando alla Camera. (Ansa)

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Sanita’: Gabriele (Pd), governatore Campania applichi redditometro

Sanita’: Gabriele (Pd), governatore Campania applichi redditometro

Corrado Gabriele

NAPOLI – ”Invito il presidente Caldoro ad applicare una sorta di redditometro, affinche’ a pagare siano i veri ricchi”. Lo afferma Corrado Gabriele, consigliere regionale del Pd in Campania, che interviene sulla questione dell’aumento del ticket per le ricette dei farmaci, le visite specialistiche e i ”codici bianchi” del Pronto soccorso ospedaliero. ”E’ assurdo – polemizza Gabriele – che a pagare le conseguenze del deficit della sanita’ in Campania siano le fasce deboli della popolazione. Si applichino piuttosto gli aumenti ai cittadini di fascia medio-alta, a partire dai consiglieri e assessori regionali”. Il consigliere del PD invita, inoltre, il governatore Caldoro ”a riferire in Consiglio su quest’emergenza, dato che finora non ha prodotto alcuna discussione ne’ atti deliberativi in Giunta”. (Adnkronos)

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Rifiuti, Bertolaso: “Abbiamo lasciato la regione Campania pulita”

Rifiuti, Bertolaso: “Abbiamo lasciato la regione Campania pulita”

Guido Bertolaso

ROMA -”Abbiamo lasciato la regione Campania pulita e con gli impianti funzionanti”. E’ quanto ribadito da Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento della Protezione Civile alla trasmissione ‘Mattino 5′ alla quale e’ intervenuto anche Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli che ha precisato che “stiamo lavorando sulla proposta di aprire un tavolo tecnico insieme con i comuni interessati dell’area di Terzigno, Boscotrecase, Boscoreale. Purtroppo non e’ semplice risolvere questo problema ma credo che da parte mia e da parte dei sindaci la volonta’ di lavorare su una proposta alternativa se possibile ad una nuova discarica. Non vogliamo andare contro la legge”. Bertolaso ha quindi ribadito che “gli impianti erano pronti e le discariche funzionanti e non puzzolenti. Si trattava di organizzarsi. Sono passati nove mesi, mi rendo conto che non e’ facile rilevare una gestione per 15 anni affidata ad altri. Gli enti locali devono assumersi le proprie responsabilita’ e sono d’accordo al tavolo tecnico di Cesaro per trovare, se possibile, sito alternativo alla seconda discarica di Terzigno prevista, voglio ricordare, dal Parlamento nazionale due anni orsono”. “Bisogna far funzionare gli impianti, fare in modo che la spazzatura venga portata nelle discariche che ci sono – ha ribadito Bertolaso – Bisogna pagare i lavoratori e il problema e’ risolto, sembra banale ma mi sembra che accada in tutta Italia e in tutto il mondo. Bisogna avere il coraggio di affrontare le situazioni altrimenti queste emergenze sono destinate a ripertersi. Purtroppo bisogna avere il coraggio di metterci la faccia di assumersi le responsabilita’ e decidere insieme, se si trovano

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Rapina una pasticceria, in auto lo attende la figlia di 9 anni

Rapina una pasticceria, in auto lo attende la figlia di 9 anni

NAPOLI – Rapina la pasticceria portandosi in auto la bambina di nove anni. E’ accaduto a Giugliano (Napoli) dove un uomo di 45 anni, originario di Napoli ma residente a Castel Volturno (Caserta) è stato arrestato in flagranza da una pattuglia della guardia di finanza del comando provinciale di Napoli. B.V. era entrato in una pasticceria, in via Ripuaria, armato di un coltello a serramanico della lunghezza di 20 centimetri ed aveva portato via la cassa del misuratore fiscale con l’incasso della giornata e minacciando di morte un dipendente. La scena è stata notata da una pattuglia della brigata di Baia, nel napoletano, in servizio di controllo del territorio che è intervenuta e non senza difficoltà è riuscita a bloccare e disarmare il rapinatore, sottraendolo all’ira dei passanti che avevano assistito alla scena. Con grande stupore i finanzieri hanno scoperto che in auto ad attendere l’uomo c’era la figlia di nove anni. L’uomo, pluripregiudicato, è stato condotto al carcere di Poggioreale, mentre la figlia è stata affidata ad una parente.

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Pompei, si teme il crollo della domus  di Polibio: è ancora emergenza

Pompei, si teme il crollo della domus di Polibio: è ancora emergenza

NAPOLI – Si sbriciola la casa di Polibio. È emergenza nella Pompei appena messa in sicurezza. Il sito archeologico da mercoledì sara senza soprintendente ed è di nuovo in emergenza per danni strutturali e crolli. Lo denuncia la Uil dei beni culturali, rivelando che due giorni fa nella celeberrima Domus di Polibio si sarebbe sbriciolata una trave, mentre nel triclinio del Termopolio, dove c’è il dipinto del Ratto delle Sabine, il solaio sarebbe inarcato e alcune travi di legno lesionate, tanto da far temere il crollo.

«Su Pompei si sta giocando una partita i cui contorni sono oscuri», sostiene il segretario generale Gianfranco Cerasoli, che lancia un appello al ministro Bondi «perché faccia chiarezza sui misteri». Quanto alla questione della soprintendenza, vacante da domani con la cessazione dell’interim all’archeologo Giuseppe Proietti (che lascia per limiti di età) sarebbe sfumata, secondo la Uil, l’ipotesi di un incarico a Angelo Ardovino, con la prospettiva invece che per la gestione di Napoli e Pompei sia di nuovo affidata ad un funzionario ad interim.

Il cedimento della trave nella Domus di Polibio, racconta il sindacalista, è avvenuto il 25 settembre e ha costretto i responsabili a chiudere per qualche ora la Domus (dove era stato recentemente allestito anche un percorso per non vedenti) e a riaprirla poi, una volta isolata la zona del cedimento, con un percorso interno diverso. La trave che si è sbriciolata, riferisce ancora il segretario del sindacato, «sembra fosse stata solo riverniciata in occasione dei lavori fatti realizzare nella Domus dall’ex commissario» Fiori. Certo, denuncia il sindacalista «è singolare che ciò accada dopo che Fiori ha magnificato la sua azione di totale messa in sicurezza di Pompei». Nel frattempo, informa infine la Uil, nel sito è arrivato un ispettore inviato dal ministero delle finanze per fare una verifica sugli interventi della gestione commissariale. (Il Corriere del mezzogiorno)

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Napoli, cresce l’attesa per la tappa europea

Napoli, cresce l’attesa per la tappa europea

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Archiviata l’euforia per il secco 1-4 a Cesena, gli azzurri di Mazzarri, prima di scontarsi domenica prossima al San Paolo, per la prima volta dall’inizio della stagione, nel consueto orario delle 15.00, contro i giallorossi di Ranieri, fanno tappa in Europa. Leggi tutto

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Comunicazioni su reti wi-fi: il Garante ordina a Google Street View il blocco dei dati

Comunicazioni su reti wi-fi: il Garante ordina a Google Street View il blocco dei dati

Napoli – ( di Italo Faruolo) – Il Garante privacy ha imposto a Google di bloccare qualsiasi trattamento sui cosiddetti “payload data” captati dalle vetture di Street View, e ha inviato gli atti all’autorità giudiziaria perché valuti gli eventuali profili penali derivanti dalla raccolta di questo tipo di dati.

L’Autorità aveva avviato un’istruttoria nei confronti della società di Mountain View nel maggio di quest’anno quando era venuta a conoscenza della circostanza che le “Google car”, girando sul territorio italiano, oltre a raccogliere immagini avevano anche “catturato” a partire dall’aprile 2008, tramite appositi software, frammenti di comunicazioni elettroniche – i “payload data” appunto – trasmesse da utenti che utilizzavano reti Wi-Fi non protette.

Nel corso del procedimento Google, fornendo i riscontri richiesti dal Garante, ha confermato la raccolta dei dati durante il passaggio delle vetture di Street View, specificando tuttavia che essa era avvenuta erroneamente e che i dati raccolti erano comunque talmente frammentati da non per poter essere considerate informazioni personali. Secondo le dichiarazioni delle società, i dati sono attualmente conservati su server negli Stati Uniti e non sono mai stati utilizzati, né comunicati a terzi.

Ad avviso dell’Autorità italiana, invece, una tale raccolta di informazioni, essendo stata effettuata in modo sistematico e per un considerevole periodo di tempo (fino al maggio 2010), comporta la concreta possibilità che alcune delle informazioni “catturate” abbiano natura di dati personali: consentano cioè di risalire a persone identificate o identificabili. Google, pertanto, potrebbe aver compiuto un grave illecito, violando non solo il Codice privacy, ma anche alcune norme del codice penale, come quelle che puniscono le intercettazioni fraudolente di comunicazioni effettuate su un sistema informatico o telematico (art.617-quater) e l’installazione, fuori dai casi consentiti dalla legge, di “apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere” comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico” (art.617-quinquies).

Alla luce di tutto ciò il Garante ha ritenuto di trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria perché accerti gli eventuali illeciti penali che possono configurarsi. Considerato inoltre che i “payload data” possono costituire elementi di prova delle eventuali violazioni che spetterà alla magistratura valutare, il Garante ha ritenuto di conseguenza che essi non debbano essere cancellati dai server nei quali sono conservati e ne ha disposto il blocco, imponendo a Google di sospendere qualunque trattamento.



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Verdi denunciano: “Rifiuti radioattivi nella discarica di Terzigno”.

Verdi denunciano: “Rifiuti radioattivi nella discarica di Terzigno”.

Rifiuti a Terzigno

NAPOLI – “Un autocompattatore, adibito al trasporto di rifiuti urbani indifferenziati, è stato posto in fermo cautelativo presso la discarica “Cava Sari” a Terzigno – denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – per la presenza a bordo di rifiuti radioattivi. Ci risulta che questo non sia l’ unico caso e chiediamo con urgenza l’ immediata verifica della tenuta stagna della discarica e il controllo da parte dell’ Arpac del livello di contaminazione interna dovuta a eventuale presenza di rifiuti speciali. In particolare chiediamo il controllo della presenza di amianto, disseminato anche per la strada che porta alla discarica, di materiali radiottivi, solventi e prodotti chimici presenti nella discarica”. Domani 29 Settembre è stato convocato l’ esecutivo regionale dei Verdi presso la tenda adibita dal Sindaco del comune di Boscoreale e poi presidio degli ambientalisti presso la discarica di Terzigno.

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Maroni: niente case popolari ai rom Don Colmegna: noi andiamo avanti

Maroni: niente case popolari ai rom Don Colmegna: noi andiamo avanti


Roberto Maroni

MILANO - «Nessuna delle famiglie che saranno allontanate dai campi nomadi regolari di Milano e che hanno i titoli per restare in città, saranno ospitate in alloggi popolari, come originariamente previsto nel piano per l’emergenza rom». Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Roberto Maroni al termine del vertice sulla cosiddetta «emergenza rom» che si è tenuto lunedì mattina in Prefettura a Milano. «Il campo rom di Triboniano verrà chiuso – ha affermato Maroni – e chi stava dentro e ha i titoli per restare in città avrà una sistemazione, escludendo l’utilizzo di case Aler (di edilizia residenziale pubblica, ndr) o nella disponibilità del patrimonio immobiliare del Comune».

«PER RISOLVERE PROBLEMI NON SE NE CREANO ALTRI – «E’ una scelta politica, di saggezza – ha detto il responsabile del Viminale -, che mette d’accordo le sensibilità di tutti, compresa quella di chi vuole l’assegnazione delle case popolari prima ai milanesi». La chiara allusione è a Lega e Pdl, che si erano opposti al piano «sfiduciando» l’assessore Moioli. La soluzione alternativa verrà trovata da Gian Valerio Lombardi, prefetto e commissario straordinario per l’emergenza rom. Secondo Maroni sarà comunque «facile» trovarla perché «siamo di fronte a solo 25 casi» (gli appartamenti, destinati al privato sociale, erano in tutto 25, ndr) e in ogni caso la linea adottata a Milano negli ultimi due anni per i rom è «un modello per tutta l’Europa». «Quando si vogliono risolvere problemi non se ne creano altri, ma si cerca una soluzione che metta d’accordo tutte le sensibilità», ha aggiunto Maroni. Per i rom che lasceranno il campo di Triboniano la soluzione è affidata «al grande cuore di Milano». «Sarà trovata una soluzione – ha sottolineato il ministro – che non susciti quelle reazioni negative – peraltro poco giustificate, ma che comunque abbiamo registrato – che rischiano di vanificare lo sforzo enorme che hanno fatto le istituzioni, in primo luogo il Comune, per dare una soluzione a una situazione grave».

UNO «STOP» AI ROMENI - «Proporrò al governo e al Parlamento che ci venga data la possibilità di espellere i cittadini comunitari se non hanno i requisiti previsti dalla direttiva europea del 2004», ha detto Maroni. Che ovviamente pensa ai romeni: ha infatti ricordato che questa innovazione legislativa è particolarmente urgente, visto che all’inizio del prossimo anno Paesi «come la Romania» sono destinati ad entrare nell’area Schenghen. Maroni sostiene la necessità di una nuova normativa per applicare concretamente nel territorio italiano quanto previsto dalla direttiva europea del 2004 che disciplina il soggiorno dei cittadini comunitari negli altri Stati membri dell’Unione europea. «Serve una innovazione legislativa che ho in animo di prendere – ha spiegato il ministro dell’Interno – per applicare concretamente gli obiettivi della direttiva europea del 2004».

VIA CHI NON GUADAGNA - Il principio che ispirerà l’intervento legislativo del Viminale è quello di trovare strumenti efficaci per allontanare tutti i cittadini che non hanno un reddito e un lavoro sufficienti per il proprio mantenimento e contemporaneamente garantire percorsi di accoglienza e integrazione con chi, avendo invece i titoli per restare, si impegna a rispettare le regole della convivenza civile. «Occorre un segnale netto – ha osservato Maroni – anche in vista di scadenze importanti, come l’allargamento dell’area Schengen alla Romania, e il sistema da predisporre sarà basato su due aspetti: il rigore, ovvero rimane soltanto chi è nelle condizioni per poter rimanere e rispetta le regole, e poi l’accoglienza e l’integrazione».

TRIBONIANO SARA’ SMANTELLATO - Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Milano Letizia Moratti che pure, fino a qualche giorno fa, era orientata ad una soluzione diversa per le famiglie rom che saranno allontanate dal campo di Triboniano. Il sindaco ricorda le politiche del Comune volte non solo ad «azzerare i clandestini ma ad «alleggerire» i campi regolari: non rimane nel campo chi non manda i figli a scuola e chi commette reati. Chiudere il campo di Triboniano, come è stato ribadito oggi «è una decisione a favore dei cittadini milanesi che avranno maggiore sicurezza», sottolinea il ministro Maroni. «Oggi abbiamo confermato – è intervenuta la Moratti – una linea di estremo rigore, ma anche di umanità per le emergenze e le fragilità di chi ha diritto a rimanere». Dopo tante polemiche, il campo sarà smantellato se non entro la fine di ottobre, comunque al più presto. La nomina del prefetto Lombardi a commissario straordinario per l’emergenza rom durerà fino al 31 dicembre.

IL PD: MORATTI COMMISSARIATA - «Maroni si dimostra sempre meno un ministro e sempre più un capopopolo leghista. Nei fatti, col suo intervento sulle case a Rom a Milano, Maroni ha letteralmente commissariato la Moratti», afferma il deputato del Pd Enrico Farinone, vice presidente della Commissione Affari Europei. «Maroni sente odore di elezioni e così va giù duro contro il comune di Milano – continua Farinone -. Non solo commissaria la Moratti, ma sconfessa quanto disposto dall’assessore Moioli».

«NOI ANDIAMO AVANTI» – Preso atto delle dichiarazioni di Maroni, la fondazione Casa della carità, il Centro ambrosiano di solidarietà e il Consorzio Farsi Prossimo ribadiscono: «Continueremo a rispettare gli impegni presi così come da convenzione firmata lo scorso 5 maggio con Prefettura e Comune di Milano». La convenzione prevedeva, così come richiesto dal Comune di Milano, l’assegnazione di case popolari Aler escluse dalla disciplina e.r.p. (come da Deliberazione regionale del 5 agosto) al privato sociale: 15 appartamenti alla fondazione Casa della carità, 5 al Centro ambrosiano di solidarietà, 5 al consorzio Farsi Prossimo. Perciò i tre enti, «così come concordato con Prefettura e Comune attraverso il cosiddetto Piano Maroni», destineranno le case «a quelle fasce di popolazione connotate da particolari fragilità. Una categoria nella quale rientrano alcuni nuclei famigliari che abitano nei campi regolari di via Triboniano e via Novara». I tre enti sottolineano che «nei giorni scorsi 11 famiglie rom hanno già ottenuto l’assegnazione delle case con un atto ufficialmente firmato da Prefettura e Comune». «Il nostro lavoro proseguirà in questa direzione e con il consueto spirito di collaborazione. Qualora dovesse arrivare una comunicazione ufficiale nella quale verrà espressamente indicato di non assegnare le case alle famiglie rom, prenderemmo atto del mutato stato di cose e metteremmo in discussione la convenzione. Perché vogliamo operare, sia da un punto di vista culturale che sociale, senza mettere in atto forme di discriminazione», concludono i tre enti. (Il Corriere della Sera)

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Iran, niente lapidazione:  «Sakineh sarà impiccata»

Iran, niente lapidazione: «Sakineh sarà impiccata»

Sakineh

MILANO – Il procuratore generale iraniano Gholam-Hossein Mohseni-Ejei ha annunciato la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtani, la donna accusata di adulterio e di complicità nell’omicidio del marito. La donna, secondo quanto si legge sul Teheran Times, è stata condannata per il secondo dei due capi d’imputazione: per questa ragione Sakineh non sarà giustiziata per lapidazione ma per impiccagione. «Secondo la legge attuale, la sua condanna a morte ha la precedenza sulla punizione» per l’adulterio, ha detto il procuratore generale. «La questione – ha aggiunto – non dovrebbe essere politicizzata e gli organi giudiziari iraniani non saranno influenzati dalla campagna di propaganda lanciata dai paesi occidentali».

LA MOBILITAZIONE NEL MONDO – Per Sakineh, la cui sentenza di lapidazione era stata sospesa da alcune settimane per un riesame del caso, c’era stata una grande mobilitazione nel mondo occidentale e anche in Italia e in molti avevano puntato il dito contro la barbarie della lapidazione, una condanna secondo la legge islamica che prevede che la donna colpevole di adulterio venga sepolta fino al torace e che la parte che sporge dal terreno sia ripetutamente colpita da lanci di pietre, fino alla morte. Proprio le pressioni internazionali hanno contribuito a frenare l’iter dell’esecuzione, già programmata e poi rimandata a data da definire.

LA POSIZIONE DI AHMADINEJAD – Anche il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, intervenendo all’assemblea delle Nazioni Unite a New York aveva citato il suo caso spiegando che in Iran esistono diversi gradi di giudizio, sostenendo che la donna non fosse mai stata condannata a morte e che comunque anche in altri Paesi del mondo è prevista la pena capitale per le condanne per omicidio. E a questo proposito i media iraniani avevano fatto notare le contraddizioni dell’opinione pubblica occidentale che non ha avuto le medesime reazioni di fronte alla condanna a morte negli Usa di Teresa Lewis, una donna americana con problemi di disabilità mentale.

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